Reality (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Reality: presente
Ritmo ritmo in Reality: forte
Impegno impegno in Reality: molto forte
Tensione tensione in Reality: assente
Erotismo erotismo in Reality: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Reality

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Reality (voti: 92 media: 3,66) 92

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locandina di Reality

Trailer italiano

Reality Trailer italianoplay

26/05/2012

Caro Nanni, puoi rifarti: basta dare un occhio al "Reality"...

Correva l'anno 1977. Si era nel pieno degli anni di piombo. E, a maggio, c'era il Festival di Cannes. Ciò che ricordo discretamente accadde il 27 maggio: in sala, tra tanti accaldati...

di maurri 63

La trama

Per mantenere la moglie e i due figli e soddisfare i bisogni indotti dalla modernità, il napoletano Luciano (Aniello Arena) fa il pescivendolo insieme al cugino e si districa tra piccole truffe. Nel suo piccolo, ha però un grande desiderio: sogna di partecipare al reality Grande Fratello, con la speranza di avere un ritorno economico dall'avventura televisiva che gli permetterebbe di cambiare vita e futuro e di assecondare una certa dose di narcisismo insita in lui. Divenendo ossessionato dall'idea, finisce con il perdere il senso della realtà, distorcendo la percezione di ciò che lo circonda. 

L’aspirazione al Grande Fratello, quel bunker di eletti che ti cambia la vita se non sai che vita vuoi, tocca il pescivendolo Luciano in occasione d’un provino. Saracinesca e banco al quartiere Barra e un traffico di robot di cucina, vive l’attesa di una convocazione con spostamenti progressivi dal desiderio al delirio al desiderio delirante, fino a sentirsi “assente non giustificato” dal programma, scatenando una nevrosi di controllo che è comica, tragica e simbolica (la vendita della pescheria, il grillo che lo fissa in casa, la donazione ai poveri). Per il medico è «trauma da GF», dopo le trasmissioni passerà (Arena, attore carcerato, parafrasa Totò dove Totò sembrava la marionetta sorvegliata da un dio/giudice). È fondamentale, ma non lo diciamo, come Luciano riesca a introdursi nella “casa” tra i vanagloriosi protagonisti, un fantasma nella sua patria di spettri. E ora fuori i nomi: Fellini, Visconti, Germi, De Sica...

Incluso nelle taglist:

REALITY: NOTE DI REGIA

Dal pressbook di Reality divulgato in occasione del Festival di Cannes, riportiamo le note di regia che offrono alcuni spunti interessanti per collocare quest'opera e comprendere l'approccio che Garrone ha avuto nei confronti del film.

 

"Dopo Gomorra (2008) volevo cambiare registro e affrontare un tipo di film differente. Per questo ho deciso di girare una commedia: Reality.

Reality è nato da una storia semplice ma vera che abbiamo trasformato per riflettere sul panorama della contemporaneità. È un viaggio fatto di anticipazioni, di speranze, di sogni. Si svolge su due livelli: il primo è esterno, geografico; il secondo è invece interno e psicologico. Questi due livelli sono tuttavia intimamente connessi e il paesaggio culturale è precisamente ciò che dà corpo ai personaggi che animano la nostra storia.

Reality è un film che parla di come noi percepiamo il reale: è la storia di un uomo che abbandona la realtà per entrare in una sua dimensione fittizia e personale. Penso a Luciano, il protagonista, come a un Pinocchio dei giorni nostri, un uomo innocente e naïf.

L'ho seguito con la mia macchina da presa come se lui stesse vivendo un'avventura fantastica. Durante le riprese ero costantemente alla ricerca di quel delicato equilibrio tra il sogno e la realtà. Ero sempre alla ricerca, anche da un punto di vista figurativo, di una certa qualità fiabesca, una sorta di realismo magico."

 

La recensione di FilmTv

Di Silvio Danese - FilmTV n. 39/2012

Sul post Gomorra di Garrone che sta anche “prima”, mi sono trovato a sentire chiare due cose che sospettavo: 1) nel mio Paese, l’anima in pena dell’aspirante al posto di Re, promesso a tutti, ha un trono che l’aspetta, un loculo per svanire e rinvenire, deve solo trovare la strada per invertire la rotta, dalla realtà alla contemplazione della clinica, dalla possessione al set; 2) la commedia impossibile nel cinema italiano d’eterno vittimismo del passato ha una possibile commedia nel rifiuto violento della nostalgia e nella ricerca violenta di un realismo sospeso sul cinema che ci precede, nei contenuti come nella forma (strada che percorre anche la tragicommedia di Ciprì). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bufera scritta il 29/09/2012 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto buono

