Millennium. Uomini che odiano le donne (2011)
Con Daniel Craig, Stellan Skarsgård, Rooney Mara, Robin Wright, Christopher Plummer, Embeth Davidtz, Joel Kinnaman, Joely Richardson, Goran Visnjic, Julian Sands
08/12/2011
"The Girl with the Dragon Tattoo", il Trailer di 8 minuti!
Ebbene, dopo il "trittico" danese, in qualche modo imbattibile e unico, con la magnetica Noomi Rapace, approderà presto, anche qui da noi, il primo capitolo della saga, firmata Columbia,...
di Travis Bickle 1979
La trama
In attesa di scontare una pena per calunnia, Mikael Blomkvist (Daniel Craig), giornalista di una rivista scandalistica sul mondo della politica e dell’imprenditoria, riceve l’incarico di indagare sulla misteriosa scomparsa di una ragazza avvenuta quarant’anni prima. A commissionare le ricerche è lo zio della ragazza, membro della potente famiglia di industriali dei Vanger, convinto che la ragazza sia stata assassinata. Il reporter è affiancato da Lisbeth Salander (Rooney Mara), giovane hacker, piena di piercing e tatuaggi, dal carattere asociale e scontroso, per via della sua tormentata esistenza. Insieme, scopriranno un mondo fatto di inganni, brutalità e omicidi seriali da cui cercheranno di fuggire per evitare di rimetterci la pelle.
Tratto dal romanzo omonimo di Stieg Larsson e primo capitolo di una trilogia.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 5/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 05/02/2012 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
Un videoclip geniale, potente, che sembra voler metter in chiaro le cose: è come se David Fincher prendesse immediatamente le distanze dal precedente adattamento svedese e dimostrare con forza furiosa che il suo film è diverso, è “altro”, è meglio. L’obiettivo, osservando anche il resto, è stato ampiamente raggiunto.
Ma, stranamente, forse per caso o per scherzo, già il pezzo musicale stesso è un rifacimento, trattandosi di una cover, per quanto riuscita, di Immigrant Song dei Led Zeppelin. Fantastica versione, una scelta efficace e suggestiva (“We come from the land of the ice and the snow, / From the midnite sun where the hot sprinsg slow” recitano i primi versi dell’immortale canzone). Opera di quel talentoso e poliedrico artista di Trent Reznor (in coppia con Atticus Ross, così come avvenuto per The Social Network sempre di Fincher), ovvero colui che ha fondato e portato avanti il progetto dell’imprescindibile band Nine Inch Nails (un amico hacker della protagonista indossa una maglietta col loro logo). Alla voce c’è Karen O degli Yeah Yeah Yeahs: buona prova, anche se, per quanto filtrata e manipolata, con Robert Plant è una battaglia impari, persa in partenza per chiunque.
Ad ogni modo la colonna sonora è eccezionale, multiforme, ispirata. E’ senz’altro un punto (esclamativo) a favore dell’intera operazione.
Si diceva poc'anzi dell’esigenza impellente del regista di voler differenziarsi dal primo Uomini che odiano le donne: a più riprese sia lui che alcuni attori hanno dichiarato che il suo non era un remake dell’altro, bensì una nuova trasposizione del celeberrimo romanzo di Stieg Larsson. Sarà. Certo avere una base d’appoggio su cui poter lavorare, apportandovi le opportune varianti e le proprie idee non è affatto male, tutt'altro.
A voler paragonare le due opere, il primo ne esce con le ossa rotte: sinceramente, il confronto è impietoso. Se quello svedese, pur discreto, manifestava esplicitamente le origini di un impianto televisivo, con uno script “diluito” e talora banale e messa in scena e costruzione delle atmosfere poliziesche non lontane da una serie come Wallander, questo hollywoodiano è cinema allo stato puro. A partire dalla scrittura, più concisa, espressiva, brillante, tesa alla descrizione e al disvelamento di mondi e sistemi dall’apparenza placida ma dall’animo malato e corrotto. Canalizza, inoltre, tutte le sue energie all’avvaloramento di quella che è il vero punto di forza, nonché motivo del successo planetario dei libri di Larsson, ossia Lisbeth Salander. Curiosamente, la sceneggiatura del film di Fincher (a firma Steven Zaillian) è anche più fedele al romanzo, di cui è riuscita a coglierne e sfruttarne le tematiche più forti. ESPANDI +
- negative [5]
- sufficienti [19]
- positive [20]
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17 febbraio 2013 Opinione di GARIBALDI1975 su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
David Fincher ha strutturato questo film come i motori diesel di un tempo ... per girare al regime normale avevano bisogno di 'riscaldarsi'. Cosicché la prima parte del film (30mm.) rappresenta un thriller moscio, finchè la coppia formata dal giornalista Mikael Blomkvist (Daniel Craig, che sino ad allora sembrava uno 007 inebetito) e dalla hacker Lisbeth Salander (Rooney Mara) non si incontrano ed è solo allora che il film entra in palla con l'azione ed una leggera tensione che lo...
