Pollo alle prugne (2011)
Con Mathieu Amalric, Isabella Rossellini, Maria De Medeiros, Golshifteh Farahani, Jamel Debbouze, Chiara Mastroianni, Edouard Baer, Eric Caravaca, Frédéric Saurel, Dustin Graf
La trama
Nel 1958, a Teheran, mentre sono in corso i cambiamenti voluti dall’ayatollah Khomeini, il suonatore Nasser-Ali non riesce a trovare uno strumento degno di sostituire il suo tar, che la moglie ha incautamente rotto durante un litigio. Disperato, decide di mettersi a letto e aspettare l’arrivo di Azrael, l’angelo della morte, rifiutando cibo ed esortazioni dei familiari. Durante gli ultimi otto giorni che lo separano dalla dipartita, il musicista ne approfitta per ricordare la sua vita passata, caratterizzata dall’amore per la madre e la bella Irâne, e immaginare l’ipotetica vita futura che attenderà i figli.
Il film si snoda avanti e indietro nel tempo, lungo il flusso di ricordi del cocciutamente moribondo Nasser-Ali, mettendo in scena l’Iran degli anni 50, prima della Rivoluzione, dipinti però con i colori saturi di un libro per bambini, una riproposizione stucchevole dell’estetica di Jeunet. Flirtando con la contaminazione di stili (dall’animazione alla sitcom statunitense), gli autori giocano d’accumulo, accantonando la fulminante sobrietà dell’opera prima e ripartendo da zero, con l’eccesso di buona volontà degli esordienti. II kitsch prevale sulla sincerità e il cuore di Nasser-Ali batte solo per gioco.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 14/2012
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 06/03/2012 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [1]
- positive [5]
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13 aprile 2013 Opinione di zombi su "Pollo alle prugne"
di qualsiasi cosa parli questo film poco importa, perchè se non sei più che predisposto, alla fine ti farà crollare dal sonno. potevamo essere in qualsiasi città immaginaria di un qualsiasi reame immaginario, ideale o meno, legato a ricordi reali o fantastici del passato di qualcuno, ma tutto rimarrà sempre più invischiato in un zuccheroso, glassato, iper colorato, saturo e idrogenato angolo del nostro stomaco e(se non ti addormenti) vomiterai dal "troppo". nasser-ali(amalric, il...
voto al film: 
9 maggio 2012 Opinione di fefy su "Pollo alle prugne"
Dopo l'acclamato Persepolis, un passo in avanti per Satrapi e Paronnaud. Infatti, anche Pollo alle prugne (Poulet aux prunes), già in concorso a Venezia 68, è sempre una graphic novel (della Satrapi) e fornisce il soggetto al film, ma sullo schermo l'animazione lascia spazio al film con personaggi in carne e d’ossa. L’adattamento dell’omonima striscia a fumetti di Marjane Satrapi, disegnatrice iraniana trapiantata in Francia, da lei stessa portata al cinema con Vincent...
voto al film: 
21 aprile 2012 Opinione di emaper su "Pollo alle prugne"
Pollo alle prugne è una pellicola geniale poichè è un insieme di malinconia, rabbia, sofferenza e amore. La grazia e l'ironia che distinguevano Persepolis, caratterizzano anche questo film, e con l'aggiunta di personaggi - i quali hanno una personalità definita e presente - si crea, durante la visione, un insieme di emozioni uniche. Marjane Satrapi è stata particolarmente brava e ha avuto modo di imporre la propria maestria, proponendoci un film che ha un buon ritmo, e questo grazie...
voto al film: 
15 aprile 2012 Opinione di marlucche su "Pollo alle prugne"
- Mamma... qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa ti dicano... non andare a vedere Pollo alle prugne. Per nessun motivo! - Ma tu l'hai visto! -Sì.. e sto ancora cercando gli insulti adatti per parlarne... Se non doveste avere più mie notizie nei prossimi giorni è probabile che Marriane Satrapi e Vincent Paronnaud mi siano venuti a cercare sotto casa per corcarmi di botte dopo aver letto la stroncatura del loro pollo alle prugne. Penso al povero Almaric costretto a lunghe sedute di trucco...
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11 aprile 2012 Opinione di bufera su "Pollo alle prugne"
Dopo "Persepolis", mi aspettavo di più, anche se temevo che uscendo dalla animazione l'incanto si rompesse e così per me è stato. A parte la non perfetta simbiosi della animazione, peraltro la migliore, con i personaggi in carne ed ossa, non convince la rappresentazione, nella sua eterogeneità a volte ironica,a volte favolistica, a volte drammatica, di una forzata storia di grande amore impossibile proiettato su uno strumento che, una volta rotto, porterà a morte volontaria il...
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9 aprile 2012 Opinione di Viola96 su "Pollo alle prugne"
Marjane Satrapi è una delle donne più intelligenti della nostra epoca. Fumettista sublime e regista soventemente in crescita, rappresenta una delle migliori scoperte acquisite dal cinema europeo negli ultimi decenni(lei è di nascita iraniana, ma naturalizzata francese, e il suo cinema risente positivamente di entrambe le diverse eppur simili etnie). Per il secondo lungometraggio realizzato con il fido Vincent Parannoud, la regista non si serve più dell’animazione(tranne un breve e a...
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9 aprile 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "Pollo alle prugne"
Ci si può ammalare per l’amore di un qualcosa a cui si è legati e che non si possiede ormai più. Non importa se si tratta di persone o meno. Lo sa bene Nasser Ali, un violinista sognatore, a cui è stato distrutto lo strumento con cui riusciva a comunicare quello che, con le parole, non poteva esprimere, il suo violino. Infatti, per tutta la vita, Nasser ha suonato il suo amore negato, fino a quando la donna che non amava gli ha distrutto il suo prezioso Stradivari. Siamo nella...
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8 aprile 2012 Opinione di alan smithee su "Pollo alle prugne"
Si fa presto a dire: facciamo un film alla Jeunet (e Caro), alla Jaco Van Dormael, come se bastassero due suggestive ambientazioni d'epoca, scenografie stilizzate e "disegnate" a puntino, un costumista preciso, qualche visione onirica, due effetti speciali "poveri ma belli", ed un grappolo di attori chic ed interessanti per rendere tutto estremamente intelligente e riuscito. La vicenda di Nasser-Ali, musicista fannullone sposato senza amore con una timida insegnante di matematica, che si...
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6 marzo 2012 Opinione di OGM su "Pollo alle prugne"
Dagli autori di Persepolis, una fiaba animata sull’amore, sull’arte, sulla vita. Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud ottengono la candidatura al Leone D’Oro con un delicato incanto musicale, che porta i colori delle fantasie infantili. Nasser Alì è un violinista iraniano che non può sopravvivere alla perdita del suo strumento, distrutto dalla moglie in un momento d’ira. E dunque decide di lasciarsi morire. La sua agonia è un lento affiorare dei ricordi, alcuni cupi, altri...
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [1]
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