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Darkness/Light/Darkness

Regia di Jan Svankmajer vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Darkness/Light/Darkness

di mck
8 stelle


Voto  :  * * * * ½
 
Ma i golem sognano pecore di plastilina e argilla ?
 
Un paio d'occhi ( stereoscopia a colori ), due pollici opponibili ( simmetria bilaterale prensile e ''manufacente'' ) : Darkness... Darkness... Darkness... Light ! ... ! ... ! ... Darkness... Darkness...
 
Occhi sulle punta delle dita, ed il pensiero a muovere dal futuro...dalla vita e dall'intelligenza che per forza, dato che è avvenuto...doveva accadere, apparirà.
La brulicante forza alla base della materia in-Animata che permea l'Insorgere della Vita...
Una preparazione metaforicartistica all'esistenza del Pensiero.
 
Poi, dopo gli occhi e le mani...
 
E' bello che la lingua ( intesa come organo-muscolo ) sia vera
 
( perché il linguaggio ( area preposta del cervello, ma anche fonetizzazione concreta : un reciproco evolversi e ... migliorarsi : pensa...esprimi-parla-pronuncia...pensa... ), poi declinato in tutte le sue forme ( dal racconto orale alle pitture rupestri, dalla scrittura cuneiforme a Leopardi, dagli 0 ed 1 del codice binario ( ed il codice genetico altro non è che un Linguaggio ) a quello...cinematografico ( lanterna magica : le ombre del focolare/falò della caverna Platonica : oida ) ) è la più grande 'invenzione' umana ),
 
così come i Denti
 
( la Vita è Nutrimento, la Fame è Tutto ( sia concretamente, parlandone da vivo e da : " che bella cosa che lieta meraviglia : non ci ha toccato né guerra né miseria "
 
http://www.youtube.com/watch?v=Ks1s0l9s1NE  },
 
sia dal PdV del sapere, della scoperta, della Voglia e del Desiderio di Conoscere, anche solo di Considerare ) ),
 
ed il cervello.
 
Ed ancora : i piedi, le orecchie, tutta quella ciccia e...una 'bella' doccia fredda per il salsicciotto ridimensionato e la sporta ballonzolante in naturale/animale eccitazione vitale e 'pericolosa'.
 
Ed una volta rivolto lo sguardo a se stesso, s-'Finito' - costretto in una gabbia forse per forza di cose ( il cielo è il limite ) di siffatta maniera e sostanza e ruolo 'opprimente' o non bastante o '''non''' esplorabile ulteriormente / non sconfinabile - non ne sopporta il peso, arranca, s'arrocca, iperventila, e storna lo sguardo ( eyes wide shut ) spegnendo la luce ( A Torinói ló ).
 
Gli occhi sono nati perché l'Universo Vibra, di Luce e di Calore.
Le mani sono nate per dare sfogo al cervello e per fare, per agire.
 
Le carrellate circolari interrotte attorno all'essere umano, alla persona, all'essere vivente auto-cosciente, sono un momento di cinema altissimo 
 
( l'inizio di BadLands di T.Malick intorno al letto di Sissy Spacek...per fare un solo esempio, o il paradossale ossimoro rispetto all’umano come centro : la Région Centrale di M.Snow : un altro ‘sfinimento’ : dello spettatore invece che dell’umano in sé / in generale ).
 
" E' tutta Esperienza, peccato solo debba essercene così tanta "
                                                                                                   Martin Amis
 
post di @ carlos brigante
http://cinerepublic.film.tv.it/darkness-light-darkness-jan-svankmajer/502/

mio post
http://cinerepublic.film.tv.it/darkness-light-darkness-recensione-di-mck/13379/

youtube
http://www.youtube.com/watch?v=LuBwXfg3Mr4


opinioni ( tutte con spunti e riflessioni intriganti, insorgenti altre speculazioni e pulsanti ) di : @kotrab, @ogm, @fabio1971 ed @auguste.
 
