Il cavallo di Torino (2011)

[A Torinói ló , Ungheria, Francia, Germania, Svizzera 2011, Drammatico, durata 150', b/n]   Regia di Béla Tarr
Con Volker Spengler, Janos Derzsi, Erika Bók, Mihály Kormos, Ricsi



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il cavallo di Torino: assente
Ritmo ritmo in Il cavallo di Torino: minimo
Impegno impegno in Il cavallo di Torino: molto forte
Tensione tensione in Il cavallo di Torino: presente
Erotismo erotismo in Il cavallo di Torino: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il cavallo di Torino

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il cavallo di Torino (voti: 42 media: 4,33) 42

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La trama

Il 3 gennaio del 1889 Friedrich Nietzsche uscì dalla porta del numero 6 di via Carlo Alberto, a Torino, e vide un vetturino malatrattare il cavallo del suo tiro che rifiutava di muoversi. In Nietszche, a quella vista, si ruppe qualcosa dentro: corse ad abbracciare il cavallo piangendo e precipitò nella follia, da cui non si sarebbe più ripreso.Del cavallo poi non si è saputo ovviamente più niente. La sua storia ce la racconta questo film che segue la vita del vetturino, della sua figlia e quella - naturalmente - dell'animale. 

L'opinione più votata

Di kikisan scritta il 28/11/2011 - utile per 27 utenti

Voto al film: voto ottimo

Difficilmente guardo i film al momento della loro messa in onda; normalmente ho l'abitudine di registrarli con l'intento di vederli quando ne ho voglia, il tempo, nonchè - eventualmente - per poterne sospendere la visione e riprenderla in seguito. Nella notte di venerdì "Fuori Orario" ha trasmesso in anteprima "Il cavallo di Torino" di Bela Tarr ed essendo un ammiratore del "molto particolare" regista ungherese, ho deciso di vedere il film in diretta. La trama è facilmente descrivibile: in una desolata landa (probabilmente la puszta ungherese) flagellata da un vento incessante, seguiamo le vicissitudini degli ultimi sei giorni di esistenza (?) di un uomo con il braccio destro paralizzato e della sua fedele figlia che cerca di accudirlo ed aiutarlo in tutte le sue azioni. Vi è anche un cavallo molto vecchio, che ogni mattina viene preparato per affrontare un viaggio verso non si sa quale destinazione e che puntualmente si rifiuta di mettersi in marcia. A dir la verità non è che l'uomo e la figlia insistano più di tanto nel tentare di farlo muovere. I sei giorni procedono sempre uguali ma con piccole mutazioni che preannunciano una sorta di imminente apocalisse. Vediamo la ragazza che si sveglia, va a raccogliere l'acqua dal pozzo, nel frattempo il padre si alza da letto e viene aiutato nella vestizione dalla figlia; prima di iniziare la giornata una bevuta di "palinka" (una sorta di grappa) due bicchierini l'uomo, uno la ragazza. Il cibo consumato è sempre il medesimo: una patata lessa a testa (l'uomo aggiunge anche un po' di sale). Terminato il frugale pasto, l'uomo si pone davanti ad una finestra a guardare l'esterno della casa.
Chi è interessato al film conosce sicuramente a cosa si riferisce il titolo "Cavallo di Torino" e l'alone di leggenda che permea la figura del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche riguardo questo episodio della sua vita, tanto più che una voce narrante ad inizio pellicola provvede a sottolinearlo; le mie conoscenze non sono tali per cercare di approfondire filosoficamente quanto vuole trasmettere Bela Tarr in questo suo (ultimo?) film, quindi mi limiterò a parlare della struttura del film e di eventuali rimandi a sue pellicole precedenti in particolare "Satantango" e "Le armonie di Werckmeister".
La monotonia e la ripetitività delle azioni fatte da padre e figlia in questi sei giorni ci viene mostrata con diverse posizioni della cinepresa; i particolari e gli anfratti della modesta casupola in cui essi vivono li scopriamo giorno dopo giorno, come del resto la stalla dove è ricoverato il vecchio cavallo. Si può dire che un marchio di fabbrica del regista ungherese, sia quello di prediligere lo sguardo verso gli ambienti, piuttosto che sui personaggi.
Enrico Ghezzi nella sua prefazione ci svela che il vento sferzante, prosciugante, annichilente e forse anche demoniaco viene prodotto dalle pale di un elicottero; probabilmente la medesima tecnica Bela Tarr la usa in Satantango nel documentare il ritorno dei due profeti-truffatori Irimias e Petrina (avanzano lungo le vie del paese accompagnati da mulinelli di foglie e spazzatura). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il cavallo di Torino


14 aprile 2013 Opinione di Badu D Shinya Lynch su "Il cavallo di Torino"
Badu D Shinya Lynch

A Torinói Ló (Il Cavallo di Torino) è il canto del cigno di Bela Tarr. Un film straordinario e immenso, che inquadra la quotidianità dell'essere umano ; la ripetitività dei gesti giornalieri e l'aspettativa inconscia che qualcosa di nuovo accada, che la normalità venga stravolta e acquisti un colore diverso - non necessariamente migliore o peggiore, ma semplicemente "differente", come una ventata d'aria fresca. Tutto ciò si sviluppa come se fosse una sorta di malattia esistenziale ;...

