Cella 211 (2009)
Con Carlos Bardem, Luis Tosar, Antonio Resines, Marta Etura, Manolo Solo, Félix Cubero, Jesús Carroza, Luis Zahera, Manuel Morón, Alberto Ammann
La trama
Juan Olivier è un secondino alle prime armi che ha la sfortuna di iniziare il nuovo lavoro lo stesso giorno in cui scoppia una rivolta tra i carcerati. Coinvolto dal capriccio del destino in queste tragiche circostanze, deve sfruttare al massimo la sua risorsa più preziosa: l’intelligenza. È così che si rende conto di essere tutt’altro che l'uomo timido, fragile e di buone maniere che aveva sempre pensato di essere e scopre di avere le doti per sopravvivere sull’orlo di un abisso.
Monzón si tuffa nei cliché visivi ed etici del cinema di genere, secondo la lezione della meglio gioventù del cinema iberico di questi ultimi anni, con talento da vendere e aiutato da montaggio, musica e fotografia da manuale. Ci mostra il male chiuso fuori, nella polizia che reprime ottusamente e nel Potere che replica la scala sociocriminale dell’esterno dietro le sbarre. E, politicamente e coraggiosamente scorretto, il cineasta racconta persino i privilegi dei terroristi baschi, pedine necessarie.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 15/2010
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 25/09/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Juan (Alberto Ammann) è pronto per cominciare il suo nuovo lavoro in un carcere di massima sicurezza, che visita pochi giorni prima di cominciare il servizio.
Proprio mentre è al suo interno ha luogo una sommossa e rimane intrappolato tra i detenuti; per sopravvivere si finge uno di loro e riesce a stringere un buon rapporto con il capo dei rivoltosi, ovvero il temibile Malamadre (Luis Tosar).
Intanto all’esterno succede di tutto e negli scontri sua moglie rimane ferita; alla notizia del fatto le prospettive di Juan cambiano radicalmente e la resa dei conti per tutti i coinvolti è vicina.
Film carcerario che avvolge lo spettatore in un turbine continuo di eventi, per buona parte della durata, ottimamente caratterizzati.
Se il ritmo è sempre molto alto, e la tensione si mantiene quasi sempre su buoni livelli, gran merito della riuscita di quest’opera va senza dubbio anche alla gestione dei due personaggi di riferimento, ed alle interpretazioni offerte, diverse tra loro, ma comunque efficaci.
Malamadre è il classico duro che manifesta le sue debolezze, e che comunque crede nei valori dell’amicizia e della fratellanza tra i suoi pari (anche se si ritiene superiore a Dio in carcere), mentre Juan è un personaggio che permette allo spettatore di entrare in simbiosi con la sua situazione (a partire dalla fatalità da cui tutto prende il via), prima di estremo pericolo e poi di rabbia per la piega che prendono i fatti.
Dunque “Cella 211” è un film di genere dotato di attributi, potente nella rappresentazione e che dimostra come le idee possano avere un peso determinante anche nel cinema di genere e lontano dai lidi dove girano i grossi budget.
Cinema quindi intelligente, convulsivo e caratterizzato da una sua anima che si perde solo, e parzialmente, nella parte finale (non proprio incisiva a travolgente), oltre che in qualche passaggio non completamente credibile.
Bel film, scorrevole e ricco di momenti eccitanti.
- negative [2]
- sufficienti [9]
- positive [31]
- leggi tutte le opinioni
1 maggio 2013 Opinione di sandrovivo67 su "Cella 211"
Filmone!E' il termine adatto a questa pellicola:un secondino che ispeziona il suo prossimo lavoro in un carcere e per una serie di sfortunati eventi,si ritrova suo malgrado a fingersi detenuto per non soccombere.Grandi la regia le musiche gli attori e il doppiaggio(Pannofino su tutti).Davvero ben fatto voto 9
voto al film: 
6 aprile 2013 Opinione di sillaba su "Cella 211"
Quello che non amo del cinema spagnolo è che è troppo hollywoodiano. In questo caso il regista riesce a tenere i rischi di esagerazione e mette in piedi un bel film che si racconta nel gioco delle parti. Ricorda un po' Infernal affairs (poi remake in The Departed) proprio per questo doppio ruolo del protagonista.
