I giorni contati (1962)
Con Salvo Randone, Franco Sportelli, Vittorio Caprioli
La trama
Cesare è un idraulico cinquantacinquenne, vedovo. Visto morire un coetaneo, Cesare diventa conscio che la morte potrebbe colpire anche lui. Decide così di lasciare il lavoro e godersi quel che gli resta da vivere. Ma è inutile rincorrere la giovinezza ormai passata, coltivare speranze che si risolvono in altrettante delusioni: per sconfiggere la disperazione e la solitudine non gli resta che tornare al lavoro. Intensa e amara elegia sullo sfiorire della vita, il film di Elio Petri tratta, con eccellenti sensibilità e misura, un argomento insolito. Salvo Randone è formidabile e dà alla figura di Cesare una "verità" eccezionale.
L'opinione più votata
Di 21thcentury schizoid man scritta il 05/12/2010 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Peccato. Il tempo, che spesso è galantuomo, ha comunque reso giustizia a questo titolo, al punto che oggi lo stesso viene quasi unanimemente considerato come uno dei lavori più belli di Petri.
Rimane tuttavia la curiosità di sapere, nel caso “I giorni contati” avesse perlomeno fatto registrare un buon incasso, come sarebbe proseguita la carriera del regista; se avesse ottenuto un riscontro favorevole al botteghino con una pellicola così angosciante, Petri avrebbe continuato su questa strada? E i film, meno tetri e più “spettacolari”, che ha realizzato in seguito, li avrebbe concepiti lo stesso?
Per farla breve: se “I giorni contati”, anziché un flop, fosse stato un successo, Petri avrebbe in ogni caso diretto pellicole come “Il maestro di Vigevano”, “La decima vittima”, “La classe operaia va in paradiso”, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “A ciascuno il suo” e “Todo modo”? La risposta, ovviamente, non la sapremo mai.
Quindi è meglio lasciar perdere le ipotesi fantasiose, tanto affascinanti quanto inutili, con le quali si cerca di immaginare quello che poteva essere e invece non è stato, per passare a parlare del film in questione.
Partendo da uno spunto personale (il padre del cineasta abbandonò il lavoro a cinquant’anni), Petri elabora una vicenda dai toni amari e riflessivi, il cui personaggio principale è un uomo, vedovo, di cinquantatré anni, Cesare Conversi, di professione idraulico, che, una mattina come tante, mentre si trova a bordo di un tram, assiste alla morte repentina di un suo coetaneo. Cesare nemmeno lo conosceva, il defunto, ma il solo fatto di averlo visto morire davanti ai suoi occhi increduli è stato sufficiente a farlo entrare in paranoia.
Da quel momento, egli vive nella ferma convinzione che la morte lo possa cogliere da un giorno all’altro.
Sicuro di ciò, contando sul fatto di avere a disposizione un po’ di denaro messo da parte in oltre trent’anni di duro lavoro, decide di abbandonare la propria attività per godersi appieno quel poco che, secondo lui, gli rimane ancora da vivere prima che la morte lo prenda con sé.
Completamente libero dagli obblighi della sua professione, Cesare comincia a vagare per Roma senza una meta precisa, quasi come fosse un fantasma.
Il suo vagabondare lo conduce in posti nei quali non era mai stato, a conoscere persone provenienti dal mondo dell’arte, ad imbattersi nei suoi amici, che si diverte a prendere in giro (come quando porta uno di loro al cimitero per dimostrargli quanto sia effimera la vita) perché, a suo dire, perdono tempo a lavorare invece di godersi l’esistenza, e ad incontrare una sua ex, Giulia, con la quale prova, invano, a riallacciare una relazione. ESPANDI +
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29 gennaio 2013 Opinione di ed wood su "I giorni contati"
Opera tra le migliori di un regista comunque sopravvalutato, a mio modesto parere. Petri aveva ottime idee, intuizioni geniali, il gusto del grottesco e del paradossale (vedi anche "La Decima Vittima" e "Indagine su un Cittadino"), un disincanto impresso nei volti e nei gesti dei suoi personaggi...ma non sempre riusciva a tradurre con continuità, potenza e lucidità questi interessanti presupposti. Anche in Giorni Contati, che comunque resta un'opera da vedere e ammirare (se non altro per...
