Killer Elite (2011)
Con Clive Owen, Jason Statham, Robert De Niro, Yvonne Strahovski, Grant Bowler, Dominic Purcell, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Michael Dorman, Ben Mendelsohn, Aden Young
30/05/2012
A tutto Bob!
Gli anni passano anche per le leggende ma, nonostante lo smalto un po' "arrugginito" che non è più "lucido" come una volta, la malattia, vinta-"trafitta", al Cancro, Robert De Niro...
di Travis Bickle 1979
La trama
Alcuni membri delle forze speciali britanniche muoiono in incidenti apparentemente fortuiti in Oman ma in realtà causati da un commando di spietati assassini mercenari, i Feather Men, con a capo il sanguinario Danny (Jason Statham). Il governo inglese, per evitare che seguano altri omicidi, mette in piedi un gruppo speciale di agenti vigilanti, di cui fa parte anche Spike (Clive Owen), che prima di ritirarsi in pensione ha il compito di proteggere i membri superstiti - come il suo ex mentore Hunter (Robert De Niro) prigioniero del sultano dell'Oman - e di scovare chi si nasconde dietro i delitti.
La sceneggiatura di Sherring gioca per accumulo di pedinamenti, false piste identitarie e doppiogiochismi, delineando un panorama internazionale del complotto al cui centro agiscono Danny /Statham il mercenario e Spike/Owen il ripulitore, “stimati rivali” come De Niro e Pacino prima di loro in Heat. La sfida. La “grana” è grossa nel racconto come nella messa in scena: dai quasi 70 milioni di budget, era lecito aspettarsi una fotografia migliore di quella “aperta” e virata al blu realizzata da Simon Duggan. In questa bulimia di proiettili e inseguimenti a vincere sono gli attori, a conferma che l’action è, prima di tutto, un fatto di facce giuste. E dure.
UN ROMANZO CONTROVERSO
Nel 1991 Sir Ranulph Fiennes pubblica The Feather Men, un romanzo semi-autobiografico in cui racconta episodi di cui è stato testimone negli anni di carriera tra le file dell'esercito inglese e dei servizi segreti. Sin da subito, il regista Gary McKendry ne intuisce le potenzialità e manifesta l'idea di trarne un buon film d'azione, i cui personaggi - essendo persone realmente esistite - sono delinati da caratteri sfaccettati e psicologie complesse. Prima di poter cominciare a lavorare sul progetto, McKendry è costretto ad aspettare sette anni a causa del polverone di polemiche che il libro solleva in Gran Bretagna, dove ci si chiede quanto di vero o di finto Fiennes abbia raccontato per far leva sull'opinione pubblica.
AZIONE ED EMOZIONE
Per ricreare i dettagli del mondo dei SAS, così complesso, segreto e regolato, il regista e gli attori hanno necessitato della consulenza di un gruppo di esperti. Clive Owen ha, ad esempio, incontrato un consulente SAS, in servizio da 25 anni, che gli spiegato quanto complicato sia entrare all'interno del corpo speciale e quanto difficile si riveli rimanere a farne parte, a causa del duro allenamento fisico a cui gli agenti sono sottoposti. Per avere prospettive differenti sulle modalità d'azione dei SAS, inoltre, Gary McKendry ha chiesto anche il parere di alcuni Navy Seals in modo da evidenziare le differenze d'intervento ed evitare il rischio di mostrare qualcosa di già visto o sbagliato.
ZOOM SUGLI ANNI OTTANTA
Poiché la storia si svolge negli anni Ottanta, il regista ha dovuto prestare particolare attenzione durante le riprese per evitare che elementi moderni finissero all'interno delle inquadrature. Rinunciando a molte vedute aeree o a piani allargati, McKendry ha optato per riprese più intime, realizzate con l'uso della camera a mano e il ricorso a piani corti e zoom sui protagonisti. Per sottolineare ancora di più il contesto temporale, anche gli abiti di scena sono stati scelti con dovizia facendo attenzione a un particolare non di poco conto: nonostante fossero gli anni Ottanta, i SAS indossavano ancora divise risalenti agli anni Settanta, periodo in cui erano stati formati.
La recensione di FilmTv
Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 23/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 03/06/2012 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Il ritiro è desiderato, annunciato, eseguito. L’autoesilio, lontano da un mondo crudele e pericoloso che non ammette pentimenti né fughe, è rurale, quieto, paradisiaco: una bionda angelica con le diaboliche fattezze di Yvonne Strahovski (la Sarah Walker di Chuck), emersa come una Venere da un passato remoto, attenta al cuore del killer, conquistandolo.
