Hunger (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Hunger: assente
Ritmo ritmo in Hunger: forte
Impegno impegno in Hunger: forte
Tensione tensione in Hunger: forte
Erotismo erotismo in Hunger: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Hunger

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Hunger (voti: 92 media: 4,11) 92

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locandina di Hunger

Trailer italiano ufficiale

Hunger Trailer italiano ufficialeplay

12/02/2013

Dizionario dei film 2012 ("Hunger")

 Hunger, vincitore  di una più che meritata Caméra d’or nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes di qualche anno fa, è...

di Travis Bickle 1979

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La trama

La dura escalation delle proteste all'interno della Maze Prison in Irlanda del Nord, intorno all'inizio degli anni 80, quando i detenuti politici repubblicani, tra i quali Bobby Sands (Michael Fassbender), facevano di tutto per cercare di guadagnare uno status differente da quello dei delinquenti comuni a cui venivano assimilati. 

Dramma in tre atti di brutale bellezza, Hunger è più del classico pugno nello stomaco: è un assalto sensoriale allo spettatore, costretto a seguire McQueen in un percorso fatto di grida e silenzi, di fetore e piaghe, filmato sul confine indicibile fra umano e disumano. Quello di Steve McQueen è cinema a mano armata, e ci tiene tutti nel mirino.

Incluso nelle taglist:

 

MORIRE PER UN IDEALE

Raccontare quanto accaduto nel 1981 all'interno del blocco di alta sicurezza della prigione di Maze, nel nord dell'Irlanda, permette di fornire informazioni che difficilmente si possono trovare sui libri o negli archivi di storia. Vedere e sentire il resoconto diretto degli eventi, ordinari e straordinari, ha consentito infatti al regista Steve McQueen di soffermarsi anche su elementi che vanno al di là della semplice cronistoria, riflettendo su ciò che vuol dire morire per una causa, un'astrazione che assume una risonanza contemporanea se si pensa a come, in un atto finale di disperazione, il corpo, a torto o a ragione, sia usato sempre più spesso come strumento ultimo di lotta politica.

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TERRORISTA O MARTIRE?

La storia di Bobby Sands è rimasta nella mente di McQueen da quando, da piccolo, ogni sera vedeva la sua immagine al telegiornale e ascoltava i resoconti del suo forsennato sciopero della fame, ravvisandovi il simbolo dell'unico baluardo di resistenza che un bambino della sua età poteva avere contro lo strapotere di una madre che lo costringeva contro la sua volontà a mangiare. Il progetto effettivo, poi, di farne un film arriva soltanto nel 2003. La guerra in Iraq non era ancora scoppiata ma da lì a poco le immagini di Guantanamo Bay e del carcere di Abu Ghraib avrebbero fatto il giro del mondo, mostrando a tutti coloro che hanno la memoria corta come la storia ciclicamente tenda a ripetersi, costruendo inaspettati parallelismi su cui poter indagare. Essendo la sua prima sceneggiatura, McQueen si è quasi visto costretto a cercare qualcuno che lo aiutasse nella stesura del copione e fondamentale è stato l'incontro con il drammaturgo Enda Walsh, astro nascente del teatro, dotato di scrittura visionaria ed estremamente attento ai dialoghi.

ESPANDI +

 

 

GIRANDO HUNGER

Come in un quadro di Velazquez o di Goya, ogni frammento di Hunger ha al suo interno elementi di violenza e di bellezza, grazie alla composizione dell'immagine e alla scelta di girare con un aspect ratio di 02:35:1, che consente di avere sullo stesso piano gli elementi centrali della narrazione e ciò che fa loro da cornice. A ciò ha contribuito l'esperienza di McQueen nel campo della videoinstallazione e l'apporto di tutta la squadra di tecnici di scena e scenografi, attenti che ogni particolare fosse al proprio posto per non distrarre lo spettatore o infastidirlo ed esprimere al massimo la psicologia di ogni situazione.

Dopo aver scelto il giovane Michael Fassbender e Liam Cunningham per le parti di Bobby Sands e padre Dominic Moran, la produzione si è avvalsa di attori reclutati nel nord dell'Irlanda, dove la gente sentiva ancora la storia di Sands come forte e attuale.

ESPANDI +

 

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 17/2012

La routine di un uomo qualunque. Si alza al mattino, si medica le nocche sbucciate e livide, saluta la moglie, verifica che non ci siano ordigni esplosivi attaccati alla sua auto, e va a lavorare. L’uomo fa il secondino in una prigione dell’Irlanda del Nord, nel 1981, quando i detenuti appartenenti all’Ira mettono in atto varie forme di protesta, tra cui il rifiuto di indossare le uniformi, di lavarsi e infine di mangiare, affinché il governo inglese riconosca loro lo status di prigionieri politici. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 10/04/2012 - utile per 48 utenti

