This Must Be the Place (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in This Must Be the Place: minimo
Ritmo ritmo in This Must Be the Place: presente
Impegno impegno in This Must Be the Place: forte
Tensione tensione in This Must Be the Place: presente
Erotismo erotismo in This Must Be the Place: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a This Must Be the Place

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a This Must Be the Place (voti: 244 media: 3,38) 244

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locandina di This Must Be the Place

Trailer Italiano Ufficiale

This Must Be the Place Trailer Italiano Ufficialeplay

14/11/2011

...e io continuo a ballare con "The passenger" in "This must be the place"

Non voglio scrivere un'opinione sul film “This must be the place”, perché non me la sono fatta. E' un film carino, simpatico, banale e pieno di simbolismi che sinceramente non...

di maghella

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La trama

Cheyenne (Sean Penn), un facoltoso ex-divo del rock, ora stanco e svogliato, apprende che il padre, con cui era in disaccordo, è malato e sul punto di morire. Corre quindi da lui nella speranza di riconciliarsi ma arriva troppo tardi. Solo nel periodo che segue realizza quanto ebbe a soffrire il padre - tra i pochi sopravvissuti ad Auschwitz - per mano di un criminale nazista, l'ufficiale delle SS Aloise Lange. Deciso a vendicarlo, e sapendo che l'ex-nazista si nasconde da qualche parte negli Stati Uniti, si mette in caccia. Durante il viaggio però molti incontri e alcuni eventi lo porranno di fronte a un percorso di autocoscienza e di riconciliazione che richiederà, in finale, delle scelte.   

C’è tutto il cinema di Sorrentino e c’è altro, non è la sua opera migliore, ma forse la sua più matura e consapevole, quella che verrà amata e celebrata col tempo (come "Paris, Texas" del citato Wenders, di cui qui ritroviamo Harry Dean Stanton). Allo stesso tempo non c’è la struttura circolare, vorticosa a cui il cineasta ci ha abituato: la centralità del personaggio attorno a cui tutto precipita o cambia, qui trova un percorso orizzontale, lineare, in cui luoghi, personaggi e storie vengono solo sfiorati, lasciandoti un paio di volte con l’amaro in bocca. Non un capolavoro, ecco, ma una presentazione in grande stile.

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 41/2011

Sean Penn ti incontra e ti dice: facciamo un film insieme. È un po’ come se a un allenatore Maradona avesse detto: voglio giocare per te. Ovvio che gli costruisci la squadra attorno, i tuoi schemi in fondo possono passare in secondo piano. Così fa Paolo Sorrentino, regista che ci ha abituato a una regia che è personaggio del film essa stessa. Qui fa un passo indietro: la sua mano, il suo sguardo, la sua ironia malinconica e solo apparentemente un po’ nichilista ci sono, ma non si mostrano sfacciati come al solito. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Viola96 scritta il 15/10/2011 - utile per 36 utenti

