La Faida (2011)

[The Forgiveness of Blood, USA, Albania, Danimarca, Italia 2011, Drammatico, durata 109']   Regia di Joshua Marston
Con Tristan Halilaj, Sindi Lacej, Refet Abazi, Llire Vinca Celaj



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La Faida: assente
Ritmo ritmo in La Faida: assente
Impegno impegno in La Faida: assente
Tensione tensione in La Faida: assente
Erotismo erotismo in La Faida: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La Faida

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La Faida (voti: 16 media: 3,44) 16

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Trailer italiano ufficiale

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La trama

Nik e Rudina, 17 anni lui e 15 lei, sono fratello e sorella e vivono nel Nord dell'Albania. Coltivano i loro sogni e crescono come tutti i ragazzi della loro età: lui vorrebbe aprire presto un internet café, lei ambisce all'università. Ma una lite del padre con i vicini per questioni di terra scatena un putiferio e il padre è accusato di omicidio. La loro famiglia diventa così oggetto di terribile vendetta: il padre è costretto a scappare e le antiche leggi della tradizione tribale impongono che nessuno dei maschi di famiglia possa mettere il naso fuori di casa. Di colpo tutto poggia così sulle spalle di Rudina. Una situazione che non può essere tollerata da Nik. 

Ci sono registi che hanno un’anima popolare e un po’ bambina, che sanno inquadrare più e meglio di altri l’innocenza rapita di un’adolescenza vissuta nel modo e nel mondo sbagliato. Joshua Marston è uno di questi e lo aveva già dimostrato con Maria Full of Grace, struggente racconto di gioventù, ingiustizia e rabbia. Se l’incubo nell’opera precedente era la droga, qui è l’odio. Entrambe sono armi devastanti, irrazionali, incontrollabili. Marston sa raccontare quest’escalation dalla gioia al dolore con impietosa tenerezza, è aiutato da attori giovani con buona presenza scenica e bel talento e interpreti più anziani che hanno la storia che il regista vuole raccontare scritta su visi solcati dagli anni, dalla fatica e dal rancore.

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 34/2012

Ci sono registi che hanno un’anima popolare e un po’ bambina, che sanno inquadrare più e meglio di altri l’innocenza rapita di un’adolescenza vissuta nel modo e nel mondo sbagliato. Joshua Marston è uno di questi e lo aveva già dimostrato con Maria Full of Grace, struggente racconto di gioventù, ingiustizia e rabbia. Torna ora con La faida, che ritrova quel felice mix tra ingresso nell’età adulta, divertito e gioioso, e dramma di una società corrotta in cui le illusioni di chi si affaccia alla vita si spezzano. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 11/10/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Nik, diciassettenne e Rudina , quindicenne in un paesino albanese conducono  una vita costellata di sogni( aprire un internet cafè per lui e studiare all'Università lei, visto che è così brava a scuola) che si scontra quotidianamente con una realtà piuttosto avara di soddisfazioni.
Un fatto  sconvolge le loro vite: il padre è implicato nell'uccisione di un vicino per futili motivi e fugge per non farsi arrestare. La famiglia dell'ucciso medita vendetta  e il bersaglio sono proprio i membri maschi della famiglia. Nik si ritrova così recluso in casa suo malgrado, Rudina deve fare il lavoro che faceva il padre.
E' la dura legge della faida, un occhio per occhio / dente per dente che ha ancora la sua ragione d'essere nella campagna albanese.
Se la Cina non è mai stata così vicina idealmente , conLa faida di Joshua Marston, regista californiano rimasto affascinato chissà perchè da questa storia di vendette dal sapore tribale, ci accorgiamo di quanto possa essere lontana l'Albania nonostante la sua vicinanza geografica.
E notiamo anche di quanto sia un Paese a diverse velocità: quella del carretto di Rudina che consegna il pane tutte le mattine al ritmo placido del suo cavallo , quella dei concorrenti che consegnano molto più velocemente di lei con l'auto, rubandole il lavoro, o la confusione di Scutari che a confronto pare una metropoli.
La faida  è una storia di sogni spezzati, di angeli a cui hanno strappato le ali, la vendetta che deve essere perpetrata per ua questione d'onore è un qualcosa che lega l'uomo al suo lato bestiale , ma soprattutto lo lega a un passato sanguinario fatto di rituali al di sopra delle leggi attuali.
La cosa che stupisce infatti è che in questa storia la presenza della polizia e della legge è solo un dettaglio e viene fatto tutto alla luce del sole, non viene nascosto nulla.
E' certo solo che il sangue debba essere ripagato con altro sangue, come è chiaro che da questa storia è impossibile uscire: deve il padre stare in prigione per restituire la libertà ai suoi figli, o devono i figli sacrificare le loro vite per garantire la libertà al padre?
Non c'è soluzione.
La faida è un film che fa del realismo la sua cifra stilistica dominante: i due attori che interpretano Nik e Rudina pur avendo non indifferente presenza scenica conservano il loro approccio da  non professionisti, i loro sono i sogni rasoterra per i nostri standard eppure in un contesto ambientale e socioculturale del genere , conservano l'impalpabilità di qualcosa che non diventerà mai reale.
L'Albania descritta è un mondo a parte prigioniero di riti ancestrali conservati nei secoli ma che sente il bisogno urgente di modernizzarsi.
La faida racconta un pezzo di pianeta che vive a una velocità diversa rispetto agli altri.
(bradipofilms.blogspot.it)
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Opinioni su La Faida


