Opinione di bradipo68 su Calvaire
Con Laurent Lucas, Brigitte Lahaie, Gigi Coursigny, Jean-Luc Couchard, Jackie Berroyer, Philippe Nahon, Philippe Grand'Henry, Jo Prestia, Marc Lefebvre, Alfred David
- negative [7]
- sufficienti [3]
- positive [7]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Più che un titolo Calvaire è una dichiarazione d'amore e di intenti.Gli intenti sono quelli di far scivolare quello che dovrebbe essere il protagonista nell'abisso senza fondo più terribile che si possa immaginare.L'amore sarebbe quello inconfessabile (e confessato) del locandiere che identifica il nuovo entrato nel suo microcosmo nella moglie perduta,fuggita(e ci credo) da lui e dalla sua locanda spettrale immersa nella brughiera nebbiosa.Il problema è che il malcapitato è identificato con la suddetta moglie del locandiere(Gloria) anche dagli altri abitanti del villaggio.Impossibile non pensare al Bates Motel mentre si guarda il prirmo incontro tra il cantante girovago Marc Stephens e il locandiere,impossibile non pensare agli slasher di ritorno americani come alla scena europea del new horror(francese soprattutto) nel proseguio del film.La violenza è drammaticamente esibita ma si resta diversi gradini sotto l'efferatezza programmatica di Frontiers,Martyrs e dei vari massacri texani perpetrati con la motosega.Ma è comunque un orrore frontale che lascia poco all'immaginazione in cui l'anonimo cantante girovago si trova suo malgrado al centro di una contesa sanguinosa.Diventa un oggetto.Sessuale per la precisione perchè anche gli altri abitanti del villaggio(e soprattutto il loro patriarca) lo identificano con la moglie di Bartel come in una sorta di rituale pagano.Come se fossero tante facce della stessa psicopatologia,una sorta di coscienza collettiva con intenti autodistruttivi,un delirio schizofrenico di massa a cui non è possibile sottrarsi.Quello che doveva essere il protagonista viene ridotto e mero involucro senza nulla dentro,quasi del tutto indifferente a quello che lo circonda.Al centro della scena c'è il delirio di massa che lo ha fatalmente imprigionato,a cui simbolo può essere innalzato il muoversi scimmiescamente a simulare una sorta di danza bestiale all'interno del bar del villaggio.L'unica possibilità è la fuga attraverso la brughiera,un ultimo fugace confronto con il capo degli inseguitori si trasforma senza scossoni nella consapevolezza di essere cambiati:da preda a carnefice consapevole.Ognuno combatte con le sue armi.In attesa di essere ingoiati definitivamente dalle sabbie mobili e dalla nebbia....
Sulla regia di Fabrice Du Welz
regia di grande pregio formale
Sull'interpretazione di Laurent Lucas
notevole
Sull'interpretazione di Jackie Berroyer
ottimo nella parte del locandiere
Sull'interpretazione di Philippe Nahon
grande vecchio
Commenti
-
13 dicembre 2010, 11:47 di maghella
Sono contenta che ti sia piaciuto, a me è garbato tantissimo....Bellissime trovate sceniche, un delirio. Ciau.
cancella commento cancella commento e blacklista maghella -
13 dicembre 2010, 16:00 di bradipo68
bello si...io poi sono appassionato di cinema europeo di ogni genere....
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