Funny Games (2007)
Con Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt, Brady Corbet, Devon Gearhart, Boyd Gaines, Siobhan Fallon, Robert LuPone, Susanne C. Hanke, Linda Moran
29/07/2012
Susanne Lothar (1960-2012) | Il Morto del Mese
Scompare prematuramente un'altra brava attrice tedesca, fra l'altro a breve distanza dall'altrettanto prematura dipartita del marito Ulrich Mühe, protagonista di "Le vite degli altri". R.I.P.
di sasso67
La trama
Una normale famiglia (madre, padre, figlio e un cane) si reca a passare le vacanze nella propria casa al lago. Tutto sembra procedere come sempre quando arrivano due ragazzi che precedentemente erano stati visti nel giardino di alcuni amici. Un arrivo destinato a sconvolgere le vacanze e la vita della famiglia.
Commedia nera e rosso sangue con due killer in guanti bianchi che sono maschera e macchietta del male e della sua rappresentazione. Il film originale non aveva raggiunto il pubblico cui era destinato, dunque il senso dell’operazione, furbetta finché si vuole, pleonastica sicuramente, sta proprio qui: nel restituire alle platee anglofone un po’ della loro ultraviolenza pop, genere di consumo come il popcorn.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Giorgi - FilmTV n. 28/2008
Più che un remake un film fotocopia del mitico Funny Games del 1997. Il regista si giustifica affermando che il pubblico anglofono non ne sapeva nulla. Nonostante gli imbarazzi, pur sempre un film di Haneke
L'opinione più votata
Di GARIBALDI1975 scritta il 20/05/2013 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
L'autore austriaco girò il primo Funny Games nel 1997, con Susanne Lothar e Ulrich Mühe e ora dieci anni dopo ci dà un remake americano con Naomi Watts e Tim Roth. E' pressoché lo stesso film, cosicché chi ha visto l'originale saprà esattamente cosa aspettarsi.
Una giovane famiglia di alta borghesia composta dalla moglie Anna (Naomi Watts), marito George (Tim Roth) e il loro ragazzino Georgie, arrivano alla loro villa sul lago con al rimorchio una barca a vela e con l'intenzione di giocare a golf insieme ai vicini di casa, loro amici. Tutto è sereno e perfetto. Finché si presenta alla porta di casa un giovanotto, Peter (Brady Corbett), chiedendo ad Anna in prestito delle uova per la vicina di casa. Anna non può rifiutarsi di essere cortese, pur essendo irritata e inquieta dall'atteggiamento arrogante del giovane . Dopo che Peter -di proposito- fa cadere le uova, inizia manifesta un carattere minaccioso e insistente che porta ad un confronto originale con la padrona di casa. Presto a Peter si unisce il suo amico Paul (Michael Pitt), raggiunti a loro volta da George e suo figlio.
I due inaspettati ospiti iniziano a modificare il loro linguaggio corretto e cortese con la intimidazione, per poi scatenare brutali atti di violenza, sottoponendo la famiglia ad una serie di prove terrificanti. La violenza è acuta, la paura realistica, il terrore palpabile. Anna, Georg e il loro piccolo sono terrorizzati da questi psicopatici dall'aria aristocratica, ben allevati nei loro pantaloncini puliti e nei loro guanti bianchi da golf. La loro violenza non ha senso, né c'è una ragione logica nelle loro azioni, se non un debole per la tortura psicologica. Paul gode nel potere di prevaricare tutti gli altri, anche nell'usare il suo compagno come un burattino . La paura si nutre di paura e l'attesa cresce all'interno del corpo della trama come un cancro.
Haneke presenta il volto inaccettabile della natura umana ... IL PEGGIO. Senza una coscienza, l'uomo ha la capacità di dominare qualsiasi cosa, superando le convenzioni può fare tutto ciò che vuole. Peter e Paul sono dei giocatori, anzi dei battitori liberi. Scrivono le regole e distribuiscono le sanzioni. Il film parla di umiliazioni e torture. Non è un film con scene di isteria. La sua silenziosità lo rende più spaventoso. Quando il mostro è fuori di vista, dove si trova? Sta guardando? E l'altro? Perché è seduto e sorride? Molti esperti hanno ipotizzato che il pubblico di massa è diventato così assuefatto ai film che contengono scene di violenza che abbia cominciato a perdere la capacità di avvertire orrore ed empatia. Quanto sia vero, non so giudicarlo.
Nel film non ci sono veloci riprese, nessun sottofondo musicale, niente effetti digitali. C'è il marchio di fabbrica di Haneke: scene lunghe, angoli ampi e telecamere statiche che catturano l'azione. Le torture sono tutte fuori campo.
Funny Games è coinvolgente a livello viscerale, è una esperienza sia terrificante che avvincente.
Le convenzioni sono capovolte, il cattivo Paul in alcune scene -in modo assurdo- parla direttamente allo spettatore, trattandoci letteralmente come dei voyeur. Haneke usa questa tecnica per mettere in discussione quello che sta succedendo, per spingerci a confrontarci con la scena e i malvagi di turno, specialmente quando si rompe dalle norme previste. Egli ci sfida a guardare e a chiederci perché lo facciamo.
Questo è un film lontano dal 'cinema popcorn', spensierato, Haneke, ancora una volta, offre un cinema intellettuale, stimolante e di pregevole valore artistico.
