Detachment. Il distacco (2011)
Con Adrien Brody, Christina Hendricks, Bryan Cranston, James Caan, Lucy Liu, Blythe Danner, Renée Felice Smith, Tim Blake Nelson, Marcia Gay Harden, William Petersen
18/06/2012
Paralleli. Supplenti
Rimpiazzi chiamati nel posto sbagliato. Sostituti che si sentono inadeguati, salvo poi scoprire che la loro diversità può fare la differenza. Può essere la nota...
di OGM
La trama
Henry Barthes (Adrien Brody) è un supplente chiamato a insegnare in un liceo frequentato da ragazzi con storie difficili alle spalle e tumultuosi rapporti con i genitori. Con i suoi metodi convincenti, Henry interagisce con gli studenti, dentro e fuori dalle aule, cercando nel poco tempo che ha a disposizione di tramandare loro ciò che lui stesso ha imparato sia grazie ai libri sia tramite le sue esperienze di vita. Concluso l'incarico, Henry viene assegnato a una nuova scuola dove scopre quanto il sistema scolastico pubblico sia decadente e alla deriva per colpa di individui che, anziché essere solidali, impongono delle distanze invalicabili, difficili da superare.
Tony Kaye (assente dai nostri schermi da American History X) prende lo script cruentemente vero di Carl Lund (ex docente che parla con cognizione di causa) e lo arroventa con una messa in scena concitata, che si aggancia alla performance eccellente di Brody (sono ottimi però tutti i grandi attori che compaiono, alcuni per pochissimi minuti: James Caan, Lucy Liu, Christina Hendricks) ma si lancia in carrelli febbrili, stralci di mockumentary, siparietti animati e segmenti in super 8. L’accumulo di stili rende confuso un film dall’ossatura altrimenti mirabile: lascia un segno urticante, ma perde la sua efficacia.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 27/2012
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 25/06/2012 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
La letteratura è uno di questi esempi : è difficile far appassionare a qualcosa che è chiuso come dentro uno scrigno , immutato negli anni. Soprattutto far appassionare qualcuno che è soverchiato dalle difficoltà di ogni giorno e reso invisibile agli occhi di una società che non se ne fa niente di giovani disadattati che cercano di uscire dal loro inferno.
Detachment è una sorta di flusso di coscienza del professore di letteratura supplente Henry Barthes ( la s non si pronuncia come dice lui), uno che fa del distacco la sua filosofia di vita: lui lo chiama così, altri potrebbero parlare di menefreghismo, cioè stare sempre a una certa distanza da tutto proprio per non ferirsi.
Del resto la sua vita è circondata dalle macerie che irrimediabilmente hanno segnato il suo sguardo triste: quelle della sua vita privata con un nonno ricoverato in un istituto per anziani oramai in fase terminale, un segreto inconfessabile che la madre morta suicida ha deciso di portare con sè, un padre che praticamente non ricorda.
Lui sceglie di fare il supplente proprio per non entrare nella stessa lunghezza d'onda dei suoi studenti, per non empatizzarli, vuole essere solo una parentesi nella loro vita formativa.
Entra ed esce dalle loro vite in modo improvviso e soprattutto non prova traumi.
La sua vita privata è fatta anche del soccorso ad una prostituta bambina, Erica, che fa vivere a casa con lui per un certo periodo prima di affidarla agli assistenti sociali.
Ancora quel dannato distacco.
Henry vuole in qualche maniera anestetizzare il dolore che continuamente prova, almeno ammortizzarlo.
Detachment non parla solo di una scuola , è la certificazione su pellicola di un vuoto generazionale fatto di genitori assenti, di insegnanti inadeguati perchè vivono letteralmente in un pianeta diverso rispetto ai loro alunni, i quali dal canto loro a quell'età sono già induriti e ringhiosi verso tutto quello che li circonda.
Difficile dare coordinate stilistiche per far capire che cosa si sta per vedere: forse due film che si avvicinano come spirito a questo sono Half Nelson e Precious . Ma sono più che altro associazioni di pensiero che non punti di contatto veri e propri.
Tony Kaye dimostra ancora una volta il suo talento dietro la macchina da presa con un film dal look indipendente ( per una fotografia sgranata curata dallo stesso regista) che, partendo da tutto quel coacervo di banalità che possono "arredare" un film sulla scuola , in realtà vola alto, altissimo a tratti riuscendo ad arrivare a vette di lirismo doloroso che rimangono dentro ben oltre i titoli di coda.
Il candore dell' ambiente asettico come quello di una scuola difficile i cui corridoi bianchi sono simili a quelli di un'ospedale, è squarciato da disegni infantili e da curiosi inserti coloratissimi (la casa della preside) inquadrati anche con prospettive sghembe atte a deformare il campo visivo.
E solo per fare un parallelo tra il vuoto delle giovani generazioni e quello della vita di insegnanti ( o presidi ) a fine carriera.
Adrien Brody si ricorda finalmente di essere un grande attore risaltando in un cast prestigioso in cui tra gli illustri altri ( Lucy Liu, William Petersen, Tim Blake Nelson, Blythe Danner) non si possono sottacere la bravura di Marcia Gay Harden in un personaggio spigoloso e il gigioneggiare adorabile di quella vecchia volpe di James Caan.
Un occhio anche a Betty Kaye, ottima in un personaggio dolente e mai banale.
Detachment arriva al cuore direttamente e senza prendere facili scorciatoie. Emoziona con i piccoli gesti, un semplice abbraccio come fonte di commozione , lasciando da parte la retorica.
E lasciandosi dietro anche la filosofia del distacco.
Una delle migliori visioni di quest'anno.
