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Opinione di marlucche su Hugo Cabret





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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07/02/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Entrare nel mondo di Hugo Cabret è un'esperienza visivamente ammaliante e il 3D una volta tanto  fa la differenza, trasportando lo spettatore letteralmente all'interno della scena e accentuando il senso di realtà di piani sequenza arditi ,che risucchiano l'attenzione senza mai liberarla.
La stazione e qualche scorcio di Parigi per lo più in notturna sono una gioia per gli occhi eppure sono uscita dal cinema senza gridare al capolavoro... Certa che Martin Scorsese sia stato capace di creare un mondo prima ancora di un film (o di un sogno).
Ed è un vero peccato perché di fronte a tanta magnificenza e ad una direzione d'orchestra così perfetta la mancanza di pathos è ancora più evidente e dissonante.
Se Hugo è veramente bambino è fantastico e mi auguro che non faccia la fine di altri bambini altrettanto talentuosi come  Haley Joel Osment del sesto senso, tutti gli altri sono freddi, di nessuna partecipazine emotiva. E' come se Scorsese impegnato a creare una dimensione in ogni più piccolo particolare abbia tralasciato (oltre a parecchi punti della sceneggiatura) di dotare di cuore e di anima tutte le figure di contorno. Tralasciando l'antipatia della giovane amica di Hugo è forse il personaggio di Ben Kinsley ad essere molto penalizzato da una sceneggiatura che poco concede all'approfondimento psicologico  e allo sviluppo dell'intreccio. E la rievocazione dei vecchi film di Melies non ha nemmeno un decimo dell'emozionante ritratto del cinema di Be kind rewind (se vogliamo confrontare gli "omaggi").
Ma se vogliamo il tradimento più grave di Hugo è quello di lasciarti sempre sperare che accada qualcosa di meraviglioso, che il sogno possa veramente deflagrare nella realtà mentre tutto resta in una dimensione, seppur favolistica, di ordinaria normalità.
Di fatto comunque resta un film da vedere, si ricorderanno gli occhi azzurri di Hugo, un automa in metallo che non prenderà mai vita, le atmosfere e i vapori della stazione ferroviaria con gli ingranaggi giganti degli orologi e un bravissimo Borat. Per il resto nel giro di poco svanirà tutto senza lasciare traccia... ma va bene così, al cinema va bene anche così.


SI

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