George Harrison. Living in the Material World (2011)
Con George Harrison, Eric Clapton, George Martin, Olivia Harrison, Paul McCartney, Phil Spector, Ringo Starr, Yoko Ono, Terry Gilliam, Eric Idle, Jane Birkin, Tom Petty, Dhani Harrison
16/10/2011
Olivia Harrison: i miei dieci anni senza George
Mentre si avvicina il decimo anniversario della morte di George Harrison e "Living in the Material World", il documentario che Martin Scorsese ha girato sulla sua vita,è...
di angelina
La trama
Con l'uso di materiali di repertorio e filmati privati inediti, Martin Scorsese conduce un viaggio alla scoperta della vita dell'ex Beatle George Harrison, dalla nascita nel 1943 alla prematura scomparsa, avvenuta nel 2001. Mescolando gli anni in cui si esibiva in giro per il mondo con i Fab Four a quelli della carriera da solista, caratterizzata da alti e bassi, le interviste ad amici come Eric Clapton, Paul McCartney e Yoko Ono e alla moglie Olivia offrono un ritratto personale dell'artista, rivivendo le esperienze pubbliche e private condivise con lui.
Un racconto cronologico che parte da quegli anni 60 in cui George rappresenta il lato timido, introspettivo, radicalmente (mai istituzionalmente) spirituale dei Beatles. Più che un documentario, un’esperienza che dal piano sensoriale scivola dolcemente verso il limbo tra dimensione terrena e qualcosa di più. Gli occhi di Harrison diventano portale, apertura sullo sguardo interiore che l’arte fa uscire allo scoperto, in stati di grazia che vorremmo durassero per sempre.
La recensione di FilmTv
Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 16/2012
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 01/10/2012 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Vai e vola via, amico mio.
Sii libero, vai pure.
E un giorno ci rivedremo…
Tu va pure, va in un bel posto.
Noi staremo bene.
Così inizia GEORGE HARRISON – LIVING IN THE MATERIAL WORLD dedicato a uno dei quattro Beatles, il secondo dopo John Lennon che ci ha lasciati. Lui appare e scompare da una delle siepi di fiori del giardino di casa sua, mentre gli amici e i parenti ne esprimono un pensiero. Amici, parenti, amori e colleghi faranno da corollario e testimonianza sulla sua vita, dalla fanciullezza agli ultimi giorni conclusisi il 29 novembre 2001 a soli 58 anni. A Liverpool stringe amicizia con l’ex compagno di scuola Paul McCartney che a sua volta lo presenta a John Lennon, il quale aveva fondato il gruppo dei Quarrymen. La passione per la chitarra finalmente si concretizza, nel ’60 diventano Beatles e cominciano a farsi conoscere e apprezzare. Esplode la Beatlesmania, il gruppo non si farà travolgere dal successo planetario rimanendo sempre unito e godendosi il tutto con una spiccata (auto)ironia. George nel ’66 sposa Pattie Boyd conosciuta un paio di anni prima. La fotografa Astrid Kircherr e l’artista Klaus Vormann diventano suoi amici e lo descrivono come “una persona dolce…era l’armonia del gruppo”. L’amico Eric Clapton all’epoca componente degli Yardbirds descrive i fab four come “una sola persona che si muovevano e pensavano insieme”.
Dopo l’esperienza delle droghe lisergiche George subisce il fascino degli yogi dell’Himalaya e nel ’65 conosce l’artista indiano Ravi Shankar che gli insegna a suonare il sitar (chitarra indiana) e lo introduce alle discipline religiose orientali. “La musica ti può portare spiritualmente verso Dio…Ravi era una scusa per trovare una connessione spirituale, avevo letto cose di vari santoni, swami e mistici e vagavo alla loro ricerca…”. Ravi e il fratello lo indirizzarono su alcune letture che lo formarono spiritualmente. “Se c’è un Dio dobbiamo vederlo e se c’è un’anima dobbiamo percepirla, altrimenti è meglio non credere. E’ meglio essere un ateo sincero che un ipocrita”, da un brano che amava Harrison. All’interno del gruppo George cerca spazio scrivendo canzoni, suonando il sitar e inserendo altri strumenti orientali nel rock. Un’influenza che si allargherà anche grazie ad alcuni viaggi in India collettivi e individuali, lo stesso chitarrista racconta che avevano conosciuto tante star e personalità ma nessuna l’aveva colpito come Ravi e subito dopo il santone Maharishi. “Il guru non trasmette solo una tecnica ma anche tutto l’aspetto spirituale, il significato della vita, la filosofia…tutto viene trasmesso attraverso la musica”. Il documentario realizzato da Martin Scorsese monta immagini conosciute, inedite, alternate a foto, lettere di George ai genitori, interviste televisive, filmini amatoriali. Al raduno di Haight-Asbury rimane deluso perché folle di ragazzi in preda agli acidi e al “Dio” Lsd sono ancora schiavi della Beatlesmania, mentre lui cerca verità e pace mentale, soprattutto con l’esercizio del mantra che “si usa per tornare all’essenza delle cose” tralasciando i pensieri terreni e irrilevanti. ESPANDI +
14 giugno 2013 Opinione di tobanis su "George Harrison. Living in the Material World"
Documentario sulla vita di George Harrison, dagli inizi alla prematura fine. E naturalmente si parla, e tanto, anche dei Beatles, ma non solo. Una montagna di foto e immagini inediti, sempre interessantissimi. Il tutto prende parecchio, malgrado la sua incredibile lunghezza (si superano abbondantemente le 3 ore). A garantire una buona qualità, alla regia (ed è anche uno degli artefici e produttori del tutto), Martin Scorsese. Direi imperdibile per i fan, ma per chiunque è una bella cosa;...
