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Opinione di bufera su Detachment. Il distacco





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24/06/2012 voto al film: voto buono

Sul film

Henry Barthes,  interpretato con sincera  convinzione  e dolente  immedesimazione da  Adrien Brody,  è un insegnante di liceo pubblico, non di ruolo e quindi chiamato periodicamente a ricoprire per un certo tempo il posto dell'insegnante di letteratura assente. Lo vediamo nella scuola di turno, appena arrivato, intendersi con la preside molto legata alla scuola in serio pericolo, non solo per le strutture ma anche per la difficilissima gestibilità dei ragazzi e dei rapporti con i colleghi in maggioranza chiusi in una rassegnazione autodifensiva. Henry è abituato a questo tipo di lavoro e quindi consapevole di ciò cui andrà incontro, ma  non per questo privo di motivazioni a persistere nel tentativo di creare rapporti reali e incoraggianti nei giovani sbandati   apparentemente privi di valori e di progetti.  Dopo alcuni scontri d'obbligo, il suo modo di agire con gli studenti senza  pretendere di cambiarli  e accettandoli  come sono,  per sollecitarli  a  mostrare ciò che hanno dentro e  valorizzarlo,  porta i suoi frutti. Nel contempo si  osserva sempre meglio che anche il professore ha i suoi problemi di vita pratica  ed esistenziale, anche se non li fa ricadere sui suoi allievi. Nonostante sia oppresso dal ricordo ricorrente della madre suicida, e tormentato dai problemi del nonno materno affetto da problemi cerebrali degenerativ,i che a tratti lo portano a ricordare colpe commesse( abusi sulla figlia) e non, riesce a mantenere amore e rispetto e  a compiere altre buone azioni, sia a favore di una adolescente ridotta a prostituirsi,  che di una allieva dotata di grande talento artistico fotografico, disprezzato dal padre che ne ha distrutto l'autostima fino ad indurla ad un gesto estremo. Intanto precipita la situazione, la scuola deve chiudere per  il degrado e l'impossibiltà a realizzare un piano di insegnamento adeguato senza alcun aiuto. Si evidenzia una spietata denuncia  sui problemi della scuola pubblica americana, non consuetamente rappresentata nel cinema, e che peraltro ha un respiro ben più ampio. Dal caos e la disperazione ( la casa di Usher di Edgar Allan Poe) ogni tanto inevitabile  nel percorso della vita ,si può e si deve uscire, pensa e dice il professore depresso ma non sconfitto. Il regista Tony Kaye ci ha dato un film non solo di grande impegno sociale, come il precedente ( Hystory of America X),  ma un' opera su cui riflettere , diretta benissimo, senza trascurare storie umane e dettagli ambientali, per lo più interni, con riprese in campo lungo e a partenza spesso angolata che ci immergono nella desolazione degli ambienti. Di intensità memorabile i numerosi primi piani di un grande Adrien Brody , perfetto in un ruolo  peraltro confacente. Ottima  la prova  gli altri attori  e stupefacenti alcuni giovani.


SI

Commenti

  • 25 giugno 2012, 10:58 di marietoile

    Ciao Bufera, la tua recensione è ben fatta, scritta bene e mirata in ogni sua parte. Sarebbe completa, se non fosse che non fa alcun cenno alla relativa colonna sonora, pecca, per me, che riscontro quasi sempre nelle recensioni, anche quelle della redazione stessa. Ma per me la musica è parte integrante del film, e non lo è solo per giacché la soundtrack gareggia negli Oscar, insieme al regista, al film, alla fotografia, ecc. In questo film è stata scelta una serie di brani di The brothers Newton, scelta azzeccatissima a seguire le varie scene e c'è una chicca: la bellissima Empty di Ray La Montagne che accompagna uno dei momenti più intensi del film e l'unione brano-scena è sublime...

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  • 25 giugno 2012, 11:15 di bufera

    Hai ragione marietoiile,ed e' una delle poche volte cui non faccio cenno ad un elemento cosi' importante come dici tu.Forse il film era troppo dominato dall'angoscia che non mi e' proprio arrivata.Comunque doppiamente grazie per avermi specificato di che si trattava e ci faro' attenzione la prossima volta,perche questo film va visto due volte,anche per la complessita della sceneggiatura.Grazie!

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  • 25 giugno 2012, 14:47 di marietoile

    ...il mio morbido appunto non era naturalmente rivolto solo a te, che fai sempre delle recensioni molto curate, ma un po' a tutti, ripeto redazione compresa di Film Tv, perché la scelta della musica in un film è importantissima...e non farne cenno, mi sa di sacrilegio :-)

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