Il grande Gatsby 3D (2013)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il grande Gatsby 3D: minimo
Ritmo ritmo in Il grande Gatsby 3D: presente
Impegno impegno in Il grande Gatsby 3D: assente
Tensione tensione in Il grande Gatsby 3D: minimo
Erotismo erotismo in Il grande Gatsby 3D: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Il grande Gatsby 3D

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Il grande Gatsby 3D (voti: 39 media: 3,21) 39

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locandina di Il grande Gatsby 3D

Trailer originale 3

Il grande Gatsby 3D Trailer originale 3play

20/12/2012

"The Great Gatsby", Trailer 2

Non è che mi stai simpaticissimo Baz Luhrmann, trovo i suoi film genialoidi ma un tantino kitsch. Eppure, sfilando quest'immagini, Fitzgerald acquisisce un senso di postmodernismo...

di Travis Bickle 1979

La trama

Nella primavera del 1922, l'aspirante scrittore Nick Carraway (Tobey Maguire) lascia il Midwest per trasferirsi in una New York dominata dal mondo del jazz e da un allentamento delle rigide norme morali. Inseguendo il suo grande sogno americano, Nick entra in contatto con il mondo del plurimilionario Jay Gatsby (Leonardo Di Caprio), un tempo amante di sua cugina Daisy (Carey Mulligan), andata poi in moglie al nobile e donnaiolo Tom Buchanan (Joel Edgerton). Introdotto in una realtà fatta di illusioni e tradimenti, Nick si ritrova coinvolto in una storia d'amore impossibile, segnata da sogni incorruttibili e tragedie in agguato. 

Esaltato ed esangue, ebbro e convulso come i suoi protagonisti votati agli istinti meno nobili, il film vive di frenesie kitsch e di momenti di sublime bruttezza, sperpera i fastosi numeri danzanti con inquadrature sovraeccitate e poi si autosabota con la stasi registica del melodramma da camera. A Luhrmann non interessa la ricostruzione storica, né tanto meno la storia dell’amore impossibile, o forse mai esistito, tra Gatsby e Daisy: la sua messa in scena irragionevole e becera si fa specchio dell’anima del suo protagonista, consumato dal sogno di essere il più grande, di riconquistare il passato a suon di party mastodontici. Una messa in scena, una finzione dichiarata e scintillante: l’inganno eterno del cinema.

IL GRANDE GATSBY: DAL ROMANZO DI F. SCOTT FITGERALD

Adattamento dell'omonimo e celebre romanzo di F. Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby di Baz Luhrmann segue le vicissitudini dell'aspirante scrittore Nick Carraway (narratore della storia) lascia il Midwest per trasferirsi a New York nella primavera del 1922, in un momento storico in cui la morale si sta allentando e il jazz la fa da padrone. Inseguendo il suo sogno americano, Nick ha modo tramite sua cugina Daisy e il di lei donnaiolo marito Tom Buchanan di conoscere il milionario Jay Gatsby (descritto da Nick nel romanzo che sta scrivendo come come un uomo misterioso e apparentemente corrotto ma, in ultima analisi, di grande fascino e appeal, capace di infondere straordinaria forza e speranza). Grazie a questi tre incontri, l' "innocente" Nick si ritrova catapultato nell'accattivante mondo dei super ricchi, delle loro illusioni, dei loro amori e dei loro inganni, vissuti in una New York accecante, stravagante e nel bel mezzo della crisi finanziaria.
Scritto tra il 1923 e il 1924 tra Long Island (a New York) e San Raphael (a circa 15 miglia da Cannes, in Francia), il romanzo di Fitzgerald ha incontrato la strada di Baz Luhrmann nel 2004 (anche se il primo approccio era avvenuto nel 1974 grazie a Il grande Gatsby di Jack Clayton) quando, dopo aver finito le riprese di Moulin Rouge!, il regista si trovava a bordo della Trans-Siberian Express per raggiungere a Parigi (da Pechino) la moglie e la figlia appena nata e si è ritrovato con sé un nastro con la versione audio dell'opera, che gli ha fatto nascere il desiderio di realizzarne una nuova versione cinematografica.

