Red State (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Red State: assente
Ritmo ritmo in Red State: assente
Impegno impegno in Red State: assente
Tensione tensione in Red State: assente
Erotismo erotismo in Red State: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Red State (voti: 19 media: 3,21) 19

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locandina di Red State

Trailer Originale | Redband

Red State Trailer Originale | Redbandplay

La trama

Un gruppo di tre amici, studenti di un college, risponde a un annuncio on line in cui una provocante donna cerca partecipanti per un’orgia che sta organizzando. Allettati dalla realizzazione di una delle loro fantasie erotiche preferite, una volta giunti sul luogo dell’incontro, si troveranno a dover affrontare il terrore generato dal pastore Abin Cooper, un folle predicatore che insieme agli adepti della sua ultraconservatrice chiesa vorrebbe eliminare tutti i peccatori dalla faccia della terra. Potranno però contare sull'aiuto di un agente dell'Fbi (John Goodman) che tenterà l'impossibile per salvarli. 

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 18/06/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

L'icona del cinema indipendente americano, quello fieramente citazionista ( almeno seguendo le chiacchiere dei suoi impareggiabili protagonisti) e con un occhio affettuoso rivolto ai nerds che lo animano, è tornata.
E sembra che abbia cambiato genere.
Da più parti era giunta voce che Kevin Smith si fosse dato all'horror ma dopo aver visto Red State credo che come al solito il regista si sia piazzato lateralmente ai generi cinematografici tradizionali per dare una sua libera reinterpretazione.
L'incipit è da film horror e neanche dei più originali: tre ragazzotti liceali neanche tanto svegli su internet scovano una 38enne che fa sesso a pagamento , la contattano e si danno un appuntamento.
Lei (che ha le forme neanche molto accattivanti di Melissa Leo) li droga e loro si trovano prigionieri nella chiesa del reverendo Cooper , impacchettati come salami oppure chiusi in una gabbia e assistono all'esecuzione di un gay che a giudicare dai proclami deliranti del reverendo è una delle cause della prossima fine del mondo, assieme a internet e alla promiscuità sessuale.
Ecco ora ci si aspetta una deviazione verso il torture porno duro e crudo e invece Kevin Smith ci sorprende. Il film diventa la cronaca dell'assedio da parte di una squadra speciale di polizia alla chiesa del reverendo dove sono asserragliati i suoi fedeli i quali, grazie al cospicuo arsenale che hanno a propria disposizione sparano sui poliziotti non pensando proprio a consegnarsi alle autorità.
Per ragioni di sicurezza ( ?) al capo di questa squadra viene ordinato di sterminare tutti quelli che sono all'interno della casa senza tener conto che ci sono bambini e si presume che ci siano anche prigionieri.
Red State se da una parte pone l'indice su tutte le storture che possono derivare dai fanatismi religiosi e dai sedicenti predicatori in grado di creare delle vere e proprie sette, d'altra parte critica ferocemente anche la ragion di Stato che in nome della sicurezza nazionale passa come un rullo compressore su tutto e tutti.
Non importa che dentro ci siano bambini o prigionieri. Bisogna uccidere tutti e non avere testimoni.
E questo è antiterrorismo o strage di Stato?  
Forse in questo senso va letta l'ambiguità del titolo, oltre che del finale. Lo Stato Rosso è quello che impone la sua logica costi quel che costi.
Fa rima con dittatura fisica e ideologica.
Dicevo dell'ambiguità del finale: senza spoilerare posso dire che anche qui Kevin Smith ci ha messo del suo anche se ho letto che nelle sue intenzioni il tutto doveva essere molto meno ambiguo. Ma credo che sia stato meglio così.
Red State è costellato di barbarie e di inutili spargimenti di sangue, il regista beffardamente cambia protagonisti in corso d'opera anche se tutto viene dominato  dalla follia rasente al delirio d'onnipotenza che anima il reverendo Cooper( un Michael Parks tarantinato). 
Non un horror tout court quindi: ma uno sguardo incazzato verso quello che sta succedendo all'America post 11 settembre. 
La paranoia si impadronisce delle coscienze, la paura del diverso crea violenza e la religione è un paravento comodo dietro cui ripararsi.
Se Lucky McKee in The Woman (  in cui vengono toccati temi comuni a questo film) deviava in modo deciso verso l'orrore antropologico, Smith sceglie la strada del grottesco.
Solo così può essere interpretato quel finale e tutta la seconda parte del film.
Stavolta  il mastermind dei due  Clerks e di Zack and Miri make a porno sembra che abbia abbandonato la commedia per fare un cinema più serio e critico.
O forse è solo momentaneamente arrabbiato.
(bradipofilms.blogspot.it)
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SI