1 febbraio 2013 Opinione di bluefalcon su "La Faida"
bluefalcon

Un'occasione non utilizzata in toto per descrivere a 360 gradi un mondo terribile, di cui tutti noi paesi europei mdoernizzati ed emancipati da ataviche tradizioni che rappresentano più una disgrazia che altro, paghiamo il prezzo. E il prezzo è la violenza dei cosiddetti profughi che purtroppo per loro non si adeguano alla società mitteleuropea e che per giunta finiscono per essere sfruttati sui cantieri edilizi spesso pagati malissimo e per nulla assicurati contro gli incidenti. La...

voto al film: bluefalcon assegna il voto sufficiente a La Faida (2011)


19 dicembre 2012 Opinione di stenlio su "La Faida"
stenlio

Tragedia un po' noiosa di un Medioevo più lontano che vicino, ma con sprazzi di intensità per evidenti meriti di regia. Musica molto bella.

voto al film: stenlio assegna il voto sufficiente a La Faida (2011)



11 ottobre 2012 Opinione di bradipo68 su "La Faida"
bradipo68

Nik, diciassettenne e Rudina , quindicenne in un paesino albanese conducono  una vita costellata di sogni( aprire un internet cafè per lui e studiare all'Università lei, visto che è così brava a scuola) che si scontra quotidianamente con una realtà piuttosto avara di soddisfazioni. Un fatto  sconvolge le loro vite: il padre è implicato nell'uccisione di un vicino per futili motivi e fugge per non farsi arrestare. La famiglia dell'ucciso medita vendetta  e il bersaglio sono proprio i...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La Faida (2011)

1 commento
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4 settembre 2012 Opinione di nickoftime su "La Faida"
nickoftime

In Albania esistono due anime. La prima guarda al futuro rivestendosi con la modernità urbanizzata, politica ed affaristica di Tirana, la capitale della nazione nella quale convergono gli interessi delle famiglie e dei clan dominanti, la seconda rurale, periferica e tradizionalista situata nella parte nord occidentale del paese ha nella città di Skutari il baluardo della morale e della tradizione. In quel territorio le istituzioni sono costrette a venire a compromessi con i codici di una...

voto al film: nickoftime assegna il voto buono a La Faida (2011)

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4 settembre 2012 Opinione di PompiereFI su "La Faida"
PompiereFI

Un cavallo da traino rimorchia Mark (Refet Abazi) e suo figlio Nik (Tristan Halilaj, nel film non ancora diciottenne). Percorrendo quotidianamente il sentiero che fende un terreno particolare, l’animale conduce i padroni fino al punto in cui i due sono costretti a scendere dal calesse per rimuovere dal confine alcune pietre messe lì da Sokol, l’attuale proprietario immobiliare. Il percorso è una scorciatoia utile a non far stancare troppo l’equino, ma Sokol non è dello stesso parere...

voto al film: PompiereFI assegna il voto sufficiente a La Faida (2011)

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3 settembre 2012 Opinione di alan smithee su "La Faida"
alan smithee

Il californiano Joshua Marston torna cittadino del mondo e dopo la Colombia e i suoi loschi traffici “all’interno” di “Maria full of grace”, questa volta gira il mappamondo e il suo dito indagatore si sposta nell’Albania più rurale e sperduta, ove analizzare le origini e l’evolversi di un conflitto estenuante tra due famiglie di agricoltori; tra di esse nasce il conflitto insanabile e violento: basta uno sgarro sulla abituale percorribilità di un sentiero di proprietà degli...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a La Faida (2011)

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1 settembre 2012 Opinione di Mulligan71 su "La Faida"
Mulligan71

L'odio antico e secolare delle faide, nell'Albania di oggi. Un racconto asciutto e scavato nei volti dei protagonisti, perfetti, nel bel film del regista di "Maria Full Of Grace". Un film di sguardi e di tensioni latenti, ma, soprattutto, di libertà, di voglia d'uscire da schemi antichi e incomprensibili per chi deve pagare per la follìa dei padri. Un film sul diritto di avere un futuro. Ma è amaro e con poca speranza. Bello.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto sufficiente a La Faida (2011)


13 agosto 2012 Opinione di OGM su "La Faida"
OGM

Una vita dimezzata. Spezzata da una contesa che blocca l’esistenza di un’intera famiglia. Succede ancora ai giorni nostri, in Albania, in virtù di un atavico codice di giustizia contadina, chiamato kanun, che prevede regole precise anche per le vendette di sangue. Nel corso di una lite per una questione di sconfinamento, Mark Landan uccide involontariamente Sokol Bala. Quest’ultimo non voleva che Mark attraversasse il suo terreno con la sua carrozza, usata per portare il pane alle...

voto al film: OGM assegna il voto buono a La Faida (2011)

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