L'estate di Giacomo (2011)
Con Giacomo Zulian, Stefania Comodin, Barbara Colombo, Stephane Lehembre
La trama
In un caldo pomeriggio d'estate nelle campagne italiane del nord-est Giacomo, un 19enne sordo, dopo aver passato la maturità e in attesa dell'intervento chirurgico che gli cambierà la vita, porta l'amica Stefania a fare un picnic sulle rive di un fiume. I due, spingendosi lontani dalla strada che conoscono, finiscono con il perdersi. Si ritrovano così in un piccolo angolo paradisiaco, dove possono essere finalmente liberi per i loro giochi, conditi da innocente sensualità, fino a quando non si rendono conto che l'avventura appena vissuta è solo il ricordo di un tempo ormai andato e segna l'inizio del passaggio all'età adulta.
È una scoperta, L’estate di Giacomo. Non solo perché si tratta di una folgorazione, di un esordio che non pare tale, del frutto incredibilmente maturo di una ricerca consapevole, ma perché è la dimensione tenera e sconcertante della scoperta quella che cerca di comunicare. Non importa che il film sia documentario o finzione, perché Comodin sa che l’erotismo è già una sottile messa in scena, una recita, una strategia che, come in una stagione di Rohmer, implode nel timore sviante delle parole e si trasforma in tensione a fior di pelle. Non è un caso che i primi minuti richiamino alla mente Blissfully Yours di Weerasethakul: è la dichiarazione d’identità di un cinema erotico e locale, reale e immersivo. Bellissimo.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 32/2012
L'opinione più votata
Di bufera scritta il 28/07/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [5]
- positive [3]
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17 aprile 2013 Opinione di alan smithee su "L'estate di Giacomo"
L’estate di Giacomo è un diario per immagini semplice e un po’ frammentario di una frazione di tempo in effetti più breve di tutta una stagione a cui allude il titolo, ma non per questo insufficiente a rendere l'idea dello svago e della spensieratezza di un'epoca di riposo dopo lo studio dei mesi precedenti: il tempo dell'abbandono ai sogni e a pensieri oziosi ed erotici insieme che accompagnano una giornata di calura estiva trascorsa da un ragazzo con problemi di udito - il Giacomo...
voto al film: 
18 marzo 2013 Opinione di ico su "L'estate di Giacomo"
Film da festival, film per i festival, film per la critica, film che rifiuta il pubblico. Racchiudo L' ESTATE DI GIACOMO in questa frase perché c'è poco da aggiungere ad un film che sta su una coppia di ragazzi, nel tempo di una estate, nel tempo della speranza per lui, di poter tornare a sentire normalmente, nel tempo della crescita, della mutazione di una amicizia in amore. Comodin segue i suoi protagonisti fra scene lunghissime di silenzio, di gioco innocente, di attesa: mai un sussulto...
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20 dicembre 2012 Opinione di contemalfido su "L'estate di Giacomo"
Mi preoccupa e scandalizza il successo di critica.
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19 novembre 2012 Opinione di Francesco Di Benedetto su "L'estate di Giacomo"
Raro vedere l’adolescenza restituita e celebrata al cinema così. Un’opera, questa di Comodin, che ci aiuta a riflettere su quanto il tema dello “sguardo” (inteso nelle sue molteplici declinazioni: in primis, quella della reciprocità dell’attività scopica fra gli astanti, declinazione che introduce anche a tutte le problematiche, pirandelliane o “panottiche” che dir si vogliano, relative all’immagine/maschera che ogni soggetto restituisce e ritiene di restituire...
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20 settembre 2012 Opinione di fefy su "L'estate di Giacomo"
Uno spaccato di un estate della vita di un ragazzo sordo muto (tra l'altro reale) e degli amici che lo conoscono da una vita. Dalla bocca di Giacomo escono parole difficili da decifrare e spesso buffe anche quando sono volgari . Come può essere la sua vita? Normale, abbastanza normale. Lunghe passeggiate nei boschi, bagni nel Tagliamento con le amiche e tanta voglia di vivere. Un documentario più che un film. Come tale deve essere visto, perché gli interpreti recitano ciascuno la...
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19 agosto 2012 Opinione di davidestanzione su "L'estate di Giacomo"
Ci sono casi cinematografici che molto spesso coincidono col bluff. Altri che invece sono puri gioielli, doverosamente e meritatamente legittimati dal passaparola critico. In una stagione cinematografica avarissima di uscite in sala come l’ultima lunga estate caldissima che per fortuna volge (finalmente) alla conclusione, “L’estate di Giacomo” di Alessandro Comodin, uscito solo lo scorso venti luglio con un anno di ritardo a riprova della miopia clinica della nostra...
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11 agosto 2012 Opinione di OGM su "L'estate di Giacomo"
La diversità non ha bisogno di essere contestualizzata, spiegata, commentata. È un modo di essere che ci parla direttamente, attraverso la sua normalità, che rispecchia la nostra, sia pur con un altro accento. Giacomo Zulian è un adolescente affetto da un grave deficit uditivo, che si ripercuote in maniera sensibile sulle sue facoltà espressive, verbali e gestuali. È come se al naturale caos dei rumori di sottofondo il ragazzo volesse sostituire il brusio di una fantasia inquieta, che...
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29 luglio 2012 Opinione di Mulligan71 su "L'estate di Giacomo"
Premiato a Locarno, portato in palmo di mano da quasi tutta la critica cinematografica, considerato IL film italiano dell'anno, l'esordio di Comodin rischia di essere un bluff, tipo le teste di Modigliani, di qualche anno fa. Povertà di mezzi, e va bene, attori più reali della realtà, lui un ipoudente simpatico, lei un'amica che non si sa bene quanto, ma il film non decolla mai, fra sequenze lunghissime al limite della masturbazione, dialoghi da oratorio, una leggerezza di fondo che...
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28 luglio 2012 Opinione di bufera su "L'estate di Giacomo"
"L'estate di Giacomo",di Alessandro Comodin, nativo del Friuli ( Pordenone), che fa da scenario a questo tanto piccolo, quanto importante e discusso film, è l'opera prima come lungometraggio (peraltro abbastanza breve) del regista, dedito finora ai documentari e ai corti. Ben inserito in un contesto europeo di professionisti,egli ha voluto un'opera la cui impronta e ispirazione fossero la naturalezza e la semplicità, mentre la narrazione di una vera e propria storia non gli...
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25 luglio 2012 Opinione di nickoftime su "L'estate di Giacomo"
Ci sono diversi modi di fare cinema ma tutti hanno in sè il bisogno di comunicare qualcosa, non necessariamente una storia. A volte l'obiettivo è quello di raccontare una vicenda attraverso le persone, in altri casi invece è quello di parlare di una persona. Ancora immersi nei suoni e nell'ambiente della campagna friulana ed in particolare del fiume Tagliamento dove buona parte di quello che abbiamo visto ha preso forma e poi si è sviluppato, non possiamo fare a meno di pensare che...
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