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Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

Regia di Terry Gilliam vedi scheda film

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Stuntman Miglio

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La recensione su Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

di Stuntman Miglio
8 stelle

Il titolo originale di questo film recita "The imaginarium of Doctor Parnassus" ma guardandone le incredibili sequenze è inevitabile pensare a quanto sia sconfinato l' immaginario del suo grande regista Terry Gilliam. Una nuova esperienza visiva che, nel bene o nel male, qui è proprio il caso di dirlo, non può lasciare indifferenti. La vicenda che contrappone il "santone" del titolo a niente di meno che il diavolo in persona (un magistrale Tom Waits con bombetta e bocchino, una scelta di casting a dir poco geniale) è, per l' autore, una nuova occasione per mettere in scena forze e debolezze dell' essere umano. Il confronto fra i due avviene attraverso una serie di scommesse dalla posta salatissima che coinvolgono il dono dell' immortalità ma anche la dannazione di anime più o meno care allo stesso Parnassus (interpretato con sommo mestiere da Christopher Plummer). E' con questi presupposti che ci troviamo a seguire le gesta di una compagnia teatrale errante su quattro ruote, eccentrica e vivace sullo sfondo contrastante di una Londra cupa e desolata. In scena, fra nani saggi e giovani innamorati, va l' incredibile spettacolo attraverso il quale Parny e Mr. Nick si contendono la sorte ultraterrena di ignari spettatori. Una situazione quasi di stallo destinata a cambiare con l'arrivo di un nuovo e misterioso catalizzatore di nome Tony (un Heath Ledger che anche qui si fa perfetta maschera per il proprio regista). L' uomo che voleva ingannare il diavolo è quest' ultimo e non Parnassus come la traduzione italiana lascia erroneamente ad intendere ed attraverso di lui ed i suoi alter ego (Depp, Law e Farrell, vere e proprie estensioni della caratterizzazione di Ledger), Gilliam ci parla della meschinità umana, del suo egoismo smisurato e di come sia facile cadere in tentazione rappresentando il concetto di libero arbitrio come una vera e propria maledizione che può essere sconfitta solo ed esclusivamente da nobili sentimenti quali amore e genrosità. Un nuovo affresco delirante, contaminato sia nelle immagini che nei contenuti, che ci regala momenti di cinema eccezionale passando per omaggi al mondo del teatro, al musical e ad effetti di computer grafica che non sono mai fini a sè stessi ma sempre funzionali all' operato del visionario regista (vedi ad esempio la scena del tango "volante"). Splendidi sono anche scenografia, fotografia, trucco e costumi che ricostruiscono con sfarzo ed efficacia la lucida allucinazione di un autore inconfondibile e tutt' altro che smarrito.

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