Melancholia (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Melancholia: minimo
Ritmo ritmo in Melancholia: presente
Impegno impegno in Melancholia: forte
Tensione tensione in Melancholia: forte
Erotismo erotismo in Melancholia: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Melancholia

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Melancholia (voti: 160 media: 3,75) 160

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locandina di Melancholia

Clip 5 | Non serve a niente andare in paese

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15/04/2013

Dizionario dei film 2012 ("Melancholia")

Melancholia di Lars von Trier Qualche tempo fa, accingendomi a scrivere sul sito il mio personale pensiero su Antichrist, la sua precedente sofferta fatica cinematografica,...

di Travis Bickle 1979

La trama

Dopo il ricevimento di nozze di Justine (Kirsten Dunst), questa cade in depressione e la sorella Claire (Charlotte Gainsbourg) la assiste. Intanto un misterioso pianeta minaccia di entrare in collisione con la Terra. 

Lars von Trier mette in forma, nuovamente, dopo Antichrist, la sua melanconia: per Freud lutto eterno, impossibile da elaborare. Rivolto contro se stessi. E lo fa con un’opera che annuncia l’Apocalisse sin dalle prime inquadrature, tableaux vivants che sono un memento mori di impressionante forza pittorica, sulle note del Tristano e Isotta, un riassunto di ciò che accadrà. Ovvero un kammerspiel stilizzato, sfrontato e dolorosissimo, se si è disposti ad accettare l’idea di cinema dell’autore. Se non si chiede al cinema di adeguarsi alla propria visione, se gli si concede di dare fastidio. Perché Melancholia travolge i limiti che si pone (il finale ineluttabile, il montaggio cubista, i personaggi caricaturali, l’abituale schema antiborghese). Perché questo è un esempio altissimo di opera visceralmente espressionista ed esistenzialista, che violenta l’ironia imperturbabile del Cinema Post Tutto e lotta per dare forma a un sentimento. Chapeau.

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La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 42/2011

«Ed è così che il mondo finisce». Con uno schianto, dopo un piagnisteo. Lars von Trier mette in forma, nuovamente, dopo Antichrist, la sua melanconia: per Freud lutto eterno, impossibile da elaborare. Rivolto contro se stessi. E lo fa con un’opera che annuncia l’Apocalisse sin dalle prime inquadrature, tableaux vivants che sono un memento mori di impressionante forza pittorica, sulle note del Tristano e Isotta, un riassunto di ciò che accadrà. Ovvero un kammerspiel stilizzato, sfrontato e dolorosissimo, se si è disposti ad accettare l’idea di cinema dell’autore. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Viola96 scritta il 21/10/2011 - utile per 27 utenti

