L'ospite inatteso (2007)
Con Richard Jenkins, Haaz Sleiman, Danai Jekesai Gurira, Hiam Abbass, Marian Seldes, Maggie Moore, Michael Cumpsty, Bill McHenry, Richard Kind, Tzahi Moskovitz
La trama
Thomas McCarthy, alla sua seconda regia, torna sul tema della solitudine con L'ospite inatteso, piccolo film indipendente e delicato.
Il solitario professor Walter Vale, un accademico che insegna economia nel Connecticut, torna a New York per una conferenza e al suo arrivo trova il suo appartamento in città - da lungo tempo lasciato disabitato - occupato da una coppia di immigrati illegali: Tarek e Zainab. Dopo il primo momento di spavento e di sconcerto, si stabilisce un dialogo e, poiché i due non saprebbero dove andare, il professore accetta di dare loro ospitalità. Il contatto casuale si trasforma in un'occasione importante che cambierà molte cose nelle vite dei tre protagonisti.
Richard Jenkins, noto caratterista di cinema e Tv (da Potere assoluto e L’uomo che non c’era a Six Feet Under), è il vero maratoneta del film: approccio minimalista e rivelazione graduale di sé. Il suo personaggio è lo specchio di un paese che ha perso la capacità di accogliere l’altro, ma forse non del tutto l’energia e la fiducia nel domani. Misurato, realista, volutamente dimesso, il film cerca di guardare con gli occhi di chi è straniero: ecco perché la scena sul battello, quando Mouna e Walter osservano dal mare la statua della Libertà, si fissa nella memoria.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 49/2008
Ecco il film che tutti dovrebbero andare a vedere durante questi giorni di preparazione natalizia. Una commedia dolce e amara che ti entra dentro e ti cambia. Straordinaria performance di Richard Jenkins
L'opinione più votata
Di 21thcentury schizoid man scritta il 23/08/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Dal momento che il suo unico figlio vive a Londra, Walter passa le giornate nella sua lussuosa casa nel Connecticut immerso nella solitudine più completa. La sua tediosa esistenza si dipana tra il lavoro di insegnante universitario di Economia e le lezioni di pianoforte impartitegli da un’anziana maestra di musica. La sua vita sociale, quindi, è praticamente inesistente.
A sconvolgere il suo monotono tran tran quotidiano ci pensano due giovani immigrati clandestini, Tarek e Zainab, siriano lui, senegalese lei, che a New York si ritrovano ad occupare la seconda abitazione di Walter, giunto nella Grande Mela per tenere una conferenza. Dopo aver chiarito la situazione, Tarek e Zainab lasciano l’appartamento al legittimo proprietario, ma questi, vedendo che i due non hanno un posto dove passare la notte, decide di accoglierli sotto il suo tetto.
Con il passare dei giorni, tra i tre si instaura un rapporto di amicizia, in particolare fra Tarek e Walter, con il primo, musicista jazz, che insegna al secondo come suonare il tamburo. Per l’insegnante sembra cominciare una nuova vita: ma un giorno, mentre si trova in metropolitana con Walter, Tarek commette l’imprudenza di scavalcare un tornello.
A causa di questo episodio, il giovane viene arrestato dalla polizia e rinchiuso in un centro di detenzione per immigrati irregolari. Walter si prodiga in ogni modo per aiutare Tarek, ma il destino di quest'ultimo è ormai segnato.
“L’ospite inatteso” è un film che parla di amicizia e tolleranza con garbo e sensibilità: il regista ci mostra come gli Stati Uniti siano diventati, dopo l’undici settembre, un Paese che vive in un continuo stato di allerta, grazie al governo di George W. Bush, che dopo l’attacco alle Torri Gemelle si è impegnato ad alimentare un clima di costante odio e terrore verso lo straniero, al punto che ogni cittadino immigrato viene visto come un potenziale terrorista.
La vicenda di Tarek diventa così lo specchio fedele della condizione nella quale versa attualmente l’America: benché completamente innocente, Tarek viene trattato alla stregua di un criminale. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [7]
- positive [51]
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12 giugno 2012 Opinione di bardolfo su "L'ospite inatteso"
Mi è capitato raramente di vedere un film americano, un film ambientato negli Stati Uniti, girato da statunitensi, che avesse il dono della verosimilianza. Una sceneggiatura vera, senza tracce di finzione, con vicende e relazioni umane di quelle che potrebbero capitare nella nostra vita. Qui il presupposto è un caso improbabile: la storia di un uomo che si trova proiettato in una realtà diversa e molto lontana dalla sua consuetudine; ma questo è solo il presupposto di una storia che, a...