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Addenda ( spero interessante e gradita ma sopratutto aderente allo stato delle cose in quanto a conoscenza scientifica...almeno a spanne...) :
 
Postill(on)a n.1  =
 
Dio come un bruscolino in un occhio ( © mck ) :
 
Richard Dawkins :
 
^^^^^  Sebbene teoricamente sia possibile che un occhio si sviluppi dal nulla, con una singola evoluzione molto fortunata, in pratica ciò è inconcepibile.
Occorrerebbe una fortuna smisurata, che implichi simultaneamente delle trasformazioni in un gran numero di geni.
Possiamo dunque escludere una simile coincidenza pressoché miracolosa.
È invece perfettamente plausibile che l'occhio così come esso è oggi si sia evoluto a partire da qualcosa di molto simile ad esso ma non del tutto, un occhio per così dire appena un po' meno sofisticato.
Con lo stesso ragionamento, questo occhio appena un po' meno sofisticato si è evoluto a partire da un occhio leggermente meno sofisticato ancora, e così via.
Se si tiene conto di un numero sufficientemente grande di differenze sufficientemente piccole tra una fase evolutiva e la precedente, si dovrebbe essere in grado di delineare l'evoluzione di un occhio intero, complesso e funzionante, a partire dalla nuda pelle.
Quante fasi intermedie è lecito postulare? Ciò dipende dal tempo con il quale abbiamo a che fare.
È dunque esistito un tempo sufficientemente lungo affinché dal nulla si sviluppasse in piccole fasi successive un occhio? I fossili ci dicono che la vita è andata evolvendosi sulla Terra per più di tremila milioni di anni.
È del tutto inconcepibile per la mente umana abbracciare una simile immensità di tempo.
 
Per nostra natura - e per nostra fortuna - noi consideriamo la nostra aspettativa di vita come un periodo di tempo sufficientemente lungo, ma non possiamo ragionevolmente sperare di vivere neppure un secolo. Sono trascorsi 2000 anni da quando visse Gesù, un periodo di tempo sufficientemente lungo per rendere indistinta la differenza che intercorre tra storia e mito. Riusciamo a immaginare un milione di simili archi di tempo, che si susseguono snodandosi all'infinito?
 
Si pensi alle implicazioni di tutto ciò nei confronti della moltitudine di trasformazioni evolutive che possono essersi compiute. Le razze canine domestiche - i pechinesi, i barboncini, gli spaniel, i san Bernardo e i chihuahua - derivano tutte dai lupi, in un arco di tempo misurabile in centinaia, al massimo migliaia di anni.
 
E ora si moltiplichi questa moltitudine di trasformazioni per un milione: così facendo, diventa agevole ritenere che un occhio possa essere nato da un non-occhio attraverso fasi impercettibili.
Si sostiene spesso che affinché possa esservi un occhio è necessario che esistano tutte le parti di un occhio, oppure l'occhio non sarà funzionante. Metà occhio, così si ritiene, non è molto meglio che non avere l'occhio tout court. Non si vola con mezza ala. Non si può udire con mezzo orecchio. Pertanto non può esservi stata una serie di evoluzioni intermedie successive che hanno portato all'occhio, all'ala o all'orecchio moderno.
 
 
Questo tipo di ragionamento è così superficiale che ci si può soltanto chiedere quali siano le ragioni inconsce per volerci credere. È ovviamente falso che un mezzo occhio sia inutile. Chi soffre di cataratta e si è sottoposto alla rimozione chirurgica del cristallino non può vedere molto bene senza occhiali, ma vedrà comunque molto meglio di chi non ha occhi del tutto. Senza un cristallino non si mette a fuoco un'immagine precisa, ma si può tuttavia evitare di inciampare in un ostacolo e si può identificare la sagoma di un predatore in agguato.
 
Occhi e ali non possono essersi evoluti in un'unica fase. Sarebbe stato come avere la fortuna di trovare il numero della combinazione che apre il forziere di una grande banca. Ma se si girassero a caso i quadranti del forziere, e ogni volta che ci si avvicina alla combinazione esatta la porta del forziere si aprisse di una sola fessura alla volta, ben presto si riuscirebbe ad aprire il forziere. In sostanza, questo è il segreto di come l'evoluzione per mezzo della selezione naturale abbia raggiunto ciò che ci pareva del tutto impossibile realizzare.
 
Ciò che non può plausibilmente derivare da predecessori molto diversi, può plausibilmente derivare da un predecessore solo leggermente diverso: ammesso che vi sia una serie sufficientemente lunga di predecessori solo leggermente diversi, da una cosa se ne può ottenere una qualsiasi altra.
 
L'evoluzione, dunque, è teoricamente capace di svolgere il compito che, una volta, pareva essere prerogativa di Dio.
 
