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Departures (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Departures: minimo
Ritmo ritmo in Departures: presente
Impegno impegno in Departures: presente
Tensione tensione in Departures: assente
Erotismo erotismo in Departures: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Departures

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Departures (voti: 110 media: 3,95) 110

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locandina di Departures

Trailer Italiano

Departures Trailer Italianoplay

La trama

Daigo Kobayashi è un violoncellista la cui orchestra si è sciolta, lasciandolo senza lavoro. Stanco e privo di speranza, decide di fare ritorno insieme alla moglie alla sua città natale, con l'intento di ricominciare una nuova vita. La ottiene un incarico come nokanshi, praticamente un becchino. Il suo lavoro consiste nel prendersi cura dei corpi delle persone decedute, pulendoli, sistemandoli e collocandoli nella loro bara, per accompagnarli nell'altro mondo nella miglior modo possibile. Nonostante la moglie e i vicini non nutrano molta stima per ciò che fa, Daigo scopre in questo suo nuovo lavoro ciò che mancava alla sua vita. 

Ridere della morte è un esercizio liberatorio per dissacrare l’aura inesorabile che ammanta la nostra natura terrena; ben venga allora il tocco lieve e ironico di Departures, che infrange il tabù e fin dall’incipit fa dirompere nella solennità della cerimonia funebre la carica irriverente del grottesco. Non soltanto si ride, nel film straniero vincitore dell’Oscar nel 2009; Yojiro Takita si giostra fra tempi (e volti) strettamente comici e le ampie panoramiche del dolore e del rimpianto.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 14/2010

Si muovono eleganti e precise le dita di Daigo sui corpi inerti che prepara per l’aldilà; dita esperte e attente, passate senza preavviso dagli spartiti alle dipartite. Neoimpiegato presso l’agenzia funebre NK, il violoncellista rimasto senza orchestra trova una platea più affezionata nei parenti dei cari estinti che si prodiga a preparare per “l’ultimo viaggio”: una cerimonia che ha i ritmi confortanti del rituale e funge da balsamo dell’anima per chi assiste, ma anche per chi la conduce. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di riverworld scritta il 25/05/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto sufficiente

"Esercizio di abile necrocosmesi anch’esso, Departures applica illusorio make-up a un corpo narrativo inerte, imbelletta di coreografica (e presunta) grazia un’opera troppo comodamente terapeutica." Questo scrive Michele Favara su glispietati.it, e personalmente, da modestissimo interessato, più che vero conoscitore del cinema orientale, mi sento decisamente d'accordo con lui. Perchè infarcire il film di sottolineature continue, simbolismi e passaggi didascalici a tale livello? Io sono tra coloro che sostengono che nel cinema sia la forma a determinare i contenuti più che il contrario (e credo di appartenere ad una minoranza). Ma qui è successo che Yojiro Takita estremizza la forma, imbelletta e trucca letteralmente il suo film così come fanno i nokanshi con i corpi di cui si prendono cura. D'altronde già la seguenza iniziale la diceva lunga su quello che poteva essere il registro narrativo. Da una fitta nebbia bianca che nasconde ed annulla tutto (bianco=colore simbolico della morte in vari paesi orientali), emerge un'auto, all'interno della quale un uomo ha appena iniziato la sua rinascita. Dalla morte nasce la vita. Concetto ribadito nel film quando si sottolinea il fatto che ogni essere vivente per sopravvivere si ciba di cadaveri (animali o vegetali che siano). E questo approccio a sottilineare, descrivere ciò che è evidente, ribadire continuamente, si ripete, dall'inizio alla fine della pellicole. La tematica era forte da sola, parlare della morte non è cosa semplice, e la delicatezza più la maestria delle movenze dei nokanshi sono davvero ipnotiche e coinvolgenti. Questo è ciò che amo del cinema orientale, riuscire ad avere un "tocco" assolutamente unico (o quasi) nel modo in cui racconta le cose, siano esse amore, ossessione, crudeltà o violenza. Ma in Departures, che non brilla certo per inventiva registica e messa in scena, le quali sono assolutamente classiche e prive di alcun virtuosismo, sembra di trovarsi in un film american-buonista, dove tutto alla fine si appiana e si riaggiusta, dove alla fine sono tutti bravi, e tante, troppe situazioni (il passaggio del sasso dal padre al figlio ed alla moglie in primis) sono costruite ad arte per colpire e catturare, imbellettate appunto, per sembrare molto di più rispetto a quanto non sono in realtà.
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SI

Opinioni su Departures


22 maggio 2013 Opinione di slim spaccabecco su "Departures"
slim spaccabecco

Fino all'ultimo incerto se dare buono o ottimo. Eh sì, perchè all'inizio ero titubante persino sul guardarlo o meno questo film. Sì, perche i film orientali di solito mi annoiano e sono di difficile lettura. Questo qua invece è veramente un piccolo capolavoro, capace di affrontare con leggerezza un tema invece grande, che è quello della morte, ma senza farsa, con grande rispetto per questo momento. Consigliato vivamente a tutti, e con un finale bellissimo.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Departures (2008)