Opinioni su Red State


7 marzo 2013 Opinione di Booh su "Red State"
Booh

Incomincio la mia opinione dicendo subito che si tratta di un film decisamente confusionario. Si passa dall'horror all'azione, da un protagonista a un altro, ma il tema del film, fortunatamente, si riesce a comprendere all'epilogo del film. Da un regista come Kevin Smith non ci si potrebbe aspettare molto; non fraintendete, io personalmente adoro il suo cinema e ho visto molte delle sue commedie che mi sono sempre piaciute, ma quando ho saputo di Smith regista di un film horror, mi sembrava...

voto al film: Booh assegna il voto sufficiente a Red State (2011)


4 luglio 2012 Opinione di arkin su "Red State"
arkin

Kevin Smith è diventato grande e ci "prende tutti a bastonate".  Dopo averci catapultato all'interno delle "gabbie" di una setta fanatica da fine millennio, che purtroppo non è così folle ed esagerata come vorremmo(basta guardare i films dal pericoloso contenuto "medieval-moraleggiante" in voga al momento, gli estremismi  religiosi, od ascoltare i deliri di sin troppi "timorati di Dio" che se non ammazzano gay per strada, poco ci manca), impietoso ed asciutto come non era mai stato, ci...

voto al film: arkin assegna il voto ottimo a Red State (2011)

nessun commento
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26 giugno 2012 Opinione di Argan su "Red State"
Argan

Un gruppo di fanatici religiosi semina il panico, ritenendo di agire per volontà di Dio, una pletora di agenti cercherà di fermarli, però spingendosi anche essi troppo oltre; Banale, fanatici religiosi stereotipati, li dipinge come "offuscati", stupidi, senza esporre il loro punto di vista, i loro atteggiamenti sono eccessivamente influenzati dalla religione, giusto è sbagliato sono nettamente separati, non permette allo spettatore di comprendere i pro e i contro di ogni categoria...

voto al film: Argan assegna il voto mediocre a Red State (2011)


18 giugno 2012 Opinione di bradipo68 su "Red State"
bradipo68

L'icona del cinema indipendente americano, quello fieramente citazionista ( almeno seguendo le chiacchiere dei suoi impareggiabili protagonisti) e con un occhio affettuoso rivolto ai nerds che lo animano, è tornata. E sembra che abbia cambiato genere. Da più parti era giunta voce che Kevin Smith si fosse dato all'horror ma dopo aver visto Red State credo che come al solito il regista si sia piazzato lateralmente ai generi cinematografici tradizionali per dare una sua libera...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Red State (2011)

nessun commento
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18 maggio 2012 Opinione di alabama87 su "Red State"
alabama87

kevin smith è un autore che ha sempre fatto della provocazione il tema centrale dei suoi film (lo stato, la religione e la burocrazia sono ridicolizzate e derise, e in qualche modo gli unici che ne escono positivamente sono sempre e comunque dei fattoni). forse è per questo che nessuno, nemmeno i suoi fan più accaniti, è stato in grado di perdonargli ''poliziotti fuori'': commerciale, stupido, banale. ..e il primo ad essere deluso sembrò proprio essere smith stesso, che annunciò...

voto al film: alabama87 assegna il voto ottimo a Red State (2011)

nessun commento
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12 ottobre 2011 Opinione di mm40 su "Red State"
mm40

Il primo film di Kevin Smith 'maturo': e finalmente! L'esperimento quasi riuscito di Poliziotti fuori, uscito l'anno precedente, ci consegna un regista d'azione niente male, che sa come far montare la suspence e come sfogare l'adrenalina dei personaggi (e dello spettatore) in una salva di scene di sparatorie, torture, malvagità a dir poco epiche. Abbandonata del tutto la commedia, ecco che Smith, anche sceneggiatore, riesce in ciò che più gli pareva lontano fino a soltanto un paio di...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Red State (2011)

nessun commento
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13 agosto 2011 Opinione di marlucche su "Red State"
marlucche

Da "Le cronache di Locarnia" Il film si apre con una patina anni Settanta che mi fa girare immediatamente i coglioni, pretese tarantinesche trasudano da tutti i pori. Che palle. Nel giro di pochi minuti la trama è in caduta verticale. Monologhi assurdamente lunghi che fanno meditare risoluzioni punitive. Chissà magari Kevin Smith è tra il pubblico come prima Emmanuel Mouret... Si potrebbe andare a chiedergli il perché di questo scempio. Ma io sono...

voto al film: marlucche assegna il voto pessimo a Red State (2011)

5 commenti
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2 agosto 2011 Opinione di Ewan su "Red State"
Ewan

Tre adolescenti in cerca di sesso facile decidono di dividersi le spese per pagarsi una prostituta con cui trascorrere una serata. La raggiungono su una roulotte sperduta: la donna è piuttosto matura ma provocante, li fa bere, promette loro una notte di passione e poi… il buio. Era un’esca. I tre vengono fatti prigionieri dalla militarizzata famiglia Cooper, comandata da un Pastore che predica la venuta di un Dio violento e vendicativo nei confronti dei...

voto al film: Ewan assegna il voto sufficiente a Red State (2011)




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