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IL GRANDE GATSBY: LE FOTO

I PERSONAGGI PRINCIPALI

In un primo momento, tutto ciò che si sa del personaggio di Jay Gatsby arriva dalle notizie e dai pettegolezzi che si rincorrono nelle conversazioni. Descritto sovente come colui che dal nulla è riuscito a comprare un palazzo a Long Island, Gatsby apre le porte di quella residenza ogni fine settimana per organizzare feste sontuose a cui invita chiunque, senza che nessuno lo abbia mai effettivamente incontrato fino al momento in cui ad essere invitato è Nick Carraway. Ciò dà inizio a una catena di eventi che porteranno Gatsby, nato povero ma da sempre con grandi aspirazioni e una visione positiva della vita, a rivelarsi e  ad essere rovinato dalla sua ossessione romantica per Daisy Buchanan, la cugina di Nick. Tutta la sua ostentazione e raccolta di ricchezze infatti non sono altro che un modo per riempire un vuoto e per tentare di riconquistare il cuore di Daisy, l'unica donna che abbia mai amato in vita sua, e di strapparla dalle mani dal ricco e potente Tom. Ad interpretare il "tragico" Gatsby e a dar vita al suo sogno "incorruttibile" è l'attore Leonardo DiCaprio (già diretto da Luhrmann in Romeo + Giulietta) mentre il personaggio di Nick, l'unico che si dimostra particolarmente interessato al vero animo di Gatsby come individuo, ha il volto di Tobey Maguire.

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COSTUMI, SCENOGRAFIE E MUSICHE POST-MODERNE

A ricreare la moda dei ruggenti anni Venti in Il grande Gatsby è la costumista Catherine Martin, che per il suo lavoro ha potuto contare sulle ricche descrizioni che Fitgerald fa all'interno del suo romanzo. Studiando meticolosamente i materiali visivi di inizio Novecento, la Martin ha potuto contare sul supporto della Brooks Brothers (storica etichetta americana), che ha fornito quasi 2000 capi di abbigliamento soprattutto maschile, e di Miuccia Prada, che ha realizzato 40 abiti per lo più femminili da usare per le scene di festa e l'abito "lampadario" e la pelliccia che Daisy indossa per la sua prima e unica apparizione in una delle feste di Gatsby (un momento topico per tutto il film, in cui l'abbigliamento di Daisy è completato da una coroncina in perle e diamanti fornita da Tiffany, come l'anello di fidanzamento che indossa sempre).

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La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 21/2013

Baz Luhrmann coglie in pieno il sentore e il languore di un’epoca. Non certo quella dei roaring twenties in cui F. Scott Fitzgerald scrisse il suo capolavoro, ma la nostra: tutto si può imputare al magniloquente e ipercinetico regista australiano salvo la mancanza di sensibilità verso mode tendenze e deviazioni del nostro tempo. Nel rifare se stesso, frullando compulsivamente costumi d’epoca e canzoni contemporanee in una replica di Moulin Rouge!, Luhrmann trova nella dimensione ludica e musicale la sua cifra più riconoscibile e anche più riuscita: il romanzo di Fitzgerald ne esce ammaccato se non ignorato, eppure come non notare che la voce di bambola di Lana Del Rey è il tappeto sonoro perfetto per la miagolante golden girl Daisy/Carey Mulligan? ESPANDI +

