Intruders (2011)
Con Clive Owen, Carice van Houten, Daniel Brühl, Kerry Fox, Ella Purnell, Pilar López de Ayala, Lolita Chakrabarti, Adam Leese, Mark Wingett, Imogen Gray
La trama
Juan, un bambino di sette anni. è ossessionato da un mostro senza volto che si presenta di notte alla finestra della sua stanza, in un umile quartiere madrileno, per tormentarlo, senza che sua madre Luisa possa far nulla per evitarlo, nonostante l'aiuto di padre Antonio. Tredici anni dopo, a Londra, la tredicenne Mia è affascinata dai racconti su Carahueca, un mostro ossessionato dai bambini, la cui storia gli è stata raccontata dal padre John (Clive Owen). Le suggestioni della ragazza diventano presto realtà e dall’armadio della sua stanza strane presenze sembrano palesarsi. A migliaia di chilometri di distanza, qualcosa lega i due bambini con gli intrusi difficilmente disposti ad abbandonarli.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 12/05/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Le loro notti insonni sono rischiarate dalla presenza inquietante di un uomo incappucciato dal non volto che non si fa fatica subito a identificare con l'archetipo dell'Uomo Nero(Hollowface come viene chiamato per tutto il film) .
Dopo un incipit a casa di Juan in cui l'incappucciato senza volto cerca di rapire il bambino ( ed è un mistero il perchè non riesca, gli si oppone solo la gracilina madre di Juan ed è difficile credere che sia più forte di un Uomo Nero grande e grosso...) l'azione si trasferisce da Madrid a Londra , nella bella casa di Mia, dodicenne con un armadio a muro decisamente adatto a nascondere una presenza indesiderata.
Che puntualmente si manifesta. Il problema è che lo vedono solo lei e il padre. E vengono presi per folli.
Juan Carlos Fresnadillo dopo il curioso Intacto e il riuscito 28 settimane dopo, ritorna alla regia una volta abortito il progetto del remake de Il corvo, per una coproduzione dal cast assortito girata in inglese e spagnolo (anche se Juan, pur parlando in spagnolo, scrive la sua storia sull'Hollowface in inglese...) per ribadire le due anime indipendenti di un film che racconta in fondo la stessa storia in due contesti ambientali diversi. Come è differente il tentativo di approcciarsi a questa presenza indesiderata.
Se nella storia di Juan il problema dell'Hollowface assume connotazioni decisamente religiose ( la presenza di due preti, uno giovane e uno vecchio che fanno pensare a tentativi di esorcismo), in quella di Mia l'approccio al problema è decisamente agnostico: si pensa a minacce da parte di qualcuno che penetra nella casa, si installano telecamere a circuito chiuso che devono svelare l'arcano, si mette in mezzo prima la polizia e poi la psichiatria.
Sono totalmente diverse anche le famiglie d'appartenenza e il contesto sociale in cui matura il terrore per l'Hollowface. Mentre Juan ha solo la madre che lo aiuta( quello che dovrebbe essere il padre appare molto fugacemente), Mia è inquadrata in una famigliola medioborghese felice , con genitori entrambi presenti e affettuosi con la figlia.
Le due storie sono tenute lontane tra di loro, sembra quasi un film in due episodi a tenuta stagna senza alcun tipo di comunicazione ma è evidente che non è così , che le due storie prima o poi si legheranno tra di loro a filo doppio.
Inutile sottolineare che è proprio la distanza artificiosa creata tra le due vicende che insospettisce fin da subito e che lo spettatore più smaliziato arriverà alla soluzione ben prima dei minuti finali.
Intruders si segnala per una confezione molto accurata , ha una fotografia di lusso per una produzione del genere ad opera del talentuoso Enrique Chediak che torna a collaborare con Fresnadillo , è dotato di una regia virtuosistica assolutamente fuori contesto che ottiene solo il risultato di ricoprire il film di una patinatura quasi fastidiosa.
E'un horror senza anima, non mette paura, è assai prevedibile, è una pellicola di sola apparenza , senza sostanza, in cui la cornice vale molto più del quadro in essa contenuto.
Ed è un peccato buttare via così un cast internazionale importante.
Imperdonabile anche qualche scivolone in sede di sceneggiatura e il banalizzare un archetipo come quello dell'Uomo Nero terrorizzante proprio perchè oscuro e misterioso.
Qui praticamente nulla è lasciato all'immaginazione facendo perdere al tutto il suo fascino.
A questo punto meglio l'armadio di Boogeyman.
(bradipofilms.blogspot.com )
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22 giugno 2012 Opinione di arkin su "Intruders"
Oggetto curioso, quest'opera di Fresnadillo. A metà tra l'horror, il drammatico e lo psico-thriller, con una sceneggiatura che si comprende essere stata studiata a tavolino, e numerosi spunti interessanti. Peccato, dunque, che alcuni "scivoloni" nella gestione della trama rovinino l'esito: tanto la parentesi coi preti che vorrebbero fare un esorcismo sul piccolo Juan, che finisce col non avere alcun senso ai fini della storia, tanto l'epilogo che esagera con la componente "horror" e...
voto al film: 
15 giugno 2012 Opinione di manuel88 su "Intruders"
La storia è quella di due famiglie che parallelamente si trovano a dover combattere con il sopprannaturale. Entrambi i rispettivi figli sembrano essere spaventati ad un'entità che li perseguita. "Senza Faccia" fa loro visita per fargli del male. Ma chi è? Sono solo alluccinazioni o si cela davvero qualcosa dietro questo "personaggio senza volto"?. Un film carino, inizialmente sembra troppo sconclusionato, non si capisce dove vada a parare. Mi aspettavo di più...ma è un bel film, con...
voto al film: 
12 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "Intruders"
Mia e Juan sono due bambini all'incirca della stessa età che nelle rispettive case vivono le medesime paure. Le loro notti insonni sono rischiarate dalla presenza inquietante di un uomo incappucciato dal non volto che non si fa fatica subito a identificare con l'archetipo dell'Uomo Nero(Hollowface come viene chiamato per tutto il film) . Dopo un incipit a casa di Juan in cui l'incappucciato senza volto cerca di rapire il bambino ( ed è un mistero il perchè non riesca, gli si oppone...
voto al film: 
3 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "Intruders"
TFF 2011 - Festa mobile - figure nel paesaggio. Dopo gli interessanti "Intacto" e "28 giorni dopo" - seguito del gran bel film di Danny Boyle - Juan Carlon Fresnadillo frana clamorosamente con questa produzione - all'apparenza anche piuttosto costosa (non foss'altro per la presenza di Clive Owen) - che si presenta banale, ripetitiva, condotta su due assi temporali che impiegano una vita per ricongiugersi, con una prevedibilita' e una macchinosita' estenuanti. La vicenda dell'uomo nero e...
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