Reality (2012)
Con Aniello Arena, Claudia Gerini, Loredana Simioli, Nunzia Schiano, Ciro Petrone, Angelica Borghese, Nando Paone, Paola Minaccioni, Arturo Gambardella, Giuseppina Cervizzi
26/05/2012
Caro Nanni, puoi rifarti: basta dare un occhio al "Reality"...
Correva l'anno 1977. Si era nel pieno degli anni di piombo. E, a maggio, c'era il Festival di Cannes. Ciò che ricordo discretamente accadde il 27 maggio: in sala, tra tanti accaldati...
di maurri 63
La trama
Per mantenere la moglie e i due figli e soddisfare i bisogni indotti dalla modernità, il napoletano Luciano (Aniello Arena) fa il pescivendolo insieme al cugino e si districa tra piccole truffe. Nel suo piccolo, ha però un grande desiderio: sogna di partecipare al reality Grande Fratello, con la speranza di avere un ritorno economico dall'avventura televisiva che gli permetterebbe di cambiare vita e futuro e di assecondare una certa dose di narcisismo insita in lui. Divenendo ossessionato dall'idea, finisce con il perdere il senso della realtà, distorcendo la percezione di ciò che lo circonda.
L’aspirazione al Grande Fratello, quel bunker di eletti che ti cambia la vita se non sai che vita vuoi, tocca il pescivendolo Luciano in occasione d’un provino. Saracinesca e banco al quartiere Barra e un traffico di robot di cucina, vive l’attesa di una convocazione con spostamenti progressivi dal desiderio al delirio al desiderio delirante, fino a sentirsi “assente non giustificato” dal programma, scatenando una nevrosi di controllo che è comica, tragica e simbolica (la vendita della pescheria, il grillo che lo fissa in casa, la donazione ai poveri). Per il medico è «trauma da GF», dopo le trasmissioni passerà (Arena, attore carcerato, parafrasa Totò dove Totò sembrava la marionetta sorvegliata da un dio/giudice). È fondamentale, ma non lo diciamo, come Luciano riesca a introdursi nella “casa” tra i vanagloriosi protagonisti, un fantasma nella sua patria di spettri. E ora fuori i nomi: Fellini, Visconti, Germi, De Sica...
REALITY: NOTE DI REGIA
Dal pressbook di Reality divulgato in occasione del Festival di Cannes, riportiamo le note di regia che offrono alcuni spunti interessanti per collocare quest'opera e comprendere l'approccio che Garrone ha avuto nei confronti del film.
"Dopo Gomorra (2008) volevo cambiare registro e affrontare un tipo di film differente. Per questo ho deciso di girare una commedia: Reality.
Reality è nato da una storia semplice ma vera che abbiamo trasformato per riflettere sul panorama della contemporaneità. È un viaggio fatto di anticipazioni, di speranze, di sogni. Si svolge su due livelli: il primo è esterno, geografico; il secondo è invece interno e psicologico. Questi due livelli sono tuttavia intimamente connessi e il paesaggio culturale è precisamente ciò che dà corpo ai personaggi che animano la nostra storia.
Reality è un film che parla di come noi percepiamo il reale: è la storia di un uomo che abbandona la realtà per entrare in una sua dimensione fittizia e personale. Penso a Luciano, il protagonista, come a un Pinocchio dei giorni nostri, un uomo innocente e naïf.
L'ho seguito con la mia macchina da presa come se lui stesse vivendo un'avventura fantastica. Durante le riprese ero costantemente alla ricerca di quel delicato equilibrio tra il sogno e la realtà. Ero sempre alla ricerca, anche da un punto di vista figurativo, di una certa qualità fiabesca, una sorta di realismo magico."
La recensione di FilmTv
Di Silvio Danese - FilmTV n. 39/2012
L'opinione più votata
Di bufera scritta il 29/09/2012 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [11]
- positive [26]
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8 maggio 2013 Opinione di hallorann su "Reality"
Luciano Ciotola è un pescivendolo con un animo “artistico”, ai matrimoni si traveste da vecchiarella ma per l’ultimo osa, da drag queen. E qui che incontra Enzo un “mostro”, un “divo” effimero e vacuo, un reduce del G.F. televisivo che fa marchette nei matrimoni e nelle discoteche, annunciato come una star pur non sapendo fare Nulla. Luciano e famiglia larga e allargata essendo partenopeo si arrangia oltre la pescheria ed essendo italiano vive al di sopra delle proprie...