L'opinione più votata

Di M Valdemar scritta il 16/05/2013 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Baz, l’orgia del potere (eccedere, osare, adornare, adulterare, sfondare le statiche mura della convenzionalità).
Oltrepassare limiti (r)aggirandone paletti, recinzioni, porte d’accesso (e recesso), inferriate poste a protezione del sacro impero cinematografico (e, prima ancora, letterario).
Baz Luhrmann non sa (o non vuole, o non può) tenere a freno il proprio immaginifico modo di concepire l’esperienza filmica, per lui “totalizzante” ed estrema, anche nella banale riproduzione delle miserie umane travestite da opulente noncuranti marionette del frenetico marcescente mondo "moderno".
Il tuttopieno sgargiante strafico stereoscopico, all’ennesima esplosione di fuochi d’artificio, all’ennesimo fragore di ultrasuoni figli imbastarditi di una moltitudine informe deforme di note aliene (tra loro), all’ennesimo violento colorato carnevale di anime addobbate a festa - per essere concisi, quasi subito annoia, stufa. Distrae.
L'anfetaminica ricerca della meraviglia, le abbondanti pennellate che rivelano la fauna rigogliosa e lussureggiante, il senso esagerato e incontrollabile per barocchismi, virtuosismi, divismi: frullati per virtù e necessità, sono la cifra distintiva del regista australiano. Armi di distrazione di massa, dunque; ma anche alimento per l’autocompiacimento.
Stato che non è, per fortuna, perpetuo.
Appena gli strati glamour iniziano a sciogliersi sotto l’implacabile glaciale crescendo della tragedia, del disvelamento della personalità enigmatica impenetrabile di Gatsby, della vera natura della luce, ebbene, la storia prende corpo, le girandole emozionali implodono in tormentosi laceranti vortici di sogni e (dis)illusioni, e la parola (del grande Francis Scott Fitzgerald) prende il sopravvento.
Anziché il regista stesso, il protagonista diviene, finalmente, Gatsby. E Baz stupisce, non con i suoi sfacciati estenuanti effetti estetici e sonori, ma proprio perché riesce a toccare le corde giuste, ponendo al centro tutta la fragilità e la complessità dell’uomo - attraverso le intrusioni e testimonianze del “narratore per caso” Nick Carraway - con un respiro ampio, profondo, rigoroso.
Acquisiscono così rilievo anche le folli rombanti corse in auto, le riprese ardite, le pose maliarde, le feste selvagge.
Ritraendo Gatsby come un’abbagliante seducente star, Baz Luhrmann ne svela poco a poco e con sapienza gli anfratti della coscienza, i chiaroscuri che ne illuminano/oscurano azioni, reazioni e relazioni, la corruzione insita che cela però un incorruttibile enorme senso per la speranza e l’amore.
Come definire altrimenti quel momento, infinito, in cui le labbra di Gatsby, colpito a morte, sussurrano il nome dell’amata?
E, prima che un volo all’indietro disegni la sua letale traiettoria funerea, prima che il liquido vermiglio insozzi le candide vesti, prima che pensieri bui si trasformino in consapevolezza della propria fine, gli occhi blu di Di Caprio (in una sola parola: perfetto) abbracciano lo sconfinato tumultuoso oceano che è l’animo umano.
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SI

Opinioni su Il grande Gatsby 3D


23 maggio 2013 Opinione di ROTOTOM su "Il grande Gatsby 3D"
ROTOTOM

Quando il grande romanzo americano  dei ruggenti anni venti incontra  Baz Luhrmann , regista glitterato del depresso decennio del terzo millennio, il risultato non può che essere questo The Great Gatsby.  I roaring twenty, esplosivi poiché sorretti da una bolla  di luminescente benessere e fiducia in futuro radioso sempre più a portata di mano,  si accordano a questi anni tristi, schiantati da un futuro sempre più lontano, solo per fatuo brillìo dei lustrini. Una lucina nel nulla...

voto al film: ROTOTOM assegna il voto mediocre a Il grande Gatsby 3D (2013)


23 maggio 2013 Opinione di bradipo68 su "Il grande Gatsby 3D"
bradipo68

Se questa di Luhrmann è la quarta riduzione cinematografica del romanzo di Francis Scott Fitzgerald , credo che un motivo si debba essere e risiede senza dubbio in quell'alone di fascino e di mistero che è racchiuso nel carsmatico personaggio di Jay Gatsby, l'ennesimo declinatore del Sogno Americano, l'uomo fatto da sè, quello apparentemente disonesto e corrotto e che invece svela la sua personalità a suo modo candida, prigioniero di un amore impossibile che per lui è diventato allo...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Il grande Gatsby 3D (2013)

1 commento
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22 maggio 2013 Opinione di stenlio su "Il grande Gatsby 3D"
stenlio

Mi pare che Luhrman abbia centrato il punto: non si può ripetere né dimenticare il passato, e bisogna dedicare tutto il proprio tempo a rendersene conto.. Così il jazz diventa una falena postmoderna, l'America un mito così irreale da non essere mai tramontato, solo un incidente di cui assumersi la colpa e liberare/liberarsi dell'amore.. Nati diversi, loro sono tutti marci e noncuranti, ma ciò che del Grande Gatsby resta è la propensione alla speranza, vecchio mio.. Uno scintillante...

voto al film: stenlio assegna il voto ottimo a Il grande Gatsby 3D (2013)


22 maggio 2013 Opinione di Scarlett Blu su "Il grande Gatsby 3D"
Scarlett Blu

Buz Luhrmann è uno di quei registi che si ama o si odia. Bisogna prenderlo così com'è. Con lui non ci sono vie di mezzo; è eccessivo, ridondante, sfavillante e abbacinante, barocco e magari, qualche volta anche di cattivo gusto. Questa è la sua cifra stilistica e pretendere che sia più sobrio o controllato, (ci ha provato con il deludente Australia ed è stato un disastro) è come pretendere che Tim Burton non sia visionario e onirico, o che Tarantino abolisca la violenza dal...