Voto al film: voto buono

A Melancholia non si crede fin da subito. Quelle immagini iniziali strazianti,pieni di lamenti e tormenti dell'animo,quasi quadri surrealisti. Andiamo! Quella sposa in abito bianco che non sa che i suoi ultimi giorni son vicini. Quell'uomo che non riesce a distogliere lo sguardo dal suo amore. Quel matrimonio vinterbergeriano(impossibile non pensare a Festen). Eppure,nel suo lento e inesorabile scandirsi di battiti cardiaci,sospiri e starnuti,riesce a realizzare un'ode profonda alla filosofica ricerca della tranquillità su questa terra. Melancholia è un epitaffio fulmineo al Pianeta Terra,con una trasgressiva intemperanza e un dogmatico(perchè di Dogma si tratta) uso della cinepresa come arma affilata per infliggere colpi su colpi agli spettatori. Von Trier è quel danese che non ti aspetteresti mai possa ancora stupirti dopo essersene uscito fuori con sparate non molto signorili al festival di Cannes. Eppure,involatosi come nuovo Hugo,dallo strabiliante talento cinematografico troppo spesso mascherato dalle sue interminabili provocazioni,Von Trier forse non sforna il suo miglior film,ma sicuramente dà una grande prova di stile,riuscendo a non cadere nei didascalismi hollywoodiani sul cinema catastrofico. Qui,infatti la catastrofe più che reale,imminente è mentale. I personaggi,altra grande genialità del regista danese,sono tutti collocati sullo sfondo,senza approfondimento psicologico. Il vero protagonista della vicenda narrata è il pianeta che si sta avvicinando inossidabilmente alla Terra. La presenza dei tratti stilistici classici del regista di Dancer in the Dark,tra cui le grandi inchieste mentali,l'esuberanza stilistica e la manualità fulminante delle inquadrature più profonde,risulta proverbialmente efficace,specialmente quando il film prende una svolta diversa da quella che ci si poteva aspettare. La surrealità del matrimonio tra due giovani che aspettano una vita insieme viene occultata dalla notizia che un pianeta si sta inossidabilmente e minacciosamente avvicinando alla terra. Se la malinconia è la felicità d'essere tristi,Von Trier è l'uomo più felice del mondo. Son sempre i rapporti familiari quelli che Von Trier sa sviluppare meglio. Delle due sorelle non si sa poi un granchè,si sa solo che sono in lite e che la loro unione vacilla. Ed è qui che Von Trier riesce sublimemente ad offrirci uno spaccato del destino dell'umanità,in versione esageratamente apocalittica e decisamente iperrealista. Si rifiuta di credere a Melancholia,perchè ammettere che,come sosteneva Travis Bickle "un giorno arriverà un nuovo giudizio universale che spazzerà via i mali di questo mondo",è impossibile. Meglio lasciarsi sprofondare. Von Trier,in forma filosofica perfetta,realizza un sentito omaggio alla Natura. Dopo il capolavoro Antichrist,in cui la natura era maligna e perversa,qui diventa una madre amorevole in attesa dei propri figli,salvo poi rilasciare sorprese non troppo piacevoli. Melancholia non è un capolavoro,ma bensì un film eccitante e ricco di suspance e pathos,pur potendo sembrare palesemente fermo. Insomma,tra Wagner e Tarkovskij c'è anche Lars Von Trier.
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SI

Opinioni su Melancholia


20 maggio 2013 Opinione di Scarlett Blu su "Melancholia"
Scarlett Blu

Voglio partire con una premessa: questo è il secondo film del regista che vedo. Il primo era stato Dogville, e l'impatto era stato dei più negativi, tanto che mi ero ripromessa di non accostarmi mai più a un' opera di questo regista. Ebbene, Dogville non mi era piaciuto; mi ero sentita palesemente presa in giro dalla palese finzione, e credo anche di aver avvertito un sottile senso di colpa e forte fastidio. Dico questo per farvi capire lo stato d'animo con cui mi sono avvicinata a...

voto al film: Scarlett Blu assegna il voto buono a Melancholia (2011)

7 commenti
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17 maggio 2013 Opinione di Badu D Shinya Lynch su "Melancholia"
Badu D Shinya Lynch

La fine e basta. Un'opera disintegrata e disintegrante. La fine dell'umanità, della malvagità, della borghesia e della speranza. La miglior apocalisse del cinema, delle convenzioni sociali e dell'esistenza umana - se di (vera) vita possiamo parlare. Dio e la scienza sono importanti? Contano veramente? No, sono ininfluenti : non hanno abbastanza potere per fermare la catastrofe imminente, non sono la "verità ultima" che salverà la popolazione mondiale. La verità salvifica la possiede il...

voto al film: Badu D Shinya Lynch assegna il voto ottimo a Melancholia (2011)

8 commenti
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9 aprile 2013 Opinione di spopola su "Melancholia"
spopola

Qualche tempo fa, accingendomi a scrivere sul sito il mio personale pensiero su Antichrist, la precedente, sofferta fatica cinematografica di Lars Von Trier, partii da un’analisi più generale che credo valga la pena riprendere quasi integralmente pure in questa occasione, poiché mi sembra che poco sia cambiato riguardo a ciò che avevo evidenziato allora, e che il discorso resti di conseguenza assolutamente pertinente (e forse ancora di più) anche se ricondotto a questa sua ultima...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Melancholia (2011)

15 commenti
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3 aprile 2013 Opinione di tobanis su "Melancholia"
tobanis

Film bello, per carità, anche più che bello, ma triste, triste, ma di una tristezza definitiva, senza speranza. In pratica, quello che sembra un pianeta errante (chiamato Melancholia, appunto) è in rotta verso la Terra. Dovrebbe mancarla, regalando uno spettacolo incredibile, dato che è parecchio più grande di noi, ma invece, contro tutte le leggi della fisica, ci prende in pieno e tanti saluti. Non svelo nulla, dato che questo è l’inizio del film. Dopo di che, il film inizia, prima...

