Morte a Venezia (1971)
Con Dirk Bogarde, Silvana Mangano, Björn Andresen, Romolo Valli, Marisa Berenson, Carole André
La trama
Un maturo musicista si innamora di un ragazzo in una città preda dell'epidemia.
Il musicista Gustav von Aschenbach, prossimo alla vecchiaia, prende alloggio nel lussuoso "Hotel des bains" del Lido di Venezia. Indifferente a tutto, viene colpito dalla bellezza di un adolescente, Tadzio, ospite con la sua famiglia nello stesso albergo. Dopo un fallito tentativo di fuga, non può fare a meno di pedinarlo. Venezia è in preda a un'epidemia di colera e Gustav si ammala. Rilettura viscontiana di Thomas Mann; proustiana rievocazione d'epoca con radici nei ricordi d'infanzia dello stesso regista e sontuoso melodramma sostenuto dalla musica di Mahler.
L'opinione più votata
Di angelina scritta il 24/11/2011 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
"Eccolo ancora una volta davanti a lui,l'approdo indescrivibile,l'abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo:la meraviglia lieve del Palazzo e il Ponte dei Sospiri,le due colonne sulla riva col leone e il santo,il fianco splendente del tempio favoloso,la prospettiva dell'arco e dell'orologio dei Mori;e guardando riflettè che giungere a Venezia col treno,dalla stazione,era come entrare in un palazzo dalla porta di servizio,e che in nessun altro modo se non per nave,dall'ampio mare,come lui ora,si sarebbe dovuto porre piede nella città inverosimile tra tutte."
Thomas Mann "Der Tod in Venedig" 1912
Il famoso musicista Gustav Aschenbach (Dirk Bogarde), in crisi artistica e spirituale,giunge a Venezia per trascorrere un periodo di riposo al lussuoso Hotel Des Bains.
Ricevuto con ossequiosa deferenza dal direttore dell'albergo (Romolo Valli),dopo essersi attardato in camera dove bacia con devozione le foto di una giovane,bellissima donna e di una bambina,la moglie e la figlia che ha perduto,scende nella hall dove la sua attenzione è attirata da una famiglia polacca,tra cui spicca un adolescente di mirabile e arcaica bellezza.
"Era un gruppo di adolescenti o poco più che tali,raccolta intorno a un tavolo di vimini,sotto la sorveglianza di un'istitutrice o dama di compagnia che fosse:tre giovinette che mostravano dai quindici ai diciassette anni di età,e un ragazzo dai capelli lunghi sui quattordici anni.Aschenbach notò con meraviglia la bellezza perfetta di quest'ultimo.Il volto pallido e gentilmente assorto,incorniciato dai capelli biondi,la linea schietta del naso,la bocca vezzosa,l'espressione soave e divina di gravità,ricordavano le sculture greche dell'epoca aurea."
Il giorno dopo,in spiaggia,il musicista rivede il ragazzo,chiamato a gran voce dalla madre (Silvana Mangano),elegante e bellissima e dalla governante (Nora Ricci).Il suo nome è Tadzio (Bjorn Andresen).
Più tardi,in ascensore,lo incontra nuovamente,circondato da un gruppo di chiassosi coetanei e uno sguardo di fuggevole interesse incrocia quello di Aschenbach,che ne rimane colpito.
Consapevole del suo profondo turbamento,il musicista decide di anticipare il suo ritorno a Monaco di Baviera.
Ma una banale contrattempo,il baule che per errore viene spedito a Como,costringono Aschenbach a modificare il suo programma,quasi un segno inequivocabile del destino,accolto da un intimo sollievo; riprende dunque il vaporetto per fare ritorno al Lido.
".....Egli respirava a lunghe boccate,piene di dolorosa dolcezza,l'atmosfera della città,quel lieve sentore putrido di mare e di palude.Quello stesso da cui aveva voluto fuggire tanto in fretta..."
Riprendono con frequenza i fuggevoli incontri con Tadzio,gli sguardi e i lievi sorrisi, e nel profondo del suo cuore,Aschenbach comprende "che solo per Tadzio aveva tanto sofferto partendo."