voto al film: 
17 gennaio 2013 Opinione di kid ale su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
E' la prima volta che scrivo un opinione su un film da quando sono iscritto a film-tv, un pò per pigrizia, un pò per mancanza di cultura cinematografica, anche se è sicuramente vero che non è necessario essere super esperti per descrivere le emozioni che un film ti ha trasmessso. Comunque oggi non ho resistito alla tentazione di dire la mia su questo film: lo trovo un tremendo spot a favore delle sigarette, a cominciare da una delle scene iniziale in cui il co-protagonista compra un...
voto al film: 
15 dicembre 2012 Opinione di Paul Hackett su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
L'indagine sulla misteriosa scomparsa, avvenuta quarant'anni prima, della sedicenne Harriet, porterà il giornalista Mikael Blomkvist e l'hacker cyberpunk Lisbeth Salander al cospetto degl'inconfessabili segreti della potente famiglia Vanger. Co-produzione mirata al mercato internazionale che, dopo il quasi omonimo film svedese del 2009, porta per la seconda volta sul grande schermo la prima parte della ormai celeberrima "Trilogia Millennium" del prematuramente scomparso Stieg Larsson. Le...
voto al film: 
10 dicembre 2012 Opinione di tobanis su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Gli USA, si sa, sono piuttosto restii al doppiaggio, pertanto, o sottotitoli, o come accade abbastanza spesso, il film lo rifanno. E questo l’hanno rifatto benino, visto che darò un 8 , anche se il merito maggiore è alla storia (che arriva dal celebre libro) e dalle scelte di regia e cast. Dunque questo mi è piaciuto un tantino più della versione originale, che aveva sempre un retrogusto alla Derrick. Qua pure l’ambientazione è un filino triste, ma il regista intanto è Fincher...
voto al film: 
3 dicembre 2012 Opinione di leporello su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Il buon Fincher (che è capace di grandi cose così come di suscitare parecchie perplessità) un giorno deve aver visto un (gran bel) film, di un regista danese di nome Niels Arden Oplev, non so quanto noto dalle sue parti (sue di Fincher) ma sicuramente poco o nulla dalle nostre, e forse (chi lo sa?) moltissimo dalle parti di quell’altro (Oplev). Questo film aveva un titolo svedese, essendo tale l’autore del romanzo dal quale il (gran bel) film danese era tratto, che tradotto in...
voto al film: 
18 novembre 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Diciamocelo chiaro: se questa di Fincher fosse stata la prima trasposizione filmica dell'omonimo romanzo di Larsson, si sarebbe gridato al capolavoro. Cinematograficamente, infatti, il suo "Millennium" rasenta la perfezione. Cupo, malsano, morboso, brutale. Teso come una corda di violino, più interessato alle interazioni limite che allo sviluppo del thriller, tiene lo spettatore incollato alla poltrona nonostante questo sappia già esattamente (o quasi) che cosa lo aspetti nella sequenza...
voto al film: 
17 settembre 2012 Opinione di Deiv90 su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Poteva essere una mossa azzardata quella della Paramount Pictures di rilanciare, a pochi anni dalla messa in onda svedese, un film basato sul romanzo Uomini che Odiano le Donne di Stieg Larsson. Invece la strategia della casa americana si è rivelata più che vincente: già a partire dalla scelta del regista, David Fincher. Egli era infatti la persona ideale per narrare in maniera “americana” e allo stesso tempo originale una storia prettamente scandinava; un thriller che scava nel...
voto al film: 
13 settembre 2012 Opinione di vjarkiv su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Perché riproporre un film (appena due anni dopo il primo) tratto dall'omonimo romanzo di Stieg Larsson? Probabilmente per motivi commerciali, i produttori vogliono sfruttare il planetario successo editoriale del libro prima che l'interesse si esaurisca. Avendo visto entrambi i film viene spontaneo il confronto. Differenze, nessuna dal punto di vista del soggetto. Registicamente invece il film di Oplev (il primo) è più aderente al testo oltre che all'ambientazione anche se più...
voto al film: 
16 agosto 2012 Opinione di GoonieAle su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Ormai Fincher gira con una perfezione...è la musica però il punto forte che accompagna tutto il film...e che musica! Crea atmosfera, attesa, inquietudine. Non sono daccordo con chi sostiene che sia poco Fincheriano...ci sono molte sue tematiche e non si discosta molto da film come Seven e Zodiac...anche se di livelli superiori. Fa il suo dovere, lo preferisco all'originale (il primo mi era piaciucchiato), ma ha il problema che è un remake e quindi inutile, anche se uguale ma diverso...
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10 agosto 2012 Opinione di Fanny Sally su "Millennium. Uomini che odiano le donne"
Dopo il successo di pubblico e critica ottenuto con The social network, David Fincher assume il compito di dirigere il remake americano della trilogia letteraria Millenium, già trasposta da un cineasta svedese pochi anni fa. Non avendo visto questi film, né tantomeno letto i libri, il mio giudizio si limita alla sola visione di questa pellicola. La trama è interessante, mescola dramma, noir, giallo, in una storia molto cruda a tinte forti, che il regista non risparmia di gettare addosso...
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