Tutto a posto allora?
No, perché il lavoro perseguita l’uomo, e poi c’è il vecchio maestro e amico che s’è cacciato in un bel guaio: mai abbandonare un incarico già accettato. Preso l’obbligo di porre rimedio alle manchevolezze del collega, tenuto in ostaggio dal mandante, uno sceicco omanita, Fanciullo si lancia anima e (soprattutto) corpo nell’ardua impresa di giustiziare gli assassini dei tre figli dello sceicco, compiuti da membri del SAS, le brutali e preparate esclusive forze speciali britanniche.
Una cavalcata furiosa, rischiosa, suicida, accompagnata da fidati complici - i quali hanno il miraggio di sei milioni di buoni motivi -, e che si rivela essere più ingarbugliata del previsto nel momento in cui entrano in campo gli “uomini piuma” - società segreta che protegge i SAS ma soprattutto i loro “sporchi” affari e scheletri nell’armadio - nella persona di colui al quale è assegnato il lavoro sporco: lo “Sfregiato” Clive Owen, risoluto e abile ex soldato d’elite pure lui.
Sullo sfondo dei primi anni ottanta - plumbeo, vischioso, desolato seppur “urbano” (e "macchiato" dagli insolenti punk) - uno spietato puparo al serizio del governo di Sua Maestà muove i fili di una vicenda meschina, corrotta, infradiciata dalla brama di possesso dell’oro nero.
Torbido scenario, in cui buoni e cattivi si (con)fondono, o forse non esistono; ognuno cura i propri interessi e vizi, obbedendo a (in)coscienza e a volontà, quella scolpita sulle polverose pagine di destini scritti e insudiciati di sangue.
Killer Elite si colloca in un robusto piano fieramente e genuinamente anacronistico (niente effetti speciali), delimitato da coordinate ben definite e concrete, con impeccabili e suggestive parabole “westerniane” ed epiche, in cui trovano domicilio figure antieroiche e loschi figuri. Tutti con facce truci e modi spicci, schizzano come pallottole infuocate all’interno di un disegno più grande di loro, che non comprendono e di cui possono solo sperare di uscirne.
Storia dall’impianto classico, solido, che oltre l’appagante ed efficacissimo apparato action - vigoroso, muscolare, credibile anche quando non lo è - svela i meccanismi ingegnosi e ottimamente strutturati di una spy story (basata su fatti veri, rivenienti dal romanzo di Ranulph Fiennes The Feather Men) avvincente ed intrigante come solo gli inglesi sanno raccontare.
Montaggio teso, vibrante, serrato, regia funzionale e “rispettosa”, caratterizzazioni convincenti e ben sfruttate di una banda di “bastardi” (da segnalare il barbuto e gaudente mercenario Dominic Purcell - il Lincoln Burrows di Prison Break) capitanata dal grande Robert De Niro. Che se ne sta in disparte - scaltra e magnetica presenza - ad osservare il gagliardo duello tra il valido Statham e il sorprendente Owen.
Solo nel (bel) finale i tre condivideranno insieme lo stesso spazio: Sfregiato cerca di scappare col malloppo, Esperienza e Fanciullo che lo braccano in mezzo al deserto.
Chi la spunterà?
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- sufficienti [5]
- positive [5]
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2 marzo 2013 Opinione di GARIBALDI1975 su "Killer Elite"
Un killer professionista che aveva deciso di chiudere la sua carriera, sarà costretto ad eliminare almeno altri 3 spietati assassini, ex appartenenti ai nuclei speciali SAS dell'esercito britannico. Nell'ingaggiare questa sua ultima missione andrà incontro a parecchi duelli, con armi, botte da orbi e inseguimenti automobilistici all'americana. Insomma benchè trattasi di una produzione australiana, è il solito film d'azione, banale e spocchioso stile USA. Un vero peccato perchè è...
voto al film: 
25 novembre 2012 Opinione di poeta9491 1 su "Killer Elite"
Bellissimo, ben fatto , pieno di azione senza essere fantascientifico o banale, ci svela un mondo di spionaggio e killer attuali anche nel mondo di oggi.
