Damsels in Distress. Ragazze allo sbando (2011)
Con Greta Gerwig, Adam Brody, Analeigh Tipton, Megalyn Echikunwoke, Carrie MacLemore, Hugo Becker, Billy Magnussen, Ryan Metcalf, Jermaine Crawford, Caitlin Fitzgerald
10/09/2011
Venezia 2011, Ultimo giorno - Sabato 10/09: Premiazione Orizzonti, Leone d'Oro, Tavola rotonda sui diritti umani con Io sono: Storie di schiavitù e This is Not a Film di Panahi, Damsels in Distress
Finalmente ci siamo. Venezia 2011 arriva al capolinea mentre dall’altro lato del mondo impazza Toronto: tempo di assegnare il Leone d’Oro e poi i mass media...
di Spaggy
La trama
La dinamica Violet (Greta Gerwig), la tranquilla Rose (Carrie MacLemore) e la sexy Heather (Megalyin Echikunwoke), dopo aver accolto una nuova studentessa nel loro gruppo universitario, provano ad aiutare i ragazzi depressi del college con un programma di musica e cura dell'aspetto fisico. Innamoratesi tutte quante, finiranno con il mettere a rischio la loro amicizia, la carriera accademica e la salute a causa dei sentimenti che coinvolgeranno il gentile Charlie (Adam Brody), l'uomo dei sogni Xavier (Hugo Becker), il matto del gruppo Frank (Ryan Metcalf) e Thor (Billy Magnussen).
In netta controtendenza rispetto al cinema dominante, Damsels in Distress, attraverso il prisma dei sentimenti, offre uno sguardo disincantato e acidulo sugli Stati Uniti (basti pensare alla festa della confraternita), e ci offre il più bel numero di musical (una citazione incrociata fra il minnelliano Spettacolo di varietà e Fred Astaire) dai tempi di Alto basso fragile di Jacques Rivette. Stillman, calligrafo acuto e sismografo degli oscillamenti del cuore, filma con potente discrezione e invita al sorriso. Magnifiche, infine, la cicatrice sul labbro di Analeigh Tipton e la grazia neoclassica di Greta Gerwig.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 32/2012
L'opinione più votata
Di alan smithee scritta il 16/04/2013 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
E allora in questo college delle favole è naturale che tre ragazze nello stesso tempo sveglie e ingenue, tre regine della sobrietà, tutte pulizia, profumo di lavanda e colori pastello, si prendano cura di una nuova arrivata, e lo facciano, contrariamente a quanto possiamo pensare noi spettatori prevenuti, senza malizia, ma anzi con puro atteggiamento orientativo e di supporto; è per lo stesso motivo che sempre le stesse tre eroine si mettono a dirigere una associazione che assiste i compagni afflitti da esaurimento o che, peggio, sono arrivati a tentare il suicidio gettandosi dal balcone di una terrazza che dista dal suolo per fortuna una distanza non così letale da arrecare lesioni permanenti o mortali.
Ma a continuare senza sosta ad aiutare il prossimo, la dinamica protagonista Violet sente affiorare piano piano in se stessa tutte le insicurezze che hanno caratterizzato la sua gioventù, afflitta da un nome ridicolo (Titti, come l'uccellino giallo di "mi è palso di vedele un gatto"), da un carattere troppo schivo e ritroso, e da una volontà di autoafflizione per dimostrare che è bene tenersi in allenamento contro le mille avversità della vita e del destino: tra queste assurde sfide figura quella di scegliersi come ragazzo il più gretto e sciocco rappresentante dell'altro sesso; il ragazzo belloccio ma anche il più stupido del mondo, quello che permetterà a Violet di guadagnarsi la soddisfazione di riuscire almeno in parte ad elevare quel primate verso un mondo che gli è completamente estraneo. Per capire poi che è necessario abbandonarlo al suo sciocco fatuo destino, fino a trovare pure lei il suo principe-ballerino.
Greta Gerwig, meravigliosa ed incantevole nel ruolo di Violet, si impadronisce di tutto il film e il suo volto sfrontatamente acqua e sapone e venato di tristezza, la sua andatura goffa che tuttavia tradisce qua e là improvvisamente guizzi inaspettati di una brillante verve e predisposizione per il ballo, in particolare per il tip-tap, sono una delle cose più alte della pellicola che si rivela una piacevolissima sorpresa tra humor e riflessione semiseria delle più assurde maniacalità che si annidano in una bizzarra ingovernabile mente umana qualunque. ESPANDI +
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4 maggio 2013 Opinione di maxnardi su "Damsels in Distress. Ragazze allo sbando"
Atroce. Incomprensibile. Inconcludente. Mi fermo per non passare ad un gergo più volgare.
voto al film: 
16 aprile 2013 Opinione di alan smithee su "Damsels in Distress. Ragazze allo sbando"
Damsels segna il ritorno dopo anni (almeno per quel che ci riguarda in casa nostra, dopo che il film ha fatto una sua molto fugace comparsa in quelle tre sale che l'hanno accolto ai tempi della sua effimera apparizione nei cinema) di quel perfettino gentiluomo un po' pedante ma dal gran senso del ritmo (anche danzante) che è Whit Stillman: un regista che avevamo abbandonato nostalgicamente (e non per colpa nostra) ai tempi dei ritmi da disco dance patinati e riflessivi (dove infatti le...
voto al film: 
18 dicembre 2012 Opinione di jack kerouac su "Damsels in Distress. Ragazze allo sbando"
L'ho sempre pensato che essere un pò sfigato ha i suoi lati positivi. Primo, fai parte di una cerchia di persone "diverse", e quindi puoi sentirti moralmente superiore. In più, puoi permetterti di essere un pò strano, un pò poeta, un pò misterioso. E poi le ragazze: per quanto super figo tu possa essere, a lei piacerà sempre l'insicurezza, la goffaggine dello sfigato. Lo so per esperienza. Che poi secondo me i film americani dipingano i gggiovani teenager un pò outsider come sfigati...
voto al film: 
20 novembre 2012 Opinione di UScomedy su "Damsels in Distress. Ragazze allo sbando"
E' un personaggio difficile da inquadrare Whit Stillman, regista di "Damsels in Distress", al suo quarto film in oltre vent'anni di carriera, il primo dopo 13 anni di silenzio. Un autore, celebrato dalla critica con la scelta di far chiudere a questo lavoro l'edizione 2011 della Mostra di Venezia, molto parco nelle sue uscite e sempre attento a raccontare il mondo della gioventù statunitense appartenente alla middle class. Questo film (il cui titolo significa letteralmente "Damigelle in...
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