Illegal (2010)
Con Anne Coesens, Alexandre Golntcharov, Esse Lawson, Gabriela Perez, Christelle Cornil, Olga Zhdanova, Tomasz Bialkowski
La trama
Tania Zimina, una donna russa, e suo figlio Ivan di 13 anni sono in Belgio già da 8 anni e, nonostante si siano integrati, non hanno ancora le carte in regola e vivono in clandestinità. Un giorno finiscono nelle reti della polizia e mentre Tania si fa prendere e viene inviata in un centro di raccolta per immigrati clandestini, Ivan riesce a scappare. Nel luogo di detenzione, Tania dovrà affrontare l'inferno carcerario e scoprire che esistono luoghi dove i diritti vengono annullati. Sapendo anche che un giorno o l'altro verrà espulsa e separata da suo figlio.
Violenza, repressione, leggi ingiuste, una burocrazia infame (tra Dublin Case e la geografia delle carte bollate), sono gironi di un inferno che viviamo tutti i giorni. Anzi vivono, tra rimpatri, Cpt e affini. Film rigido, ma non frigido.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 47/2010
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 01/12/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Ora è anche terra di immigrati clandestini che la polizia cerca di rimpatriare con ogni mezzo , che sia esso lecito o no sembra non importare a nessuno.
I Dardenne questo dramma ce l'hanno raccontato magnificamente in Il matrimonio di Lorna.
Ora a smovere l'apatia incrostata sulle coscienze ci pensa questo Illegal , storia di Tania, immigrata russa col terrore di essere rimpatriata nonostante sia ben integrata e abbia un figlio di 13 anni, Ivan che frequenta le scuole belghe.
Tania ha trovato Lamerica senza attraversare il mare ma un giorno, durante un normale controllo, viene scoperta.
Fa scappare Ivan ma per lei si aprono le porte del centro d'accoglienza.
Illegal pone le sue fondamenta nella paura di Tania di essere separata per sempre dal figlio e nelle incognite che le riserva una burocrazia che sembra fatta solo per mostrare la faccia feroce contro i più deboli.
Le giornate scorrono uguali nel girone dantesco di una prigione senza sbarre ma con porte zincate, tra telefonate accorate, poliziotti senza scrupoli che picchiano selvaggiamente chi non viene espatriato e altri che invece di scrupoli ne hanno,che vivono quella vergogna ogni giorno sulla propria pelle solo per quel tozzo di pane che permette di arrivare a fine mese.
Solo per arginare la crisi che morde le calcagna di tutti.
Illegal è cinema dell'ultrarealtà alla maniera dei Dardenne, con la cinepresa a mano che cattura sguardi, respiri e sospiri di una protagonista pedinata continuamente e che si immola anima e corpo alla causa.
Il suono in presa diretta, l'illuminazione naturale e la fotografia sgranata accrescono il disagio al di qua dello schermo perchè immergono totalmente lo spettatore in un' atmosfera livida da cui è impossibile sottrarsi.
E' inevitabile l'empatia verso Anna e verso Ivan a cui è stata strappata la madre.
L'immigrazione è un tema così complesso che è animalesco trattarlo solo con slogan o con scorciatoie legali come quella di dichiarare l'immigrazione clandestina reato penalmente perseguibile.
Tania è perfettamente integrata nel tessuto sociale belga però è una sans papiers e come tale va giudicata, indipendentemente da quello che fa.
Il cinema di questi ultimi anni ha parlato molte volte del problema immigrazione: Terraferma e Nuovomondo di Crialese , Welcome di Lloret, In questo mondo libero di Loach o anche L'ospite inatteso di Thomas McCarthy.
La crisi economica porta anche a questo.
Illegal dietro al suo rigore stilistico da cinema verità non nasconde emozioni, anzi enuncia la precisa volontà di far emozionare e riflettere su un problema veramente difficile da affrontare.
Magari con quel pizzico di ottimismo che ti fa ritrovare lo sguardo di un figlio.
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14 novembre 2012 Opinione di supadany su "Illegal"
Film impegnato che affrontando il tema spinoso dell’immigrazione parla di noi e di tutta l’Europa, dell’incapacità di superare i confini geografici e del modo retrogrado col quale vengono affrontati tanti problemi che stanno affondando il vecchio continente (insomma quello dell’immagrazione è un po’ una cartina tornasole che si rispecchia su tante altre cose). Tania (Anne Coesens) e suo figlio Ivan vivono da clandestini in Belgio, nonostante da anni si siano integrati nella...
voto al film: 
1 dicembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Illegal"
Il Belgio non è solo la terra del Parlamento Europeo, dei cavoletti di Bruxelles , delle birre crude e del cinema verità dei Dardenne. Ora è anche terra di immigrati clandestini che la polizia cerca di rimpatriare con ogni mezzo , che sia esso lecito o no sembra non importare a nessuno. I Dardenne questo dramma ce l'hanno raccontato magnificamente in Il matrimonio di Lorna. Ora a smovere l'apatia incrostata sulle coscienze ci pensa questo Illegal , storia di Tania, immigrata russa col...
voto al film: 
3 marzo 2011 Opinione di leporello su "Illegal"
Claustrofobico, taggabile anche come "film sul carcere", se i cosiddetti "centri di accoglienza" (ormai diventati di espulsione) non fossero giuridicamente galere, ma ne siano semplicemente i fratellini minori. Istituzioni nuove con cui la modernità deve e dovrà fare sempre di più i conti, conti per ora decisamente in rosso anche (a quanto è dato vedere da questo film) in paesi molto più "civili" del nostro in quanto a organizzazione e...
voto al film: 
30 novembre 2010 Opinione di irvine su "Illegal"
Ci sono 2 miliardi o forse più di persone che vivono con 2 euro/dollari al giorno nel terzo mondo. Dato che non hanno nemmeno i soldi per il viaggio per immigrare, propongo di organizzare voli charter per portarli in Italia. Se anche gli altri paesi ricchi fossero daccordo ce la potremmo cavare con 50-100 milioni di nuovi compaesani. Una figata!
voto al film: 
21 giugno 2010 Opinione di buckets of rain su "Illegal"
"Illégal" ricorda a tratti le opere dei Dardenne... "Si sta così male da dove venite?" - "No, siamo masochisti!". Una madre in fuga dal paese d'origine e dalle autorità che la vorrebbero rimpatriare. Piccoli gesti di solidarietà fra disperati, violenza, soprusi, indifferenza... C'è molto su cui riflettere...
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