Elles (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Elles: assente
Ritmo ritmo in Elles: presente
Impegno impegno in Elles: minimo
Tensione tensione in Elles: minimo
Erotismo erotismo in Elles: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Elles

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Elles (voti: 11 media: 2,27) 11

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locandina di Elles

Trailer italiano ufficiale

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La trama

Per portare a termine un'inchiesta sul preoccupante dilagare del fenomeno della prostituzione nell'ambiente liceale e universitario, la giornalista Anne (Juliette Binoche) entra in contatto diretto con Alicija e Charlotte, due studentesse di modeste origini, che vendono il loro corpo. Ma, anziché ritrovarsi di fronte al contesto di miseria e povertà che si era immaginato, Anne è immersa in un universo fatto di arrivismo e potere, in cui le vittime non sono le giovani donne ma i loro clienti, finendo per esserne influenzata. 

Purtroppo il film di Malgoska Szumowska costeggia la realtà della mercificazione senza mai irrompere nella motivazione - che resta un’epidermica, didascalica ribellione a un’esistenza sacrificata -, e il tentativo di allontanarsi dal bigino sociale non diventa scavo psicologico della donna apparentemente realizzata. La Binoche è splendida, occhi che parlano incorniciati dai segni di un’età che sottolinea il carisma. Poco può contro un’opera pretenziosa, che limita i “disagi” della prostituzione all’uso improprio di un collo di bottiglia, e traccia parallelismi tra matrimonio e mercificazione con la matita grossa.

Incluso nelle taglist:

DONNE OGGETTO?

Le cronache dei quotidiani riportano spesso notizie di giovani ragazze che, per reperire i soldi necessari al completamento dei loro studi, iniziano a vendere il proprio corpo. Si tratta di un fenomeno che, al di là delle scelte individuali, si riflette sul resto della società per le implicazioni che comporta. Senza voler dare alcun giudizio, la regista Malgorzata Szumowska e la sceneggiatrice Tine Byrckel si sono chieste che significato attribuire a queste moderne forme di prostituzione e come concepirle: si tratta di una conquista dell'indipendenza femminile o, al contrario, rappresenta una involuzione, un passo indietro rispetto alle lotte che le donne per anni hanno combattuto contro il maschilismo imperante?

ESPANDI +

SCALATA AL CONSUMISMO

Per rendere più credibile e verosimile ogni situazione descritta, prima di terminare la sceneggiatura, Tine Byrckel ha chiesto aiuto alla documentarista e giornalista francese Hélène de Crécy, grazie alla quale ha incontrato diverse ragazze che avevano scelto di vendersi senza alcuna remora. A loro ha chiesto di descrivere la loro giornata media, dato che il lungometraggio si sarebbe sviluppato attraverso il resoconto di gesti e dialoghi che riflettessero il quotidiano andamento delle loro esistenze.
La regista, invece, ha voluto incontrare alcune delle giovani ragazze che, in Polonia, sono costrette a prostituirsi con i loro padroni di casa pur di pagare in qualche modo l'affitto, rimanendo colpita dalle risposte ottenute.

ESPANDI +

 

