Il comandante e la cicogna (2012)
Con Alba Rohrwacher, Claudia Gerini, Luca Zingaretti, Giuseppe Battiston, Valerio Mastandrea, Michele Maganza, Maria Paiato, Shi Yang, Luca Dirodi, Serena Pinto, Giselda Volodi, Giuseppe Cederna, Fausto Russo Alesi
23/11/2011
Cinema in anteprima: Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini
Si ultimano in questi giorni a Torino le riprese del nuovo film di Silvio Soldini, Il comandante e la cicogna, commedia sostenuta dal Ministero dei Beni Culturali e dalle Film Commission di...
di Spaggy
La trama
A Torino, all'ombra delle statue che osservano e accompagnano i movimenti delle persone, Leo (Valerio Mastandrea), un idraulico con due figli da crescere e con la moglie Teresa (Claudia Gerini) che appare e scompare, facendogli ogni tanto visita di notte per un paio di chiacchiere, si rivolge allo studio dell'avvocato Malaffano (Luca Zingaretti), potente e truffaldino, per risolvere la tortuosa vicenda che ha reso la figlia maggiore protagonista inconsapevole di un filmino porno finito sul web. Qui, conosce Diana (Alba Rohrwacher), una giovane artista squattrinata che sta ridipingendo le pareti dello studio per pochi soldi. A poco a poco, quella che sembrava solo una effimera conoscenza si trasforma in vero amore mentre intorno a loro ruotano un coro di personaggi alle prese con le loro piccole (dis)avventure. A far loro compagnia vi sono, infatti, Elia, il figlio più piccolo di Leo, che va male a scuola e alleva in segreto una cicogna, Amanzio (Giuseppe Battiston) che ha lasciato il lavoro per vivere come un eremita metropolitano, il cinese Fiorenzo, un fabbricante di pantofole e un misterioso investigatore privato.
Soldini sta in equilibrio un po’ precario, proprio come le gambe della sua cicogna prodigiosa, ma è umanamente ricco di un’amarezza da sempre sentita che si sforza, a volte riuscendoci, di tradurre in balletto grottesco, fino a rasentare la pochade delle mazzette e degli intrighi: si inizia rubando rane nel reparto surgelati, poi si va nel reparto immobiliare. Scegliendo uno stile démi surreale, il regista di Pane e tulipani tiene aperti i suoi bilanci, quello pessimista del come siamo ridotti (tanto lo dice Garibaldi, come aveva previsto Davide Ferrario) e quello che invece ci terrebbe a rendere, tra giorni e nuvole, le famiglie felici ma tutte in modo diverso.
La recensione di FilmTv
Di Maurizio Porro - FilmTV n. 43/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 19/10/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
……………………
i ministri puliti
i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
nuntereggae più
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
aziende politicizzate
evasori legalizzati
nuntereggae più
auto blu sangue blu
cieli blu amori blu
rock and blues
nuntereggae più
e a la la
nuntereggae più
dc psi
nuntereggae più
dc pci
pci psi pli pri
dc pci pci dc
cazzaniga
nuntereggae più
………………….
(da ‘Nuntereggae più’ 1978 di Rino Gaetano)
In un’Italia sfatta, indegna, amena, sperduta, intristita e scazzata c’è solo da sperare in un cielo arioso e poco ingrigito da dove ‘arriva’ una cicogna che si perde per ritrovarsi come il percorso del film che gira intorno ai suoi personaggi monumentali e alle voci dei loro volti scolpiti. Parole gettate al vento come fulmini appassiti in un paese irriconoscibile per loro dove per un parcheggio sotto lo sguardo dell’eroe Garibaldi due donne se le danno di santa ragione per un (misero) posticino mentre da sotto (volando basso) ma intrallazzando meglio il Cavaliere Cazzaniga si ritrova egregiamente nel suo biancore con una statua detronizzante la storia eroica del Paese unito (che fu) e le vite uccise nella gloria delle battaglie (come l’eroe ricorda a noi tutti durante il racconto filmico).
