On the Road (2011)
Con Sam Riley, Garrett Hedlund, Kristen Stewart, Kirsten Dunst, Tom Sturridge, Viggo Mortensen, Amy Adams, Alice Braga, Steve Buscemi, Danny Morgan
21/05/2012
Cannes 2012, On the Road: Kristen Stewart nella prima clip
Di On the Road di Walter Salles abbiamo già visto il trailer qualche tempo fa. Oggi, invece, dalla Croisette - dove il film è atteso in Concorso - arriva la prima clip ufficiale. In...
di Spaggy
La trama
Sul finire degli anni Quaranta, l'aspirante scrittore Sal Paradise (Sam Riley) conosce Dean (Garrett Hedlund), un giovane appena uscito dal riformatorio e poco tollerante con la morale borghese. Due anni dopo, i due si ritrovano casualmente a New York, dove in compagnia anche di Marylou (Kristen Stewart), la giovane moglie di Dean, decidono di affrontare un viaggio per il paese, vivendo in maniera selvaggia e rompendo ogni schema e tabù. Oltre a dare nuova ispirazione a Sal, le notti a base di sesso, musica jazz e alcool, permetteranno ai due di ritrovare vecchi amici ma anche di conoscerne di nuovi, come Old Bull Lee (Viggo Mortensen) e la moglie Jane (Amy Adams).
Per massacrare così Jack Kerouac ci voleva un talento speciale. E Walter Salles, uno che non ha saputo approfittare di un rigore a porta vuota come la storia del giovane Che Guevara per fare il suo capolavoro, figuriamoci se poteva cogliere l’ispirazione, l’anarchia, l’inquietudine del profeta della Beat Generation. E della sua bibbia, On the Road, appunto. E infatti non le sfiora neanche, tirando su un film noioso e piatto che disinnesca persino le attese scene sexy con Kristen Stewart che, poverina, con il suo pallido broncio non riesce minimamente a raggiungere il carisma e il fascino necessario a essere Marylou, motore inconsapevole e istintivo del libro.
UN MITO DELLA LETTERATURA
Dal 1947 al 1951, affiancati dalle loro vari(opint)e fidanzate, gli scrittori Jack Kerouac e Neal Cassidy attraversarono in lungo e in largo l'America. Il loro viaggio nascondeva una affannosa ricerca della libertà, scandita da incontri fuori dall'ordinario con jazzisti, vagandondi, operai, poeti e muse. Il resoconto di quell'avventura, qualche anno dopo, arrivava sugli scaffali delle librerie sottoforma di un libro che avrebbe finito per cambiare la controcultura americana e diventare il simbolo di intere generazione. Ispirate, infatti, dagli anni selvaggi che Kerouac e Cassidy trascorsero vagabondando, le pagine in gran parte autobiografiche di On The Road - in cui Kerouac e Cassidy vengono proiettati nelle figure di Sal Paradise e Dean Moriarty - si sono trasformate in un capisaldo cult, venerato sia dagli adolescenti sia dagli intellettuali degli ambienti universitari e capace di continuare a vendere, mezzo secolo dopo la sua pubblicazione, più di 100 mila copie all'anno in ogni angolo del mondo.
ECHI DI KEROUAC
Sfuggendo alle intenzioni dello stesso Kerouac, la dimensione atemporale e universale di On The Road ha fatto sì che numerosi scrittori, poeti e artisti ne seguissero la scia. Nel campo letterario, seguaci dell'opera di Kerouac possono essere considerati Hunter S. Thompson, Thomas Pynchon e, più recentemente, Haruki Murakami. In campo musicale, si ravvisano echi di Kerouac nei testi dei Beatles, dei Doors, di Bob Dylan, Tom Waits e Kurt Cobain. Il mondo cinematografico, poi, ha attinto a piene mani da On The Road realizzando opere che, definite "di vagabondaggio" da Stéphane Benaim, oggi vengono comunemente chiamate "film on the road". Easy Rider (1969), Paris, Texas (1984), Thelma & Louise (1991) e Into the Wild (2007) sono solo alcuni degli esempi più eccellenti. Nonostante il forte legame tra il libro e la settima arte, ci sono voluti decenni e decenni prima che On the Road fosse trasposto sul grande schermo per via della fatica che richiedeva l'adattamento dei versi, mitologicamente contorti, della scrittura di Kerouac.
LA LETTERA A MARLON BRANDO
"Troppo lungo ed elaborato. Irregolare, frammentato e troppo costoso. In poche parole: impossibile da adattare". Queste erano le parole che circolavano nell'ambiente cinematografico ogni volta che qualcuno proponeva di realizzare una trasposizione di On The Road. Nel 1957, con il romanzo fresco di stampa, Jack Kerouac indirizza una lettera (scoperta solo nel 2005) a Marlon Brando, in cui gli propone di acquistare i diritti del libro per farne un film con Brando nei panni di Dean e lo stesso Kerouac in quelli di Sal. Annoiato dalla scrittura, Kerouac aveva in mente di far qualcosa di nuovo che rivitalizzasse la sua esistenza.
