Ladri di biciclette (1948)
Con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carell, Elena Altieri
03/05/2012
Tutti in bici al cinema!
Forte del successo (grazie! grazie!) dei due post-collezione di figurine della settimana scorsa (piscine e case in cui vivere), ci riprovo. Molto semplicemente qui si tratta di pedalare....
di Database
La trama
Alla fine della Seconda guerra mondiale, il disoccupato Antonio trova finalmente un impiego come attacchino, ma gli rubano la bicicletta. Dopo una denuncia senza speranza alla polizia, l'uomo inizia col figlio Bruno una frustrante ricerca per tutta Roma, poi, disperato decide di rubarne una. Ma Antonio è viene sorpreso in flagrante, e...
Film chiave del neorealismo italiano, interpretato da attori non professionisti e interamente girato in esterni sulla base di una sceneggiatura scritta da Cesare Zavattini e dallo stesso De Sica. Premiato nel 1949 con l'Oscar come miglior film straniero. Piccola comparsata per un giovane Sergio Leone.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 11/06/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [53]
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18 maggio 2013 Opinione di TheWarOfEcho su "Ladri di biciclette"
Antonio Ricci riesce a trovare lavoro come attacchino, comprando con molti sacrifici una bicicletta che lo aiuterà nel suo lavoro. Durante uno dei suoi primi giorni lavorativi, un giovane ladro gli ruba la bici e Antonio si affannerà, insieme al figlio Bruno, alla ricerca di essa, data l'importanza che ha per il suo lavoro. Una pietra miliare del cinema neorealista e del cinema italiano in toto, che racconta con crudezza e passionalità una vicenda tristissima e pregna della povertà (non...
voto al film: 
1 febbraio 2013 Opinione di Carlo Ceruti su "Ladri di biciclette"
E' probabilmente il simbolo ed il miglior esempio del neorealismo italiano. De Sica muove la macchina da presa sugli scenari poveri e devastati dalla guerra, evitando spesso e volentieri i palazzi, le automobili e qualsiasi altra cosa che dia l'impressione di "solidità e sicurezza". E' una macchina da presa indomita e sofferente, che predilige i volti e le espressioni della "gente di strada" e non degli attori professionisti, perché i primi portano sul volto i segni della vera sofferenza e...
voto al film: 
25 agosto 2012 Opinione di sbrocchi su "Ladri di biciclette"
Capolavoro del cinema italiano e del filone neorealista. Cos'altro aggiungere su un film che fa commuovere ancora dopo 64 anni ? La bravura di De Sica è stata soprattutto quella di rappresentare la speranza e la gioia del povero padre disoccupato dopo aver trovato un lavoro da attacchino e potersi permettere una vita decente con la sua famiglia, e subito dopo il dramma dello stesso uomo dopo che gli hanno sottratto lo strumento (la bicicletta) per poter lavorare e quindi sopravvivere...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Ladri di biciclette"
DACCI OGGI (E ANCHE DOMANI) IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO Ancora oggi, dopo quasi sessanta anni dalla sua uscita, questo film mantiene intatto il fascino e la potenza lirica che lo contraddistinguono. E pensare che quando comparve nelle sale, i critici lo stroncarono come vergogna dell’Italia (perché, come diceva il grande Minosse Giulio Andreotti, “i panni sporchi si lavano in casa”) salvo poi rivalutarlo un anno dopo, quando l’Academy Awards gli consegnò l’ambito...
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16 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "Ladri di biciclette"
Dopo il meraviglioso Sciuscia'(1946), il regista De Sica dipinge letteralmente sullo schermo questo reale ed autentico ritratto di un'Italia ancora sconvolta dal dramma della guerra,se Sciuscia' era piu' che altro un'incentrarsi sulla vita quotidiana dei "ragazzi della guerra" in questo affresco drammatico il regista si sofferma sulla lotta alla sopravvivenza tra emarginati che vivono alla giornata senza sapere come sara' il domani,il tutto filmato con lo sfondo di una Roma dalle periferie...
voto al film: 
13 ottobre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Ladri di biciclette"
Straordinario ritratto di una società a pezzi. De Sica riesce a rappresentare la disperazione (e le speranze) di un uomo senza cadere mai nel melodrammatico, senza falsi vittimismi né eroismi, senza separazione fra buoni e cattivi (anche il ladro in fondo è un disperato). Stupendo.
voto al film: 
17 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Ladri di biciclette"
Diciamo la verità: temo a dare tre stelle a questo film. Temo insulti, bestemmie ed accuse di incapacità.D'altra parte però, che altro potrei fare? Dare un bel voto solo perché lo fanno tutti poichè questo film è un classico del nostro cinema, ha fatto storia, è un vanto della nostra nazione? Questo non lo discuto, tuttavia se la mia opinione personale è diversa dal resto del carro, io non posso fare altro che riportarla così...
voto al film: 
20 ottobre 2010 Opinione di Palangaman su "Ladri di biciclette"
Mi sono scritto in un cineforum da Frosinone della rassegna De Sica e questo era il primissimo film. Martedi scorso alle ore 7 di sera. Eravamo io e l'amico Tignola da Frosinone e appena il film ha cominciato ho subito capito che cera qualcosa di strano. Infatti il film era in bianco e nero ma io non mi sono mai chiesto il perchè. A questo punto vi dico che non ho fatto! Ci dico a Maurizio (Tignola) "Ma quando esce Cristian De Sica?" Con mio stupore capisco che non era critsian...
voto al film: 
8 ottobre 2010 Opinione di stanley kubrick su "Ladri di biciclette"
(Quasi) tutto il neorealismo italiano è rappresentato da 2 film: Roma città aperta e Ladri di biciclette. Il secondo è il capolavoro "povero" di De Sica (Vittorio non il suo figliolo). Dico povero perchè tutti gli attori (e che attori) sono, come si diceva a quel tempo, presi dalla strada. Gli attori sono espressivi come in pochi film che ho guardato. Le scene sono lunghe ma il bello è che non ti annoiano. Il bambino fa piangere alla fine del film in una...
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- negative [4]
- sufficienti [4]
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