Ballkan Bazar (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Ballkan Bazar: minimo
Ritmo ritmo in Ballkan Bazar: presente
Impegno impegno in Ballkan Bazar: minimo
Tensione tensione in Ballkan Bazar: assente
Erotismo erotismo in Ballkan Bazar: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Ballkan Bazar

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Ballkan Bazar (voti: 7 media: 2,00) 7

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La trama

Intenzionata a recuperare le ossa del padre, la francese Julie - in compagnia di Orsola, la figlia avuta dal compagno italiano - parte alla volta di un piccolo villaggio al confine tra l’Albania e la Grecia. Giunta sul posto, Julie è incuriosita da un bizzarro bazar, in cui alcuni nazionalisti greci, per guadagnare qualche soldo in più, vendono ossa umane che dichiarano appartenenti ai loro avi deceduti durante la seconda guerra mondiale. Con l’aiuto del giornalista Genti, scoprirà che in realtà i resti umani provengono dai cadaveri di cittadini albanesi, trafugati da un cimitero nelle vicinanze con l’aiuto di un connivente prete locale. 

Il soggetto (ispirato, per quanto bizzarro, a fatti realmente avvenuti in Albania) funziona e Budina sa filtrare il tutto con la giusta ironia. Peccato però che il comparto attoriale (soprattutto le due protagoniste femminili) non sia all’altezza del gioco e che la sceneggiatura si perda in mille rivoli fra equivoci, fughe, cacce al tesoro e trame doppiogiochiste: il bel piglio vitale e sornione della commedia s’inceppa in un caos troppo programmatico.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 27/2011

Nel caos geopolitico dei Balcani post comunismo, tutto può succedere: per spostare il confine qualche metro più in là e allargarsi a scapito del Paese vicino si scomodano anche i defunti. Capita così che un prete ortodosso si metta a rubare le ossa di comuni cittadini albanesi, seppellendoli sotto nomi di veterani greci:?dove è inumato un eroe di guerra, il terreno diviene automaticamente suolo nazionale del rispettivo soldato. Il gioco regge finché, per errore, un feretro battente (in tutti i sensi) bandiera francese finisce proprio nel villaggio albanese, e le parenti del defunto cercano di riappropriarsi delle (mentite) spoglie. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 05/08/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Ruspante guazzabuglio italo-franco-greco-albanese, agreste e grezzo, e quasi croccante. Una bara finita fuori rotta dà l’avvio ad un traffico internazionale di ossa umane, che però è solo inventato. Si scoperchiano le tombe, si incrociano i ricatti, e di colpo si abbattono le barriere culturali. Corpi vivi e corpi morti si rimescolano, seminando la pace nel mondo. In fondo, siamo solo carne senza identità. Eppure, inconsci di appartenere allo stesso calderone ribollente di sostanza organica,  guerreggiamo l’uno contro l’altro, solo per ridurci a scheletri inscatolati, e inutilmente coperti dalle bandiere nazionali. I resti di un eroe francese vengono trasferiti in seguito ad un divorzio. La cassetta, durante il viaggio, si perde, e la figlia e la nipote del defunto sono costrette a cercarla attraverso l’Europa, fino ad approdare ad un remoto villaggio dei Balcani. Per scoprire, dopo aver attraversato mille traversie e l’ostilità della popolazione locale, che la vera libertà - quella per la quale aveva combattuto il loro illustre congiunto – si trova, semplicemente, lasciando da parte le differenze e le incomprensioni.  Protagonista del film è un folklore negativo che fa propri i pregiudizi, amalgamandoli con una puntina di umorismo nero. Il campanilismo si aggrappa alle fosse, in una contesa territoriale riguardante i camposanti ed il loro funesto contenuto. Forse i grandi conflitti che infiammano il mondo hanno davvero, per oggetto, niente altro che materia inerte e decomposta. Questa commedia, indipendente ed arruffata, utilizza il caos come provocatorio strumento di riconciliazione: la commistione etnica è una spinta ancestrale che non guarda in faccia a nessuno, e si scatena nei luoghi dimenticati dall’uomo, nei deserti in cui la civiltà non ha ancora capito come organizzarsi. Mentre i poteri locali – politici e religiosi – fanno il belle e il cattivo tempo, gli interessi della gente comune stentano a farsi collettivi per contrastare i soprusi e le ruberie. I furti di cadaveri, commessi dal sacerdote ortodosso per ragioni puramente diplomatiche, accendono gli animi degli abitanti del posto intorno alla questione delle memorie di famiglia, ed al richiamo del sangue a cui bisogna rispondere anche onorando la memoria degli antenati passati a miglior vita.  La presenza di due straniere attraenti e spregiudicate non fa che soffiare sul fuoco della polemica, aggiungendo una piccante provocazione rivolta alla virilità degli uomini, e portando lo scompiglio con l’invincibile arma della seduzione. Le tentazioni – del sesso e del denaro – inizialmente dividono i fronti per poi scombinarne la geometria, buttando all’aria i preesistenti rapporti di forza. Il mercato si trasforma così in un bazar pullulante di incongruenze, immerso nella penombra di un’ambiguità truffaldina che però, sotto la spinta dell’istinto animale,  non tarda a scoprire le carte. Edmund Budina dipinge, con pennellate frettolose ed arrabbiate, un paesaggio rurale turbato da una grottesca allegria intinta nella primitività. La confusione regna sovrana, e  l’approssimazione pure; tuttavia sorge il sospetto che, in questa formicolante miscela, non tutta l’incoerenza sia frutto di una studiata operazione estetica. 
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SI

Opinioni su Ballkan Bazar


5 agosto 2012 Opinione di OGM su "Ballkan Bazar"
OGM

Ruspante guazzabuglio italo-franco-greco-albanese, agreste e grezzo, e quasi croccante. Una bara finita fuori rotta dà l’avvio ad un traffico internazionale di ossa umane, che però è solo inventato. Si scoperchiano le tombe, si incrociano i ricatti, e di colpo si abbattono le barriere culturali. Corpi vivi e corpi morti si rimescolano, seminando la pace nel mondo. In fondo, siamo solo carne senza identità. Eppure, inconsci di appartenere allo stesso calderone ribollente di sostanza...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a Ballkan Bazar (2010)

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4 novembre 2011 Opinione di leonardo4it su "Ballkan Bazar"
leonardo4it

ahia un film brutto. l'idea poteva essere carina, ma son sconvolto. di solito io non sono così drastico

voto al film: leonardo4it assegna il voto pessimo a Ballkan Bazar (2010)



26 agosto 2011 Opinione di loirug su "Ballkan Bazar"
loirug

Un pastiche irrisolto e irritante. Low budget e basse emozioni. Irritante l'immagine della realtà albanese e tanta noia. Uno dei peggiori film che mi ricordi di aver visto negli ultimi tempi.

voto al film: loirug assegna il voto pessimo a Ballkan Bazar (2010)


17 luglio 2011 Opinione di bufera su "Ballkan Bazar"
bufera

Per un film non c'è nulla di peggio che un regista poco convinto di ciò che sta facendo, o così sembra, cambi per via cifra, toni, stile.Così, non volendo prendere sul serio i problemi post- bellici e delle appartenenze ai territori,mette in burla anche i fatti realmente accaduti del commercio illegale di ossa a fini pecuniari ma anche politici.Si rasenta il surreale un po' noir, ma poco,  qualche reminiscenza di quarta mano felliniana (col rispetto...

voto al film: bufera assegna il voto mediocre a Ballkan Bazar (2010)

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