Il cinema di Matteo Garrone non ha limiti di abilità tecniche, messe tutte al servizio della storia, dalle luci, alle modalità di ripresa, alla qualità e funzione del colore e del buio tutti intrisi del racconto stesso. Ogni opera  è diversa, pur se qualche argomento riaffiora, ma cambia l’aria dell’ambientazione, che questa volta è prettamente onirica, vagamente grottesca e talora macchiettistica, con inevitabili citazioni di Totò ed Eduardo, inesorabilmente ascendente verso la tragicommedia. In una Napoli imbellettata da colori sgargianti e colpi d’occhio nobilitanti le antichità dei grandi edifici come quelli dell’ ampio piazzale del quartiere Barra, Luciano (straordinario Aniello Arena) gestisce la sua pescheria, insieme ad uno dei personaggi più caratterizzati fisicamente, quasi una figura di el Greco, che lo affiancherà in tutto il suo percorso,con lealtà e debolezza. Luciano arrotonda le entrate della pescheria con  piccole truffe in strane compravendite di robottini da cucina, per soddisfare le esigenze di una moglie egoista e incosciente, che non si pone mai un perchè utile ma che le faccia scomodo e, pur dimostrando presenza e affezione, non è mai contenta e tantomeno vigile. Il protagonista,abilissimo nel dipanarsi nei suoi piccoli pasticci, mostra da subito le stimmate del borderline paranoico ( e pure un po’narciso) che fornirà terreno fertile, dopo un occasionale e poco affidabile provino per il reality GF, con vaghe promesse di scelta e di chiamata, per l’evolversi di un’ossessione nell’attesa, nella fissazione che lo tengano in prova, facendolo osservare da persone varie e opersino da un grillo. Mentre lo stuolo degli ”amici e parenti” boteriani si va disperdendo, dopo tanto incoraggiamento, un’altra coorte di poveracci affamati e questuanti,si arressa attorno a lui che dà cibo, denaro, oggetti della casa, mentre il negozio è stato venduto per vivere al solito livello, in assenza delle truffe. Tutto perché Luciano, a programma ormai cominciato, vuole credere ancora a tutti costi che arriverà la famosa chiamata nel famigerato luogo che porta notorietà, ricchezza ed evasione dalla sua vera vita. Ormai il poveretto è perduto nei pensiri deliranti che collegano tutto ciò che accade al suo prossimo cambiamento e guarda senza vederli realmente i suoi tre bambini e la moglie, finalmente conscia di cosa sta accadendo nella mente del marito. Una consulenza medica afferma che si tratta di" trauma da GF," che se ne andrà dopo la fine della trasmissione del reality, e intanto falliscono degi onesti tentativi di interessarlo in operazioni filantropico-religiose da parte del suo socio. Anzi, proprio in occasione di una via Crucis al  Colosseo, in silenzio il nostro eroe si defila e, in una notte di luna, lo vediamo arrampicarsi rocambolescamente ed entrare nei teatri di posa di Cinecittà fino ad infiltrarsi nella famosa casa, ammirando estasiato le squallide performance e i divertimenti degli abitanti prescelti. Infine si sdraia su un letto vuoto in una stanza tutta per lui in una scena simbolica della sua follia vista dall’alto, dopo che tutta la lunga sequenza che ha preceduto questo straziante finale, ci ha richiamato alla mente  Fellini ed Eduardo. Il  tema trattato è attuale, sul costume dominante di cercare fortuna e felicità materiali attraverso i media, Napoli è teatro di partenza ideale per un dramma come questo, anche per motivi sociali, ma non c’è nulla di violento e crudele per la vista, c’è però la pena profonda dell’assistere impotenti allo spettacolo del disfacimento della mente di un uomo fragile e mite. Garrone non risparmia mai né grande cinema, né grande disgusto, né profonde emozioni.
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SI

Opinioni su Reality


8 maggio 2013 Opinione di hallorann su "Reality"
hallorann

Luciano Ciotola è un pescivendolo con un animo “artistico”, ai matrimoni si traveste da vecchiarella ma per l’ultimo osa, da drag queen. E qui che incontra Enzo un “mostro”, un “divo” effimero e vacuo, un reduce del G.F. televisivo che fa marchette nei matrimoni e nelle discoteche, annunciato come una star pur non sapendo fare Nulla. Luciano e famiglia larga e allargata essendo partenopeo si arrangia oltre la pescheria ed essendo italiano vive al di sopra delle proprie...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a Reality (2012)

nessun commento
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16 aprile 2013 Opinione di GoonieAle su "Reality"
GoonieAle

Ecco un altro film che disintegra l'Italia, Garrone prende uno dei tanti programmi che ha demolito la mente, i sogni, la cultura, il vivere quotidiano, le semplicità, ecc-ecc- degli italiani e lo porta lassù, come punto d'arrivo, come paradiso terrestre per poter elevare il proprio status sopra ogni cosa. Girato alla grande, il (programma) male è ovunque, si insinua nella mente degli spettatori, del cittadino comune e lo porta a desiderare il nulla più assoluto. Grandiosa l'ultima...

