Womb (2010)
Con Eva Green, Matt Smith, Lesley Manville, Peter Wight, István Lénárt, Hannah Murray, Ruby O. Fee, Tristan Christopher, Jesse Hoffmann, Natalia Tena
La trama
Quando Rebecca (Eva Green) e Tommy (Matt Smith) si rincontrano da adulti, la scintilla fa riaccendere il loro amore. Ma la fortuna non è dalla loro parte: Tommy muore presto in un incidente. Il dolore di Rebecca è tale che decide di usare i discussi servizi offerti dal "Dipartimento di Replicazione Genetica", un istituto che le impianta nell'utero un clone di Tommy cui lei darà la vita. La (ri)nascita del suo amato la rinchiude in una vita a due dove le sembra di aver trovato tutto ciò che chiedeva. Ma le conseguenze di quest'amore non mancheranno di farsi sentire e di pesare man mano che il tempo passa e Tommy cresce.
Evoluzione del mito di Edipo, Womb è Sci-Fi contemplativa, tarkovskijana, interessata all’uomo, alla carne viva e morente, alla biologia, è un’opera imperfetta dipinta con insana grazia pittorica, conscia che la ripetizione è una forma di cambiamento, orchestrata intorno a simboli perturbanti (il dinosauro giocattolo, la lumaca, gli scarafaggi, gli animali forse estinti) e abitata da due interpreti semplicemente sublimi. Perché sanno implodere o esplodere di dolore, non sottraendosi mai alla propria grottesca, ambigua, inquieta natura.
FLUTTUANDO SULL'ACQUA
Con una storia girata al di fuori del tempo e nel freddo paesaggio di un inverno nel Mar del Nord, Womb è un film che fluttua su uno dei temi più cari alla modernità: la clonazione. Non è casuale infatti che uno degli elementi che si ripresenta sotto varie forme in tutta la pellicola sia l'acqua: ricollegandosi sia ai primi esseri viventi sulla Terra sia al liquido amniotico in cui per nove mesi cresce un bambino, l'acqua del mare che circonda la palafitta in cui vive Rebecca diviene il simbolo della nuova sorgente di vita, artificiale e surreale al tempo stesso. Eludendo la fantascienza, i cloni voluti da Benedek Fliegauf non sono altro che esseri umani dotati di sentimenti e paure, paragonabili solo ai gemelli identici. Con il solo potere delle mappe genetiche e senza caratteristiche da automa, questi cloni hanno però la forza di cancellare l'idea di passato e futuro per convogliare in un eterno presente, condotti dai misteri e dalla chimica dell'amore.
MITO ED ETICA
È l'amore che lega i due protagonisti a rompere tabù e regole sociali, rendendo la storia più simile a una favola o a un mito. Non a caso, si ritrovano echi di Orfeo ed Euridice, i due amanti della mitologia classica capaci di sfidare le suddivisioni preesistenti tra il regno dei vivi e quello dei morti, usando come unica arma il sentimento che li unisce e che risponde a uno schema chimico universale che determina la vita di chiunque.
Così come Orfeo affronta l'Ade e l'ira di Persefone in nome delle ragioni del cuore, anche Rebecca sfida la logica razionale in nome del "come sarebbe stato se". Lasciandosi guidare dalla passione, ricorre alla clonazione per generare una nuova vita che ridia senso alla sua, fortemente ancorata a eventi che le sono occorsi ben 12 anni prima. Si potrebbe parlare di un atto egoistico ma l'idea del regista era di farne invece un esempio di grande altruismo: riportare un essere umano in vita gioverebbe in primo luogo allo stesso, tornato sulla terra per poter vivere l'esistenza che gli è stata negata una prima volta, e non a chi ha deciso di farlo rinascere.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 28/2012
L'opinione più votata
Di yume scritta il 28/06/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
E’ un mito che torna e convive con gli uomini e la scienza dei tempi nuovi, è il potere universale dell'amore testato su un clone.
Una pre-condizione era fondamentale,essere convinti che i cloni nel grembo “non sono riproduzioni artificiali, ma esseri umani come noi, vita pura”, afferma il regista aprendo sul primo piano di una dolcissima Rebecca (Eva Green) che parla al suo grembo gravido:
“E’ finita, io ti parlerò sempre, non importa se tu non dirai niente. Solo perché sei andato via non significa che tu non sei qui. Forse quello di cui avevo bisogno era questo dono, quello che mi hai dato alla fine.”
Le mani lo accarezzano, tra poco nascerà di nuovo Tommy, un amore infantile divenuto adulto e strappato troppo presto alla vita da un tragico incidente.
La clonazione in cambio della lira di Orfeo, il “Dipartimento di replicazione genetica” al posto di Ade e Persefone, signori degl’Inferi, la catabasi di Rebecca verso l’Ade, il ritorno con l’essere amato e la stessa sfida di Orfeo ai tradizionali topoi consolatori (la morte va accettata in quanto, prima o poi, dovrà venire)
“He could be here with us again.
Life has given us this opportunity…“
Rifiutare il potere della morte, sfidare le sue leggi ineluttabili.
Benedek Fliegauf ha dichiarato di essersi ispirato al mito di Orfeo cantato da Ovidio:
“Ritessete il filo prematuramente spezzato della vita di Euridice”[1]
Raffinata fonte di ispirazione per un mito eterno, che in Ovidio si scrolla del pathos esasperato da cui è sempre avvolto. C’è “un non so che di triste”[2] nella vicenda dei due amanti, una volta riuniti si scambiano solo occhiate, mai parole.
“Why did you do it?
Why did you do this thing?”
E’ la domanda di Tommy, tremenda, alla madre/sposa.
“I don’t know who you are. Or who I am.”
Chi sono io? E chi sei tu?
