Il dittatore (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il dittatore: presente
Ritmo ritmo in Il dittatore: presente
Impegno impegno in Il dittatore: forte
Tensione tensione in Il dittatore: assente
Erotismo erotismo in Il dittatore: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Il dittatore

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Il dittatore (voti: 59 media: 3,22) 59

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Il dittatore

Trailer italiano ufficiale

Il dittatore Trailer italiano ufficialeplay

24/02/2012

Il dittatore, magnifica presenza tutti i santi giorni: Tre esempi di campagne virali

Smaliziate e con la tendenza a lanciar mode e polemiche, le case di produzioni cinematografiche sembrano aver scoperto le grandi potenzialità offerte dalle campagne virali lanciate sul web....

di Spaggy

La trama

Il generale Aladeen (Sacha Baron Cohen), dittatore dello stato di Wadiya, oppresso ormai da molti anni di governo autoritario, si reca negli Stati Uniti per partecipare a un congresso Onu. Mentre è impegnato a discutere dei processi di democratizzazione, che potrebbero coinvolgere anche i propri sudditi, in patria corre il rischio di vedersi rubare la scena da un pastore di capre (Sacha Baron Cohen), suo sosia dai modi alquanto grezzi, messo a governare in gran segreto dal suo vice Tamir (Ben Kingsley). Ma desiste dal rientrare nella propria terra per via della  bellezza di Zoey (Anna Faris), proprietaria di un negozio di cibo biologico che sta cercando di fargli cambiare idea sulle sue convinzioni politiche. 

Dopo Borat. Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan e Brüno, Cohen (con il fido Charles alla regia) non s’affida più alla forma del mockumentary: Il dittatore segue una narrazione canonica, occhieggia a Il grande dittatore e a La guerra lampo dei fratelli Marx, ma coltiva la propensione a squarciare - con gag selvagge, scatologiche, nonsense, camei geniali - il confine aleatorio tra realtà e apparenze, delitti e ipocrisie. E, infine, dittatura e democrazia. La tabula rasa del demenziale può apparire cerchiobottista, la carica eversiva può disperdersi nella molteplicità degli obiettivi, ma va riconosciuta a Cohen una declinazione del comico in chiave politica che, oggi, non ha pari.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 25/2012

