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La libertà di Brema

Regia di Rainer Werner Fassbinder vedi scheda film

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La recensione su La libertà di Brema

di millertropico
7 stelle

Anche in questo caso il film è praticamente il video (ripreso in 9 giorni e poi riversato in pellicola dopo essere passato per la televisione) del dramma  dallo stesso titolo ("La libertà di Brema" per l'Italia), scritto da Werner Rainer Fassbinder e da lui messo in scena nel 1971 per il Bremen Stadttheater di Brema).

Il testo teatrale (e quindi il film) si ispira ad un fatto di cronaca accaduto a Brema nell'ottocento.

La protagonista è Geesche Gottfried (Margit Carstensen) una donna ritenuta da tutti onesta e pia,  che nel lungo arco di tempo di 15 anni, si macchiò invece di ben 15 delitti.

Il ritratto femminile che Fassbinder ci offre è potente e problematico proprio per le ragioni da lui così ben messe a fuoco, che sono poi quelle che spingono la donna a questi efferati omicidi scoperti a posteriori solo nel 1831.

Geesche viene rappresentata infatti come una donna che, per potersi realizzare (e finalmente liberarsi all'interno di una società tutta al maschile in cui è costretta a vivere),  non vede altra strada che quella del delitto.

Il primo a farne le spese, è proprio Miltenbergen (Ulli Lommel, il suo tirannico marito. Sarà poi la volta della di lui madre (di cui non sopporta più i rimproveri per l'immoralità della sua vita) e poi persino i suoi due figli, colpevoli di far fuggirte con urla e chiasso, gli uomini che rimorchia e si porta a casa. Non si salva nemmeno il suo amante che prima induce al matrimonio fingendo di aspettare un figlio, ma che poi avvelena il giorno stesso delle nozze.

Ormai gli omici di susseguono senza interruzione, finchè la polizia viene messa sull'avviso da un amico di famiglia e arriva a smascherare le nefandezze della donna. Il finale naturalmente sarà tragico.

Fassbinder è bravissimo a rendere  la torbida l'atmosfera della storia, solo che la trasposizione in immagini risente troppo della natura tetrale dell'impostazione che rende il tutto sicuramente interessante, ma un po' farraginoso e questo ne limita un poco la portata e il valore.

Da segnalare in un ruolo secondario, la presenza nel cast di una giovanissima Hanna Schygulla.

 

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