Hollywood Party (1968)

[The Party, USA 1968, Commedia, durata 99']   Regia di Blake Edwards
Con Peter Sellers, Claudine Longet, Steve Franken, Jean Carson



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Hollywood Party: molto forte
Ritmo ritmo in Hollywood Party: forte
Impegno impegno in Hollywood Party: minimo
Tensione tensione in Hollywood Party: assente
Erotismo erotismo in Hollywood Party: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Hollywood Party

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Hollywood Party (voti: 147 media: 4,12) 147

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locandina di Hollywood Party

04/11/2011

I bambini (?) li guardano.

PRESENTAZIONETutto cambia e si trasforma, nel tempo, i corpi, le idee (a volte), i paesi, i siti internet…e i   bambini, nel frattempo, crescono. Si preparano ad abbandonare quel...

di Immorale

La trama

L'attore indiano Hrundi V. Baksh, assunto come comparsa in un film, si dimostra talmente maldestro da distruggere il set. Viene cacciato ma, per sbaglio, la sera stessa viene invitato a un party nella villa del produttore. Con le sue gaffe a raffica, che provocano disastri, che a loro volta provocano altre gaffe, semina scompiglio dappertutto. 

È forse il punto più alto raggiunto dalla coppia Edwards/Sellers. A ogni gag se ne sovrappone un'altra in un crescendo di comicità, ad un ritmo rallentato e inesorabile. Sberleffo estremo verso il mondo di Hollywood e manifesto anarco-pop senza freni.

L'opinione più votata

Di yume scritta il 18/11/2010 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto ottimo

Peter Sellers fa l’indiano, sì, nel senso di indostano, è Hrundi Bakshi, una comparsa (il regista voleva un vero indiano sul set, e cosi…) e suona la tromba durante un assalto a fuoco nel deserto.
Colpito a morte, continua a suonare fino allo sfinimento.
Il bello è che non doveva continuare a suonare, ma lui lo fa, immaginiamo come, e l’effetto comico comincia a crescere fin dalla prima sequenza.
Poco dopo praticamente distrugge il set perché si allaccia la scarpa poggiando il piede su un detonatore e da quel momento non c’è tregua, le gag si susseguono senza posa, ma a combustione lenta, slow burning, Edwards ci lascia il tempo di assorbire tutta la carica comica di una scena per poi passare all’altra, in un crescendo quasi insostenibile, fino all’apoteosi finale.
Il party nella villa opulenta del produttore hollywodiano è il nuovo set, stavolta reale, per le mirabolanti imprese di Hrundi, invitato per uno di quei meccanismi di ribaltamento del normale corso delle cose che sono alla base della fenomenologia del comico.
L’intento derisorio di un certo ambiente del cinema è evidente e forse non c’è neanche da soffermarsi più di tanto, il comico è eversione o non è, dunque il bersaglio è scontato, sono i riti e i miti di quel mondo di cartapesta, ma guai se l’intento didascalico si mostrasse prevalente, non staremmo a ridere a crepapelle a quarant’anni di distanza.
Chiediamoci invece quale sapiente mistura di ingredienti, capaci ancora oggi di divertirci, fanno di questo film un capolavoro del comico cinematografico, degno di stare alla pari con gli stracult del genere.
Innanzitutto lui, Peter (doppiato come al solito egregiamente dal grande Rinaldi) con la sua aria candida, a volte surreale, la gestualità perfetta per ogni occasione, la mimica facciale al giusto dosaggio, gli accessori glamour (vestito della festa con pantalone che si è fatto corto, cravatta-lenzuolo in tinta coi calzini arancio fosforescente, mocassino bianco che dà il via ai disastri in villa con piscina).
A far da corona a tanto capocomico c’è una serie di personaggi spalla, a loro volta generatori di comico: il cameriere beone che barcolla ma tiene bene fino all’ultimo, il maitre che lo vuol strangolare, l’attor giovane e molto macho con loock alla Elvis, il padrone di casa, inebetito da quello che accade, ma che intanto si preoccupa di salvare i quadri (uno Chagall l’aveva piazzato sopra il water, e il nostro Hrundi lo fa cadere dentro lo sciacquone!), la moglie  fru-fru che cade a ripetizione nella piscina ormai invasa da una schiuma che si gonfia sempre più e dilaga ovunque, bioccoli di sapone in aria come neve, il tutto nato dalla necessità di lavare con acqua e sapone un bell’elefantino, arrivato alla fine anche lui sulla scena al seguito dei boys di casa, di ritorno dalla manifestazione (poteva mancare? ESPANDI +
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Opinioni su Hollywood Party


27 dicembre 2012 Opinione di drummin su "Hollywood Party"
drummin

Questi film un po' vecchiotti si valutano male. Sinceramente non è molto esilarante ed è abbastanza scontatino e fastidioso a tratti. A me è piaciuto via via il macello crescente che si genera nella festa fino alla schiuma che invade tutto. Questi film forse sono innovativi nel tempo in cui nascono ma ai giorni nostri è meglio un bel Fantozzi

voto al film: drummin assegna il voto sufficiente a Hollywood Party (1968)

nessun commento
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14 ottobre 2012 Opinione di contemalfido su "Hollywood Party"
contemalfido