Viene da Wadiya, (inventato) Stato non libero dell’Africa del Nord, e vuole proclamare alle Nazioni Unite la volontà di rimanere un dittatore. Ma un complotto, ordito alla sue spalle, cerca di trasformare il Paese in una democrazia. Ovviamente fittizia, perché il Potere ammicca a banche e multinazionali. Aladeen/Cohen s’ispira a Saddam e Gheddafi, richiama alla memoria Kim Jong-il e porta la barba di Bin Laden, è parodia del tiranno medio contemporaneo, idiota radicale, straniero in terra straniera, gli Usa. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 15/06/2012 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“Il dittatore” (The Dictator, 2012) è il quinto lungometraggio del regista di Brooklyn Larry Charles. Personaggio che nella relativa breve carriera cinematografica non le manda certo a dire. Puntiglioso, sarcastico, spudorato e, tanto quanto basta, scurrile (per rompere tutte le uova del paniere); un newyorkese che si fa beffa dell’America-sogno e irriverente verso il facile modo di misurarsi col pubblico. Una filmografia che comprende le tre pellicole con Sacha Baron Cohen (‘Borat’, 2006, ‘Bruno’, 2009 e appunto ‘Il dittatore’), un documentario (‘Religiolus’, 2008) sulla fede religiosa in tutte le sue forme (scorretto e satirico) e un film sui concerti ad ‘uso beneficienza’ (‘Masked and Anonymous’ co-sceneggiato con Bob Dylan anche interprete).
   “Il dittatore” appare da subito come un film in presa diretta da un paese fantasioso-suurreale ad un paese  feticcio-reale. Una cadenza narrativa da passo accelerato dove ad ogni greve e saccente battuta ne nascono (o meglio ne scaturiscono) molte altre talmente compresse che si fa fatica a colmare una risata liberatoria: tutto in un contrattempo sgrammaticato e imbastito con artistiche velleità e trash-manie argomentate. Il film di Larry Charles è costantemente in bilico tra qualcosa di ‘sublime’ (per intendersi non di risata sguaiata) a qualcos’altro di ‘grezzo’ (per intendersi cercando di accattivarsi il pubblico con disarmante facilità). Un simbolismo vivo tra un manifesto big-cultural e una scrittura pig-pop. Tutto con manierismo certamente intelligente ma calante in un vezzo irrisolto e non pieno di toccate feroci e radenti. Quando la storia è di ieri (e non do oggi) è lecito porsi un questionario, irrisolto finché si vuole, per sparare cartucce future di illogicità umana per una cronimania sacrale di quello che il futuro attende a noi e di quello che la risata di oggi aspetta per squarciare ogni disabilità legale. Appare un frammisto, ora uno sputo e ora un sorso d’acqua, di avvenimenti (visti dall’alto) che sono interiori al linguaggio del dittatore (di noi tutti) non certamente esplicitatati in modo veramente irrispettoso. Ora Saddam Hussein è nella memoria (non di certo per premio) mentre il dittatore vuole appropriarsene nel presente in un ieri trasandato mentre non corrode un Presidente di oggi, che sì appare e preso in giro con voce fuori campo, che lungi da essere fuori luogo, non castiga i vivi perché dei morti (viventi nel film) ne abbiamo a iosa (arrecando danni inusitati). Una pellicola che apre molte e forti speranze di rottura per rompersi sul più bello col personaggio doppio (sosia vero e sosia falso) che non incide per nulla (o quasi) nella teatralità di un mondo (newyorkese) ferito fino al midollo. E il richiamo chapliniano (‘il grande dittatore’) e lo specchio Kurosawaniano (‘Kagemusha’) si ritrovano quasi a braccetto senza un compiuto vero e un’irriverenza cadaverica di quello che il sogno americano ha perduto e dello skyline di Manatthan oramai segnato (le torri gemelle richiamate più volte parlando dell’Empire State Building come vortice e vertice di una città spremuta). ESPANDI +
Commenta l'opinione 7
SI

Opinioni su Il dittatore


30 aprile 2013 Opinione di tobanis su "Il dittatore"
tobanis

Dunque, se vi piace quel pazzo di Sacha Baron Cohen, se vi piace il demenziale, se vi piace il politically MOLTO scorrect, questo è un film imperdibile. Se invece no, amen, ma nella vita perdete molto. E io mi rivolgo agli altri, di seguito. Ordunque, in questo bellissimo film, dedicato in maniera dissacrante al pazzoide che regnava in Corea, il nostro è un dittatore africano, ma di quelli seri e cattivi (sempre in chiave umoristica, come per tutto il film). Ce n’è per tutti, niente e...

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Il dittatore (2012)


20 marzo 2013 Opinione di scandoniano su "Il dittatore"
scandoniano

L’ammiraglio Aladeen è il dittatore dello Stato arabo di Wadiya. Stolto e altrettanto crudele, viene sabotato dallo zio, erede al trono da lui detronizzato, proprio mentre si trova negli USA per riferire della situazione politica del suo paese. A New York però ci sono molte distrazioni … Come al solito Sacha Baron Cohen fa scompisciare, ma anche riflettere, su tematiche delicate, in particolare sul rapporto tra politica e religione, attraverso il suo modo scanzonato e dissacrante di...

voto al film: scandoniano assegna il voto sufficiente a Il dittatore (2012)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


18 marzo 2013 Opinione di Tarabas su "Il dittatore"
Tarabas

Il Generale Ammiraglio Aladeen, una specie di Gheddafi al cubo, va in America dove, persa la barba in circostanze complicate, nessuno lo riconosce. Finisce a lavorare in una ONG pacifista ed ecologista. Seguono pasticci assortiti. Molto meno pretenzioso del pessimo Borat, il film accetta di essere solo quello che è, una sequela di gag e barzellette da stand up comedian, molte obiettivamente divertenti, alcune clamorose (il vocabolario con 100 parole sostituite d'imperio dal nome del leader,...