voto al film: 
9 dicembre 2011 Opinione di will kane su "L'ospite inatteso"
Richard Jenkins è uno dei tanti bravissimi caratteristi che in pellicole di vario tipo e genere abbiamo imparato a riconoscere come figura sullo sfondo:affidargli il ruolo principale in un film è stato,oltre che meritorio di una candidatura agli Oscar molto ben data,una mossa intelligente e adattissima,per come l'interprete sa rivestirsi di un ruolo,quello di un mite docente che nell'America oppressa dai veti bushiani si affaccia su realtà lontane,come quella degli immigrati. L'uomo...
voto al film: 
19 novembre 2011 Opinione di movieman su "L'ospite inatteso"
Indubbiamente un buon film a cui vien facile affezionarsi, nonostante qualche carineria di troppo.
voto al film: 
18 luglio 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "L'ospite inatteso"
Dimesso e compassato, Walt poggia il foglio sul vetro della sala colloqui del centro di detenzione e gira la testa mentre Tarek legge la lettera della sua ragazza. Indignato e sbalordito, Walt sbraita la sua collera civile all'indirizzo dell'impiegato del centro di informazione immigrati, seduto distaccato e indifferente dietro un altro vetro. Sempre dietro a un vetro Walt guarda partire l'aereo che porterà via per sempre Mouna, abbraccio consolatorio e tardivo del destino. Ed...
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21 febbraio 2011 Opinione di reiner su "L'ospite inatteso"
Film orrendo, uno dei peggiori visti ultimamente. Inverosimile (il professore saggista che suono il bongo al parco e alla metropolitana è una perla di rara idiozia); prevedibile (dopo 5 minuti dall'inizio ogni successivo passaggio "critico" è prevedibile da un bambino di 8 anni). Banale, luogocomunista, scontato. Noioso, privo di appeal di qualsiasi genere (unica eccezione qualche scorcio inusuale di NY, di rara sconcezza). Il ragazzo siriano suonatore di bongo (vive...
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26 gennaio 2011 Opinione di Baliverna su "L'ospite inatteso"
CONTIENE ANTICIPAZIONI - Complessivamente mi è piaciuto. Ho apprezzato l'originalità della narrazione, posata e minimalista, e la sensibilità umana con cui è trattato il dramma di molti immigrati in America dopo l'11 settembre. Umanamente bello è anche l'aiuto che il professore dà a questi poveri sventurati, ospitandoli nel suo appartamento e battendosi in prima persona per aiutarli. Mi ha convinto di meno la progressiva dissoluzione...
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7 gennaio 2011 Opinione di Kubrickina su "L'ospite inatteso"
Mi è piaciuto molto. Mi piacciono film come questi che parlano di "incontri" tra persone.
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4 settembre 2010 Opinione di michel su "L'ospite inatteso"
LARGO CON BRIO Un prof. inaridito ritrova la voglia di vivere grazie all’amicizia per un clandestino. La musica è al centro del problema; da pianista senza talento, ombra della moglie morta, l’uomo crescendo si trasforma in un appassionato suonatore di tamburo. T. McCarthy e R. Jenkins anno realizzato uno splendido ritratto che si ricostruisce sotto ai nostri occhi partecipi. Meno a fuoco anche se utile alla costruzione del personaggio, la componente politica,...
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23 agosto 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "L'ospite inatteso"
(Attenzione, contiene spoiler) Dopo una lunga carriera passata ad interpretare sempre ruoli di secondo piano, sia al cinema (in pellicole come “Potere assoluto” di Clint Eastwood, “L’uomo che non c’era” dei fratelli Coen, “Blue Steel” di Kathryn Bigelow e “Hannah e le sue sorelle” di Woody Allen) che in televisione (in una serie grottesca, “Six Feet Under”, in cui recitava nei panni di un fantasma), Richard Jenkins ha finalmente avuto la possibilità di dimostrare la...
voto al film: 
14 agosto 2010 Opinione di jeffste su "L'ospite inatteso"
Il Film è davvero ottimo e pone uno squardo sincero e amaro sul tema dell'immigrazione. In America (ma anche in Italia ormai) qualcuno si è inventato il reato di clandestinità con conseguenze sulla società e sulle vite delle persone devastanti. Questo è un piccolo esempio, un piccolo fiore che spunta a fatica nelle nostre coscienze ormai coperte di cemento. Ma davvero vogliamo un mondo cosi? Tutto funziona molto bene : ritmo, trama, personaggi e...
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