voto al film: Badu D Shinya Lynch assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

9 commenti
[utile per 12 utenti]

12 marzo 2013 Opinione di Saraghina su "Il cavallo di Torino"
Saraghina

Delusa da Sokurov, che tanto mi promette con le atmosfere che crea, i colori , le inquadrature...capito per caso su Bela Tarr, e come primo film scelgo il cavallo di Torino. Ora citando il mastroianni di 8 1/2 " anche a te piacciono i film dove non succede nulla?" Ebbene si, mi piacciono, perchè se son ben fatti danno la sensazione di capolavoro, e ancora dopo giorni ne resta il gusto e insegnano ad apprezzare i particolari. E' un "niente" atipico però, perchè come ho letto sopra, nelle...

voto al film: Saraghina assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

nessun commento
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6 febbraio 2013 Opinione di andreafurin su "Il cavallo di Torino"
andreafurin

Per tirarmi su vado a vedermi "The Tree of Life"...

voto al film: andreafurin assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)


29 gennaio 2013 Opinione di HarryLime su "Il cavallo di Torino"
HarryLime

Un film straordinario, un'opera dall'afflato poetico sconvolgente, che fa della reitazione il suo punto di forza mentre avanza, implacabile, nel definire una visione del mondo dominato da una tragicità ineluttabile e destinato a finire nel nulla più spaventoso. Capolavoro.

voto al film: HarryLime assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

1 commento


4 novembre 2012 Opinione di ROTOTOM su "Il cavallo di Torino"
ROTOTOM

Sbuffi e sudore, il respiro del cavallo si fa pesante, drammatico  nella fatica del giogo. Un carretto – fantasma? – arranca nel fango, nel clangore del metallo e nei lamenti del legno. In fuga dalle dita morte degli alberi neri che sfiorano, accarezzano e graffiano, ghermiscono il cielo plumbeo illuminato da un sole dimenticato, là, pallido , in un lato dello schermo. La telecamera ondeggia arranca con il carretto e il suo occupante, ostruisce la corsa del cavallo, e fugge, segue...

voto al film: ROTOTOM assegna il voto buono a Il cavallo di Torino (2011)

nessun commento
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13 agosto 2012 Opinione di zombi su "Il cavallo di Torino"
zombi

una manciata di giorni nella vita del proprietario del cavallo che fece precipitare nietche nella follia, di sua figlia e appunto del cavallo. una landa infernale dove non fa altro che tirare vento. minime azioni di un nucleo familiare destinato all'estinzione prossima. tutto è sterile, dal terreno, ai rapporti familiari. ai giorni tutti uguali, non fanno che aggiungersi tragedie. il pozzo di prosciuga, loro tentano di allontanarsi, ma fanno ritorno. il fuoco si estingue, tentano di...

voto al film: zombi assegna il voto pessimo a Il cavallo di Torino (2011)

nessun commento
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2 luglio 2012 Opinione di PP su "Il cavallo di Torino"
PP

Voto 5. [28.06.2012]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Il cavallo di Torino (2011)


17 aprile 2012 Opinione di mck su "Il cavallo di Torino"
mck

Brutti, sporchi e cattivi. Povero Nice, e povero anche il cavallo. --- prologo --- - the wind - körkarlen (il carretto fantasma) - Victor Sjöström - 1928 / 1921 " i signori della corte " - Nobraino Alla luce dei fatti di cui sono a conoscenza posso dire con certezza di non essere più pazzo di un cavallo, al limite più bello, ammessa dimostrabile la pazzia dell'animale già citato da me considerato spesso metro di misura per mentali inefficienze...  ...umane deficienze. All'epoca...

voto al film: mck assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

17 commenti
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5 aprile 2012 Opinione di urios su "Il cavallo di Torino"
urios

questo film è una vera esperienza. Per lo spettatore. L'inizio, e non solo, sgomenta. Per la ripetitività, la monotonia dei gesti. Le azioni si ripetono nei giorni. Le parole sono rigorosamente assenti, sostituite dal sibilo invincibile del vento. La solitudine attanaglia. Il cavallo inizia a cedere e i due protagonisti, padre e figlia, sono coinvolti. Col tempo lo spettatore si vede nei gesti descritti fino alla nausea. Le nostre vite sono poi distanti da queste esistenze? Possiamo...

voto al film: urios assegna il voto buono a Il cavallo di Torino (2011)

nessun commento
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17 marzo 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Il cavallo di Torino"
Snaporaz68

IL CAVALLO DI TORINO BELA TARR 2011   Il pessimismo moderno è un’espressione dell’inutilità del mondo moderno, non già del mondo e dell’esistenza". (Nietzsche, La volontà di potenza)     “La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut. Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane, tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia. Ci sono molte cose che sono importanti nella vita...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

11 commenti
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