Voto al film: voto buono

La prima cosa che si nota guardando l'ex rockstar Cheyenne non sono le sue labbra increspate di rossetto o la sua capigliatura tremenda,ma bensì i suoi occhi blu,come il cielo e come il mare. In contrapposizione con la sua anima nera. O almeno così sembra. Sean Penn era stato chiarissimo sulla figura di Cheyenne,dicendo che "Sorrentino fa film veloci su personaggi lenti". E Cheyenne ha una vinta lenta e silenziosa,un'esistenza sterile,chiusa nella sua tremenda noia,che scambia incessantemente per depressione. This Must Be The Place è un film immenso,un poema eterno e incessante sulla monotonia della vita e la ricerca di sè stessi. Riesce ad essere un'esperienza mistica,che riesce a portarci alle origini dell'animo umano e a diventare un vero e proprio film alla Sorrentino. La prova di Penn è eccellente. Nella scena in cui sbraita contro David Byrne,in un cameo in cui interpreta se stesso,sembra che la pelle gli si possa staccare da un momento all'altro dal corpo e che possa decomporsi davanti agli occhi degli spettatori. La caccia al nazista diventa il fondamento della storia e vero motore della vicenda. Ma come in ogni film di Sorrentino, è il personaggio ad essere più importante della storia,molto più importante. Tutto il film è costruito su genesi,conflitto,fine e sviluppo dei fantasmi di una rockstar che si sente poco amata e medita un'esistenza lenta e impossibile. Cheyenne si fa cacciatore di nazisti. Sorrentino è un regista geniale e controverso anche perchè riserva pizzicotti,qualunque cosa faccia. Anche in questa trasversale interpretazione della vita come viaggio on the road riesce a modificare ulteriormente la sua idea di cinema estremo,portato oltre ogni limite. Chi prende come una provocazione questo film,però dovrà stare alla larga dalla sala. L'ennesima figura stigmatizzata e stigmatizzante creata da Sorrentino non ha i patetismi e i didascalismi tipici del genere. Lui "scrive stronzate per ragazzini depressi" e basta. Non è un innocente,ma non lo si può considerare del tutto colpevole. Inanzitutto è una figura che non si dimentica. Tralasciando tutti i vari insegnamenti sulla Shoah,Sorrentino non prende posizione e con un finale forte,estremo e potente,ridà voce a tutti i milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto. Una voce che grazie a Cheyenne ha ripreso a cantare e a risuonare nell'aria. Quello di Sorrentino è un cinema classico che riesce a lasciare un'impronta nel moderno e a non addomesticare una figura audace e voluta come quella del protagonista. Ma di fronte alla prova di Penn,non si può non notare un cast eccellente: da Frances McDormand,attrice eccelsa,che fa una prova equa alle sue capacità;a Eve Hewson,figlia di Bono Vox degli U2,a Judd Hirsch. Sorrentino non ha motivi caustici per il suo film,non vuole incolpare nessuno. O meglio vuole incolpare tutti. Parlando della Shoah riesce a fare luce sulla modernità con i suoi problemi (figli con paure e mamme spaesate, uomini che scappano da un destino difficile, adolescenti che si comportano come adulti e adulti che sono rimasti bambini e che magari si scoprono adulti,solo dopo aver finito la propria missione,o quello che più ci si avvicina): Meditate che questo è! O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi.

P.S. In queste settimane sono stato un pò assente a causa di un virus al pc. Ma ora sono con voi più che mai.
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SI

Opinioni su This Must Be the Place


12 maggio 2013 Opinione di GIMON 82 su "This Must Be the Place"
GIMON 82

Visionarieta' "precotte",paesaggi "terreni" infiniti. Rombi di motore SUV,eterni Peter Pan dal trucco "metallaro". Il "transfer" americano di Paolo Sorrentino si riduce cosi'. Elementi consoni ad un cinema ambizioso,ridotti a "novella" pretenziosa. L'idea di base sfrutta i pretesti per una sorta di ricongiunzione edipica,quasi "post mortem". Il confronto con aguzzini "passati" scorre nelle vie americane,sulle note di brani "pop" e immagini "virtuose". Tutto diviene capolinea d'un essenza...

voto al film: GIMON 82 assegna il voto mediocre a This Must Be the Place (2011)

2 commenti
[utile per 6 utenti]

25 aprile 2013 Opinione di Luke Vacant su "This Must Be the Place"
Luke Vacant

Sorrentino è un signor regista che sa il fatto suo, che sa cosa vuole dire e che possiede i mezzi giusti per farlo. Anche questo suo "This must be the place" è un grande film, il viaggio di un ex divo del rock, un doppio viaggio perché oltre alla ricerca del carnefice di suo padre è anche alla ricerca di se e per sconfiggere un senso di colpa generale che lo attanaglia. Incontri, luoghi, situazioni, tutto non è lasciato al caso ma segue un suo schema ben preciso dove ogni cosa, anche la...

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a This Must Be the Place (2011)



15 aprile 2013 Opinione di marcopolo30 su "This Must Be the Place"
marcopolo30

È vero, come hanno scritto in molti, che in “This Must Be the Place” c'è tutto il cinema di Sorrentino. La cura per il dettaglio, per l'inquadratura migliore e mai banale. E una fotografia eccezionale. Sfortunatamente c'è anche un malcelato desiderio di impressionare, di segnare il terreno, per dirlo di una maniera, che finisce col prendere il sopravvento sulla storia raccontata. Non malissimo nel complesso, ma lontano è il punto zenit raggiunto con “Il divo” tre anni prima....