In una città (come Torino) sospesa e incantata dal nulla di oggi s’addensano gli scarichi delle voci futili e stantie di un uomo stanco e di famiglie mai dome per andare avanti; giacché per poco ancora (forse) e per simili idiozie ogni perduto (e sprovveduto) padre si deve inventare qualcosa che ancora c’è, un lavoro di risorsa e una fatica di acque schiuse. Acqua che perde e acqua che si chiude, voci che parlano e parole e che ci aprono. Ma oramai l’Italia confinata e accarezzata come sogno (reale) dai garibaldini ricordati si incanala nel pantano (di acquitrini inospitali) di un guazzabuglio indecoroso. Il Cazza(o)niga posto ai piedi e ripulito dalle maestranze è ancora lì per poco a controllare il via vai di una città nel marasma generale dove i passanti (oramai) guardano molto in basso (non per vergogna) e non si degnano di alzare lo sguardo per osservare da vicino la loro storia. Garibaldi, Leopardi, Verdi sono sconfortati oltre che impotenti a guardare impudicizie di umani id(tal)ioti.
Il nuovo film di Soldini vibra in alto in un contesto sociale annaspante, sconcio e inverecondo: con uno stile personale (che riconosciamo nell’autore) di un ‘dolce-amaro’ veramente disprezzante e tagliente. Si ride (e si sorride) in ogni situazione e par di essere al centro dell’attenzione e dentro la storia: il desiderio di dare qualche sano schiaffo a ciò che tocchiamo con mano (purtroppo). Una leggerezza di ripresa e una pesantezza surreale da far invidia a certi presunti autori di serie elevata (come qualcuno ritiene di essere): Soldini ci mette la faccia ogni volta e affronta la situazione da par suo e andando oltre (oltre) il battibecco quotidiano tra i vari personaggi tutti veritieri, ben delineati e, soprattutto, capaci di dirci molto di quello che fanno (e che non si vede sempre). ESPANDI +
- negative [6]
- sufficienti [7]
- positive [7]
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19 aprile 2013 Opinione di TrixiePixie su "Il comandante e la cicogna"
Non avrei potuto scegliere periodo migliore (aprile 2013) per vedere questo film, la cui migliore qualità – o per lo meno, una delle migliori - consiste nell’offrire al pubblico diversi spunti di riflessione sui concetti di cultura e democrazia attraverso una storia piacevole e delicata, che pone a confronto l’Italia del passato con la (triste) realtà contemporanea. Soldini non ha paura di mostrare le contraddizioni, la corruzione, l’opportunismo e l’ignoranza dei tempi moderni,...
voto al film: 
6 aprile 2013 Opinione di michel su "Il comandante e la cicogna"
Una cicogna per mamma e un fantasma per moglie in una favoletta a lieto fine dove parlano anche le statue ma nessuno sa recitare.
voto al film: 
27 marzo 2013 Opinione di Mulligan71 su "Il comandante e la cicogna"
Davanti a film come questi, davanti a questo insistere di Soldini, uno piuttosto bravo, a voler (ri)fare quel film delizioso che fu "Pane e Tulipani", comincio a pensare che quel film gli riuscì semplicemente per una gran botta di culo. Questo lavoro è semplicemente imbarazzante. Un accumulo di personaggi che provano in tutti i modi a essere carini e simpatici, colorati e stralunati, e invece sono solo sopra le righe, irritanti, recitano con i piedi e girano a vuoto per tutta la (lunga)...
voto al film: 
9 febbraio 2013 Opinione di OGM su "Il comandante e la cicogna"
Per certi versi, sembra di rivedere “A casa nostra”. Con Luca Zingaretti che, ritorna, più corrotto che mai, sullo sfondo di una Torino malinconica e stanca, nuova frontiera del degrado del nostro paese, dopo lo storico declino della Milano da bere. Il suo avvocato Malaffano, dal nome significativamente ispirato all’opinione che l’italiano medio ha della classe politica e del potere in generale, è il personaggio tipo della parte più logora ed avvilente della commedia nostrana...
