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Opinione di Paul Hackett su Be Kind Rewind. Gli acchiappafilm





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24/09/2011 voto al film: voto buono

Sul film

 
Per compensare l'accidentale smagnetizzazione delle vhs dello scalcagnato videonoleggio nel quale lavora, il mite commesso Mike si fa coinvolgere dal bizzarro amico Jerry nel progetto di girare dei remake “maroccati” (“sweded”, in originale) dei film più richiesti. L'idea, a dir poco squinternata, imprevedibilmente ha successo e Mike e Jerry intensificano la produzione di pellicole “fatte in casa” nel tentativo di scongiurare l'abbattimento del vetusto edificio nel quale sorge la videoteca. Ma l'avido potere degli studios hollywoodiani arriva anche nella più anonima delle cittadine del New Jersey... “Be kind rewind” è una deliziosa commedia, simpaticamente inverosimile, sul fascino del cinema e sul potere dell'amicizia e della solidarietà che fa la differenza tra un agglomerato di persone che vivono nello stesso luogo e una vera e propria collettività. Michel Gondry, pur girando un film pieno di fantasia, limita non poco le sue escursioni nel surreale, rinunciando sia ai ponderosi temi di “Se mi lasci ti cancello” e sia alle iperboli immaginifiche de “L'arte del sogno”: il risultato è una pellicola piacevolissima, popolata da personaggi amabili e svitati, tenacemente abbarbicati attorno al proprio sogno e alla propria “irregolare” visione della vita, nobilmente lontana dal culto ossessivo per la propria immagine e per il dio profitto che sembra essere l'unica chiave di lettura possibile della società occidentale da un po' di anni a questa parte. In questo senso “Be kind rewind” sembra roba d'altri tempi, proprio come alcuni dei classici omaggiati dai nostri eroi e proprio come le obsolete videocassette, in qualche modo protagoniste del film e chiara metafora del passato inesorabilmente schiacciato dagli spesso dubbi benefici della modernità. Incontenibile come sempre il bravissimo Jack Black (per quanto mi riguarda uno dei volti più simpatici e sottovalutati del cinema americano), ben coadiuvato da un candido e misurato Mos Def, da una frizzante Melonie Diaz e con i vecchi volponi Danny Glover e Mia Farrow a supervisionare il buon esito dell'operazione. Michel Gondry si conferma per l'ennesima volta uno dei registi più fantasiosi e creativi oggi in circolazione: il suo cinema non è per tutti i gusti ma sicuramente non lascia indifferenti. Un piccolo film da non perdere per chiunque non voglia rinunciare all'Arte di Sognare: quattro stelle.
 


SI

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