voto al film: 
29 novembre 2012 Opinione di antonio de curtis su "I giorni contati"
Bel film di Elio Petri con un grande Salvo Randone(che sostituì nel ruolo Totò che costava troppo secondo il produttore Lombardo)
voto al film: 
23 novembre 2012 Opinione di michel su "I giorni contati"
Liberarmi dalla schiavitù del lavoro, riposarmi, vedere il mondo con nuovi occhi! Ma la vita che mi imprigionava era tutto quello che ero, fuori trovai solo la morte in attesa.
voto al film: 
13 settembre 2012 Opinione di Mulligan71 su "I giorni contati"
Uno dei film più importanti di Petri, che ha già insito il seme del suo cinema politicamente impegnato degli anni a venire. E' il 1962 e un bravissimo Salvo Randone interpreta un uomo spaventato, disilluso, alla ricerca di una vita che sente sfuggirgli nella banalità dei gesti quotidiani. Cerca un riscatto, ma è tardi, il suo tentativo di libertà si trasforma in una serie di delusioni. Film amaro, ma ancora molto moderno e attuale, seppur con qualche momento di stanca. Altri tempi,...
voto al film: 
21 marzo 2011 Opinione di MRSALZANO su "I giorni contati"
Ottima seconda regia di Petri, quì in notevole affinità con Antonioni (vedi anche la fotografia della Roma notturna). Superbo Salvo Randone che sarà grandissmo anche nel "Cittadino al di sopra di ogni sospetto" (è l'uomo che compra le cravatte azzurre) e nella "Classe Operaria" (dove interpreta "il militina" l'operaio impazzito). Complimenti per la recensione molto interessante! Voto: 8
voto al film: 
5 dicembre 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "I giorni contati"
(Attenzione, contiene spoiler) “I giorni contati” è l’opera più personale e sentita di un regista, Elio Petri, ancora oggi troppo colpevolmente sottovalutato. All’epoca della sua uscita nelle sale cinematografiche, il pubblico bocciò clamorosamente questo bellissimo film. Forse la causa del suo insuccesso commerciale è da ricercare nella cupezza e nella disperazione che permeano la storia da esso narrata, una storia su cui aleggia fortemente il tema della morte, ragione per la...
voto al film: 
20 novembre 2010 Opinione di luca826 su "I giorni contati"
VOTO 7/8 ESISTENZIALISTA (Tv 19 Novembre 2010) "I giorni contati" è un grande dramma esistenzialista, sviluppato secondo lo schema causa-effetto; il personaggio assiste ad un evento straordinario che genera in lui un ripensamento sulla vita stessa, sul senso del vivere, sul perchè vivere. Petri, Guerra e Romano delineano la sceneggiatura evitando ambienti borghesi (vedi Antonioni, qui invece Cesare è un semplice idraulico), inserendo l'azione in evocative locations di...
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17 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "I giorni contati"
film in se' molto triste ma cmq accettabile e onesto.voto.6.
voto al film: 
16 novembre 2010 Opinione di emmepi8 su "I giorni contati"
Un'altra ossessione esistenziale, che Petri affronta in maniera eccellente, per un uomo comune e diciamo pure di un livello intellettualistico più basso, questo a dimostrare che quando interviene il male di vivere non c'è casta che tenga. Un discorso svolto in maniera mirabile di una parte di vita dove interviene il pensiero sulla morte, e cioè sulla utilità o meno che la vita ha ancora potrebbe avere. Una riflessione amara e sensibilmente portata avanti,...
voto al film: 
16 novembre 2010 Opinione di OGM su "I giorni contati"
Un freddo minimalismo descrive i contorni di una vita svuotata dall'incombenza della morte, dalla consapevolezza che tutto è vano, che ormai è troppo tardi, ed il tempo perduto per tanti anni dietro alle futili vicende quotidiane non potrà può essere recuperato. Per Cesare, idraulico ultracinquantenne, la vista di un suo coetaneo, deceduto improvvisamente su un autobus in mezzo alla folla ignara, ha il potere di sottrarre senso ai suoi giorni, privandoli...
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