La fuga di Martha (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La fuga di Martha: assente
Ritmo ritmo in La fuga di Martha: presente
Impegno impegno in La fuga di Martha: presente
Tensione tensione in La fuga di Martha: forte
Erotismo erotismo in La fuga di Martha: minimo

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La fuga di Martha (voti: 30 media: 3,53) 30

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La trama

Martha (Elizabeth Olsen) è una donna emotivamente debole che riesce a scappare da una comunità religiosa attestata nella campagna dello stato di New York e a fare ritorno a casa dove viene accolta dalla sorella Lucy (Sarah Paulson). Martha fa di tutto per cercare di integrarsi nuovamente nella società e per gestire gli effetti del lavaggio del cervello cui era stata sottoposta, ma i ricordi scatenano in lei paure e paranoia.  

L’esordio nel lungometraggio di Sean Durkin è un’opera delicata e disturbante. Abbraccia il campo visivo della protagonista senza mai cedere al ricatto della spiegazione. Così gli occhi velati, inquieti di Elizabeth Olsen diventano la nostra porta sulla sua realtà delle cose. Il futuro è un’illusione mai cullata, in un crescendo di tensione che lascia soltanto presagire il suo apogeo.

La recensione di FilmTv

Di Chiara Bruno - FilmTV n. 21/2012

Una giovane donna corre attraverso il bosco dove si è nascosta per due anni, in una comunità che si faceva chiamare famiglia ma l’ha tradita come la casa da cui era scappata. Torna nella vita della sorella maggiore Lucy, però non la lascia mai avvicinare al suo vissuto. Nella casa sul lago dove Lucy trascorre le vacanze insieme al marito, la ragazza si muove intorpidita e silenziosa. Si scontra con i parametri della “normalità” che la setta ha fagocitato e ribaltato. Respinge i titubanti tentativi d’intrusione. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 29/03/2012 - utile per 28 utenti

Voto al film: voto buono

I think as a child I was really afraid of groups that conformed. Cults were really an example of that. I'm attracted to fear. I'm attracted to movies that scare you. I knew I would just end up working in that realm. (T. Sean Durkin)
 
La fuga di Martha (Martha Marcy May Marlene in originale) ha meritatamente vinto il premio per la miglior regia al Sundance Film Festival del 2011, portando con prepotenza in primo piano il nome di un giovane interessantissimo filmaker come T. Sean Durkin che mostra già con questa sua pellicola, qualità straordinarie e inusuali di introspezione empatica nel mettere in scena una storia che si potrebbe definire l’analisi psicologica della labile e complessa personalità di una donna, raccontata con un linguaggio che è al tempo stesso asciutto e inquietante. Un regista insomma che sembra possedere un talento quasi istintuale, oltre che una insolita curiosità indagativa che gli consente di scandagliare un inconscio fortemente devastato dagli eventi e dai soprusi, in modo originale e stimolante, ma senza rinunciare a una altrettanto puntuale e attenta accuratezza  “sintomatologica” tutt’altro che sensazionalistica finalizzata a privilegiare i dettagli (anche quelli percettivi) di una deriva mentale, degna della precisione di uno studio che potrebbe essere definito di entomologia sociale, visto che il “privato” per quanto possa risultare tragico e disturbato, non è poi mai del tutto avulso dal contesto generale che gli ruota intorno.
Il film si presenta infatti come un angosciante diario di sopravvivenza che tenta di ricostruire fragili equilibri e (im)possibili punti di contatto con il mondo esterno dopo una rottura “traumatica” e per molti versi insanabile, e lo fa con una modalità tutta sua e decisamente singolare che, se da una parte sembra voler in un certo senso citare  (o per meglio dire “rifarsi” e da lì ripartire) l’Altman dell’indimenticato (e indimenticabile) Tre donne a cui si riferisce espressamente (è “chiamato in causa” il grande  regista e quella sua opera in particolare, soprattutto per quello speciale tocco di ermetismo un po’ criptico con cui viene tratteggiata la famiglia e la provincia americana che anche qui traspare in assoluta evidenza e che è davvero il modo più concreto che consente di scavare impietosamente e fino alle radici più profonde, dentro l’humus controverso e un po’ “malato” di un paese enigmatico e contraddittorio come si conferma essere ancora oggi l’America, soprattutto nella realtà multiforme della emarginazione solitaria che si sviluppa con preoccupante vigore proprio nella campagna più remota e lontana dai grandi centri della modernità e che qui si identifica in quell’isolata casa rurale all’interno della quale un gruppo di giovani donne aderenti a una delle tante “congregazioni anomale”, si è trovato  in qualche modo ad essere “prigioniero” - anche delle proprie insicurezze - sotto l’influsso coercitivo di un uomo assolutamente dominante e manipolatore che predica l’amore per la morte e la totale sottomissione al suo volere, una condizione inquietante e tutt’altro che marginale nella storia quotidiana delle sette, capace di richiamare la memoria su molti fatti anche tragici accaduti nelle società rurali – e non solo - prive di stimoli e di prospettive), dall’altra sembra invece aver perfettamente (e magnificamente) metabolizzato  la complessità e le sfaccettature antropologiche del cinema di Cassavetes che Durkin – anche autore della sceneggiatura – mostra di aver studiato con  particolarissima attenzione non tanto per emularlo, ma per estrarne i succhi. ESPANDI +
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SI

