Cavalli (2011)
Con Vinicio Marchioni, Michele Alhaique, Giulia Michelini, Duccio Camerini, Cesare Apolito, Antonella Attili, Fausto Sciarappa, Marco Iermanò, Pippo Delbono, Paolo Zuccari, Andrea Occhipinti, Asia Argento
La trama
Pietro e Alessandro, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, hanno undici e tredici anni e vivono in una casa sperduta tra le valli degli Appennini, insieme ai genitori. Abituati a comportarsi come animali liberi e selvaggi, sono costretti ad assumersi le prime responsabilità quando, in seguito all’improvvisa morte della giovane madre, il padre regala loro due puledri, che crescono con i consigli di un vecchio allevatore della zona, pronto a impartir loro i rudimenti del mestiere. Ma, non appena divenuti adulti, dovranno confrontarsi con i loro sogni che li porteranno a separarsi quando Alessandro vorrà trasferirsi in città mentre Pietro vorrà rimanere sul posto per vivere con l’amata Veronica.
Dal racconto omonimo di Pietro Grossi, contenuto nel suo fulminante libro Pugni (Sellerio), il regista esordiente Michele Rho e lo sceneggiatore Francesco Ghiaccio traggono un film anomalo nel panorama medio del cinema italiano contemporaneo, ma legato a una tradizione precisa di quello classico, che parla la stessa lingua visiva aspra del Pietro Germi “siculo” e del Giuseppe De Santis di Uomini e lupi. Cavalli è un western mascherato con tanto di imboscate, botte nel saloon, schioppettate tra buoni e cattivi. Michele Rho, che gira tra la Val D’Elsa e il Gran Sasso, ha un’idea di cinema avventurosa e la sua è una bella opera prima.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 42/2011
L'opinione più votata
Di mck scritta il 02/04/2012 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Cavalli, e ... pugni.
Addomesticare i figli, domare i cavalli.
Prima, i due fratelli vedono dalla finestra i due cavalli portati per le briglie dal padre, poi, dalla stessa finestra il padre vede i due fratelli a cavallo degli stessi tornare : e "dalla finestra" è una delle cose più western che ci sia.
La citazione iniziale da Cormac McCarthy ( " l'ordine impresso nel cuore dei cavalli era più durevole perchè era scritto in un posto in cui nessuna pioggia poteva cancellarlo " : fin troppo 'poetico' per essere McCarthy...fatto salvo quell'...Ordine...) è significativa, dato l'autore, ma non mi sembra la più adatta ed evocativa. Eccone un'altra, toh, giusto perchè quest'opera cinematografica è nata da una letteraria, una novella di Pietro Grossi, e allora : " Mio padre è sepolto a meno di duecento metri da dove sediamo ora. Vado spesso alla sua tomba e gli parlo. Gli parlo come non ho mai potuto parlargli quando era vivo. [...] Ho cominciato a leggere quando avevo cinque anni e mai nessuno mi ha tolto un libro di mano. Mai. [...] Piccoli uccelli del deserto volavano cinguettando tra gli arbusti e il cavallo, il cavaliere e l'altro cavallo passarono di là seguiti dalle loro lunghe ombre attaccate come fossero l'ombra di un solo essere. Passarono e svanirono nella terra sempre più scura, il mondo a venire " [ all the pretty horses - guida editori - trad. R.Duranti ( ora reperibile einaudi ) ] : qui le strade dei due cavalieri cavalcanti divergono a 180°, ma " la strada di casa la si ritroverà sempre "..,.. " in un mo(n)do diverso per ognuno di noi ".
