The Future (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Future: assente
Ritmo ritmo in The Future: assente
Impegno impegno in The Future: assente
Tensione tensione in The Future: assente
Erotismo erotismo in The Future: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a The Future (voti: 4 media: 3,25) 4

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locandina di The Future

Trailer Originale | Sottotitoli Francese

The Future Trailer Originale | Sottotitoli Franceseplay

La trama

Sophie (Miranda July) e Jason (Hamish Linklater) sono un coppia di trentenni. Passano molto tempo a casa, sono praticamente sempre on line e hanno una malcelata insoddisfazione. A catalizzare il cambiamento sarà l'impegno di prendere un gatto terminale che necessita di cure pari a quelle che chiede un neonato. Per entrambi il terrore delle responsabilità scatenerà decisioni importanti che li porteranno verso percorsi non ancora battuti. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 20/11/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

L’angoscia di vivere, confezionata nella stoffa multicolore di un eccentrico abito da donna. Se esiste una versione femminile del grottesco, Miranda July la interpreta in maniera estremamente creativa, trasformando il surreale in una variegata amplificazione della sensibilità, che percepisce l’amore e la tristezza, il buffo e  il tragico come uno spettro di stimoli pungenti, che pizzicano l’anima, mentre incantano lo sguardo. Il dolore diventa lo spirito di un fantasy dai risvolti teneri ed epici, in cui l’incombenza della morte assume le vesti di un peluche parlante,  e il male di vivere si esprime tramite la possibilità di fermare il tempo e mettere in moto le onde dell’oceano con la sola forza del pensiero. Jason e Sophie sono due giovani idealisti, che non capiscono il mondo e che, per trovare un senso ai loro giorni, decidono di adottare un gatto randagio, affetto da una grave malattia renale. Sanno che tra un mese,  quando la bestiola sarà dimessa dall’ospedale veterinario ed entrerà a far parte della loro vita, sarà loro richiesto un impegno continuo, e la loro libertà di adesso sarà sostituita da una costante preoccupazione per quella creatura così fragile. Questa scadenza pone loro una sorta di ultimatum, che comprime in quell’arco di quattro settimane la necessità di raccogliere esperienze, godersi la gioventù, realizzare i propri sogni professionali, prima che le priorità cambino per sempre. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto essere un impazzimento gioioso e spensierato, si risolve in un abbandono al caso ed alla perdita di senso, in un carpe diem che ha solo effetti paradossali e distruttivi. L’assenza di vincoli destruttura le esistenze dei due protagonisti, che, scegliendo strade autonome e divergenti, si allontanano definitivamente da quello che avrebbe dovuto essere un obiettivo unificante. è come se, per loro, quell’arco temporale limitato si fosse allargato all’infinito, slegandosi dal conteggio dei giorni, perché basato unicamente sulla soggettiva percezione dei singoli istanti. Questa storia racconta la solitudine che nasce dalla somma di due individualità, quando queste, in un gesto di reciproca generosità,  lasciano, anche solo momentaneamente, che l’altra si sviluppi per proprio conto, che fugga con la promessa di ritornare al momento convenuto. Però l’abolizione della routine, dello stare insieme programmato,  finisce per far uscire entrambi dai binari. Jason e Sophie hanno sopravvalutato, in partenza, la solidità del loro rapporto: quattro anni di convivenza si sono rivelati insufficienti ad impedire lo sfaldamento della loro relazione non appena è venuto meno il collante della consuetudine. I due giovani si sono smarriti, come due omini stralunati in mezzo a un universo pieno di insidie (come quella, onnipresente, della tentazione al tradimento), e traguardi molto più grandi di loro (come raccogliere i fondi per  piantare un milione di alberi a Los Angeles).    Jason e Sophie sono una coppia di Pierrot, due marionette melanconiche, goffe e disarticolate, con lei che non riesce a danzare come vorrebbe, e lui che parla delle pene del suo cuore rivolgendosi alla luna. Sullo sfondo rimane la voce di un gatto con una zampa fasciata, che li aspetta dentro un gabbia, sognando  il mondo di fuori ed il calore di una casa.
è lui, quel pupazzo che gesticola con le zampette mentre il corpo rimane fuori campo, il punto fermo nell’evoluzione del cosmo, l’essere per il quale la relatività non esiste, perché i giorni trascorrono tutti con la stessa velocità, e le regole del ciclo vitale si applicano con inappellabile rigore. Possiamo credere di poterci permettere delle piccole evasioni, convinti di avere alle spalle un robusto passato, e davanti a noi un futuro prestabilito; però le leggi spazio-temporali non vengono sospese per il solo fatto che noi decidiamo di dimenticarle. In The Future, Miranda July, originale regista e brillante interprete del ruolo principale, mette in scena un visionario teatro dell’oblio, in cui l’avventatezza è la saporita sostanza del dramma, che colora il caos con le pennellate dei disegni infantili,  e lo cosparge, anche nei suoi aspetti più amari, dell’inebriante profumo dell’innocenza.

Questo film è stato candidato all'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2011.
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SI

Opinioni su The Future


10 giugno 2012 Opinione di marlucche su "The Future"
marlucche

Una coppia decide di adottare un gatto, gli eventi che seguiranno la decisione li travolgeranno. Si potrebbe sintetizzare così The future ma di certo non si direbbe nulla di questo film che MIranda July ha scritto, diretto e interpretato riuscendo a tradurre per lo schermo il suo linguaggio stralunato di artista con attitudine al surreale. La July si cuce addosso il personaggio di un'insegnate di danza, dalla fisicità di un palo del telefono, un po' goffa e senza ispirazione, che non ha...

voto al film: marlucche assegna il voto ottimo a The Future (2011)

nessun commento
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16 gennaio 2012 Opinione di UScomedy su "The Future"
UScomedy

Era tanto il credito acquisito da Miranda July dopo il suo esordio del 2005, il premiatissimo "Me and you and everyone we know". Tanto almeno quanta è la delusione dopo aver visto il suo nuovo film, "The future", in concorso all'ultima Berlinale. Narrato da un gattino abbandonato (con la voce - forse involontariamente ridicola - della stessa July), che è in attesa di essere recuperato dai suoi nuovi padroni dalla clinica in cui è ricoverato, la storia parla di Sophie (la stessa July,...

voto al film: UScomedy assegna il voto mediocre a The Future (2011)

nessun commento
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20 novembre 2011 Opinione di OGM su "The Future"
OGM

L’angoscia di vivere, confezionata nella stoffa multicolore di un eccentrico abito da donna. Se esiste una versione femminile del grottesco, Miranda July la interpreta in maniera estremamente creativa, trasformando il surreale in una variegata amplificazione della sensibilità, che percepisce l’amore e la tristezza, il buffo e  il tragico come uno spettro di stimoli pungenti, che pizzicano l’anima, mentre incantano lo sguardo. Il dolore diventa lo spirito di un fantasy dai risvolti...

voto al film: OGM assegna il voto buono a The Future (2011)

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