Marilyn (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Marilyn: minimo
Ritmo ritmo in Marilyn: presente
Impegno impegno in Marilyn: assente
Tensione tensione in Marilyn: minimo
Erotismo erotismo in Marilyn: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Marilyn

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Marilyn (voti: 37 media: 3,14) 37

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locandina di Marilyn

Trailer italiano ufficiale

Marilyn Trailer italiano ufficialeplay

06/10/2011

Michelle Williams è Marilyn Monroe nel primo trailer di My Week with Marilyn

Che il set del film Il principe e la ballerina non fosse stato una passeggiata per Sir Laurence Olivier e Marilyn Monroe non è cosa nuova e a raccontarcelo in un libro fu proprio l'allora...

di Spaggy

La trama

Colin Clark, un impiegato al servizio di Sir Laurence Olivier, documenta l'intensa e tesa relazione in corso tra i due protagonisti del film Il principe e la ballerina, durante le riprese dello stesso. Una settimana con la diva Marilyn Monroe. 

Più della ricostruzione di ambienti e vicende, precisa ma vagamente patinata, nel film conta la straordinaria interpretazione di Michelle Williams. Indossando Marilyn sull’anima prima che sulla pelle. Un gioiello di performance che vale il biglietto per un film altrimenti modesto.

Incluso nelle taglist:

NON SOLO MITO: MARILYN, DONNA E ATTRICE

Realizzando Marilyn, il regista Simon Curtis si è prefisso in primo luogo di rivalutare la figura di Marilyn Monroe come attrice dato che, secondo la sua personale impressione, per molta gente la Monroe è un'icona prima di essere un'attrice, convinto - forse non a torto - che oggi la si conosca più per le fotografie che la ritraggono piuttosto che per i film che ha interpretato. Proprio per questo motivo, il libro Il principe, la ballerina e io di Colin Clark ben si prestava a una trasposizione cinematografica, avendo al suo interno ben due differenti percorsi narrativi che raccontano le fragilità di Marilyn come donna da un lato e le sue peripezie sul set dall'altro. Com'è noto, infatti, il set de Il principe e la ballerina (1957) non fu per nulla tutto rose e fiori. Per la prima volta produttrice e attrice di una pellicola, la Monroe andò incontro a una miriade di problemi di produzione, alimentati esclusivamente dalla mancanza di comunicazione e comprensione con sir Laurence Olivier, regista e interprete maschile: mentre i comportamenti e i ritardi della Monroe erano apparentemente inspiegabili (ma poi facilmente riconducibili alla sua dipendenza dall'alcol e dalla droga), sir Olivier, da tradizionalista convinto, faceva fatica ad accettare le idiosincrasie dell'attrice e la sua devozione al metodo recitativo dell'insegnante Paula Strasberg.

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FUGA DAL SET E DAL MATRIMONIO

Nel testo di Clark, quando lui - nel ruolo di assistente di terza categoria - arrivò sul set per il suo primo giorno di lavoro, si imbatté da subito nel clima di tensione stabilitosi tra la Monroe e sir Olivier. Per entrambi era un momento molto critico della loro vita privata. Marilyn si era appena sposata con Arthur Miller e il suo trionfale arrivo all'aeroporto di Heathrow era qualcosa che la inorgogliva: era la compagna di un grande intellettuale e pensava che quello sarebbe stato l'uomo che l'avrebbe affiancata per sempre. Stava, inoltre, per varare il primo progetto da produttrice per la sua Marilyn Monroe Productions ed era arrivata fino in Inghilterra per lavorare con il grande Laurence Olivier, sperando finalmente di mettere a tacere le malelingue che mettevano in dubbio le sue capacità recitative.

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LA SFIDA DI MICHELLE WILLIAMS

Per la parte della Monroe, il regista Curtis ha preso in considerazione solo un'attrice. Sin dal primo momento in cui ha deciso di realizzare il film, la sua Marilyn ha avuto nella sua mente il volto di Michelle Williams, considerata una delle migliori attrici della sua generazione. Dopo averla ammirata in I segreti di Brokeback Mountain (2005) e in Blue Valentine (2010) (due film che hanno portato l'attrice a sfiorare il premio Oscar), Curtis ne aveva apprezzato coraggio e doti recitative, tanto da non considerare mai l'ipotesi di far leggere il copione a qualcun'altra. Per la Williams, però, non è stato facile entrare nei panni del mito.

