Viaggio in Paradiso (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Viaggio in Paradiso: minimo
Ritmo ritmo in Viaggio in Paradiso: molto forte
Impegno impegno in Viaggio in Paradiso: presente
Tensione tensione in Viaggio in Paradiso: presente
Erotismo erotismo in Viaggio in Paradiso: assente

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La trama

Mentre prova a varcare il confine messicano con appresso una grossa quantità di denaro rubato, il criminale Driver (Mel Gibson) viene arrestato dalle autorità ispaniche e rinchiuso nell’infernale prigione di El Pueblito, regno di spacciatori e efferati assassini. In un universo contraddistinto da corruzione, violenza, droga, alcol e abusi sessuali, l’uomo scopre lentamente come sopravvivere e tornare sulla via della legalità grazie a un bambino di nove anni. Il piccolo viene tenuto tra le sbarre per il suo prezioso gruppo sanguigno, utile per le trasfusioni del pericoloso Javi, in attesa di trapianto del fegato. 

Indeciso se mettere in scena un disagio corale o una storia di formazione uomo/bambino, Grunberg perde la narrazione sociale in rivoli thriller all’inseguimento di un bottino scomparso, usa il carrello come figura grammaticale centrale per mappare il territorio, salvo poi contraddirlo con continui primi piani emotivi in camera a mano. Gibson si adegua e diviene a sua volta ibrido, con un colpo alle leggerezze action di Arma letale e uno allo spirito educativo di L’uomo senza volto. Ci teniamo stretti il ritmo indiavolato e un buon ritratto di sporcizia morale. Il resto è (piacevole) confusione.

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La recensione di FilmTv

Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 22/2012

A Pueblito, baraccopoli di detenzione messicana, tutto è corrotto. Polizia, medici, carcerati: ognuno fa la sua parte nella cloaca en plein air, dove il più fortunato raggiunge l’oblio con una siringa e gli altri, casomai, si prendono il cimurro o una pallottola. «Pueblo piccolo, grande inferno. Questo è Pueblito: Dio vi protegga». Capita che nel girone dantesco incrocino le loro strade il rapinatore Driver e un bambino di 10 anni. Il film di Adrian Grunberg - debutto dopo lunga militanza nelle seconde unità di regia - trasuda genuino entusiasmo a ogni sequenza, ma l’esuberanza di codici finisce per diventare incertezza. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 20/05/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

E Mel Gibson, al telefono, fa l’imitazione di Clint Eastwood. Questo thriller di ambientazione centramericana alterna accenti brillanti ed horror, mantenendosi costantemente sul filo dell’iperbole satirica. La location sembra il luogo d’elezione del paradosso: la prigione messicana di El Pueblito, situata presso il confine con gli Stati Uniti, è un paesino di nome e di fatto, in cui i detenuti sono liberi di scegliersi un alloggio, andare al bar o al ristorante, frequentare locali notturni, e persino portare con sé armi. Il cittadino americano Richard Dickson ci finisce dopo essere stato catturato con il ricchissimo bottino di una rapina, puntualmente requisito dagli agenti della polizia di frontiera.  Quei soldi diventeranno la posta in gioco di una feroce contesa, con la quale si intersecherà il dramma di un bambino di soli nove anni, figlio di una detenuta: il piccolo è stato preso di mira da Javi, il boss di quel singolare carcere, che è interessato al suo fegato per il trapianto di cui ha urgente bisogno. Cinismo e assurdità si mescolano in una fantasmagoria grottesca, che a tratti si direbbe una parodia dell’action movie, pur essendo intrisa fino in fondo della sua ruvida essenza, con elementi di sadismo e di acrobatica spettacolarità che non sempre sforano nell’umorismo. Le trovate non mancano, e anzi spesso si accumulano in una girandola di colpi di scena, che ingarbuglia l’intreccio e confonde le idee, come in un giallo che si infittisca a suon di correre e inciampare. Per lo spettatore è difficile prendere confidenza con quella realtà aberrante, al contempo ridicola e crudele, del villaggio-galera, in cui tutto è concesso, perfino commettere reati d’ogni genere, dallo spaccio all’omicidio, mentre è assolutamente inammissibile fuggire: ogni tentativo di evasione si paga con la vita. Quel microcosmo è forse un anticipo dell’inferno, in cui la punizione consiste nella convivenza forzata dei criminali con i loro pari, e, soprattutto, con quelli che sono peggio di loro: un vivaio del male, brulicante di vizi, manie, desideri, cattiverie, in cui ogni giudizio pare sospeso, mentre in realtà la pena si sconta poco per volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno, tramite il contatto ininterrotto con tutto quel marciume concentrato e stagnante, lo stesso nel quale, un tempo, nel mondo libero, si credeva di poter allegramente sguazzare. L’andamento della storia, le figure dei due protagonisti – il gringo ladro ed il bambino latino – ed il curioso epilogo sembrano voler marcare la sostanziale differenza che intercorre  tra il semplice delinquente e la cosiddetta feccia, che è abbondantemente rappresentata nell’universo criminale, pur non esaurendosi affatto in essa. Il discorso attraversa a piedi nudi il fango della depravazione, per farsi via via sempre più politicamente scorretto, anche da parte dell’eroe del caso; tuttavia esso sottende una riflessione sottilmente moralistica, che dimentica i codici penali per leggere direttamente nei cuori, ed operare provocatorie distinzioni.  Get the Gringo è un incubo colpevolmente autoindotto, però a lieto fine: un’avventura di espiazione dal macabro sorriso, come quello stampato sulla faccia di un clown che si maschera per inseguire un sogno, e poi rimane fatalmente invischiato in una perfida allucinazione.
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SI