Voto al film: voto ottimo

Pare che qualche cosa si sia mossa finalmente intorno allo straordinario esordio cinematografico di  Steve McQueen, uno dei più significativi di questi ultimi 10 anni (parlo ovviamente dell’ottimo risultato raggiunto con Hunger, vincitore per altro di una più che meritata Caméra d’Or nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes di qualche anno fa) e che ci siano adesso buone prospettive per una sua visione allargata. Bisognerà vedere però come sarà effettivamente fatta la sua distribuzione in sala, e in quante città riuscirà poi ad approdare davvero (in base al numero delle copie che saranno rese fruibili e alla disponibilità degli esercenti a “rischiare”, visto il disinteresse crescente del pubblico pagante per il cinema di qualità), e soprattutto che tenuta gli sarà poi di fatto garantita, poiché per il momento è difficilissimo azzardare pronostici: non lo si vede ancora troppo in giro e se continua a circolare un po’ marginalmente, lo fa in forma semiclandestina e soltanto in qualche rassegna “specializzata” sponsorizzata dalle realtà d’essai delle città più organizzate e sensibili. Ricordo comunque agli interessati, che il film è anche reperibile in rete (in versione originale sottotitolata in italiano). Credo anzi (o almeno lo spero) che sia stato proprio attraverso tale fonte che una pellicola così importante ma  poco considerata dal “sistema cinema Italia” abbia già potuto  “godere” di un contatto e un rapporto più capillare col pubblico, certamente superiore a  quello che gli era stato garantito dal suo semplice e un po’ frettoloso  passaggio da un festival sia pure prestigioso come quello di  Cannes (comunque sempre un po’elitario e abbordabile soprattutto dagli “addetti ai lavori” e da pochissimi altri fortunati).
Quello di Steve McQueen (e ne abbiamo avuto una conferma anche con il successivo Shame)  è un cinema tutt’altro che schematizzato, che privilegia spesso l’enfasi dei dettagli, poggia la sua forza sulla potenza di un impatto visivo di insolita ed eccezionale levatura e sulla rarefazione dei dialoghi, visto che la sua linfa vitale si nutre anche di frequenti e prolungati silenzi sorretti però da movimenti di macchina a volte frenetici, altri più sussiegosi, finalizzati a privilegiare un particolare, un volto, un corpo, un gesto, e dove le parole diventerebbero assolutamente “sussidiarie” alla più esplicita e diretta esposizione empatica anche violenta di immagini spesso tanto crudeli e veritiere da risultare quasi insostenibili allo sguardo che non si peritano a mostrare in tutta la sua tragica fisicità, la carne nuda, degradata e martoriata dei protagonisti presenti sulla scena. Una modalità di rappresentazione tutt’altro che univoca comunque poiché il regista ha poi anche il coraggio e l’intelligenza di modificarsi all’occorrenza in corso d’opera arrivando a dare una forma diversa ma ugualmente “necessaria” al suo racconto filmico: qui ce ne dà una tangibile e significativa dimostrazione pratica  piena di pathos e di partecipazione emotiva, proprio quando decide di “fermare” per un lungo tratto il vorticoso itinerare della macchina da presa per fissarla indelebile nella immobile staticità di una prolungata ripresa a “scena fissa” (a suo modo comunque ugualmente dinamica) durante un “confronto a due voci” serrato e persistente, che non poteva essere affidato altro che alla parola, e che infatti qui vive e si alimenta proprio della  potenza traumatica che solo una sofferta  intensità “verbale” di fortissimo impatto anche drammatico tutta affidata  alla forza affabulatrice del parlato che in altre parti è  invece meno presente e quasi sussidiario. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Hunger


28 aprile 2013 Opinione di amandagriss su "Hunger"
amandagriss

  In un penitenziario dell'Irlanda del Nord, un sostanzioso gruppo di militanti dell'IRA (tutti giovani al di sotto dei trent'anni) protestano per ottenere dal governo inglese,sotto la rappresentanza della Lady di ferro Margaret Thatcher,lo status di prigionieri politici (perché la sua negazione annienta il significato stesso della lotta armata). Dalla protesta 'delle coperte e dello sporco', che si protrae già da tempo senza apportare concreti risultati se non violenti provvedimenti...

voto al film: amandagriss assegna il voto buono a Hunger (2008)

nessun commento
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13 aprile 2013 Opinione di Badu D Shinya Lynch su "Hunger"
Badu D Shinya Lynch

Hunger è un'opera simbolicamente emorragica, che si riversa silenziosamente nell'anima dello spettatore, alla ricerca di un rifugio fertile, di una casa, di un tiepido nido nel quale soffrire e disperarsi in solitudine, senza voler necessariamente disturbare l'intero pubblico. Hunger è un film che prende a pugni chi lo assorbe e chi lo vive, ma non ha pretese scolastiche o rivoluzionarie, ha solo la rabbiosa umiltà di far sentire e vedere il livido che ricopre e caratterizza l'essere...

voto al film: Badu D Shinya Lynch assegna il voto ottimo a Hunger (2008)

4 commenti
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12 aprile 2013 Opinione di AtTheActionPark su "Hunger"
AtTheActionPark