voto al film: Scarlett Blu assegna il voto ottimo a Il grande Gatsby 3D (2013)

3 commenti
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22 maggio 2013 Opinione di Gangs 87 su "Il grande Gatsby 3D"
Gangs 87

Sarei bugiarda se provassi a negare di aver sempre voluto che Leo non facesse questo film. Ho storto il naso all’annuncio ufficiale della sua entrata nel cast, sorridevo al buffo modo in cui appariva vestito nelle foto che giungevano dal set in Australia e sbuffavo alle notizie di budget onerosi ed esagerate lavorazioni a cui il post-film era sottoposto, sconfortata anche dallo slittamento della data d’uscita di ben cinque mesi. Insomma, non sono mai stata troppo entusiasta della scelta...

voto al film: Gangs 87 assegna il voto ottimo a Il grande Gatsby 3D (2013)

1 commento
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22 maggio 2013 Opinione di LAMPUR su "Il grande Gatsby 3D"
LAMPUR

In fondo, se Baz crede di rutilare e scintillare come nessun altro, ovvio che imposti tutto un film su di un balenante sfavillìo. Anche se a me, poi, non convincono i sorrisi posticci di DiCaprio, i suoi imbarazzi inzuppati di pioggia, le sue arrabbiature isteriche, e neanche la sua faccetta sorpresa di tragico finale, per non parlare di spiderman Maguire che semina imbarazzo fasullo sulle movenze di un tedioso e costante “machecifaccioqui” e della vacua Mulligan sempre in bilico tra...

voto al film: LAMPUR assegna il voto sufficiente a Il grande Gatsby 3D (2013)

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21 maggio 2013 Opinione di alexio350 su "Il grande Gatsby 3D"
alexio350

Il film di Baz Luhrmann è tecnicamente impeccabile - ottima la scenografia e l'interpretazione di Leonardo. Molto belle le scene delle feste a casa di Gatsby - con un sottofondo di musiche, anche recenti, che regalano un tocco di modernità alla storia. Tuttavia, il film nel complesso dà l'impressione di una splendida auto che riesce a raggiungere solo una certa velocità, senza riuscire a superarla. Soprattutto nelle parti centrali si trascina, a mio dire, in scene troppo prolisse e...

voto al film: alexio350 assegna il voto sufficiente a Il grande Gatsby 3D (2013)


20 maggio 2013 Opinione di nickoftime su "Il grande Gatsby 3D"
nickoftime

Un fatto è certo: Baz Lurhmann non solo conosce bene il “carpe diem” latino ma si potrebbe dire che la sua stessa vita, personale ed artistica siano il monumento a questo motto. Se così non fosse il suo esordio registico ed il successo che ne è derivato sarebbero rimasti uguali a quelli di tanti colleghi che dopo il grande exploit si sono persi per strada. Ed invece partendo dalle opportunità offertigli da “Ballroom”(1992) un film piccolo ed indipendente capace di conquistare la...

voto al film: nickoftime assegna il voto mediocre a Il grande Gatsby 3D (2013)

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20 maggio 2013 Opinione di penelope68 su "Il grande Gatsby 3D"
penelope68

Premesso che il regista Luhrmann non e' tra i miei preferiti,passo a commentare questo film scintillante e sfarzoso.Diciamo che l aggettivo giusto e' rindondante,ma anche artificioso,eccessivo, un film che produce gioia per gli occhi ,ma non apre il cuore o la mente. Le musiche hip hop poco si sposano con l atmosfera si' leggera, ma anche malinconica dell epoca,i protagonisti sembrano manichini (salvo solo l attore che impersona Tom il marito crudele) e si capisce poco della storia.Abbiamo...

voto al film: penelope68 assegna il voto mediocre a Il grande Gatsby 3D (2013)


19 maggio 2013 Opinione di Frederickstudio su "Il grande Gatsby 3D"
Frederickstudio

Non voglio scrivere niente sulla storia perché molti la conoscono. Non sono un critico cinematografico strapagato. Sono solo un uomo del popolo che ama la settima arte e ama andare al cinema. Ho visto IL GRANDE GATSBY di Baz Luhrman in 3d il secondo giorno che era uscito in Italia: posso solo dire che il film vale tutto il prezzo del biglietto. Sono stati i migliori soldi spesi al cinema da un anno a questa parte! Il film mi è piaciuto molto: tutti questi eccessi ed effetti speciali che...

voto al film: Frederickstudio assegna il voto ottimo a Il grande Gatsby 3D (2013)

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