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Melancholia (2011)

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28 marzo 2013 Opinione di mck su "Melancholia"
mck

( l’avviso di spoiler mi sembra pleonastico e un filo ridondante, ma tant’è : “!” )   * * * * ¾   Quando Melancholia decise di suicidarsi sulla Terra. Giù la testa, coglioni.   In fondo, una specie intelligente e senziente che ha speso parte delle sue energie e proprietà cognitive per inventare i campi da golf e le relative caddy golf cart, altro non merita che d’estinguersi.   Intro. " http://www.youtube.com/watch?v=jc-hWAbJWhg ", video amatoriale, semplice...

voto al film: mck assegna il voto ottimo a Melancholia (2011)

15 commenti
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19 marzo 2013 Opinione di vjarkiv su "Melancholia"
vjarkiv

Apocalisse siderale, metafora dell' apocalisse dei sentimenti. Cupezza che lega in una sorta di trilogia della distruzione interiore Melancholia, Antichrist e Dancer in the Dark. Un visionario meraviglioso prologo di "staticità in movimento" che ci annuncia le parti salienti del film fino all'impatto finale, con la struggente musica Wagneriana. Un primo atto in cui la falsa felicità  di un matrimonio alto-borghese (riferimento a Festen di Dogmatica memoria?) viene annichilita dal "male...

voto al film: vjarkiv assegna il voto buono a Melancholia (2011)

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16 marzo 2013 Opinione di alexio350 su "Melancholia"
alexio350

È il giorno del suo matrimonio e Justine - una splendida Kirsten Dunst - dovrebbe essere felice: ha un marito che la ama alla follia, e sogna con lei un futuro splendente sotto le fronde degli alberi di melo; è circondata dalle persone a lei più care; dulcis in fundo, il suo datore di lavoro, presente alla cerimonia, le annuncia che è stata promossa ad "art director". Ma Justin soffre di "melancholia", una forma di depressione che costringe i suoi occhi al vuoto; che la spinge, nel...

voto al film: alexio350 assegna il voto buono a Melancholia (2011)

2 commenti
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15 marzo 2013 Opinione di supadany su "Melancholia"
supadany

Lars Von Trier colpisce ancora, un cinema al limite dell’impossibile, tumultuoso ed impervio, abbina qui lo spirito antiborghese all’armageddon dell’umanità, risultando eccessivo ed anche de­leterio al tranquillo vivere, senza paura di prestare il fianco, al punto di essere cacciato da Cannes per dichiarazioni indifendibili (persone così mi fanno comunque tanta paura), quando poi la Dunst si è portata a casa il premio come miglior attrice (sacrosanto e sorprendente, non so quale...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Melancholia (2011)

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13 marzo 2013 Opinione di Cantagallo su "Melancholia"
Cantagallo

Anche io ho voluto rivederlo una seconda volta per accertarmi della prima impressione avuta, ovvero di un film sconvolgente, che rimarrà per me un riferimento non solo cinematografico ma anche puramente concettuale. Che sia metafora della depressione o della morte, che stia puntando dritto contro l’umanità intera o contro di te soltanto, quando il pianeta Melancholia arriva non puoi spostarti. Lars Von Trier non fa nulla per indorare la pillola, il suo nichilismo è autentico, eppure il...

voto al film: Cantagallo assegna il voto ottimo a Melancholia (2011)

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4 marzo 2013 Opinione di look67 su "Melancholia"
look67

Riesce perfettamente nell'intento di provocare una solida depressione, che è esattamente quello che voleva l'autore, come si evince innegabilmente dal titolo (visto che nessuno al mondo chiamerebbe Melancholia un pianeta in rotta di collisione con la Terra...). Quindi, considerate anche alcune scene riuscite e la buona prova di tutti gli attori, si può considerare un'opera riuscita... nel suo genere.

voto al film: look67 assegna il voto sufficiente a Melancholia (2011)




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