Opinioni su La fuga di Martha


7 giugno 2013 Opinione di Stuntman Miglio su "La fuga di Martha"
Stuntman Miglio

Non è facile fuggire dalla provincia americana, soprattuto se questo implica lasciarsi alle spalle un passato difficile e scelte sbagliate. Quella filmata dal promettente T. Sean Durkin non è altro che la cronaca di un tentativo. L'ultima possibilità per Martha di tornare ad un'esistenza normale dopo un'esperienza radicale e sfiancante all'interno di una specie di comunità. Una setta, a dire il vero, guidata da un'inquietante figura patriarcale alla costante ricerca di adepti e...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

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3 giugno 2013 Opinione di zombi su "La fuga di Martha"
zombi

eccoli i veri film dell'orrore, quelli dove una persona, o più persone, ne soggiogano altre in nome di una purezza che è un puro pretesto per fare ciò che vogliono. il film di durkin è una discesa agli inferi di una ragazza fragile con le idee confuse, che entra in una setta per trovare quello che non riesce a trovare "fuori, nel mondo normale". sembra tutto perfetto ed idilliaco nella comunità. una grande fattoria in costruzione e patrick, il padre, il guru, colui col quale le ragazze...

voto al film: zombi assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

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15 febbraio 2013 Opinione di GARIBALDI1975 su "La fuga di Martha"
GARIBALDI1975

Martha fugge da se stessa, non si comprede e non si comprenderà il perchè,..., si ritrova in una comunità con ragazzi e ragazze sbandate, guidate da un capo carismatico che li controlla come marionette. Fuggirà anche da lì per trovare rifugio dalla sorella, dove per certi versi rivivrà le sue angoscie. Film molto intimo, introspettivo sul disagio di Martha, che supera ogni interrogativo, disiterresandosi di dare un perchè ad ogni cosa. Non è un film per tutti, non l'ho è stato per...

voto al film: GARIBALDI1975 assegna il voto sufficiente a La fuga di Martha (2011)

2 commenti
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10 febbraio 2013 Opinione di ezio su "La fuga di Martha"
ezio

Film cupo,drammatico,che corre su due piani paralleli nella vita della protagonista,sempre vissuta in una comune tra sesso promiscuo e violenze che arrivano all'omicidio.Difficile per lei rientrare nella vita normale,la sua psiche sembra oramai irrecuperabile,come il flebile finale.Grande la Olsen nel suo ruolo e film da non perdere,anche se non per tutti.

voto al film: ezio assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

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8 gennaio 2013 Opinione di GanaJuza su "La fuga di Martha"
GanaJuza

6,5 Il limite tra setta e "comunità libertina" è veramente sottile.. La violenza silenziosa e quasi invisibile è davvero tanta.. Angosciante

voto al film: GanaJuza assegna il voto sufficiente a La fuga di Martha (2011)


5 gennaio 2013 Opinione di Kurtisonic su "La fuga di Martha"
Kurtisonic

Martha fugge da una comunità nella quale ha vissuto due anni, per ritornare dalla sua famiglia rappresentata unicamente dalla sorella maggiore, sposata e incinta. Il film attraverso l’uso dei flashback si muove su piani narrativi incrociati, uniti dall’entrata in scena di Martha, capace di evidenziare con modalità proprie le contraddizioni che maturano all’interno di vecchie e nuove forme di convivenza sociale. Il bravo regista T.Sean Durkin, qui al suo esordio, basa gran parte del...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

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5 luglio 2012 Opinione di gabricocchi su "La fuga di Martha"
gabricocchi

Martha Marcy May Marlene è un thriller psicologico di gran valore. Ogni scena, ogni inquadratura, ogni singolo fotogramma è appesantito da un'angoscia soffocante. Elizabeth Olsen si trasforma in una fraglie e circospetta ragazza, paurosa della sua stessa ombra, vittima inconsapevole - prima, poi tragicamente conscia della sua condizione - di una degenerazione delle norme sociali. Durkin riesce a tenere sulle spine dall'inizio alla fine, e gli basta davvero poco con mani così abili: un...

voto al film: gabricocchi assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

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20 giugno 2012 Opinione di bradipo68 su "La fuga di Martha"
bradipo68

Martha è in fuga.  Da una setta , dalla sua famiglia o meglio da quello che ne è rimasto che tra l'altro  l'accetta malvolentieri, ma soprattutto Martha, Marcy, May  o come diavolo si chiama è in fuga da se stessa... Come al solito il titolista italiano si è fatto sfuggire il senso del titolo originale (Martha Marcy May Marlene). Se in Palindromes di Solondz la protagonista Aviva aveva molte facce in un originale processo di destrutturazione del personaggio qui i  vari nomi della...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

2 commenti
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18 giugno 2012 Opinione di ico su "La fuga di Martha"
ico

La qualità principale del film è senz'altro l'omogeneità, infatti rintracciando nello sviluppo del percorso tre stadi, la progressione delicata, ma "vigile", conduce alla completa comprensione del dramma. La trama portante del film racconta il tentativo di Martha di tornare alla vita quotidiana dopo "la fuga". Naturalmente non sarà semplice, perché ricostruire rapporti interrotti, costruirne di nuovi, rappresentare un fattore disturbante in un contesto che ha "il dovere" di apparire...

voto al film: ico assegna il voto buono a La fuga di Martha (2011)

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16 giugno 2012 Opinione di Mulligan71 su "La fuga di Martha"
Mulligan71

Una ragazza problematica (e pure antipatica) in "fuga" da una comune di non si sa bene chi, psychohippies?, torna a casa e rompe le balle anche lì. Noiosissimo, irrisolto, piagnucolante. L'unico motivo d'interesse è che, prima o poi, Elizabeth Olsen, Martha, faccia vedere quelle belle poppe che tende a nascondere. Succede. E questo lo eleva da una stella a due. Ma solo perchè amo la Bellezza. Sia chiaro.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto mediocre a La fuga di Martha (2011)




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