CONTRO HUNGER   Premessa. Per questa opinione mi riferirò solo ed esclusivamente al film in questione – dunque, senza premesse relative alle varie attività svolte del regista, essendo già state descritte bene da chi mi ha preceduto -, per cercar di mettere in luce le aporie che, a mio parere, affliggono il film. Sottolineo fin da subito che il voto, negativo, è da considerare da un punto di vista “ideologico”, dato che, ovviamente, a livello qualitativo (nel senso proprio di...

voto al film: AtTheActionPark assegna il voto mediocre a Hunger (2008)

14 commenti
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28 febbraio 2013 Opinione di Booh su "Hunger"
Booh

"Miglior esordio cinematografico di sempre" la dice tutta, infatti il film è straordinariamente riuscito, nel migliore dei modi, ringraziamo Steve McQueen per il suo grande e notevole impegno. La Maze Prison, che orrore. "Hunger" racconta la dolorosa storia di Bobby Sands che, protestando per avere uno status diverso, finisce in prigione, e vive l'esperienza della sofferenza, dell'isolamento dal mondo (se così si può definire), ma sopratutto il dolore, la tortura. Apparentemente noioso,...

voto al film: Booh assegna il voto ottimo a Hunger (2008)



17 gennaio 2013 Opinione di ezio su "Hunger"
ezio

Avviso per i naviganti : non e' un film per tutti ma trattasi di una pellicola estrema,disturbante fino alla fine,girato nelle carceri irlandesi con Fassbender che impersona un attivista dell'i.r.a. in sciopero della fame con un'ideologia dogmatica estrema.Da vedere anche per il contenuto ideologico del film,oltre che per la violenza di una realta' esasperante.

voto al film: ezio assegna il voto buono a Hunger (2008)


13 novembre 2012 Opinione di Stefano L su "Hunger"
Stefano L

Per apprezzare fino in fondo l'ambizioso lungometraggio di  Steve McQueen bisogna realmente calarsi nel contesto storico-sociale della difficile situazione nordirlandese durante il primo mandato della Thatcher. Bobby Sands, l'attivista della Irish Republican Army, dopo aver scontato diverse pene per essere stato un membro del Primo Battaglione della Brigata Belfast, passò gli ultimi anni della sua vita nel penitenziario di Long Kesh, dove assieme ad altri "prigionieri politici" iniziò un...

voto al film: Stefano L assegna il voto buono a Hunger (2008)

nessun commento
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4 settembre 2012 Opinione di Deiv90 su "Hunger"
Deiv90

Uno degli esordi più riusciti e significativi di sempre, capace di consegnarci un altro nome da inserire nel taccuino dei registi dal talento innato: Steve McQueen. Presentato a Cannes e vincitore della Camera d'Or quele migliore opera prima, Hunger è il resoconto dell'ultimo periodo di vita di Bobby Sands, attivista politico e membro dell'IRA per l'Irlanda libera. Non è un banalissimo romanzo carcerario, né tantomeno un dramma strappalacrime. Hunger dice tutto già dall'immediatezza...

voto al film: Deiv90 assegna il voto buono a Hunger (2008)

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27 agosto 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Hunger"
alfatocoferolo

Stavo per scrivere che il film è una palla ma non sarei stato corretto. In realtà sono due palle. Enormi. Su tutte la scena dell'inserviente che pulisce il corridoio, lì non ce l'ho fatta ed ho premuto il fwd. Il regista, in un lampo di genio ha ben pensato di sbobinare tutta l'operazione in tempo reale, un divertimento che non vi dico. La storia ed il suo contesto politico sono interessanti ed i dialoghi tutto sommato ben fatti, il problema è trovarli nell'enorme massa di silenzio,...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a Hunger (2008)

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20 giugno 2012 Opinione di nickoftime su "Hunger"
nickoftime

Le polemiche e le discussioni sollevate all'uscita dei film che ricostruiscono la recente cronaca italiana impallidiscono di fronte all'esperienza che si prova durante la visione di Hunger il primo film di Steve Mc Queen recuperato con molto opportunismo ma sempre recuperato dalla distribuzione italiana in seguito al successo veneziano (Shame) dell'accoppiata Fassbender/Mc Queen. Se nel nostro paese si invoca un cinema che faccia nomi e cognomi, ricordiamo la polemica di Vittorio Agnoletto...

voto al film: nickoftime assegna il voto buono a Hunger (2008)

nessun commento
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12 giugno 2012 Opinione di marco bi su "Hunger"
marco bi

Andare al cinema a vedere il film “Hunger” (fame) mi ha fatto male! E non tanto per il raffreddore rimediato a causa dell' aria condizionata fredda anche a Maggio, quanto per le immagini così realistiche, crude e violente, da rimanermi negli occhi per giorni e giorni… La storia è vera ed è rappresentata talmente bene da sembrare un documentario. Siamo nel 1981, in una prigione dell'Irlanda del nord, alcuni detenuti  appartenenti all' IRA, tra cui il carismatico Bobby Sands...

voto al film: marco bi assegna il voto buono a Hunger (2008)

3 commenti
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