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Animal Kingdom

Regia di David Michôd vedi scheda film

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La recensione su Animal Kingdom

di maghella
10 stelle

La prima scena di “Animal Kingdom”è rivelatrice di quello che sarà il linguaggio di tutto il film: un ragazzo e una donna stanno sul divano a guardare la televisione, la donna dorme con il capo chino su una spalla, il ragazzo si alza e continua a seguire con lo sguardo il programma televisivo (un gioco a premi), improvvisamente entrano 2 infermieri di un'autoambulanza, chiedono al ragazzo se è stato lui a chiamare, risponde di sì, dice che la donna sul divano è la madre, si è iniettata un overdose di eroina, dopo qualche istante si scopre che la madre è morta, e Joshua (il ragazzo) telefona alla nonna per comunicarglielo.

 

Entra in scena quella che sarà la vera protagonista del film: la famiglia, o meglio dire il branco di leoni. Infatti la nonna e gli zii di Joshua sembrano un vero branco di leoni, con a capo la leonessa che controlla e sorveglia i suoi cuccioli, peccato che in verità, i “leoncini” sono una banda di rapinatori, che devono stare nascosti perchè spiati dalla polizia, soprattutto il figlio maggiore, Pop, il più pericoloso.

 

Il film rimane freddo, crudo e asettico, come un documentario sugli animali, e gli attori si muovono e agiscono come dei leoni spiati da poliziotti-cacciatori. La luce fredda e le ombre della casa-tana ricoprono costantemente i personaggi, che si muovono silenziosamente, senza apparenti coinvolgimenti.

 

I legami familiari sono forti, la madre-leonessa difende i propri figli, cercando di sorreggere il più debole, ma non perdendo mai di vista quella che è la gerarchia del gruppo. Lei è il caposaldo, quella che tiene le fila, e le sue decisioni pesano come macigni sull'evolversi della storia.

 

L'arrivo di Joshua è accettato dai componenti, è il leone più piccolo, da difendere, ma con la morte di due componenti della banda, anche lui diventerà un protagonista delle vicende malavitose.

 

Le scene violente non sono mai eccessive, ma appaiono essenziali e improvvise, come se necessarie, ma senza coinvolgimenti....proprio come per i leoni: uccidono per sopravvivenza, perchè è quella la loro natura, non provano rimpianti ma neanche eccitamento, lo devono fare perchè è così che vivono. La voce narrante di Joshua lo spiega bene all'inizio “Sono qui, ora, faccio quello che faccio perchè mi trovo qui”.

 

La storia è scorrevole, non perde mai il ritmo, tenendo sempre l'attenzione accesa. Colpi di scena ce ne sono molti sul finale, ma senza fare scalpore, come in un documentario, vediamo l'ascesa del piccolo leone diventare il predatore predominante, tutto senza clamore, naturalmente, come succede in natura, la legge del più forte, del più paziente e audace, sa aspettare il proprio momento e ne prende vantaggio.

 

Consiglio vivamente questo film, per chi vuole sperimentare un nuovo tipo di linguaggio su temi già ampiamente trattati, Scorsese alla sua maniera David Michôd alla sua personalissima e veramente originale.

 

Gli attori bravissimi, centrati, un buon lavoro sul proprio personaggio, soprattutto Jacki Weaver nella parte della madre-leonessa, pronta a tutto pur di stare sempre con i propri figli-cuccioli.

 

La musica è costantemente presente a sottolineare i passaggi della storia, senza mai essere fastidiosa, anzi riesce ad essere protagonista nel mantenere la tensione sempre accesa.

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