- negative [17]
- sufficienti [17]
- positive [30]
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20 maggio 2013 Opinione di GARIBALDI1975 su "Funny Games"
Michael Haneke invita agli incubi. Vi presenta il PEGGIO della natura umana. Prende il sangue dello spettatore e lo infila nel congelatore. Funny Games (2007) è inquietante e straziante. L'autore austriaco girò il primo Funny Games nel 1997, con Susanne Lothar e Ulrich Mühe e ora dieci anni dopo ci dà un remake americano con Naomi Watts e Tim Roth. E' pressoché lo stesso film, cosicché chi ha visto l'originale saprà esattamente cosa aspettarsi. Una giovane...
voto al film: 
7 novembre 2012 Opinione di michemar su "Funny Games"
ARANCIA MECCANICA vista da Haneke. Sono due cose differenti, ok; ma in entrambi i casi i protagonisti negativi delle storie si divertono come matti - letteralmente – a compiere azioni efferate, con lentezza, senza l’assillo dell’arrivo improvviso delle forze dell’ordine. Ma se il romanzo di Anthony Burgess ci parla di sociologia e violenza giovanile in generale e Kubrick vi mescola elementi di thriller e lo arricchisce visivamente di colori forti, scene statico-fotografiche e...
voto al film: 
31 maggio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Funny Games"
Non ho visto il primo "Funny Games", ma questo remake non mi è dispiaciuto affatto. E' assolutamento teso, emozionante, coinvolgente e sconvolgente. Film su psicopatici che sequestrano intere famiglie ne sono stati fatti a bizzeffe, ma questo resta assolutamente innovativo nel suo campo. Innanzitutto perché i rapitori non hanno nessuna intenzione venale, vogliono solo "giocare" con le loro vittime, ma è interessante soprattutto perché, sotto sotto, è il regista che sta facendo un...
voto al film: 
29 aprile 2012 Opinione di chester82 su "Funny Games"
Ok, voleva diffondere il suo film anche agli yankee... ma a noi italiani non ce lo potevano risparmiare? Visto che qui il primo per fortuna è arrivato, ed è impossibile non fare paragoni. Questa versione manca completamente dell'angoscia irresistibile legata al realismo dell'anonimia degli attori (comunque bravissimi) e della fotografia dell'originale. Si perde l'inquietante contrasto fra i due psicopatici, che giocano col pubblico ammiccando con leggerezza, e il terrore "reale" vissuto...
voto al film: 
26 agosto 2010 Opinione di barabbovich su "Funny Games"
Dieci anni dopo la prima versione del film, Haneke realizza un'opera-fotocopia spostandone l'ambientazione negli Stati Uniti e cambiando il cast. Il senso dell'operazione può essere compreso soltanto facendo ricorso alle stesse parole del regista, secondo il quale anche il pubblico americano merita la sua massiccia dose di pulp. Come nel suo gemello, Funny games U.S. mette in scena un plot di agghiacciante crudeltà, che non concede nulla agli estetismi del genere lasciando gli...
voto al film: 
26 luglio 2010 Opinione di emmepi8 su "Funny Games"
Un remake dello stesso regista, che si distingue dall'originale qualificando in modo più evidente i personaggi, interpretati qui da attori di nome e che, nel caso della Waits, producono anche. Era utile farlo? Non saprei davvero, senz'altro l'approccio commerciale è molto più in agguato, ma il regista non rinuncia al suo sguardo feroce e sadico, che lo ha contraddistinto in questa storia anche nel precedente. La violenza che prende corpo in maniera disperata e...
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10 luglio 2010 Opinione di nandolustig su "Funny Games"
rispetto al film del 1997,secondo me è meno bello,sempre valido però nel confronto perde qualcosa voto al film 7
voto al film: 
27 giugno 2010 Opinione di supadany su "Funny Games"
VOTO : 6++. Haneke gira il remake in lingua inglese di un suo famoso film degli anni novanta, riproponendo pari pari le stesse macro situazioni dell’originale (ovviamente non posso ricordarmi i dettagli dato che l’ho visto più di dieci anni fa) con la scusante di far conoscere la sua opera anche a chi non è tanto avvezzo a guardarsi un film austriaco. Un po’ ‘sta cosa puzza, comunque sia, sorvolando su questo “dettaglio”, è ovvio...
voto al film: 
13 maggio 2010 Opinione di bellahenry su "Funny Games"
partiamo con una delle cose piu belle del film...la sigla! si perchè in pochi minuti basta un cambiamento di colonna sonora per farci capire che trama si sta per srotolare davanti ai nostri occhi e ci prepara a tutto. poi il film prosegua come da pronostico,con questi due ragazzini che ne combinano di ogni...ma alcune cose mi hanno colpito. la violenza in questo film è tanta,è gratuita ,è brutta ma non viene MAI mostrata. la percepiamo dalla facce,dai rumori,dalle...
voto al film: 
2 maggio 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Funny Games"
Non entro nel merito della scelta più o meno commerciale di aver girato una versione "americana" di questo film anche perchè non ho ancora visto l' originale e Haneke l' ho scoperto da poco. Quello che ho visto qui mi è piaciuto. Angoscia, cattiveria, sadismo, noia, effetti cromatici, recitazione, messa in scena. Le riflessioni ed i vaneggiamenti di Michael Pitt mettono i brividi, impossibile avere un happy end, l' intento della pellicola è tutt'altro che...
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- negative [17]
- sufficienti [17]
- positive [30]
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