voto al film: 
16 aprile 2013 Opinione di GoonieAle su "Reality"
Ecco un altro film che disintegra l'Italia, Garrone prende uno dei tanti programmi che ha demolito la mente, i sogni, la cultura, il vivere quotidiano, le semplicità, ecc-ecc- degli italiani e lo porta lassù, come punto d'arrivo, come paradiso terrestre per poter elevare il proprio status sopra ogni cosa. Girato alla grande, il (programma) male è ovunque, si insinua nella mente degli spettatori, del cittadino comune e lo porta a desiderare il nulla più assoluto. Grandiosa l'ultima...
voto al film: 
8 aprile 2013 Opinione di mm40 su "Reality"
Reality è, almeno fino al 2012, il capolavoro di Matteo Garrone. Un film nel quale l'Italia odierna viene rappresentata esattamente per ciò che è (l'unico altro lavoro che fino a questo punto ci era riuscito, La nostra vita di Daniele Luchetti), con la 'crisi' - economica, lavorativa, politica, morale e perfino sentimentale - come milieu, come sottofondo fisiologico dato per scontato quanto il cielo azzurro partenopeo. Con la miseria diffusa, con l’idiozia catodica imperante, con i...
voto al film: 
30 marzo 2013 Opinione di champagne1 su "Reality"
Garrone colpisce ancora con la sua capacità di leggere il presente e stavolta con una storia basata sul bisogno che ha ogni uomo di sognare un futuro migliore. Luciano fa il pescivendolo e nei ritagli di tempo il piccolo truffatore, ma non è soddisfatto della sua condizione e sogna un futuro artistico, per esempio esibendosi nei ricevimenti di nozze come attore cabarettista. Spinto anche dalla famiglia, partecipa a un provino per il Grande Fratello e, quando supera una prima fase di...
voto al film: 
4 marzo 2013 Opinione di kubritch su "Reality"
Il vero tema di Reality non riguarda il format televisivo e il suo dirompente impatto sulla società contemporanea da poco più di un decennio a questa parte, ma il vuoto di senso, il decadimento morale e materiale, che sta attraversando la nostra epoca e che nemmeno la religione riesce a colmare. Non è un caso se l'elemento religioso appare così spesso durante tutto il racconto. Le parole del sacerdote che denunciano una certa convenzionalità retorica alla fine risultano giustamente...
voto al film: 
10 febbraio 2013 Opinione di OGM su "Reality"
La casa del Grande Fratello è il mondo. È il palcoscenico della nostra voglia di sollevarci dalla normalità per divenire straordinari, non più anonime vittime dei soliti, comuni problemi quotidiani. Sentirsi osservati da vicino, chiamati a esibire la propria capacità di piacere, è un’emozione che ci sospende dalla realtà per proiettarci nella dimensione fantastica di uno spettacolo senza fine, in cui ciò che conta è essere amati per quello che si fa davanti agli occhi di tutti....
voto al film: 
25 gennaio 2013 Opinione di ico su "Reality"
L'idea di non scagliarsi contro questo genere televisivo controverso, ma di soffermarsi ed analizzare le conseguenze sulla vita e l'influenza sui sogni del telespettatore più "debole", è sensibilità che spetta solo ai grandi autori, così come è talento puro la messa in scena della prima metà del film: si susseguono quadri magici, pitture uniche e affascinanti di un mondo degradato, povero, in lotta continua, dignitosa, ma sempre a ridosso dell'abisso. Passano dagli occhi al cuore le...
voto al film: 
1 novembre 2012 Opinione di contemalfido su "Reality"
Fellini, Totò, Visconti, Eduardo, Germi, De Sica e perché non anche Zavattini? Senza rendersi conto,cari amici di Film.tv, che tanti richiami attestano proprio la pochezza del giovine Garrone. Del resto si sa che quando un film supera i 90 canonici minuti o è un capolavoro o ha gravi difetti di sceneggiatura, montaggio e mano del regista. Che a Cannes per la premiazione si è presentato sfoggiando sullo smoking una cravatta bianca, in perfetta, voglio sperare intenzionale sintonia con lo...
voto al film: 
31 ottobre 2012 Opinione di sillaba su "Reality"
Un po' mi ha deluso. Mi aspettavo una satita graffiante, lo svolgimento maggiore dell'idea del partecipante all'edizione scorsa del GF che vive di apparizioni in discoteche e matrimoni o l'idea di ragazzi con ambizioni inutili benché avessero coronato il sogno di entrare nella casa, come anche una satira cattiva di una società che pensa di risolvere i propri problemi con una trasmissione. Il film non è male, è girato anche molto bene con bellissime carrellate, ma la satira è un po'...
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [11]
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