voto al film: 
19 ottobre 2012 Opinione di LAMPUR su "Killer Elite"
Cosi elementare da ispirare sdolcinata tenerezza, verrebbe da dire (e non me ne voglia l'ottimo Travis Bickle, spesso obnubilato ovunque metta piede il mito Bob...). Trama fragilmente contorta e spudoratamente assurda, Statham lontanissimo dalle parentesi guyritchiane, De Niro tra il tipresentoimiei e lo stannotuttibene in una mise che definire fuori ruolo è un complimentone, Clive Owen - con deleteri baffetti da sparviero - a stridere di brutto col cliché cui vorrebbe dar vita; e...
voto al film: 
19 giugno 2012 Opinione di ico su "Killer Elite"
Jason Statham come Al Pacino in SCARFACE con De Niro a fargli da spalla: scritta così la frase è da pelle d'oca, ma non è molto fuori bersaglio. Il protagonista, durante una missione, guarda negli occhi un bambino in grave pericolo di vita e decide di lasciare "l'azione", senonché l'amico fraterno viene rapito, é "costretto" a tornare "in azione" e a forza di menar le mani, ricompare pure De Niro sul finale per dare una mano. Siamo alle solite, invece di andare oltre, percorrere la...
voto al film: 
14 giugno 2012 Opinione di alan smithee su "Killer Elite"
La notizia piu' bella relativamente a questo film medio e piuttosto godibile e' che non si tratta, come il titolo suggerisce, del remake del bel film di Sam Peckimpah; e questo e' gia' un gran sollievo. Si tratta piuttosto di una storia per certi aspetti affine al bel noir del gran regista de "Il mucchio selvaggio", ma di differente ambientazione e struttura narrativa. Storie di spie anche qui, di killer al soldo di chiunque abbia un conto da regolare e delle somme liquide necessarie per...
voto al film: 
6 giugno 2012 Opinione di XANDER su "Killer Elite"
Si vede che non è un film americano e si vede che non è francese. Perchè parliamo di un normale film d'azione di nazionalità inglese con scene di combattimento e di inseguimenti ma senza nulla di eccezionale o di vera adrenalina. Diciamo che solo Jason Statham riesce a tenerti incollato perchè De Niro come al solito è pessimo eClive Owen non è da meno. Poi parliamo di una storia vera, quindi non vi aspettate il solito film fracassone.
voto al film: 
5 giugno 2012 Opinione di emil su "Killer Elite"
Finalmente un bell'action degno di questo nome! intendiamoci mica siamo davanti ad un capolavoro, ma l'onesto mestierante McKendry gestisce bene i tempi dell'azione. In più le faccie giuste ci sono tutte, a cominciare da Statham oramai icona ed erede dell'action anni 90, passando per Clive Owen che non sfigura quasi mai, finendo con De Niro, in un ruolo che lo riporta ai fasti di un tempo. Inseguimenti, depistaggi, botte da orbi, insomma non manca proprio niente. Nulla di nuovo sotto il...
voto al film: 
3 giugno 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Killer Elite"
Niente più che un action movie standard. I difetti sono tanti: la psicologia dei personaggi è appena abbozzata, i dialoghi non brillano per intelligenza, Statham non è certo un campione d'espressività, il messaggio di fondo è piuttosto banale e De Niro è sottutilizzato. Tuttavia le sequenze d'azione sono abbastanza emozionanti e bene o male riescono a coinvolgere. In più il regista dimostra di saperci fare col genere e Clive Owen è piuttosto credibile. Niente di speciale comunque....
voto al film: 
3 giugno 2012 Opinione di M Valdemar su "Killer Elite"
Quando “Fanciullo” Jason Statham incontra un fanciullo seduto sul retro di un’auto del quale ha velocemente ammazzato tutti i passeggeri, esita, s’interroga, non ce la fa. Quasi lo fanno fuori, se non fosse per “Esperienza” Robert De Niro, che gli salva il posteriore e lo trascina via con sé, al sicuro. Il ritiro è desiderato, annunciato, eseguito. L’autoesilio, lontano da un mondo crudele e pericoloso che non ammette pentimenti né fughe, è rurale, quieto, paradisiaco: una...
voto al film: 
3 giugno 2012 Opinione di mattheking su "Killer Elite"
Un action-movie piacevole, scorrevole ed emozionante. Gli ingredienti sono quelli standard, atti a catalogare la pellicola nel genere sopracitato: sparatorie, pugni, inseguimenti in auto, esecuzioni,complotti e vicende che s’intrecciano sotto gli occhi dello spettatore. Non manca neppure un senso morale etico ed umano, benché relativamente scontato e già trattato e ritrattato. Qualcosa del tipo: “il difficile non è uccidere gli uomini, ma il doverci convivere”. Assassini nati,...
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