(bradipofilms.blogspot.it )
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11 aprile 2013 Opinione di fratellicapone su "Detachment. Il distacco"
Chi ha fatto questo mestiere coglie in questo film molte cose del suo quotidiano, cose estremizzate ma che tendono a diventare anche qui una realtà. Io non ho mai insegnato in una scuola così, non ne sarei stato capace, forse sarei impazzito, come lo erano in qualche modo i colleghi del nostro Barthes. Quello che viene fuori dal film è che in questo tipo di scuola manca del tutto il concetto di autorità. L'autorità può essere considerata un fatto negativo ma una struttura organizzata...
voto al film: 
30 gennaio 2013 Opinione di alfatocoferolo su "Detachment. Il distacco"
Il bilancio medio finale è positivo sebbene qualcosa che zoppichi ci sia. Il film tratta temi ampiamente visti in ogni dove e lo fa con lo stesso linguaggio più o meno, ciò che fa la differenza, in positivo, è probabilmente la buona performance del protagonista e dei comprimari, una colonna sonora discreta e gli innesti di alcune piccole animazioni con disegni in gessetto e squarci in super 8. C'è anche qualche sprazzo di poesia qui e là (il finale è commovente) e persino qualche...
voto al film: 
27 gennaio 2013 Opinione di vicky13 su "Detachment. Il distacco"
Non mi son sentito al tempo stesso così distaccato da me stesso e così presente nella realtà quale dissidio nell'animo di Albert Camus ..e quali fantasmi nella mente di Edgar Allen Poe! Il male inflitto è generato dal dolore Il male subito genera il dolore spirale senza fine se non conosce il Perdono. La Consapevolezza e l' Accettazione di sè, del proprio dolore e di Chi ce lo ha inflitto, Generano il Perdono Solo allora sarà vera comprensione, accettazione, amore...
voto al film: 
30 ottobre 2012 Opinione di Deiv90 su "Detachment. Il distacco"
“And never have I felt so deeply at one and the same time so detached from myself and so present in the world” (ovvero, "Non mi sono mai sentito allo stesso tempo così distaccato da me stesso e così presente nella realtà"), una frase di Albert Camus che posta all’inizio di questo film dà al pubblico la chiave di lettura del personaggio principale; il protagonista, il supplente Henry Barthes, cerca con tutte le sue forze di cambiare le cose in un liceo che, gli viene subito...
voto al film: 
25 ottobre 2012 Opinione di arkin su "Detachment. Il distacco"
Bisognerebbe essere senza cuore, probabilmente incapaci di un'analisi e una critica della propria coscienza, o così distaccati dal mondo che ci circonda da negare quanto profonde siano le riflessioni di Kaye, per non amare questo "Detachment". Un film che non parla, come recitano alcune critiche, solo del sistema scolastico americano, ma che prende tale sistema come punto di partenza per un'indagine filsofica sull'uomo, e soprattuttto per una critica all'attuale società, che non riguarda...
voto al film: 
24 ottobre 2012 Opinione di XANDER su "Detachment. Il distacco"
Dopo il capolavoro di American History X il regista torna con un film che mi ha convinto solo per le ottime interpretazioni. Il resto è girato come un enorme videoclip, rendendo il film diverso da quello che volevo vedere e mi ha trasmesso pochissime emozioni.
voto al film: 
10 ottobre 2012 Opinione di fefy su "Detachment. Il distacco"
il regista di “American History X” realizza questo film con il bravo attore Adrian Brody. Ambiente scolastico degradato. Traumi infantili e via discorrendo. Adrian Brody sfodera tutta la sua malinconia. Capisce la bellezza interiore della ragazza grassa con la passione della fotografia (l’attrice è Betty Kaye, figlia del regista). Fuori si intenerisce per una baby prostituta,la accoglie in casa sua, va a trovare di tanto in tanto il padre ricoverato con l’Alzheimer...tutto molto...
voto al film: 
4 ottobre 2012 Opinione di Kurtisonic su "Detachment. Il distacco"
L’insegnante Henry Barthes, supplente in un liceo pubblico, durante una lezione chiede cosa leghi il concetto di assimilazione a quello di ubiquità. Gli studenti rispondono in maniera esatta, non siamo di fronte ai brillanti figli dei campus, il materiale umano è più vicino alla Classe di Cantet e alle scuole di Van Sant. I corridoi percorsi dall’occhio del regista Tony Kaye e dagli studenti sono uguali in tutte le parti del mondo, fra colori stucchevoli dell’infanzia perduta e...
voto al film: 
5 agosto 2012 Opinione di diomede917 su "Detachment. Il distacco"
Da un film che apre citando Camus ("non mi sono mai sentito così distaccato dal mondo e presente a me stesso") e prosegue con delle confessioni quasi aberranti su cosa ha sp... into un insegnante a prendere questa strada si capisce che stiamo assistendo a una serie di pugni dritti in pieno volto dopo aver colpito la bocca dello stomaco. Il regista inglese Tony Kaye prosegue un suo discorso molto personale sulla vera faccia dell’America, dopo avere trattato la nuova corrente filo-nazista...
voto al film: 
1 agosto 2012 Opinione di michemar su "Detachment. Il distacco"
Dopo l’eccellente AMERICAN HISTORY X, Tony Kaye torna a dirigere un film su un argomento che nella storia del cinema è praticamente un vero e proprio genere o almeno un sotto-genere, quello che tratta delle vicende che accadono nelle scuole di periferia e/o frequentate da studenti ribelli e borderline. Gli esempi sono tanti, ma mi piace ricordare LA SCUOLA DELLA VIOLENZA dove un giovane e prestante Sidney Poitier accetta di insegnare in una scuola di Londra, luogo dove...
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