Opinioni su Viaggio in Paradiso


7 giugno 2013 Opinione di sandrovivo67 su "Viaggio in Paradiso"
sandrovivo67

L'ho trovato molto piacevole alla visione ed in alcuni frangenti anche divertente.Voto 6,5

voto al film: sandrovivo67 assegna il voto sufficiente a Viaggio in Paradiso (2011)


26 novembre 2012 Opinione di ironsax su "Viaggio in Paradiso"
ironsax

Veramente un bel film, divertente ed originale, la location di el pueblito è un idea fantastica. Voto 7,5.

voto al film: ironsax assegna il voto buono a Viaggio in Paradiso (2011)



23 novembre 2012 Opinione di mmciak su "Viaggio in Paradiso"
mmciak

"Viaggio in Paradiso" diretto nel 2011 da Adrian Grunberg,devo dire che non mi è dispiaciuto,ma anche lasciato perplesso. La storia racconta che il criminale Driver mentre prova a varcare il confine messicano con appresso una grossa quantità di denaro rubato,e viene arrestato dalle autorità ispaniche e rinchiuso nell’infernale prigione di "El Pueblito",regno di spacciatori e efferati assassini. In un universo contraddistinto da corruzione, violenza,droga,alcol e...

voto al film: mmciak assegna il voto sufficiente a Viaggio in Paradiso (2011)


18 novembre 2012 Opinione di emil su "Viaggio in Paradiso"
emil

Una volta Mel Gibson era garanzia di qualità, ma qui , dove appare anche in veste di produttore, si lascia coinvolgere in un pasticciaccio da Grunberg, che in preda a vezzi auotoriali ,  lascia che le  redini della regia gli sfuggano. Il film è privo di interesse, i personaggi sono di cartapesta, ecco perchè  non importa a nessuno il loro destino. Insopportabile la colonna sonora, patinata la confezione. Da dimenticare.

voto al film: emil assegna il voto mediocre a Viaggio in Paradiso (2011)



24 luglio 2012 Opinione di ico su "Viaggio in Paradiso"
ico

L'inizio è quasi folgorante: due rapinatori in fuga con maschere da clown, uno moribondo, l'altro in overdose di adrenalina, lanciati in un inseguimento automobilistico con polizia a seguito, sfondamento del confine e presa in consegna, insieme al cospicuo bottino, dalla polizia, più corrotta dell'altro stato. Un bell'inizio action, poi si entra nel carcere e sembra di tornare indietro di qualche anno, alla terza stagione di Prison Break, al carcere di Sona, stessa fotografia calda, stessa...

voto al film: ico assegna il voto mediocre a Viaggio in Paradiso (2011)

nessun commento
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19 giugno 2012 Opinione di mc 5 su "Viaggio in Paradiso"
mc 5

Una bella sorpresa, questo è il film che non t'aspetti da Mel Gibson. Io francamente non sapevo che attendermi da un attore che ritenevo alla deriva, e che avevo visto in difficoltà nell'imbarazzante ruolo di un uomo depresso che dialoga con un pupazzo sotto la guida di Jodie Foster. E invece troviamo qui il vecchio Mel in un contesto cinematograficamente avventuroso e sorprendente. Lo sfondo è un carcere messicano, "El Pueblito", popolato da una fauna umana colorata e vivace dove, tra un...

voto al film: mc 5 assegna il voto buono a Viaggio in Paradiso (2011)

nessun commento
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12 giugno 2012 Opinione di will kane su "Viaggio in Paradiso"
will kane

"Gringo";per chi è stato più di una volta in Centro o Sud America,è la definizione non solo di "straniero";ma anche del "pollo straniero",da spennare o sfruttare.Il primo titolo di questo film che celebra il ritorno di Mel Gibson al cinema d'azione era appunto "Get the Gringo",per diventare poi,al momento dell'uscita nelle sale "How I spent my summer vacation",con ironico riferimento al classico tema assegnato ai ragazzi all'inizio della nuova stagione scolastica.Il rapinatore Driver...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Viaggio in Paradiso (2011)

nessun commento
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11 giugno 2012 Opinione di pissio su "Viaggio in Paradiso"
pissio

film semplice di cui non si ricordera' nessuno,attori spenti,mel gibson sulla via del tramonto,qualche scena d'azione,finale scontato.

voto al film: pissio assegna il voto sufficiente a Viaggio in Paradiso (2011)



9 giugno 2012 Opinione di VAJONT su "Viaggio in Paradiso"
VAJONT

Una porcheria di film! voto 4

voto al film: VAJONT assegna il voto pessimo a Viaggio in Paradiso (2011)


20 maggio 2012 Opinione di OGM su "Viaggio in Paradiso"
OGM

E Mel Gibson, al telefono, fa l’imitazione di Clint Eastwood. Questo thriller di ambientazione centramericana alterna accenti brillanti ed horror, mantenendosi costantemente sul filo dell’iperbole satirica. La location sembra il luogo d’elezione del paradosso: la prigione messicana di El Pueblito, situata presso il confine con gli Stati Uniti, è un paesino di nome e di fatto, in cui i detenuti sono liberi di scegliersi un alloggio, andare al bar o al ristorante, frequentare locali...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Viaggio in Paradiso (2011)

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