Trama

Il cineoperatore Mark Lewis uccide una serie di ragazze con una strana arma montata sulla cinepresa. Il rituale prevede che le vittime si vedano allo specchio nell'attimo in cui muoiono. Le ragioni della sua perversione sono da rintracciare nella sua infanzia, sconvolta dalle abitudini sadiche del padre che lo utilizzava come cavia per esperimenti psicologici. Questo di Powell è un infinito capolavoro che si concentra sulle meccaniche della visione, del voyeurismo cinematografico, della morale comune, dell'arte (a cavallo fra morte e assoluto) di guardare. Da vedere e stravedere.

Commenti (12) vedi tutti

  • Viaggio nella contorta psiche di un'anima perduta.

    leggi la recensione completa di giansnow89
  • Prototipo sui serial killer ossessionati dalle immagini di morte e, pertanto, anticipatore di tanto (triste) cinema futuro orientato al genere (finto) snuff.

    leggi la recensione completa di undying
  • Ottimo thriller.

    commento di Stelvio69
  • Caro babbo,un'ultima scena e il film sarà terminato. Peccato che non vedrai mai fino a che punto ho saputo seguire le tue tracce, saresti così fiero di me. A pensarci bene nemmeno io potrò assistere alla prima del nostro trionfo.

    commento di michel
  • Imperdonabile che non lo avessi ancora visto, fino ad oggi. Capolavoro, di quelli (rarissimi) che ti scaldano le viscere da quanto sono belli.

    commento di Iacopo
  • bello al suo tempo vederlo oggi e un po bruttino

    commento di danandre67
  • commento di Dalton
  • Gran bel thriller girato magistralmente con atmosfere cupe e inquietanti. Una vera pietra miliare del cinema. Tensione sempre altissima. Voto 8

    commento di jeffwine
  • 7/8

    commento di alehcim
  • Un film bellissimo che per primo utilizza molte tematiche di molto cinema successivo.

    commento di florentia viola
  • Grande film! Guardarsi morire mentre altri 2 occhi ti guardano: quello del carnefice-operatore e quello della macchina da presa.

    commento di lollo77
  • Per l'epoca, un bel pugno allo stomaco

    commento di movieman
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La recensione più votata è positiva

Peppe Comune di Peppe Comune
9 stelle

Mark Lewis (Carl Boehm) ha vissuto un’infanzia tutt’altro che felice. Figlio di un noto biologo concentrato soprattutto sull'omonimo studio del sistema nervoso, divenne la cavia inconsapevole del padre che gli incuteva volutamente paura per poterne analizzare gli effetti. Cresciuto (“senza essere mai stato un istante solo con me stesso”) con le immagini di questi strani... leggi tutto

20 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

undying di undying
6 stelle

I morbosi esperimenti del biologo Lewis sul piccolo figlio Mark hanno effetti irreversibili sulla mente del ragazzo. Da grande Mark lavora nell'ambiente cinematografico occupandosi di fotografie e riprese. Ma, oltre ad essere un abile tecnico delle immagini, purtroppo è anche irrimediabilmente malato: e niente sarebbe la tendenza alla scopofilia, in gergo medico, più nota... leggi tutto

3 recensioni sufficienti

Nel mese di agosto questo film ha ricevuto 4 voti
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giansnow89 di giansnow89
9 stelle

L'occhio che uccide è nient'altro che la risposta crudele e malata all'albionica ed elegante ironia de La finestra sul cortile. Laddove il voyeurismo nel capolavoro hitchcockiano è la chiave di volta che fornisce la soluzione allo spinoso caso del film (e perché no, strumento di riscatto per lo squattrinato fotoreporter), nel cult di Powell è pulsione...

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Recensione
Utile per 8 utenti

Recensione

undying di undying
6 stelle

I morbosi esperimenti del biologo Lewis sul piccolo figlio Mark hanno effetti irreversibili sulla mente del ragazzo. Da grande Mark lavora nell'ambiente cinematografico occupandosi di fotografie e riprese. Ma, oltre ad essere un abile tecnico delle immagini, purtroppo è anche irrimediabilmente malato: e niente sarebbe la tendenza alla scopofilia, in gergo medico, più nota...

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Peppe Comune di Peppe Comune
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alfatocoferolo di alfatocoferolo
6 stelle

Film lento, dal ritmo tutt'altro che sostenuto e con una storia che si incentra sulla psicologia malata del protagonista, vittima (nemmeno a dirlo) di sevizie psicologiche da parte del padre nell'età infantile e carnefice di riflesso nell'età adulta. A mio avviso l'aura di grandezza che ha coperto il film è legata al fatto che è cinema che parla di cinema e questi giochi hanno sempre...

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millertropico di millertropico
10 stelle

E' il capolavoro estremo di Michael Powell (questa volta senza l'apporto e il supporto di Pressburger) Cinedma nel cinema, dunque, o meglio ancora, "cinema sulla morte (anche quella del cinema"). La morte è nel cinema quasi sempre simulata (anche in certi "crudeli" documentari che speculano  beceramente sulla sua "provata" autenticità). Il protagonista di quesa pellicola...

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kotrab di kotrab
10 stelle

M. Powell (1905-1990) è stato uno dei più importanti artigiani-autori mondiali, ma immancabilmente osteggiato nel patrio Regno Unito durante la sua carriera per il suo romanticismo a volte esasperato e troppo fantastico. Con Peeping Tom arriva al massimo dello scandalo e dell'indignazione, un film a basso costo ma pieno zeppo di inventiva e di malsanità capace di...

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La morte a 24 fotogrammi al secondo. Il cinema che uccide filmando e che filma uccidendo. La paura guardata in soggettiva nel film più voyeristico della storia del cinema. La necessità di guardare la morte attraverso il cinema, come causa della vita passata ad essere ripreso, di essere oggetto e soggetto filmico, di essere cavia scientifica del proprio padre. Voyerismo e...

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