Ma c'è qualcosa che comprovi che l'evoluzione ha effettivamente avuto luogo? La risposta è sì. Le prove sono assolutamente sovrabbondanti. Milioni di fossili sono reperibili esattamente nei luoghi ed esattamente alla profondità alla quale dovremmo attenderci di trovarli se l'evoluzione avesse avuto luogo.
Cosa ancora più significativa, non un singolo fossile è mai stato trovato laddove la teoria evoluzionistica non si sarebbe mai aspettata di trovarlo, sebbene abbia anche potuto verificarsi un caso di questo tipo: un mammifero fossile nella roccia così antico da precedere addirittura i pesci, per esempio, sarebbe stato sufficiente a confutare l'intera teoria evoluzionistica.
Le modalità di diffusione degli animali viventi e delle piante sui continenti e nelle isole del mondo sono esattamente quelle che ci si dovrebbe aspettare di rilevare qualora si fossero evoluti da antenati comuni per fasi lentissime e graduali.
Le modalità di somiglianza tra gli animali e le piante sono esattamente quelle che ci si dovrebbe aspettare di riscontrare se alcune specie fossero parenti stretti e altre più lontani tra loro.
Tutto ciò era molto convincente già all'epoca di Darwin. Oggi, grazie a quanto ci comprova la genetica molecolare, si dovrebbe essere dei dementi per dubitarne.
 
Le prove a favore dell'evoluzione sono così schiaccianti che per salvare la teoria della creazione occorrerebbe presumere che Dio abbia deliberatamente lasciato un'enorme quantità di indizi per far sì che sembrasse che avesse avuto luogo l'evoluzione.
 
In altre parole, i fossili, la distribuzione geografica degli animali, la disposizione dei codici del Dna e così via sarebbero soltanto una gigantesca truffa. E c'è qualcuno che abbia voglia di venerare un Dio capace di simili inganni? È sicuramente più rispettoso, e scientificamente plausibile al tempo stesso, considerare le prove per quello che sono.
 
Tutte le creature viventi sono imparentate tra loro, tutte discendono da un unico remoto progenitore che visse oltre 3.000 milioni di anni fa. L'evoluzione è un dato di fatto, ed è uno dei più importanti dati di fatto che conosciamo. Privare i bambini dell'opportunità di apprenderla sarebbe un barbarismo educativo da epoche buie  ^^^^^
 
 
Di mio aggiungo ( ah!!! ) : e poi ci sarebbe il compendio a questo discorso, ovvero il fatto che l'Occhio è comparso sul pianeta Terra durante l'Evoluzione molte differenti volte tutte indipendenti fra loro nel corso degli eoni,
 
ovvero : l'occhio non è la prova inconfutabile della meraviglia e dell'unicità della creazione divina, anzi : è stato creato dall'evoluzione

( c'è la Radiazione che è visibile, dagli ultravioletti agl'infrarossi ( come per il sonar di pipistrelli e delfini ), e quindi insorgerà per forza di cose un organo adatto/adibito ad usufruirne e sfruttarne le possibilità )

molte volte indipendenti tra loro

( dagli organi primitivi che distinguono solo le ombre sgranate in b/n a quelli contemporanei nel profondo delle fosse marine o totalmente al buio ( e allora il processo è al 'contrario', interviene la fotobioluminescenza ) o attorno ai camini delle fumarole, dai vostri occhi che leggono queste parole acneh es el srciov csoì agli occhi elettronici artificiali ( e prim'ancora le lastre e le pellicole fotografiche, e lo sbatter di ciglia velocissimo del cinema...) ).
 
 
Postilla n.2  =
 
# 1  http://neuroscienzesgp.wordpress.com/2012/04/13/la-mente-altrui-riflessa-nei-neuroni-specchio-approfondiamo/  "
 
La mente altrui riflessa nei neuroni specchio ( una Sindrome di Capgras ( the Echo Maker - Richard Powers, basato liberamente sulla figura di Oliver Sacks ) al Contrario ).
 
# 2  ...la faccio semplice, anche perché mica l'ho capita bene, questa, ma... ... ...ci credo ( !!! ) :

si è riscontrato che certi impulsi elettrici partono dal cervello prima che il ... cervello ( inteso come "io/sé" ) stesso li PENSI, ovvero : mentre ... io sto ancora rimuginando ( millesimi di secondo ) se afferrare o meno il bicchiere o la penna sul tavolo, il cervello già ha pensato / deciso per me : una sorta di ur-coscienza : io la ve-( mi ripeto, già l'ho scritto altrove qui nel sito )-do così :

il nostro io è come la compartimentazione del disco ( D : ) del computer, mentre il sub/in-conscio è ( C : ) che prende le decisioni per noi facendoci credere di essere noi a prenderle per noi ( noi inteso come noi e come io + es ). Puff. Toh.
 
 

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