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La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 22/2012

Una piccola folla di fan si raduna intorno alla diva fuggita dal set per fare la turista. Al suo accompagnatore sussurra «Should I be her?» ovvero «Divento lei?», poi Norma Jeane scivola nel personaggio, si mette in posa, “diventa” Marilyn. È una scena chiave del film ispirato ai diari di Colin Clark, il terzo assistente alla regia di Il Principe e la ballerina che sul set diventò confidente e, per una manciata di giorni, quasi amante della Monroe. La turbolenta lavorazione della commedia di Olivier è vista con i suoi occhi: l’ingombrante presenza sul set della coach di recitazione Paula Strasberg; l’esasperante incapacità di Marilyn di memorizzare le battute; il progressivo logoramento dei suoi rapporti con Olivier. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 10/03/2012 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“Insegnare a recitare a Marilyn Monroe è come insegnare l’urdu a un tasso!”  Chissà se Sir Laurence Olivier, nel 1956, sul set de “Il principe e la ballerina” ha davvero pronunciato questa frase. A mettergliela in bocca è l’allora ventitreenne Colin Clark, figlio di un noto professore inglese di storia dell’arte, che in quel film era il terzo assistente alla regia. Col tempo sarebbe diventato un importante produttore di documentari. E tanti anni dopo, ormai alla fine della sua carriera, avrebbe raccolto le memorie di quella sua prima straordinaria esperienza nei libri The Prince, the Showgirl and Me (1996) e My Week with Marilyn (2000). Simon Curtis ne ha tratto quello che si potrebbe definire un romanzetto rosa di sontuosa fattura. Kenneth Branagh e Michelle Williams sfoggiano un’interpretazione tecnicamente ineccepibile (a volte così perfetta da risultare sorprendente), però, purtroppo, del tutto priva di carisma: di Laurence Olivier e di Marilyn Monroe riproducono fedelmente le movenze e l’espressività, ma non riescono a trasmetterne l’anima. Sono copie virtuosistiche degli originali, che spesso involontariamente sconfinano nella caricatura. Lo spirito della commedia hollywoodiana, con quei suoi cliché brillanti ma impomatati, a dire il vero, c’é proprio tutto: i personaggi sono i classici tipi buffi che strappano il sorriso prendendosi eccessivamente sul serio e, nei momenti tristi, suscitano un’infinita tenerezza. Il dramma della star infelice ed incompresa diventa lo spunto per farci innamorare, come adolescenti, di quella bellezza tanto divina nella presenza scenica quanto fragile nella vita privata. Un incanto finto e temporaneo, che ha la tenue consistenza di un’illusione. Marilyn, per il pubblico, è stata proprio questo: un’apparenza folgorante e fugace, presto affondata nell’abisso di un dramma nascosto nell’ombra. Tuttavia, in questo film, la luce dei riflettori viene sparata su quella figura anche nelle situazioni più delicate e intime: quella nuvola bionda su un corpo da favola non esce mai dal ruolo,  rimanendo sempre e comunque un personaggio da sogno,  romanticamente adorabile anche nel dolore.  Una donna inadatta alla durezza del mondo (di cui fanno parte anche il piglio severo ed i modi bruschi di Olivier), però costruita su misura per gli individui inoffensivi e sensibili come il macilento e lentigginoso Colin, stereotipo del ragazzo di buona famiglia, cresciuto in campagna e piuttosto sprovveduto.  Marilyn è, insomma,  una bambola, precisamente calibrata sull’immagine pubblicitaria eternata dai poster e dai tanti famosi fotogrammi. Simon Curtis la pone al centro di una pellicola dall’estetica volutamente anacronistica, che forse intendeva essere una nostalgica ed autoironica rievocazione della dorata epoca del divismo, o forse soltanto una piccola testimonianza storica avvolta nel patinato involucro dell’agiografia popolare. In ogni caso, lo stile appare interamente proiettato verso l’adesione ad un canone estetico precostituito, a cui il regista probabilmente si sente debitore, e che lo spinge ad astenersi da ogni intervento critico. Così nasce questo indefinito tributo di devozione, impersonale  e fuori dal tempo, ad una leggenda, eroica senza essere tragica, che parla innocentemente di amore, successo e solitudine: un omaggio scritto col cuore, però sapientemente modellato sulla poesia di tutti. Un mirabile impegno formale, che insegue strenuamente lo splendore ed immancabilmente lo trova: il che è troppo per dirne male, ma troppo poco per dirne bene.
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SI

Opinioni su Marilyn


1 ottobre 2012 Opinione di canaja su "Marilyn"
canaja

Nel 1956 Marilyn Monroe arriva in Inghilterra per prendere parte al film “Il principe e la ballerina”, diretto e interpretato da sir Laurence Olivier. E’ accompagnata dal neo sposo Arthur Miller, dall’insegnate di recitazione Paula Strasberg e dal fotografo e produttore Milton H. Greene. Marilyn durante le riprese si affeziona a un giovane assistente, Colin Clark. Il ragazzo, intimamente ammaliato dalla diva, ha modo di starle vicino nel corso della lavorazione, piuttosto...

voto al film: canaja assegna il voto sufficiente a Marilyn (2011)

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2 settembre 2012 Opinione di billykwan su "Marilyn"
billykwan

Sette giorni un'estate, nella vita di una donna che, forse, voleva essere soltanto Norma Jean. Il ritratto di Colin Clark è quello di una donna fragile e volubile, dalla battuta pronta, alla ricerca di protezione e affettività. Una donna inconsapevolmente distruttiva nelle relazioni sentimentali e con sé stessa. Marylin è una diva che vorrebbe essere attrice, Olivier un attore che vuole imparare a essere divo. Il set del Principe e la ballerina diventa teatro di uno scontro tra il...

voto al film: billykwan assegna il voto sufficiente a Marilyn (2011)