La recensione di FilmTv

Di Chiara Bruno - FilmTV n. 38/2012

Anne è giornalista per “Elle”. Fasciata in una vestaglia tra il bon ton e il casalingo, viene svegliata dal figlio che cerca i cereali. Un’altra notte consumata sul computer, gli auricolari che diffondono le confessioni di Lola e Alicja. Doveva essere un’indagine sulle studentesse che si mantengono vendendosi, ma l’articolo si è infilato tra le maglie di una sensualità assopita. E la registrazione delle “altre” si è trasformata in esplorazione di sé. Giovani vite immolate sull’altare di un appartamento borghese, esistenza matura mestamente intrappolata nello schematismo familiare. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 08/06/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Il fenomeno contemporaneo delle studentesse prostitute – già trattato in Student Services – offre alla regista polacca Malgorzata Szumowska lo spunto per una bizzarra incursione nell’universo femminile. La giornalista  Anne (Juliette Binoche) vuole scrivere un articolo su due ragazze, Charlotte ed Alicja, che, nella Parigi dei giorni nostri, vendono il loro corpo per guadagnarsi da vivere. Frequentandole, ed ascoltando i racconti delle loro esperienze ed i tentativi di esporre le loro ragioni, la protagonista giunge a riflettere sulla propria condizione di donna in un mondo dominato dagli uomini. Ne è circondata in casa, essendo madre di due ragazzi, sui quali non riesce a mantenere del tutto il controllo. Sono due esseri in parte sfuggenti, come lo è il marito, per lo più assente, col quale il dialogo risulta difficile, perché segnato da incomprensioni di fondo. La realtà maschile è fatta di desideri che chiedono pressantemente di essere soddisfatti, e che le donne, mettendo da parte i propri bisogni, si prestano spontaneamente ad esaudire. Questa mansione inizia in cucina, e prosegue nella camera da letto, come le spiega quella giovane polacca che, dal suo primo cliente, ha imparato a preparare il pollo al Riesling. La consapevole assunzione di un ruolo, in virtù di una precisa scelta, improntata al do ut des, esclude l’umiliazione: in quel teatro erotico a pagamento  prevale il senso del servizio, che è il frutto di un chiaro accordo tra le parti. Soltanto fuori da quelle stanze, nella vita vera, ci si può sentire offese, sminuite, sfruttate da chi continuamente pretende senza dare nulla in cambio. Anne si accorge compiaciuta come tra lei e le due intervistate scatti in breve tempo una fanciullesca complicità, alimentata dalle confidenze e dalla reciproca curiosità;  per contro, col figlio adolescente Florent, che marina la scuola, fuma spinelli e fa il misterioso, parlare è praticamente impossibile. Una barriera di incomunicabilità separa, di fatto, i due sessi, che si esprimono in linguaggi diversi, e possono giungere ad intendersi soltanto temporaneamente, in particolari occasioni, sulla base di un codice appositamente convenuto, come quello  esplicito e crudo dell’amore mercenario. Il resto del discorso si perde fra reticenza ed equivoci, nella convinzione che l’altro comunque non possa capire, benché, a ben vedere. esistano momenti in cui tutto potrebbe essere spontaneamente ed integralmente condiviso. L’obiettivo di Szumowska rimane confinato al di qua di quella frontiera invalicabile, dove l’eterno femminino si mette a nudo restando in disparte, a coltivare la propria solitaria e fantasiosa spregiudicatezza. Non c’è allegria, però, in quell’immaginaria libertà, che occupa fugaci scorci di esistenza, consumati in fretta dietro il paravento di una intimità un po’ puerile e visibilmente imbarazzata. Manca il coraggio di essere, con se stesse, sincere fino in fondo, di affermare la propria identità con composta serietà e maturo equilibrio, anziché giocare a scoprirsi quel poco che basta ad attirare l’attenzione della propria interlocutrice, e magari, subito dopo,  riderci sopra  come si fa tra amiche. L’analisi si ferma a metà, forse trattenuta da un innaturale pudore, o forse da un ingiustificato gusto per l’ermetismo, per l’allusione che si pronuncia  a fior di labbra, coprendosi la bocca con la mano.  La voglia di guardarsi dentro è un’aspirazione che sbatacchia le ali anziché spiccare il volo, e che alla fine sembra  addirittura volersi sacrificare inutilmente ad una condiscendenza che equivale, a tutti gli effetti, ad un naufragio. La confessione si chiude prima di essere arrivata a dire qualcosa, ed il confronto si spegne sul nascere.  Il film naviga in acque tiepide e torbide, smuovendo, appena appena, la superficie con la punta delle dita: è una nota di ricercatezza che dona originalità allo stile, ma purtroppo lascia che la sostanza profonda ristagni in un ambiguo silenzio.
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SI