voto al film: 
5 febbraio 2013 Opinione di ico su "Il comandante e la cicogna"
Lo si potrebbe definire un film leggero, alimentare o opera minore, semplicemente per rispetto verso l'autore, ma il film in sè non è granchè. Che i Padri della Patria ci guardino con rammarico è stanca chiacchiera da bar e da Soldini ci si attenderebbe un approccio diverso dal pollaio; le storie non vanno da nessuna parte, ancora una volta la realtà brucia la finzione e di avvocati traffichini, angeli custodi della politica, senza scrupoli verso i deboli, francamente non se ne può...
voto al film: 
7 novembre 2012 Opinione di zombi su "Il comandante e la cicogna"
mi è piaciuto il film di soldini. buona commedia amara commentata da garibaldi in persona. in una torino che si decide di tenere non turistica, si muovono i nostri umili personaggi. un idraulico padre di famiglia. una pittrice senza un soldo e un semi-barbone che ha deciso di smettere di lavorare per essere libero, ma schiavo anch'esso del dio denaro, di cui, suo malgrado non può fare a meno. tutti bene o male che intersecano le loro strade con quelle di un avvocato trafficone,...
voto al film: 
4 novembre 2012 Opinione di leporello su "Il comandante e la cicogna"
Alcuni elementi che emergono da questo film: 1) Valerio Mastandrea, sempre valente, è stato inopinatamente abbassato di latitudine con conseguente sostanziale depauperamento delle sue attitudini intrinsecamente roman/romanesche. In parole povere: l’accento napoletano non gli giova affatto. 2) Alba Rohwacher è da considerarsi ormai patrimonio culturale consolidato. Viaggia con la stessa non-chalanche su tutti i registri possibili e immaginabili, dal drammatico al...
voto al film: 
3 novembre 2012 Opinione di neccolo su "Il comandante e la cicogna"
Il film ha buone intenzioni, ma non tutto funziona, e manca la leggerezza di tocco che caratterizzava Pane E Tulipani e Agata E La Tempesta. Non mi hanno convinto le scene con le statue, che, soprattutto nella prima parte, interrompono il ritmo già un po' claudicante degli altri segmenti (che però più avanti migliora), senza aggiungere granché di importante al film. Insomma, un Soldini minore, ma siamo comunque sopra i livelli qualitativi del cinema italiano medio. Un appunto...
voto al film: 
30 ottobre 2012 Opinione di barabbovich su "Il comandante e la cicogna"
Ci guardano sconsolati dall'alto i padri della patria e gli esponenti di rango dell'Italia che fu. E ci commiserano. "Duole il petto doverlo ammettere - dice il bronzo ventriloquo di una statua equestre di Garibaldi (la voce è quella di Favino) - ma se avessi potuto prevedere tutto questo sarebbe stato meglio tenersi gli austriaci". L'Italia (siamo a Torino) che sta ai suoi piedi si presenta fin dalla prima scena con due automobiliste che vengono alle mani per ragioni di viabilità e...
voto al film: 
30 ottobre 2012 Opinione di mc 5 su "Il comandante e la cicogna"
Sembra che i critici si siano messi d'accordo per argomentare tutti le stesse tesi al fine di "scaricare" questo film come il peggiore di Soldini. Premesso che, al contrario, io l'ho apprezzato tantissimo, davvero non afferro le suddette tesi sostenute dalla critica: Soldini sarebbe dunque uno snob di sinistra che guarda gli italiani dall'alto e con disprezzo, considerandoli tutti dei servi di Berlusconi. Francamente, allora io ho visto un altro film. E' un piccolo capolavoro di poesia e...
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