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7 agosto 2012 Opinione di stefi_pg su "Marilyn"
stefi_pg

Si tratta di un film da vedere, anche se non eccezionale. La figura di Marilyn e l'interpretazione di Michelle Williams bucano lo schermo. Il suo entrare e uscire (consapevole) dal personaggio di star è l'aspetto più interessante del film. Godere della popolarità, ma nello stesso tempo soffrire delle rivalità che questa crea. Vivere pienamente la sessualità dirompente, ma lasciarsi dietro anche uomini rancorosi e insoddisfatti. Una Marilyn che non riesce a tenere insieme tutto:...

voto al film: stefi_pg assegna il voto sufficiente a Marilyn (2011)


29 luglio 2012 Opinione di bradipo68 su "Marilyn"
bradipo68

Quando vediamo il logo della BBC films campeggiare serioso sui titoli di testa di un film sappiamo già più o meno, nel bene  e nel male, dove si vada a parare: ricostruzioni impeccabili, una confezione elegante , una regia corretta ma raramente con impennate di genio. La solida linearità  domina incontrastata  a dispetto dell'estro che viene lasciato in un angolino. Marilyn di Simon Curtis è proprio così: un film solido, ben confezionato e che ha una regia corretta ma un filo...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Marilyn (2011)

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23 giugno 2012 Opinione di ico su "Marilyn"
ico

Difficilmente nei film che si sono presi la briga di descrivere Marilyn Monroe o i suoi amori, o il suo rapporto col cinema, o la sua icona si è deciso di scavare dentro, nell'anima del soggetto come in questo MARILYN. Il film con leggerezza riesce a scostare la patina mitologica e a spogliare con sensibilità il velo di una personalità unica perché contemporaneamente avida di vita e inerme, padrona del proprio ascendente e timorosa dello stesso, (nella vita) attrice e donna, incosciente...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Marilyn (2011)

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21 giugno 2012 Opinione di manuel88 su "Marilyn"
manuel88

Film tratto dal libro-diario di Colin Clark. E' il 1956, Marilyn Monroe è la diva per eccellenza, l'attrice più idolatrata del mondo ma anche una donna in continua lotta con se stessa. La voglia di emergere è tanta, vuole dimostrare di essere un'attrice con vere capacità recitative e non l'oca bionda e svampita che tutti credono. Studia il "METODO" Stanislavsky con Paula Strasberg,figlia di Lee Strasberg, fondatore del famoso Actor's Studio di Los Angeles. Il famoso Metodo elaborato...

voto al film: manuel88 assegna il voto ottimo a Marilyn (2011)



19 giugno 2012 Opinione di mc 5 su "Marilyn"
mc 5

Sono andato a vedere questo film con più di una perplessità, rassegnato ad una prevedibile "pellicola per signore". E invece si tratta di un film molto ben riuscito, e non tanto per una regìa peraltro impersonale e poco incisiva, quanto per la scelta di un cast formidabile, dove anche i caratteristi sfoggiano doti notevoli. Diciamo la verità: la messa in scena è piuttosto ordinaria e, esattamente come chiunque può aspettarsi, il film pone al centro la fragilità di questa donna che non...

voto al film: mc 5 assegna il voto buono a Marilyn (2011)

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15 giugno 2012 Opinione di kubritch su "Marilyn"
kubritch

Penso che sia un film agiografico. Troppo compiaciuto e compiacente nei confronti dell'industria cinematografica e del sistema relativo. Non  è il tentativo di un'analisi retrospettiva spassionata come ci si augurerebbe a trent'anni dalla morte di Marilyn. Non è una riflessione sui tempi e sulla condizione umana. Cos' è? Solo un souvenir, una cartolina kitch con note da carillon. Secondo me onoreremmo meglio l'essere umano dietro la maschera di Marilyn se ne parlassimo meno...

voto al film: kubritch assegna il voto sufficiente a Marilyn (2011)

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14 giugno 2012 Opinione di Lina su "Marilyn"
Lina

Alcuni dicono che il ritratto del profilo psicologico di Marilyn Monroe in questo caso sia stato ben delineato, ma a me non è sembrato. Non sono riuscita proprio a farmi piacere questo film fiacco e privo di contenuti veramente interessanti. La messa in scena è davvero misera ed inconsistente a causa di una sceneggiatura scadente e piatta che non approfondisce mai nulla veramente. Ma la cosa peggiore in tutto questo per me s'è rivelata Michelle Williams che non mi ha dato in nessun...

voto al film: Lina assegna il voto pessimo a Marilyn (2011)

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13 giugno 2012 Opinione di LorCio su "Marilyn"
LorCio

Il principe, la ballerina e io, come recita il titolo italiano del libro a cui questa sorridente e malinconica commedia biografico, scritto dal terzo assistente alla regia del film Il principe e la ballerina ed incentrato sul legame tra egli stesso e la divina Marilyn (non so quanto di reale ci sia nel racconto e non avendo letto il libro non so quanto sia stato effettivamente romanzato, ma in fondo me ne frega fino ad un certo punto). In quell’io c’è tutto: il protagonista, Colin Clark...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Marilyn (2011)

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