Il dittatore (2012)
Con Sacha Baron Cohen, Anna Faris, Ben Kingsley, Megan Fox, Jason Mantzoukas, Fred Melamed, Rock Kohli, Anthony Mangano, Chris Gethard, Jeff Grossman
24/02/2012
Il dittatore, magnifica presenza tutti i santi giorni: Tre esempi di campagne virali
Smaliziate e con la tendenza a lanciar mode e polemiche, le case di produzioni cinematografiche sembrano aver scoperto le grandi potenzialità offerte dalle campagne virali lanciate sul web....
di Spaggy
La trama
Il generale Aladeen (Sacha Baron Cohen), dittatore dello stato di Wadiya, oppresso ormai da molti anni di governo autoritario, si reca negli Stati Uniti per partecipare a un congresso Onu. Mentre è impegnato a discutere dei processi di democratizzazione, che potrebbero coinvolgere anche i propri sudditi, in patria corre il rischio di vedersi rubare la scena da un pastore di capre (Sacha Baron Cohen), suo sosia dai modi alquanto grezzi, messo a governare in gran segreto dal suo vice Tamir (Ben Kingsley). Ma desiste dal rientrare nella propria terra per via della bellezza di Zoey (Anna Faris), proprietaria di un negozio di cibo biologico che sta cercando di fargli cambiare idea sulle sue convinzioni politiche.
Dopo Borat. Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan e Brüno, Cohen (con il fido Charles alla regia) non s’affida più alla forma del mockumentary: Il dittatore segue una narrazione canonica, occhieggia a Il grande dittatore e a La guerra lampo dei fratelli Marx, ma coltiva la propensione a squarciare - con gag selvagge, scatologiche, nonsense, camei geniali - il confine aleatorio tra realtà e apparenze, delitti e ipocrisie. E, infine, dittatura e democrazia. La tabula rasa del demenziale può apparire cerchiobottista, la carica eversiva può disperdersi nella molteplicità degli obiettivi, ma va riconosciuta a Cohen una declinazione del comico in chiave politica che, oggi, non ha pari.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 25/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 15/06/2012 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
“Il dittatore” appare da subito come un film in presa diretta da un paese fantasioso-suurreale ad un paese feticcio-reale. Una cadenza narrativa da passo accelerato dove ad ogni greve e saccente battuta ne nascono (o meglio ne scaturiscono) molte altre talmente compresse che si fa fatica a colmare una risata liberatoria: tutto in un contrattempo sgrammaticato e imbastito con artistiche velleità e trash-manie argomentate. Il film di Larry Charles è costantemente in bilico tra qualcosa di ‘sublime’ (per intendersi non di risata sguaiata) a qualcos’altro di ‘grezzo’ (per intendersi cercando di accattivarsi il pubblico con disarmante facilità). Un simbolismo vivo tra un manifesto big-cultural e una scrittura pig-pop. Tutto con manierismo certamente intelligente ma calante in un vezzo irrisolto e non pieno di toccate feroci e radenti. Quando la storia è di ieri (e non do oggi) è lecito porsi un questionario, irrisolto finché si vuole, per sparare cartucce future di illogicità umana per una cronimania sacrale di quello che il futuro attende a noi e di quello che la risata di oggi aspetta per squarciare ogni disabilità legale. Appare un frammisto, ora uno sputo e ora un sorso d’acqua, di avvenimenti (visti dall’alto) che sono interiori al linguaggio del dittatore (di noi tutti) non certamente esplicitatati in modo veramente irrispettoso. Ora Saddam Hussein è nella memoria (non di certo per premio) mentre il dittatore vuole appropriarsene nel presente in un ieri trasandato mentre non corrode un Presidente di oggi, che sì appare e preso in giro con voce fuori campo, che lungi da essere fuori luogo, non castiga i vivi perché dei morti (viventi nel film) ne abbiamo a iosa (arrecando danni inusitati). Una pellicola che apre molte e forti speranze di rottura per rompersi sul più bello col personaggio doppio (sosia vero e sosia falso) che non incide per nulla (o quasi) nella teatralità di un mondo (newyorkese) ferito fino al midollo. E il richiamo chapliniano (‘il grande dittatore’) e lo specchio Kurosawaniano (‘Kagemusha’) si ritrovano quasi a braccetto senza un compiuto vero e un’irriverenza cadaverica di quello che il sogno americano ha perduto e dello skyline di Manatthan oramai segnato (le torri gemelle richiamate più volte parlando dell’Empire State Building come vortice e vertice di una città spremuta). ESPANDI +
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- positive [16]
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30 aprile 2013 Opinione di tobanis su "Il dittatore"
Dunque, se vi piace quel pazzo di Sacha Baron Cohen, se vi piace il demenziale, se vi piace il politically MOLTO scorrect, questo è un film imperdibile. Se invece no, amen, ma nella vita perdete molto. E io mi rivolgo agli altri, di seguito. Ordunque, in questo bellissimo film, dedicato in maniera dissacrante al pazzoide che regnava in Corea, il nostro è un dittatore africano, ma di quelli seri e cattivi (sempre in chiave umoristica, come per tutto il film). Ce n’è per tutti, niente e...