Film pessimo fin dall'inizio. Ho letto accuratamente le tante recensioni entusiaste, ma non le ho capite. Peggio per me

voto al film: contemalfido assegna il voto pessimo a Hollywood Party (1968)



3 ottobre 2012 Opinione di MichaelMyers98 su "Hollywood Party"
MichaelMyers98

Hollywood Party è un film di Blake Edwards del 1968. Si tratta di una delle commedie più famose del mondo, ed uno dei punti più alti del sodalizio Edwards-Sellers.  Probabilmente la commedia anarchica più bella del mondo. Non un momento di pausa o riflessione. Tutto il film è un bombardamento di gag a manetta. E' questo che voglio vedere in una commedia. 

voto al film: MichaelMyers98 assegna il voto ottimo a Hollywood Party (1968)

nessun commento
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13 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Hollywood Party"
marcopolo30

Geniale pellicola di Blake Edwards. Si potrebbe definire questo “Hollywood Party” come la somma fra un ben riuscito film comico dell'epoca del muto e dialoghi surreali portati avanti da un devastante Peter Sellers. Mitico.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Hollywood Party (1968)

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23 marzo 2011 Opinione di Auguste su "Hollywood Party"
Auguste

"Molto bello barzelletto!" Senza finire nei film di serie-B(o serie-C!)potrei tranquillamente dire che "Hollywood Party" - di sicuro tra i miei film preferiti in assoluto - è quello che mi ha fatto ridere di più. Bellissime le trovate comiche, grandissimo Sellers, il film è però caratterizzato anche da un'acuta satira sociale(nulla di originalissimo, comunque) in cui a venire presa di mira è la Hollywood perbenista e borghese che nasconde il proprio...

voto al film: Auguste assegna il voto ottimo a Hollywood Party (1968)

3 commenti
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16 gennaio 2011 Opinione di michel su "Hollywood Party"
michel

  LA RISATA AL POTERE Hollywood, 1968. Un attore indiano viene invitato per errore a una festa di vip. Circondato da tipi eccentrici e grossolani, aspiranti stelline, maggiordomi impettiti, camerieri ubriachi, danzatori russi e contestatori educati, l'uomo, a disagio, cerca di essere gentile con tutti ma provoca disastri a ripetizione. Tra gli ospiti c'è anche una cantante al debutto che preferirà rinunciare alla carriera piuttosto che cedere agli appetiti del suo...

voto al film: michel assegna il voto ottimo a Hollywood Party (1968)

nessun commento
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18 novembre 2010 Opinione di yume su "Hollywood Party"
yume

Peter Sellers fa l’indiano, sì, nel senso di indostano, è Hrundi Bakshi, una comparsa (il regista voleva un vero indiano sul set, e cosi…) e suona la tromba durante un assalto a fuoco nel deserto. Colpito a morte, continua a suonare fino allo sfinimento. Il bello è che non doveva continuare a suonare, ma lui lo fa, immaginiamo come, e l’effetto comico comincia a crescere fin dalla prima sequenza. Poco dopo praticamente distrugge il set...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Hollywood Party (1968)

3 commenti
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30 ottobre 2010 Opinione di wang yu su "Hollywood Party"
wang yu

Visto per caso, all'inizio sembrava un western poi è arrivato Peter con la trombetta che mi ha fatto scompisciare dalle risate,una comicità a tratti geniale ma le grottesche peripezie e le mimiche facciali diventano ridondanti ed eccessive. Bello lo stile ma i momenti di farsa prendono il sopravvento sull'equilibrio narrativo. Sicuramente un film da vedere.

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a Hollywood Party (1968)



16 giugno 2010 Opinione di cheftony su "Hollywood Party"
cheftony

"Un film eccezionale, con una "lentezza" calcolata per alcune gag che può sembrare datata a qualche spettatore troppo giovane e troppo debitore verso il ritmo sincopato della MTV". Questo dice il Mereghetti su Hollywood Party. Non ha tutti i torti. Hollywood Party è una commedia di ottimo gusto, che propone gag sia candide sia irriverenti e anche a sfondo politico, come quella dell'elefantino hippie, senza cadere nella minima volgarità; è una simpatica favoletta,...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a Hollywood Party (1968)


15 giugno 2010 Opinione di Squall85 su "Hollywood Party"
Squall85

Dato le aspettative sono rimasto deluso. Ritmo troppo lento con molte gag che sinceramente non mi hanno quasi mai fatto ridere, alcune addirittura mi provocavano solo irritazione. Peter Sellers bravo ma non basta, la noia ha preso il sopravvento per tutto il film. Avrà anche molte altre sfacciettature oltre alla comicità, ma causa noia non ci si fà quasi nemmeno caso.

voto al film: Squall85 assegna il voto mediocre a Hollywood Party (1968)

9 commenti
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