Rispetto alle due belle recensioni che mi hanno preceduto, di @ogm e @lorcio, a parte il giudizio sintetico finale, 2 e 3 stelle loro, 4 io ( che il 3 e mezzo d'incoraggiamento e ... speranza non v'è ), sono in disaccordo sopratutto con la riuscita delle due diverse parti che compongono il film : il primo terzo, dell'infanzia, è stato giudicato il più riuscito : pur riconoscendogli doti di rappresentazione e di introduzione stringata e riassuntiva ma in perfetto equilibrio interno, per me sono i due terzi finali della seconda parte, la vita adulta
( con un ottimo Vinicio Marchioni ed un senza esagerare grandioso Michele Alhaique, con una splendida e brava Giulia Michelini struccata ed il binomio paterno Duccio Camerini-Cesare Apolito che giganteggia sottraendo, un Pippo Delbono che ho detto tutto e tanti, tutti gli altri : Asia Argento è...ingombrante ma s'immedesima bene, forse solo Andrea Occhipinti si capisce ch'è un po' arruginito ( magari Rho ( che, per gli Alto Milanesi, comunque si vede e si capisce che non è caduto dal Pero ) non c'h'avuto il coraggio, il tempo, la possibilità di dire : " questa magari la si rifà, eh ?! " ), e per fortuna le prostitute c'hanno i peli sotto le ascelle, unforgiven docet ),
i migliori : la pellicola ad un certo punto 'si apre' e spicca il volo : il finale poi è tronco, certo, ma, a differenza di quel che penso di solito di certi ( mi si passi il termine relativizzato ad altri contesti ) capolavori, ovvero che ci sarebbe spazio e posto per un'intera serie televisiva, qui il discorso è compiuto e non mi spinge a necessitare del passo lungo della serialità. ESPANDI +
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [2]
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29 dicembre 2012 Opinione di sasso67 su "Cavalli"
Western appenninico, piuttosto riuscito, soprattutto tenendo conto che si tratta di un esordio alla regia. Vi è qualche caduta di tono e qualche forzatura nei dialoghi e nelle situazioni, per avvicinare l'opera agli omologhi film americani (la figlia del farmacista che accetta di andare a vivere nella casetta di montagna, il padrone buono che interviene quasi da deus ex machina), ma l'insieme funziona, con un elogio della fratellanza e della libertà (anche nel senso di libero arbitrio,...
voto al film: 
7 novembre 2012 Opinione di ezio su "Cavalli"
Curioso e bel film italiano tutto girato in Toscana e con un'ambientazione collinare molto bella dove il protagonista assoluto (oltre ai due fratelli che il racconto segue in tutta la loro vita) e' il cavallo come dice il titolo della pellicola.Sembra un western,ma non solo.Da vedere per assaporare un cinema semplice e allo stato puro.
voto al film: 
2 aprile 2012 Opinione di mck su "Cavalli"
Cavalli, e ... pugni. Addomesticare i figli, domare i cavalli. Prima, i due fratelli vedono dalla finestra i due cavalli portati per le briglie dal padre, poi, dalla stessa finestra il padre vede i due fratelli a cavallo degli stessi tornare : e "dalla finestra" è una delle cose più western che ci sia. La citazione iniziale da Cormac McCarthy ( " l'ordine impresso nel cuore dei cavalli era più durevole perchè era scritto in un posto in cui nessuna pioggia poteva cancellarlo "...
voto al film: 
27 ottobre 2011 Opinione di LorCio su "Cavalli"
Può un’opera prima essere al contempo robusta ed ingenua? Evidentemente sì. L’esordio di Michele Rho, nato sotto l’egida di Gianluca Arcopinto, spicca nel panorama nostrano recente per una scelta orgogliosamente conservatrice: il rifiuto della modernità tecnologica, del progressismo tecnico e della frenesia del presente in favore di una storia antica, epica (nei limiti possibili) e rustica. I modelli sono individuabili in un certo filone della cinematografia italiana: il Giuseppe De...
voto al film: 
22 ottobre 2011 Opinione di OGM su "Cavalli"
Un film non fa mai tanto desiderare la letteratura come quando la strapazza, la consuma, la sfrutta sfibrandone l’essenza. Rarefazione e minimalismo sono un gioco per registi navigati, quelli che sono in grado di utilizzare la povertà del testo cinematografico per creare alvei di indeterminatezza, in cui le suggestioni sono libere di circolare, dando vita alle atmosfere, evocando le emozioni. Ma questa storia è solo un resoconto fatto di immagini didascaliche e di commenti parlati: è...
voto al film: 
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