22 maggio 2013 Opinione di galaverna su "Departures"
galaverna

Un buon film che avvicina al senso profondo delle cose, con quella delicatezza che forse solo il cinema giapponese sa dare nell'affrontare tematiche a volte dure come quella dell'accompagnamento (da cui nasce l'equivoco iniziale alla base del film) verso l'ultimo viaggio. Una delicatezza che traspare non solo nel modo, mai volgare o pesante, in cui ci si approccia al dolore umano ma anche nella capacità di ricostruire legami familiari che sembrano sfilacciati (e su questo il finale stende...

voto al film: galaverna assegna il voto buono a Departures (2008)

nessun commento
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8 marzo 2013 Opinione di jonas su "Departures"
jonas

Un giovane violoncellista, rimasto senza lavoro per lo scioglimento dell’orchestra in cui suonava, lascia Tokyo e torna con la moglie nella cittadina di provincia dove ha trascorso l’infanzia: qui si adatta a fare un mestiere socialmente poco qualificante come il truccatore di cadaveri, ma col tempo impara che far sprigionare musica da un oggetto inanimato e restituire bellezza a un corpo senza vita non sono poi due attività così diverse. La parola inglese del titolo significa sia...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Departures (2008)

2 commenti
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1 gennaio 2013 Opinione di sillaba su "Departures"
sillaba

Oscar meritato, anche se la parte finale è molto più lenta. Ottima riflessione sulla morte in chiave ironica.

voto al film: sillaba assegna il voto buono a Departures (2008)



14 settembre 2012 Opinione di chribio1 su "Departures"
chribio1

Film lungo e piu' appassionante nella prima ora poi,un po' perde d'interesse ma lo stesso lo si puo' guardare tranquillamente.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Departures (2008)


2 settembre 2012 Opinione di supadany su "Departures"
supadany

VOTO : 6,5. “Departures” è un buon film, o meglio, è un prodotto estremamente elegante (un po’ come i cerimonieri di preparazione dei defunti che presenta in più circostanze), al quale però manca la vera scintilla per far scattare il colpo di fulmine (a parte il finale che è decisamente commovente e simbolico). Daigo (Masahiro Motoki) suona il violoncello in un’orchestra di Tokyo, e, quando questa viene amaramente sciolta, si trasferisce in provincia con sua moglie (Ryoko...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Departures (2008)

nessun commento
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18 agosto 2012 Opinione di pgm su "Departures"
pgm

Sorprendente film giapponese. Si ride della morte, si riflette, ci si commuove. Una bella storia, raccontata in modo egregio e con un protagonista bravissimo.

voto al film: pgm assegna il voto buono a Departures (2008)


26 luglio 2012 Opinione di tobanis su "Departures"
tobanis

Con questo film si scalano rapidamente le vette del cinema, e si arriva al suo meglio. Un film che da subito ti appare meraviglioso. Per gli attori, per la storia, per le musiche, per l’atmosfera, per tutto. Dopo una mezz’ora, hai capito che ti sei beccato il filmone, quello che non è che capita sempre. E non dico il film bello, ben fatto, il classico bel film. E non dico neanche un grande film, quello che ha quel qualcosa in più degli altri. No, parliamo di capolavoro. Capolavoro...

voto al film: tobanis assegna il voto ottimo a Departures (2008)

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14 luglio 2012 Opinione di arkin su "Departures"
arkin

Delicato, pregno di una gentilezza mai banale, il film di Takita parla di morte, ma soprattutto di "partenze" e distacco, di perdita, della paura che si prova nel momento di realizzare in modo cosciente quanto fragile sia la vita, e quanto dolore e smarrimento si porti dietro un'improvvisa dipartita. L'inizio, grottesco ed ironico, non scivola mai però nel cattivo gusto, amplificando invece le reazioni drammatiche del protagonista davanti alla crudezza di quanto sta sperimentando(davanti al...

voto al film: arkin assegna il voto buono a Departures (2008)

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2 marzo 2012 Opinione di Kurtisonic su "Departures"
Kurtisonic

Ingredienti: storia semi tragica ma dal dolore contenuto e dal sorriso amaro, personaggi positivi, ruoli chiari e definiti di facile identificazione e dallo sviluppo lineare dei profili, finalino ancora più rappacificatore (con cosa?), manca ancora qualcosa, ecco, il tocco esotico, diciamo orientale che non guasta, però niente a che fare con quegli orribili coreani o i soliti giapponesi deliranti. Con questa premessa, il regista giapponese Yojiro Takita, (al suo attivo una manciata di...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto mediocre a Departures (2008)

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