Black Death (2010)
Con Sean Bean, Eddie Redmayne, Carice van Houten, David Warner, Kimberley Nixon, David Masterson, John Lynch, Johnny Harris, Tim McInnerny, Andy Nyman
La trama
Nel 1348 la Morte Nera, la peste bubbonica, è un flagello in piena espansione in Inghilterra. Ulric (Sean Bean) è un messo del vescovo, incaricato di trovare un villaggio dove, apparentemente, la piaga non ha effetto. La curia ha richiesto l'immediato intervento di Ulric per il timore di una presenza demoniaca in questa comunità.
L'opinione più votata
Di Immorale scritta il 08/03/2011 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
La Morte Nera, la peste, devastò l’Europa (ma anche l’Asia) della seconda metà del trecento in maniera catastrofica: quasi la metà della popolazione venne falcidiata dalla letale malattia, complice il sovraffollamento delle città, la scarsa igiene (le fogne erano a cielo aperto) e l’arretratezza della scienza medica rispetto ad altre discipline, principalmente umanistiche, maggiormente sviluppate (soprattutto in ambito filosofico e teologico). Si cercava rimedio alla catastrofe pregando, bruciando “streghe” ritenute responsabili dell’epidemia o, al massimo, con inutili e pericolosi salassi per riequilibrare gli “umori”. In questo scenario inizia la storia raccontata nel sorprendente film di Cristopher Smith (uscito solo per il mercato homevideo), regista e sceneggiatore britannico qui al suo quarto lungometraggio. Stupisce, da subito, l’approccio laico e disincantato dato al racconto: si poteva cadere, infatti, nella trappola della pedissequa reiterazione di argomenti triti, impantanandosi nelle secche di un facile e sterile esercizio di stile su tematiche visive e sceneggiative già acquisite dall’immaginario collettivo, su un periodo storico “oscuro” e caratterizzato da continui e sanguinosi soprusi compiuti sfruttando la credulità e la sprovvedutezza di un popolo schiacciato tra “Castello” e “Chiesa”. Smith, invece, mette subito in chiaro la sua idea sulle religioni (pagane o ufficiali che siano), rappresentate come fautrici di opposte e sanguinose estremizzazioni. Tutte sfruttano la paura e la (giusta) ignoranza delle persone comuni (le arti e le scienze, all’epoca, erano vietate al popolino), impossibilitate a comprendere il flagello abbattutosi sulle loro teste e alla strenua ricerca di una risposta all’inspiegabile. L’intreccio, su un tessuto narrativo apparentemente classico (gruppo eterogeneo di guerrieri in viaggio verso l’ignoto) si estrinseca in maniera essenziale, evitando inutili duplicazioni sceniche e mettendo in mostra robuste dosi di violenza “barbarica” e sanguinaria, non risparmiandoci particolari “gore”; in questo senso, appaiono chiare le fonti di ispirazione del regista, e cioè l’Annaud de “Il Nome della Rosa” per l’insieme e il Boorman di “Excalibur” per il vigore “scabroso” dell’azione. Una discreta e terrea fotografia, priva di colori “vivi”, completano l’insieme di un film molto interessante, sporcato solamente da qualche eccesso melodrammatico, da alcuni passaggi un po’ didascalici e televisivi.
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27 gennaio 2013 Opinione di Enrique su "Black Death"
Nel periodo più buio del Medioevo (1348) la Chiesa - allo scopo di allontanare ogni sospetto da Dio (e da se stessa)- cerca il capro espiatorio cui accollare la responsabilità d’un terribile implacabile flagello (la peste). In quello stesso periodo, un’antiteca autorità religiosa si appresta – servendosi degli stessi metodi dei suoi accusatori - a respingere ogni addebito contestatogli. Per chi sta nel mezzo (il popolo tutto), conteso d’ambo le parti, non c’è speranza (d’una...
voto al film: 
25 gennaio 2013 Opinione di ladro su "Black Death"
soprendente... una visone cruda e reale della caccia alle streghe, tra miseria e credenze, davvero realistico
voto al film: 
18 luglio 2012 Opinione di bradipo68 su "Black Death"
Lasciate ogni speranza voi che entrate e che pensate di ritrovarvi catapultati nel solito Medioevo incantato fatto di castelli incantati , fanciulle in pericolo e principi azzurri. Il Medioevo di Christopher Smith ( un tipetto che dopo una partenza interlocutoria come Creep aveva guadagnato la mia attenzione con Severance e addirittura il suo altarino personale qui sul mio ramo d'albero con Triangle, uno degli horror più originali e sconvolgenti degli ultimi anni ) è brutto, sporco e...
voto al film: 
6 novembre 2011 Opinione di negro su "Black Death"
Improponibile per buona parte tempo, diventa gradevole e interessante nella parte finale dove vengono svelate le vere intenzioni (prevedibili) ed emozioni (palpabili). Tematiche e ambientazioni riciclate, anche gli attori sembrano sosia di colleghi più famorsi, ma il loro livello è accettabile.
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11 luglio 2011 Opinione di XANDER su "Black Death"
Anche se il film è girato bene pieno di pessimismo, non mi ha convinto sull'interpretazione, un riitmo lento e la poca suspance. Le violenze più che altro vengono mostrate fuori campo. Anche la colonna sonora non è niente di che
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22 marzo 2011 Opinione di superficie 213 su "Black Death"
Christopher Smith e' un regista che ha del talento visivo , nel suo primo film CREEP (2004) ha dato spazio ad una messa in scena rigorosa e davvero con buone idee che purtroppo svanivano di fronte ad un finale a dir poco tirato via e senza mordente. Il film comunque incasso' bene ed il giovane Smith sforno ' nel 2006 il buon SEVERANCE , uno slasher con spunti dal classico UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA che colpi' l'attenzione dei critici - per la bella messa in scena e per la presa di...
voto al film: 
21 marzo 2011 Opinione di hank su "Black Death"
interessante film con un cast credibile e una tensione in crescendo.atmosfere gotiche , scene d'azione girate con professionalità ed ambientazione fascinosa.da vedere.
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8 marzo 2011 Opinione di Immorale su "Black Death"
Nell’Inghilterra del XIV° secolo la peste miete vittime a migliaia, sterminando intere città e villaggi. Un mercenario e i suoi compagni, in compagnia di un novizio, partiranno per un remoto villaggio non toccato dalla piaga e di una “strega” ritenuta capace di resuscitare i morti. La Morte Nera, la peste, devastò l’Europa (ma anche l’Asia) della seconda metà del trecento in maniera catastrofica: quasi la metà della popolazione...
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- negative [1]
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