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a This Must Be the Place (2011)


7 aprile 2013 Opinione di Stuntman Miglio su "This Must Be the Place"
Stuntman Miglio

RAPIDE IMPRESSIONI PER REGISTRAZIONE Dai, siamo seri. Veramente vogliamo lasciarci condizionare dal fatto che quel genio di Sorrentino si sia prestato ad una produzione mainstream per bocciare un film come "This must be the place"? Veramente, non si può sentire. Poi hai voglia a parlare d'impersonalità, d'esercizio di stile ed altre belinate simili ma la verità è che il buon Paolo non ce lo meritiamo e all'estero se ne sono giustamente accorti. Al momento, in Italia, non c'è un solo...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a This Must Be the Place (2011)

nessun commento
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1 aprile 2013 Opinione di marinablu su "This Must Be the Place"
marinablu

La magnifica performance di Sean Penn è ciò che salva questo film. L’ecclettico attore si cala nei panni di Cheyenne una rockstar di origine ebrea ormai decaduta che da venti anni si è ritirata dal palcoscenico e nonostante tutto continua a truccarsi e acconciarsi come ai tempi di gloria, all’improvviso riceve la notizia che il padre, con il quale non parla da trent’anni, sta morendo, purtroppo arriva tardi e tutto ciò che gli rimane è un corpo esanime su un letto e un diario...

voto al film: marinablu assegna il voto sufficiente a This Must Be the Place (2011)

3 commenti
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25 marzo 2013 Opinione di tobanis su "This Must Be the Place"
tobanis

Scopro di essere un fan di Sorrentino, il regista, dato che ai suoi 4 film precedenti (gli unici che ha fatto) ho dato sempre 8 . Qua, no. Film incompiuto, inconcludente. Non basta mettere assieme un ottimo regista, un attore fenomenale, Sean Penn, che va in giro come Robert Smith dei Cure (qua in effetti è il vecchio leader di una band, citazione esplicita), un buon cast. Manca la storia, sarebbe da dire. In realtà, una storia c’è, un calderone dove c’è un po’ di tutto, un menù...

voto al film: tobanis assegna il voto sufficiente a This Must Be the Place (2011)



22 marzo 2013 Opinione di supadany su "This Must Be the Place"
supadany

L’avventura internazionale di Sorrentino era molto attesa ed il risultato finale non è certo appagante al 100%, ma ci sono parecchie considerazioni da fare al riguardo, almeno a mio avviso. Innanzitutto non ci si può sempre aspettare la magia grottesco/visionaria dei suoi film migliori (e soprattutto certe esperienze sono garantite storicamente solo quando vi è un’indipendenza assoluta che qui, con un budget di 30 milioni di euro, non vi può essere), in secondo luogo questa è...

voto al film: supadany assegna il voto buono a This Must Be the Place (2011)

nessun commento
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13 marzo 2013 Opinione di dollyfc su "This Must Be the Place"
dollyfc

E' impressionante. Al termine del film è il primo commento che mi viene in mente. E' impressionante che un film che inizia con molta lentezza, a volte additittura senza senso , con personaggi caricaturali , e non mi riferisco solo a Cheyenne , poi abbia calamitato la mia attenzione fino quasi ad ipnotizzarmi. In questo lavoro c'è tutta la società moderna con le sue debolezze e le sue contraddizioni, gli eccessi e per assurdo tutto il vecchio che rimane incastonato anche nelle nuove...

voto al film: dollyfc assegna il voto buono a This Must Be the Place (2011)

nessun commento
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26 novembre 2012 Opinione di Blue Velvete su "This Must Be the Place"
Blue Velvete

Quando uscì questo film ero così entusiasta di vederlo,ma poi appena l'ho visto mi sono sentito come un pallone bucato. (ho visto gente addormentarsi al cinema,giuro!) ... A volte mi faccio troppe aspettative! Voto 6

voto al film: Blue Velvete assegna il voto sufficiente a This Must Be the Place (2011)


28 ottobre 2012 Opinione di minihupp su "This Must Be the Place"
minihupp

      Il film è buono perché Sean Penn interpreta alla grande il protagonista: una  ricca rockstar decaduta, che ha mantenuto la sua innata anima e sensibilità artistica che si esprime ormai  al di fuori del palco, nel quotidiano, anche per strada,  in movimenti ed attraverso un eloquio segnati da un passato di dissolutezza:  pur non avendo mai fumato e non avendo mai potuto sopportare gli aghi, egli rivela di aver abusato di eroina.     Bella la fotografia.  ...

voto al film: minihupp assegna il voto buono a This Must Be the Place (2011)

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