Prende l'abitudine di seguirlo nelle sue passeggiate lungo le calli di Venezia,in compagnia delle sorelle e della governante,che lo richiama continuamente perchè non si attardi e intanto osserva con crescente preoccupazione le misure di igiene prese nascostamente nei vicoli della città,dove viene gettato del disinfettante dall'odore acre e insopportabile,ma,alle sue insistenti domande,tutti gli rispondono che si tratta solo di misure precauzionali. ESPANDI +
- negative [7]
- sufficienti [3]
- positive [29]
- leggi tutte le opinioni
8 aprile 2013 Opinione di almodovariana su "Morte a Venezia"
Un film bellissimo e inquietante come il romanzo
voto al film: 
12 settembre 2012 Opinione di TheWarOfEcho su "Morte a Venezia"
Uno degli ultimi lavori di Luchino Visconti e ispirato dall'omonimo romanzo di Thomas Mann, Morte a Venezia narra le vicende di Gustav von Aschenbach (Dirk Bogarde), compositore tedesco di grande successo che, in cerca di un po' di riposo, si reca a Venezia dove conosce Tadzio (Bjorn Andersen), un giovinetto minorenne la cui bellezza ricorda quella dei modelli greci. Gustav, sempre più ossessionato dalla bellezza del ragazzo, se ne innamora ogni giorno di più fino a quando l'epidemia di...
voto al film: 
30 novembre 2011 Opinione di flash41_99 su "Morte a Venezia"
Il professore Gustav von Aschenbach è affetto da una grave malattia cardiaca, per questo si reca a Venezia per passare una vacanza di assoluto riposo. Ma durante la permanenza affiorano i profondi drammi interiori che lo logorano lentamente:la perdita del figlioletto e della moglie. E' un esteta alla ricerca della perfezione(Proust) ma si rende conto dell'irrangiungibilità della stessa accentuata dall'avvento della vecchiaia. E' solo, triste e dosolato ma una luce all'improvviso ...
voto al film: 
24 novembre 2011 Opinione di angelina su "Morte a Venezia"
"Eccolo ancora una volta davanti a lui,l'approdo indescrivibile,l'abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo:la meraviglia lieve del Palazzo e il Ponte dei Sospiri,le due colonne sulla riva col leone e il santo,il fianco splendente del tempio favoloso,la prospettiva dell'arco e dell'orologio dei Mori;e guardando riflettè che giungere a Venezia col treno,dalla stazione,era come entrare in un palazzo dalla porta di...
voto al film: 
2 aprile 2011 Opinione di supadany su "Morte a Venezia"
VOTO : 7. Dramma esistenziale dove primeggia un concetto estetico di alto profilo (sia visivo che di pensiero), ma nello stesso tempo non è arido nel mettere in mostra i sentimenti del suo protagonista per quanto Visconti non scelga una strada espositiva per niente accomodante e facile. Gustav (Dirk Bogarde), compositore attento all’estetica dell’arte e della persona, è in vacanza a Venezia, quando si invaghisce perdutamente di un giovane dai tratti somatici...
voto al film: 
17 marzo 2011 Opinione di Franco Ricci su "Morte a Venezia"
tutto il film parla di sto pedofilo che a quanto pare e un professore di musica, che si va a fare una vacanza dentro un albergo a cinque stelle perché c ha i reumatismi, pero colla scusa va li per mettese a spiare i ragazzetti. allora ogni giorno va nella sala da pranzo dove fa finta di leggere il giornale ma in realtà va in solucchero per un ragazzetto che pare un trans perche non si capisce bene se e maschio o femmina, anche se sembra di piu femmina. il professore di...
voto al film: 
4 luglio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Morte a Venezia"
Parlare di una simile magnificenza è molto complicato, sia per il fatto che difficilmente si potranno trovare delle parole per descriverlo, sia perché, utilizzare queste ultime, è un concetto fondamentalmente sbagliato. Il linguaggio usato da Visconti, non è quello della parola, scritta o orale che sia, ma è quello delle pure immagini, delle sensazioni visive portate da insignificanti dettagli maniacali (con il regista milanese c'è poco da fare,...
voto al film: 
24 settembre 2009 Opinione di jonas su "Morte a Venezia"
Il problema è a monte, ossia nel romanzo di Thomas Mann: estenuato, sfatto, decadente nel senso più deteriore. È facile pensare che siano state proprio queste qualità ad attirare l’attenzione di Visconti, così come si può capire che Dirk Bogarde abbia offerto un’interpretazione così sentita (invece la Mangano è sprecata). Ma l’ambientazione veneziana, caricata di tutti i prevedibili sovrasensi, diventa quasi parodica;...
voto al film: 
17 marzo 2009 Opinione di OGM su "Morte a Venezia"
La Venezia di Visconti è pallida e assorta, e quasi senza sole. È vociante e sonora nei momenti di vacanza e di divertimento, eppure la sua festosità è schiava del rito, e dimentica della gioia. Con i suoi canali e le sue nebbie, in cui i sogni presto si dissolvono, la città della laguna è il teatro ideale del declino, è la fredda e grigia striscia desertica della pre-morte. Per il professor von Aschenbach la sua austera bellezza è il mausoleo di una ricerca estetica a cui egli ha...
voto al film: 
14 marzo 2009 Opinione di chribio1 su "Morte a Venezia"
film abbastanza particolare in certe parti ma anche assai noioso.voto.5.
voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [3]
- positive [29]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:
