voto al film: 
21 febbraio 2013 Opinione di jonas su "Cella 211"
“Non fidarti mai di nessuno e non scordare da che parte stai”, sono le raccomandazioni impartite al nuovo secondino che deve prendere servizio l’indomani: le ore successive si incaricheranno di dare un nuovo senso a quelle parole, scombussolando imprevedibilmente le carte in tavola. In apparenza è un film carcerario, con atmosfere da thriller e con venature melodrammatiche (suggestivi i brevi flashback che riassumono la vita che si è conclusa quella mattina, e che sembra già così...
voto al film: 
17 dicembre 2012 Opinione di tobanis su "Cella 211"
Il nuovo secondino deve prendere servizio domani, va a farsi un giro per conoscere l’ambiente, e proprio quando scoppia una rivolta. Si trova a fare finta di essere anche lui un carcerato, e sperare che non scoprano il bluff. Questo il riassunto dell’inizio, in estrema sintesi, poi succederà di tutto. Gran bel film, con tanta tensione nella prima parte e tanto dramma nella seconda. Un film da non perdere. Film spagnolo, cast locale e in forma splendida, nomi non molto noti ma...
voto al film: 
4 dicembre 2012 Opinione di marcopolo30 su "Cella 211"
Un altro grandissimo film prodotto dall'industria cinematografica spagnola contemporanea. “Celda 211” di Daniel Monzon è un racconto agghiacciante e affascinante allo stesso tempo, portato avanti con mano sicura da un regista che in nessun momento si piega a facile retorica o sentimentalismi di sorta. Immenso il personaggio di "Malamadre" (un nome un programma...). Da non perdere.
voto al film: 
9 novembre 2012 Opinione di dogma3nico su "Cella 211"
Questo film "spacca". A leggere certi commenti "schifiltosi" viene da sorridere. Questo film ti cattura fin dai primi minuti e non ti molla. Finale lirico, come raramente capita. Grandi attori, Tosar su tutti. Consigliato non solo agli appassionati dei film di genere.
voto al film: 
28 ottobre 2012 Opinione di ethan su "Cella 211"
Parte bene 'Cella 211' di Daniel Monzon, ed è interpretato con gran vigore ed aderenza ai ruoli, tanto dai due attori protagonisti, Alberto Amman (il neo-secondino Juan Oliver) e Luis Tosar (il capo rivolta dal ghigno turpe Malamadre) quanto dai comprimari; ma nel cuore del film, la storia si inceppa, girando a vuoto sul lato politico della vicenda - i detenuti baschi - fino a riprendere quota nel finale, a dire il vero improbabile. Un lavoro robusto, ricoperto di premi Goya, ma di gran...
voto al film: 
4 ottobre 2012 Opinione di Enrique su "Cella 211"
Film drammatico-carcerario complessivamente ben fatto, nonostante le innumerevoli ingenuità (a partire dalla composizione della popolazione carceraria; un mal riuscito assortimento di gentaglia che, a stento, troverebbe posto nel superpenitenziario - statunitense però - di Pelican Bay, figuriamoci in una casa circondariale madrilena: tuttavia è buona la carta dei terroristi baschi - dei quali il cineasta racconta i privilegi - in quanto pedine necessarie; FILMTV. E ancora; la storia...
voto al film: 
2 ottobre 2012 Opinione di surfcasting su "Cella 211"
ci vuol proprio coraggio ad accostarlo ad un capolavoro come" il profeta", questo è proprio un filmaccio , ho resistito fino alla rivolta ed è stato pure troppo. più che una rivolta pareva una festa paesana. peccato perchè Tosar è uno dei miei attori preferiti ma il film non c'è proprio.
voto al film: 
11 settembre 2012 Opinione di TheWarOfEcho su "Cella 211"
Juan Oliver (Carlos Bardem) è stato appena assunto come secondino in un carcere spagnolo, ma proprio durante il suo primo giorno di servizio nel carcere scoppia una rivolta guidata da Malamadre (Luis Tosar). Juan, per non farsi uccidere come le altre guardie, si finge un detenuto appena arrivato e, grazie al suo ingegno e alla sua intelligenza, si ingrazia la simpatia di tutti i detenuti che oramai hanno preso controllo del carcere. Molti avvenimenti (tra cui l'aggressione di un poliziotto...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [9]
- positive [31]
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