voto al film: Tarabas assegna il voto sufficiente a Il dittatore (2012)


10 marzo 2013 Opinione di Stuntman Miglio su "Il dittatore"
Stuntman Miglio

RAPIDE IMPRESSIONI PER REGISTRAZIONE Dittatore fondamentalista e cerebroleso in trasferta americana, questo è l'ultimo personaggio per il cinema ideato da quel buontempone di talento che risponde al nome di Sacha Baron Cohen. Parodia estrema, satira politicamente scorretta portata al limite con il sodale regista Larry Charles. Una commedia demenziale che riesce a strappare più di una risata nonostante il repertorio dell'istrionico attore brittanico tenda a ripetersi nei suoi punti più...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a Il dittatore (2012)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


8 marzo 2013 Opinione di Paul Hackett su "Il dittatore"
Paul Hackett

Aladeen, dittatore del (fittizio) stato africano di Wadiya, viene sostituito dallo zio Tamir con un sosia, allo scopo di aprire il paese agli speculatori petroliferi. Perso per le strade di New York, il capriccioso, violento, misogino e razzista Aladeen scoprirà inaspettatamente l'amore e le democrazia. Più che di "Borat", siamo dalle parti di "Zohan" e "Il Principe cerca moglie", ovviamente declinati alla Sacha Baron Cohen, con abbondantissime dosi di volgarità, sgradevolezza e...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto mediocre a Il dittatore (2012)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

8 febbraio 2013 Opinione di giuseppedimarco94 su "Il dittatore"
giuseppedimarco94

Cos'è questo strano animale, il Sacha Baron Cohen? La maschera. O no? In una non recentissim,a intervista Arnoldo Foà ebbe a criticare attorono del calibro di Carmelo Bene e Vittorio Gassman perchè non entravano mai in parte, essendo sempre e solo sè stessi, innamorati della propria immagine, vana gloria. Eppure nell'operazione cinematografica Sacha si spoglia della sua onnipresenza per portare ai limiti la sua idea di commedia, fatto di tutto ciò che non vorremmo-vorremmo vedere. Il...

voto al film: giuseppedimarco94 assegna il voto buono a Il dittatore (2012)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


8 dicembre 2012 Opinione di mm40 su "Il dittatore"
mm40

Dopo Borat e Bruno, ecco Il dittatore, terzo capitolo della saga politicamente scorretta degli antieroi 'attorno al mondo' di Sacha Baron Cohen. Se il precedente lavoro Ali G si rifaceva a un tipo di comicità più spiccatamente televisiva, fatta di sketch e di tormentoni, ecco che piano piano nel corso del sopracitato terzetto di titoli l'opera di Baron Cohen diviene espressamente cinematografica: ne Il dittatore c'è a tutti gli effetti una trama, i personaggi sono scritti con un pizzico...

voto al film: mm40 assegna il voto pessimo a Il dittatore (2012)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

29 novembre 2012 Opinione di ironsax su "Il dittatore"
ironsax

Mi ha fatto scompisciare dalle risate.

voto al film: ironsax assegna il voto ottimo a Il dittatore (2012)



25 novembre 2012 Opinione di IGLI su "Il dittatore"
IGLI

simpatico film del grande Sacha Baron Cohen...di grande attualita la satira politica

voto al film: IGLI assegna il voto sufficiente a Il dittatore (2012)


11 ottobre 2012 Opinione di fefy su "Il dittatore"
fefy

Le tre pellicole con Sacha Baron Cohen (‘Borat’, 2006, ‘Bruno’, 2009 e appunto ‘Il dittatore’),  del regista newyorkese Larry Charles hanno tutte in comune un sarcasmo e un'irriverenza sfacciata. Da sembre si fa beffa del sogno americano lo ha fatto anche con qualche documentario.... "Il dittatore è una vera e propria commedia demenziale, fatta di battute assurde che però rimangono  nella mente dello spettatore per la loro irruenza politicamente scorretta. Sacha Baron Cohen...

voto al film: fefy assegna il voto buono a Il dittatore (2012)




scrivi la tua opinione su Il dittatore


Voti a Il dittatore



login

hai dimenticato la password?