Opinioni su Elles


20 maggio 2013 Opinione di ezio su "Elles"
ezio

Giornalista (Binoche) piena di problemi familiari intervista giovani studentesse - prostitute che dai loro racconti traspaiono problemi non molto distanti dai suoi.Stucchevole,lento e noioso e per nulla erotico nonostante qualche quadretto cliente - prostituta che mostra piu' solitudine che appagamento.Mediocre.Per lo stesso tema rimando a Storie di vita e malavita di Lizzani,molto piu' credibile e reale.

voto al film: ezio assegna il voto mediocre a Elles (2011)


22 ottobre 2012 Opinione di fratellicapone su "Elles"
fratellicapone

Una giornalista (Binoche) con una famiglia dove non si parla più ha l'incarico di un servizio sulle studentesse che a Parigi si prostituiscono per mantenersi agli studi. Cosi contatta due studentesse e le intervista. Di studentesse c'è ben poco perché nel film non si vede questa loro attività ma solo i loro incontri di sesso. Le interviste, ridicole e superficiali, sono il pretesto per l'inserimento di scene da pornazzo di periferia, peraltro di una tristezza infinita. Anche la scena...

voto al film: fratellicapone assegna il voto pessimo a Elles (2011)

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6 ottobre 2012 Opinione di davidestanzione su "Elles"
davidestanzione

Poche cose riescono ad irritare in profondità tanto quanto un cinema supponente che cela dietro una snobistica altezzosità le magagne di una mancanza d’idee pressoché totale. Volgarissima, e simpatica come una febbriciattola di ferragosto, è allo stesso modo quella tendenza dozzinale e comune a molto cinema europeizzante di far emergere delle improbabili finalità sociologiche da quadri familiari benestanti e alto-borghesi o dai “personaggi” (definizione generosa) che li popolano,...

voto al film: davidestanzione assegna il voto pessimo a Elles (2011)

nessun commento
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3 ottobre 2012 Opinione di nickoftime su "Elles"
nickoftime

Il potere si esprime con molteplici manifestazioni. Ha i contorni di una vita agiata fatta di case illuminate ed ottimamente arredate, di un marito dalla posizione invidiabile e di figli che crescono con la possibilità di avere tutto. Oppure all’opposto è un espressione di dominio che utilizza impulsi primordiali soddisfatti di nascosto, per non svegliare il sonno ipocrita di chi preferisce continuare a mentire per non guardare in faccia il risultato di quello che siamo. Esteriormente...

voto al film: nickoftime assegna il voto sufficiente a Elles (2011)

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30 settembre 2012 Opinione di leporello su "Elles"
leporello

Già col balzo dall’incipit orgasmatico color grigioblu-Prometheus alla prima vera scena di cucina familiare color lascito-di-piccione, si capisce subito che la regista non ha avuto le idee molto chiare. Tutta addosso alla Binoche nei primi dieci minuti, e poi comunque e sempre addosso a qualunque cosa, un film che avesse voluto rimanere “distaccato” non si può dire, a questo punto, un film riuscito. D’altra parte…diamo pure la colpa al comune senso del pudore (ma non è targato...

voto al film: leporello assegna il voto mediocre a Elles (2011)

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8 giugno 2012 Opinione di OGM su "Elles"
OGM

Il fenomeno contemporaneo delle studentesse prostitute – già trattato in Student Services – offre alla regista polacca Malgorzata Szumowska lo spunto per una bizzarra incursione nell’universo femminile. La giornalista  Anne (Juliette Binoche) vuole scrivere un articolo su due ragazze, Charlotte ed Alicja, che, nella Parigi dei giorni nostri, vendono il loro corpo per guadagnarsi da vivere. Frequentandole, ed ascoltando i racconti delle loro esperienze ed i tentativi di esporre le...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a Elles (2011)

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