“What more could you want? You’re here.”
Tu sei qui, cosa vuoi sapere di più?
Valicare l’abisso che separa il mondo dei vivi da quello dei morti è il mito dei miti, ha radici lontane, in pratiche sciamaniche associate alla musica e agli effetti estatici da questa prodotti.
La magia della musica diventa, con Orfeo, la magia dell’amore. Dunque l’amore come potere di trionfo sulla morte, la discesa fra i morti come apportatrice di nuova vita, ma anche di una conoscenza più profonda della condizione umana.
“…Non c’è montagna, non c’è dio, c’è
il ricordo
della mia vita spezzata, di me squarciata nel sonno,
il bambino tratto in salvo
accanto a me fra i dottori, una parola
di salvezza nei grandi occhi…[3]”
Muriel Rukeyser elabora il motivo della rigenerazione oltre la morte identificando se stessa con Orfeo nel travaglio del parto. ESPANDI +
- negative [7]
- sufficienti [1]
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26 maggio 2013 Opinione di catsandbears su "Womb"
C'e' tutta la forza dei suoi paesaggi, del mare e dell'amore in "Womb". Un film che si sviluppa tra tabu', un futuro incerto e vecchi retaggi. Il risultato e' un film bello e poetico, anche se difficile in alcuni frangenti. Eva Green bellissima in una grande prova drammatica.
voto al film: 
22 maggio 2013 Opinione di Stuntman Miglio su "Womb"
Difficile immaginare un gesto d’amore più estremo di quello raccontato in “Womb”. Potere della nuova tendenza sci-fi, quella filosofica-autoriale in grado di trattare generi ed argomenti estremi, sempre ad un passo dal dilemma etico/morale. Fra quelli visti, penso ovviamente a “Moon” ma anche ad “Another Earth”, “Non lasciarmi”, “Gattaca” e altri (magari “Inception”, perché no?). Copioni brillanti al servizio di giovani registi di talento che hanno saputo...
voto al film: 
13 maggio 2013 Opinione di amandagriss su "Womb"
Quale il desiderio più grande per un essere umano verso il proprio amato se non quello di condividere con lui, fin dai primi vagiti, la vita intera, vederlo nascere, crescere, godere del privilegio di essergli accanto, fargli sentire costantemente la sua premurosa presenza? Esistere in simbiosi, con chi è l’unica ragione, l’unico senso di una vita senza senso, respingente, vuota, desolante e spesso beffarda. Ecco allora la scienza farsi avanti, capace di riportare indietro le...
voto al film: 
24 febbraio 2013 Opinione di Kurtisonic su "Womb"
Il desiderio dell’uomo di creare un essere simile e perfetto che lo avvicini all’immortalità spirituale e fisica si è manifestato presto nel cinema, traducendo nell’immagine di Frankestein dall’omonimo romanzo dell’ottocento, un sogno che immancabilmente si frantumava su di una realtà neanche così complessa e articolata come quella odierna. L’evoluzione cine-tecnologica dalla quale Frankestein deriva, muta nella robotica la sua massima espressione, dall’intelligenza...
voto al film: 
6 gennaio 2013 Opinione di Mulligan71 su "Womb"
Sorprendente variazione sul tema della clonazione umana, vista esclusivamente sotto il profilo emozionale, dei sentimenti che portano a una possibile aberrazione o ad una diversa forma d'amore. Tutto il resto, tutto il tecnologico, la collocazione temporale, scompare in un film che sta in piedi come una casa su una palafitta sopra un mare calmo o tempestoso, pitturato di vento, pianto e carne. Immaginifico sotto questi aspetti, fin troppo spoglio, forse, nella storia, che tende a implodere...
voto al film: 
9 dicembre 2012 Opinione di stenlio su "Womb"
Insulsamente greve, insostenibile clone incestuoso. Molto peggio di Benjamin Button, perchè claustrofobicamente monocorde, ad una sola direzione, senza spiragli..
voto al film: 
13 novembre 2012 Opinione di GanaJuza su "Womb"
7 Una storia d'amore bruscamente interrotta. E riportata in vita solamente grazie alla clonazione. Fa riflettere molto soprattutto grazie alla figura della madre-amante. La fotografia è veramente bella, ripetuta ed in alcuni casi viene quasi ostentata (tipo la foto della casa sulla spiaggia)
voto al film: 
27 ottobre 2012 Opinione di vurdalak su "Womb"
film intrigante con una bellissima Eva Green. Riuscita la fusione sul tema caro ai surrealisti dell'amour fou con quello fantascientifico
voto al film: 
10 ottobre 2012 Opinione di alan smithee su "Womb"
Womb ("grembo") e' prima di tutto una lezione di regia che il pur non notissimo ma tosto regista ungherese Benedek Fliegauf ci fornisce con questa sua intrigante opera. Pellicola splendida in ambientazioni dalle stupefacenti inquadrature in cui nulla viene ripreso per caso e in cui la perfezione delle riprese, dei primi piani con sfondi marini desolati, polari ed artici, finisce per rendere suggestiva e valorizzare tutta una storia controversa, improbabile, quasi assurda ma in realta' mai...
voto al film: 
20 settembre 2012 Opinione di fefy su "Womb"
Un grande amore dell'infanzia troncato dalla separazione rinasce in età giovanile al momento in cui la giovane rientra nel paese natio. Una landa in cui vi è solo terra lambita dalle acque gelide del mare del nord, in Germania. La gioia immensa del ritrovarsi viene bruscamente interrotta dalla morte dell'amato. Siamo in ambio fantascientifico. Esiste la clonazione umana. Impossibile resistere a non ricreare la copia dell'amato perso troppo presto e ingiustamente. Ma tutto ciò si...
voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [1]
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