voto al film: 
27 novembre 2012 Opinione di hupp2000 su "George Harrison. Living in the Material World"
Film documentario sulla vita (detesto l’espressione « biopic ») di George Harrison. Martin Scorsese si conferma autore eccellente nel genere musicale. Dopo averci mostrato con incredibile maestria l’ultimo concerto di « The Band » in « The Last Waltz » (1978), dopo lo strepitoso « No Direction Home » sulla stratosferica carriera di Bob Dylan (incredibilmente assente nel sito Filmtv) e dopo « Shine A Light » sulla sorprendente persistenza dei dinosauri Rolling Stones,...
voto al film: 
1 ottobre 2012 Opinione di hallorann su "George Harrison. Living in the Material World"
Vai Avanti George. Vai e vola via, amico mio. Sii libero, vai pure. E un giorno ci rivedremo… Tu va pure, va in un bel posto. Noi staremo bene. Così inizia GEORGE HARRISON – LIVING IN THE MATERIAL WORLD dedicato a uno dei quattro Beatles, il secondo dopo John Lennon che ci ha lasciati. Lui appare e scompare da una delle siepi di fiori del giardino di casa sua, mentre gli amici e i parenti ne esprimono un pensiero. Amici, parenti, amori e colleghi faranno da corollario e...
voto al film: 
30 agosto 2012 Opinione di Deiv90 su "George Harrison. Living in the Material World"
Martin Scorsese è un maestro riconosciuto dell'arte cinematografica e il regista newyorkese ha saputo anche sfornare un'incredibile serie di documentari capaci di raccontare il folle mondo della musica dei suoi tempi (in particolare i sempre amati Rolling Stones e Bob Dylan), ma per narrare la vita e le opere di George Harrison occorreva qualcosa che andasse ben oltre l'arte: serviva il genio. Concepito per la televisione, la bellezza di questo Living in the Material Wolrd (titolo simbolico...
voto al film: 
28 giugno 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "George Harrison. Living in the Material World"
Dopo The Band, Dylan, gli Stones e il blues dalle origini ad oggi, Scorsese aggiunge un altro importante tassello alla sua produzione documentaristica dedicata alla musica. Musica fortemente connessa ad un'epoca, gli anni 60/70, imprescindibilmente legata all'immaginario cinematografico del regista newyorkese oltre che alla suo percorso di formazione. In tre ore e mezza c'è pressoché tutto George Harrison in questo riuscitissimo collage di materiale inedito - filmati rari, materiale...
voto al film: 
24 aprile 2012 Opinione di wfrcrd su "George Harrison. Living in the Material World"
Non sono obiettivo, essendo un estimatore dei Beatles. Mi e' piaciuto molto, forse e' troppo lungo ( qualcuno in sala si e' annoiato ). Io credo sia un film per "addetti ai lavori ", forse bisogna amare il gruppo per apprezzarlo e rivivere alcune emozioni che la loro musica e la loro storia ci hanno regalato. Beatles a parte, e' anche una riflessione sulla vita che scorre, sulle persone che invecchiano, alcune delle quali non ci sono piu'.
voto al film: 
12 aprile 2012 Opinione di full95 su "George Harrison. Living in the Material World"
Voto dato alla cieca, sulla fiducia, dato che il film non l'ho visto. E credo darei questo voto anche se fosse un'emerita schifezza, perchè il voto è da dare non per il film in se, ma per il fatto che finalmente questo film esce anche in Italia, dopo che probabilmente gran parte del mondo l'ha visto (tranne noi, appunto). Perchè i Beatles sono così misconosciuti? Tutti sono convinti di conoscerli, in realtà sono uno dei gruppi più travisati e fraintesi della storia della musica. I più...
voto al film: 
10 marzo 2012 Opinione di mm40 su "George Harrison. Living in the Material World"
Living in the material world è l'esempio pressochè perfetto di come un documentario biografico dovrebbe essere realizzato: pensato come un omaggio a dieci anni dalla scomparsa di George Harrison, il film ripercorre l'intera vita del chitarrista senza soffermarsi sulla sua carriera o sulle sue particolari scelte (le donne, i dischi, l'abbigliamento, l'interesse per l'India), ma facendo emergere l'uomo dai racconti di chi maggiormente gli è stato vicino durante la sua vita. E' così che...
voto al film: 
15 gennaio 2012 Opinione di Winnie dei pooh su "George Harrison. Living in the Material World"
Beatlesiano fin dal secondo vagito (riguardo al primo intendo, almeno per il momento, mantenere il riserbo), ho sempre considerato le vicende post-Beatles dei Fab Four, seppur con le dovute eccezioni, decisamente meno interessanti rispetto a quelle della stagione che li consacrò, universalmente, come il gruppo più seminale della storia del pop. Purtroppo per me, è proprio il periodo della carriera solista a costituire la parte più rilevante di questo – doveroso - documentario...
voto al film: 
24 novembre 2011 Opinione di MRSALZANO su "George Harrison. Living in the Material World"
Molto bello. Un regalo per tutti i fan di Harrison e un tributo onesto da parte di Scorsese. Certo ci sono alcuni episodi, specialmente della carriera solista, che vengono un pò trascurati come le collaborazioni con Dylan (che mi aspettavo fra gli intervistati a dire il vero) ed il ritorno negli anni '80 con "Cloud Nine". Qualcuno poi ha scritto che la mano del regista si sente poco, anche per il fatto che non compare mai durante le interviste, ma io ho apprezzato il passo indietro...
voto al film: 

























