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Hanna

Regia di Joe Wright vedi scheda film

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La recensione su Hanna

di lao
2 stelle

Cos’ha in comune Hanna( Saoirse Roman), una ragazzina allevata  dal padre Eric ( Eric Bana) in una capanna isolata  fra le selve innevate della Finlandia, con le favole dei fratelli Grimm? Lei in effetti non è andata a scuola, si è formata leggendo le loro storie e l’epilogo della sua complicata vicenda si svolgerà propria nella casa Grimm a Berlino. Ma i motivi dell’antica tradizione popolare rielaborata dai fratelli di Hanau riecheggiano soprattutto  nell’avventuroso affacciarsi di lei al mondo degli adulti: costretta da un oscuro motivo a uscire dal rifugio incantato di un infanzia protetta, deve affrontare da sola Paesi sconosciuti, sfuggire alle grinfie di una strega malvagia( Kate Blanchett), Marissa agente della Cia con molti scheletri nell’armadio, e combattere contro lupi e banditi malintenzionati, i killer   mandati dalla nemica sulle sue tracce. Al suo fianco gli immancabili aiutanti magici: il padre, una bizzarra famiglia britannica incontrata in Marocco e il custode del parco a Berlino.

 Whight, aduso a trasporre sullo schermo testi letterari ( “Orgoglio e pregiudizio”, “Espiazione”)e gli sceneggiatori, Lochhead e Farr, hanno in “Hanna” cercato una sorta di territorio neutro dove l’universo  dei generi cinematografici contemporanei potesse dare ospitalità a Capuccetto Rosso.  Purtroppo Capuccetto Rosso, riadattandosi ai tempi,  non è riuscito a sopravvivere alle peripezie obbligate  dalla spy story e agli arcani della manipolazione genetica fantascientifica: il rocambolesco viaggio della bambina Amazzone dalla base sotterranea in Marocco, dove è stata imprigionata da Marissa, fino alla Germania, non le dà modo di esprimere altre emozioni oltre all’ inverosimile stupore  di fronte al prodigio tecnologico di un bollitore per il tè in una modesta camera d’albergo  e a un divertito imbarazzo per un casto bacio; il bosco pieno di orchi pericolosi si riduce a fondale da cartolina per le performance di guerriera invincibile che lascerebbe presagire per lei  un sicuro avvenire da James Bond.  

 Nell’ipotizzare l’affrettato romanzo di formazione di una Cenerentola “sperimentale”  che sa a memoria l’Enciclopedia Britannica non si è ritenuto cosi indispensabile di dotarla né di  candore né di fragilità: del resto vedendola correre a perdifiato, saltare, uccidere, e dire solenne “Non ti ho preso il cuore”  pare che neppure lei ci abbia mai creduto davvero ai lupi cattivi del luna park. 

Per confronti e percorsi culturali suggeriti dal film cfv mio blog: http://spettatore.ilcannocchiale.it/post/2671444.html

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