Opinione di bradipo68 su Le petit lieutenant
Con Nathalie Baye, Jalil Lespert, Roschdy Zem, Antoine Chappey
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Sul film
La storia di Antoine,le petit lieutenent del titolo,che, appena ottenuto il grado di tenente, sceglie di trasferirsi dalla troppo tranquilla Le Havre(dove lascia sua moglie insegnante) ad un distretto parigino in prima linea,proprio perchè sente il bisogno di azione,di sentirsi un supersbirro di quelli americani alla Serpico o alla Callaghan.Si sente come tatuato addosso il suo essere poliziotto,più che una professione quella del tutore della legge per lui assume i contorni della vocazione.E'come un bambino alle prese con il suo nuovo gioco(non si può intepretare in altro modo la sequenza in cui Antoine per la prima volta in auto per portare del materiale ad un altro distretto,decide di usare la sirena come per sentirsi più grande ,più importante) .Beauvois sceglie uno stile disadorno,semidocumentaristico che ricorda molto da vicino il capolavoro Legge 627 di Tavernier.Poliziotti che la cinepresa immortala nella loro quotidianità,nel lavoro in ufficio,negli appostamenti,nelle riunioni fuori del lavoro.Ma sono soprattutto poliziotti che hanno tutti il loro bel carico di problemi personali.Antoine si integra alla perfezione con i suoi commilitoni e viene preso di buon occhio dal capo della loro divisione,Caroline.Quello che però i colleghi prendono schrzosamente per un infatuazione da parte della matura Caroline per il giovane Antoine nasconde un lutto pregresso e il problema dell'alcolismo(che le ha precluso una carriera ancor più brillante) dal quale sta cercando di uscire con gran fatica servendosi anche di sedute agli Alcolisti Anonimi.E anche Antoine ha problemi con la moglie che rifiuta di trasferirsi a Parigi.E'un polar sui generis il film di Beauvois(che si ritaglia una parte in secondo piano davanti alla macchina da presa) in cui la realtà domina incontrastata.La professione del poliziotto viene svuotata del tutto di enfasi,un perdersi tra scartoffie,autopsie(curioso il dialogo di Antoine col padre in cui afferma che a vedere l'autopsia gli è venuto in mente Mozart perchè non sa speigarsi come da un fegato,da dei polmoni e altri organi possa scaturire la poesia della musica di Mozart),intercettazioni telefoniche,interrogatori e indagini che spesso non portano da nessuna parte.Del resto non è questa la componente del film che interessa al regista che lascia le varie indagini abbastanza sullo sfondo.A lui interessa andare in fondo nei problemi dei protagonisti,descrive la monotonia delle loro vite condannate alla solitudine nella maggior parte delle serate(almeno quelle di Antoine e Caroline).La tragedia arriva improvvisa senza prodromi proprio come accade molto spesso nella vita reale.Beauvois è molto intenso nel tratteggiare il senso di colpa di Caroline nel finale del film quando con gli occhi gonfi cammina sul bagnasciuga in quel di Nizza dove le indagini hanno portato lei e la sua squadra alla caccia di un assassino.La Baye nonostante la sua innata eleganza è assai credibile nella parte di Caroline che mano mano diventa la protagonista assoluta del film.Un film in cui le vicende narrate non hanno un inizio e un termine certi.Le petit lieutenant è un istantanea di un distretto di polizia parigino,lacerante nella sua apparente ordinarietà.Uno spaccato di vita da flic assolutamente da vedere.
Sulla regia di Xavier Beauvois
regia che rifugge i cichet del cinema action
Sull'interpretazione di Nathalie Baye
di classe sopraffina,una bellezza senza tempo.
Sull'interpretazione di Jalil Lespert
non il massimo dell'espressività.
Sull'interpretazione di Roschdy Zem
bravo nella parte del poliziotto di origine magrebina che ha dovuto lottare per integrarsi
Sull'interpretazione di Antoine Chappey
credibile
Commenti
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18 dicembre 2010, 10:41 di panflo
Bel commento! Ciao.
cancella commento cancella commento e blacklista panflo -
18 dicembre 2010, 11:10 di bradipo68
grazie panflo.E'bello soprattutto il film!
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