L'OSSESSIONE DELLA FAMIGLIA COPPOLA
Nonostante Hollywood fosse affascinata da On The Road, nessuno aveva mai sfidato le pagine del romanzo e il motivo era semplice: per farne un film occorreva riportarlo nella classica struttura da opera cinematografica, dandogli il classico schema fatto di "inizio-svolgimento-fine". Per la famiglia Coppola, poi, On The Road è stato quasi un'ossessione: prima di Roman, che per decenni ha cercato di sviluppare una sceneggiatura che egli stesso avrebbe voluto dirigere, anche suo padre - il regista Francis Ford Coppola - aveva in mente di realizzarne un film. Sul finire degli anni Settanta, infatti, aveva comprato i diritti del libro proponendo per la regia Jean-Luc Godard ma i tempi lunghi di lavorazione fecero finire il progetto nel dimenticatoio.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 42/2012
L'opinione più votata
Di alan smithee scritta il 13/06/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Alla fine la matassa scomoda ed intricata e' toccata a Walter Salles, uno che di trasposizioni se ne intende, e pure di viaggi, non foss'altro che per il fortunato (e sin troppo strombazzato) adattamento del percorso formativo sui sentieri andini di un Che Guevara ventenne ne "I diari della motocicletta". Il problema principale nello stile adottato da Salles risiede a mio avviso nella tendenza del pur impegnato regista a semplificare, ad usare le immagini per rendere piu' lineare un romanzo che invece, in questo caso, nascendo pressochè come diario, si presta a divagazioni e digressioni che lo rendono pure spesso ostico nella lettura.
Penso allora, forse poco elegantemente, a cosa sarebbe potuto succedere se a dirigere i lavori fosse stato proprio il Coppola visionario e quasi folle dei recenti Twixt o Tetro, oppure se l'adattamento fosse finito nelle mani (bucate e spesso poco caute nel rispettare i limiti di budget) del Terry Gilliam di "Paura e delirio a Las Vegas", o ancora ad un Cronemberg che quasi vent'anni fa si accingeva ad adattare l'impossibile "Il pasto nudo" di Burroghs. Ma sono solo pensieri infruttuosi, inutili dietrologie che non fanno altro che farci sospirare su quello che e' stato fatto (nulla di ignobile sia ben chiaro, ma tutto un po' troppo inerme e piatto per convincere davvero, come se bastassero i corpi nudi e sudati dei tre protagonisti per scaldare l'ambiente e rendere l'idea di un disagio o di una ribellione che muovono l'animo tormentato di Sal e Dean) e quello che si poteva fare. I destini di una "gioventu bruciata" nel periodo post-bellico dal '49 al '52 trovano Sal e Dean come ideali protagonisti di un viaggio che e' solo l'inizio di una protesta giovanile che vedra' poi svilupparsi i movimenti ben piu' organizzati del '68. Per questo probabilmente il romanzo di Kerouac e' un apri-pista, l'anticipatore di un fenomeno che segnera' un'epoca, l'origine di una tendenza e un nuovo modo di affrontare la pagina scritta (non certo in questo caso la narrazione cinematografica). Nell'adattamento puntuale, perfettamente ambientato e reso come un compito corretto ma freddo, scritto in una calligrafia perfetta ma un po' senz'anima a livello di contenuto, spicca tuttavia almeno l'interpretazione vitale, tenace ed emotiva del giovane Garrett Hedlund che sotterra quasi il piu' riflessivo e dimesso Sal di un Sam Riley che rispetta il suo ruolo, ma rimane inevitabilmente troppo sotto tono per tener testa alla vitalita' dirompente dell'altro piu' scalmanato, sensuale e ribelle.
- negative [7]
- sufficienti [4]
- positive [1]
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29 ottobre 2012 Opinione di AlexPortman80 su "On the Road"
Voto: 6-/10. Pubblico: imdb 6,2/10 – metacritic 5,5/10 - rottentomatoes 3,1/5 - mymovies (IT) 2,7/5 – filmtv (IT) 2,6/5 – allociné (F) 2,9/5 – screenrush (UK) 3,1/5 – moviepilot (DE) 6,2/10 – kinopoisk (RU) 6,6/10 – mtime (CI) 7,7/10 Critica: metacritic 53/100 – rottentomatoes 5,4/10 – mymovies (IT) 2,4/5 – filmtv (IT) MEDIOCRE – ciak (IT) 2/5 – allociné (F) 3,0/5 – sensacine (E) 2,7/5 – screenrush (UK) 2,6/5 – moviepilot (DE) 4,5/10 ...