voto al film: GoonieAle assegna il voto sufficiente a Reality (2012)

nessun commento
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8 aprile 2013 Opinione di mm40 su "Reality"
mm40

Reality è, almeno fino al 2012, il capolavoro di Matteo Garrone. Un film nel quale l'Italia odierna viene rappresentata esattamente per ciò che è (l'unico altro lavoro che fino a questo punto ci era riuscito, La nostra vita di Daniele Luchetti), con la 'crisi' - economica, lavorativa, politica, morale e perfino sentimentale - come milieu, come sottofondo fisiologico dato per scontato quanto il cielo azzurro partenopeo. Con la miseria diffusa, con l’idiozia catodica imperante, con i...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Reality (2012)

3 commenti
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30 marzo 2013 Opinione di champagne1 su "Reality"
champagne1

Garrone colpisce ancora con la sua capacità di leggere il presente e stavolta con una storia basata sul bisogno che ha ogni uomo di sognare un futuro migliore. Luciano fa il pescivendolo e nei ritagli di tempo il piccolo truffatore, ma non è soddisfatto della sua condizione e sogna un futuro artistico, per esempio esibendosi nei ricevimenti di nozze come attore cabarettista. Spinto anche dalla famiglia, partecipa a un provino per il Grande Fratello e, quando supera una prima fase di...

voto al film: champagne1 assegna il voto buono a Reality (2012)

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19 marzo 2013 Opinione di ripley77 su "Reality"
ripley77

Voto al Film :  8

voto al film: ripley77 assegna il voto buono a Reality (2012)


4 marzo 2013 Opinione di kubritch su "Reality"
kubritch

Il vero tema di Reality non riguarda il format televisivo e il suo dirompente impatto sulla società contemporanea da poco più di un decennio a questa parte, ma il vuoto di senso, il decadimento morale e materiale, che sta attraversando la nostra epoca e che nemmeno la religione riesce a colmare. Non è un caso se l'elemento religioso appare così spesso durante tutto il racconto. Le parole del sacerdote che denunciano una certa convenzionalità retorica alla fine risultano giustamente...

voto al film: kubritch assegna il voto ottimo a Reality (2012)

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10 febbraio 2013 Opinione di OGM su "Reality"
OGM

La casa del Grande Fratello è il mondo. È il palcoscenico della nostra voglia di sollevarci dalla normalità per  divenire straordinari, non più anonime vittime dei soliti, comuni problemi quotidiani. Sentirsi osservati da vicino, chiamati a esibire la propria capacità di piacere, è un’emozione che ci sospende dalla realtà per proiettarci nella dimensione fantastica di uno spettacolo senza fine, in cui ciò che conta è essere amati per quello che si fa davanti agli occhi di tutti....

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Reality (2012)

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25 gennaio 2013 Opinione di ico su "Reality"
ico

L'idea di non scagliarsi contro questo genere televisivo controverso, ma di soffermarsi ed analizzare le conseguenze sulla vita e l'influenza sui sogni del telespettatore più "debole", è sensibilità che spetta solo ai grandi autori, così come è talento puro la messa in scena della prima metà del film: si susseguono quadri magici, pitture uniche e affascinanti di un mondo degradato, povero, in lotta continua, dignitosa, ma sempre a ridosso dell'abisso. Passano dagli occhi al cuore le...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Reality (2012)

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1 novembre 2012 Opinione di contemalfido su "Reality"
contemalfido

Fellini, Totò, Visconti, Eduardo, Germi, De Sica e perché non anche Zavattini? Senza rendersi conto,cari amici di Film.tv, che tanti richiami attestano proprio la pochezza del giovine Garrone. Del resto si sa che quando un film supera i 90 canonici minuti o è un capolavoro o ha gravi difetti di sceneggiatura, montaggio e mano del regista. Che a Cannes per la premiazione si è presentato sfoggiando sullo smoking una cravatta bianca, in perfetta, voglio sperare intenzionale sintonia con lo...

voto al film: contemalfido assegna il voto mediocre a Reality (2012)


31 ottobre 2012 Opinione di sillaba su "Reality"
sillaba

Un po' mi ha deluso. Mi aspettavo una satita graffiante, lo svolgimento maggiore dell'idea del partecipante all'edizione scorsa del GF che vive di apparizioni in discoteche e matrimoni o l'idea di ragazzi con ambizioni inutili benché avessero coronato il sogno di entrare nella casa, come anche una satira cattiva di una società che pensa di risolvere i propri problemi con una trasmissione. Il film non è male, è girato anche molto bene con bellissime carrellate, ma la satira è un po'...

voto al film: sillaba assegna il voto sufficiente a Reality (2012)




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