voto al film: 
20 marzo 2013 Opinione di scandoniano su "Il dittatore"
L’ammiraglio Aladeen è il dittatore dello Stato arabo di Wadiya. Stolto e altrettanto crudele, viene sabotato dallo zio, erede al trono da lui detronizzato, proprio mentre si trova negli USA per riferire della situazione politica del suo paese. A New York però ci sono molte distrazioni … Come al solito Sacha Baron Cohen fa scompisciare, ma anche riflettere, su tematiche delicate, in particolare sul rapporto tra politica e religione, attraverso il suo modo scanzonato e dissacrante di...
voto al film: 
18 marzo 2013 Opinione di Tarabas su "Il dittatore"
Il Generale Ammiraglio Aladeen, una specie di Gheddafi al cubo, va in America dove, persa la barba in circostanze complicate, nessuno lo riconosce. Finisce a lavorare in una ONG pacifista ed ecologista. Seguono pasticci assortiti. Molto meno pretenzioso del pessimo Borat, il film accetta di essere solo quello che è, una sequela di gag e barzellette da stand up comedian, molte obiettivamente divertenti, alcune clamorose (il vocabolario con 100 parole sostituite d'imperio dal nome del leader,...
voto al film: 
10 marzo 2013 Opinione di Stuntman Miglio su "Il dittatore"
RAPIDE IMPRESSIONI PER REGISTRAZIONE Dittatore fondamentalista e cerebroleso in trasferta americana, questo è l'ultimo personaggio per il cinema ideato da quel buontempone di talento che risponde al nome di Sacha Baron Cohen. Parodia estrema, satira politicamente scorretta portata al limite con il sodale regista Larry Charles. Una commedia demenziale che riesce a strappare più di una risata nonostante il repertorio dell'istrionico attore brittanico tenda a ripetersi nei suoi punti più...
voto al film: 
8 marzo 2013 Opinione di Paul Hackett su "Il dittatore"
Aladeen, dittatore del (fittizio) stato africano di Wadiya, viene sostituito dallo zio Tamir con un sosia, allo scopo di aprire il paese agli speculatori petroliferi. Perso per le strade di New York, il capriccioso, violento, misogino e razzista Aladeen scoprirà inaspettatamente l'amore e le democrazia. Più che di "Borat", siamo dalle parti di "Zohan" e "Il Principe cerca moglie", ovviamente declinati alla Sacha Baron Cohen, con abbondantissime dosi di volgarità, sgradevolezza e...
voto al film: 
8 febbraio 2013 Opinione di giuseppedimarco94 su "Il dittatore"
Cos'è questo strano animale, il Sacha Baron Cohen? La maschera. O no? In una non recentissim,a intervista Arnoldo Foà ebbe a criticare attorono del calibro di Carmelo Bene e Vittorio Gassman perchè non entravano mai in parte, essendo sempre e solo sè stessi, innamorati della propria immagine, vana gloria. Eppure nell'operazione cinematografica Sacha si spoglia della sua onnipresenza per portare ai limiti la sua idea di commedia, fatto di tutto ciò che non vorremmo-vorremmo vedere. Il...
voto al film: 
8 dicembre 2012 Opinione di mm40 su "Il dittatore"
Dopo Borat e Bruno, ecco Il dittatore, terzo capitolo della saga politicamente scorretta degli antieroi 'attorno al mondo' di Sacha Baron Cohen. Se il precedente lavoro Ali G si rifaceva a un tipo di comicità più spiccatamente televisiva, fatta di sketch e di tormentoni, ecco che piano piano nel corso del sopracitato terzetto di titoli l'opera di Baron Cohen diviene espressamente cinematografica: ne Il dittatore c'è a tutti gli effetti una trama, i personaggi sono scritti con un pizzico...
voto al film: 
29 novembre 2012 Opinione di ironsax su "Il dittatore"
Mi ha fatto scompisciare dalle risate.
voto al film: 
25 novembre 2012 Opinione di IGLI su "Il dittatore"
simpatico film del grande Sacha Baron Cohen...di grande attualita la satira politica
voto al film: 
11 ottobre 2012 Opinione di fefy su "Il dittatore"
Le tre pellicole con Sacha Baron Cohen (‘Borat’, 2006, ‘Bruno’, 2009 e appunto ‘Il dittatore’), del regista newyorkese Larry Charles hanno tutte in comune un sarcasmo e un'irriverenza sfacciata. Da sembre si fa beffa del sogno americano lo ha fatto anche con qualche documentario.... "Il dittatore è una vera e propria commedia demenziale, fatta di battute assurde che però rimangono nella mente dello spettatore per la loro irruenza politicamente scorretta. Sacha Baron Cohen...
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