voto al film: 
26 ottobre 2012 Opinione di ilmortodifilm su "On the Road"
Dopo alcuni tentativi non riusciti, ha fatto capolino sul grande schermo la trasposizione del riconosciuto capolavoro di Jack Kerouac “Sulla strada”. Ci aveva già provato lo stesso autore contattando Marlon Brando per il ruolo di Dean (e chi meglio di lui?) ma alla fine tutto sfumò. È arrivato quindi il turno del brasiliano Walter Salles, che con l'ottimo “I diari della motocicletta” aveva dimostrato di saperci fare con i road movie ma, ahimè, la proverbiale ciambella senza...
voto al film: 
25 ottobre 2012 Opinione di nickoftime su "On the Road"
La scrittura è intimamente legata al viaggio. L’atto di prendere una penna e cominciare a scrivere implica di per sé un trasformazione emotiva che doppia in maniera figurata, attraverso il richiamo di un certo stato d’animo, o il ricordo di una particolare esperienza lo spostamento geografico del viaggiatore. D’altronde anche il cinema ha spesso utilizzato l’esplorazione di nuovi territori come metafora di crescita e di nuove consapevolezze. Un binomio che nella percezione di...
voto al film: 
22 ottobre 2012 Opinione di Scappo24 su "On the Road"
Dalla cellulosa alla celluloide cambia poco solo a parole, differenti universi di emozioni, sensazioni e immagini; l’esempio perfetto è la trasposizione della prosa diretta di Kerouac, capostipite del movimento beat con On The Road (Sulla Strada). Con lo pseudonimo di Sal, Kerouac racconta in prima persona le sue vicende sulla strada d’ America assieme al suo compagno di viaggi, l’irrefrenabile Dean Moriarty (in verità il poeta Neal Cassady) e agli intellettuali Carlo Marx (Allen...
voto al film: 
19 ottobre 2012 Opinione di will kane su "On the Road"
Tra i testi più complessi da tradurre in cinema,insieme a "Il pasto nudo" e altri lavori in cui conta,oltre il racconto,ancor di più lo stile usato da chi scrive,"Sulla strada" è un testo sul quale in molti hanno sognato di trarne un film,e altrettanti si sono dannati verificandone l'ardua realizzazione.Coppola,ad esempio,l'ha annunciato molti anni fa,e oggi figura dietro all'operazione,ma non è riuscito a farne un film suo,affidandolo al figlio Roman,che è uno dei produttori,che ha...
voto al film: 
17 ottobre 2012 Opinione di ROTOTOM su "On the Road"
Manuale di conformità al testo manifesto dell’anti conformismo. Tremano i polsi al solo pensare di portare sullo schermo un testo del genere e se per 60 anni questo non è successo significa che le difficoltà di riprodurre non tanto le atmosfere degli USA anni 50 quanto lo spirito del tempo descritte da un tumultuoso testo frammentato e istintivo , venivano giudicate insormontabili. E così è . La storia ci parla del gran rifiuto di Marlon Brando su sollecitazione dello stesso Kerouac,...
voto al film: 
15 ottobre 2012 Opinione di GIMON 82 su "On the Road"
Dove e come nasce la famosa "beat generation",movimento vitale degli hippy e di un intera generazione,liberta',droga e sesso,il richiamo incontrastato alla vita senza costrizioni sociali e schemi impostati.La generazione "beat" è di quelle battute o sconfitte dalla societa',dunque si ribella ad essa ricorrendo ad una sorta di "ascesi" ZEN, prolungata dall'uso di droghe,un voler raggiungere l'estasi del "sè" attraverso la perdizione e la liberazione dell'animo.Il "Padre" incontrastato...
voto al film: 
14 ottobre 2012 Opinione di wfrcrd su "On the Road"
Noioso tedioso , sono uscito a meta' film.
voto al film: 
14 ottobre 2012 Opinione di scapigliato su "On the Road"
La beat generation spiegata alla iGeneration. Il risultato è ancora dubbio, ma ciò che conta è che il non-capolavoro di Walter Salles – un film come Central do Brasil non lo rivedremo più – sa colpire sui tre elementi cardine del testo kerouachiano, senza però centrare appieno il bersaglio. Innanzitutto il linguaggio. La celebre “prosa spontanea” di Jack Kerouac, figlia dello stream of consciousness, la “prosa automatica” dei surrealisti tanto cari al giovane...
voto al film: 
13 ottobre 2012 Opinione di miss brown su "On the Road"
Francis Ford Coppola acquistò i diritti dell'indiscusso capolavoro di Jack Kerouac ON THE ROAD nel lontano 1985, ma non trovò mai il momento o lo stimolo giusto per trarne una sceneggiatura. Folgorato dalla visione de I DIARI DELLA MOTOCICLETTA, nel 2004 mise in mano il progetto al brasiliano Walter Salles, il quale ha scritto e riscritto il copione una decina di volte insieme al suo fedele sceneggiatore José Rivera. Il quale copione, fedele nei tempi al testo benché inevitabilmente...
voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [4]
- positive [1]
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