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Heimat 3 - Campioni del mondo

Regia di Edgar Reitz vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Heimat 3 - Campioni del mondo

di ethan
8 stelle

'Heimat 3 - Cronaca di una svolta epocale', terza parte della mastodontica opera-fiume di Edgar Reitz, è suddivisa in sei capitoli: 'Campioni del mondo' ne è il secondo ed è incentrato su un momento chiave per la Germania, vale a dire la riunificazione tra la RFT a Ovest e la RDT, meglio conosciuta come DDR, a Est in un unico paese, come prima del secondo conflitto mondiale, sancita ufficialmente il 3 ottobre 1990, ma anticipata dall'unione sociale, economica e monetaria avvenuta il 1° luglio, una settimana prima che la nazionale teutonica vincesse a Roma il suo terzo titolo di Campione del Mondo di calcio.

Il tempo cinematografico del film è quindi di un mese, scandito dalle partite della Coppa del Mondo, con la prima sequenza in cui un nervoso Gunnar Brehme (Uwe Steimle, il cui personaggio simbolicamente ha lo stesso cognome del calciatore che trasformerà il rigore, calciando di destro, lui mancino naturale, che sancirà la vittoria per 1-0 contro l'Argentina) cerca di indirizzare la parabola per ricevere meglio il segnale l'8 giugno, il giorno della prima partita, con altre scene in cui si segue l'escalation della squadra tedesca fino alla finale dell'8 luglio e i festeggiamenti nelle piazze poi, di pari passo con le vicende personali della galleria di personaggi che popolano 'Heimat': i soliti Clarissa (Salome Kammer) e Herman Simon (Henry Arnold), che si riconciliano e inaugurano la casa sul Reno, Tobi (Heiko Senst) e Ernst (Michael Kausch) si mettono in affari per commerciare in opere d'arte, Petra (Karen Hempel) si è messa con Reinhold, (Peter Gotz), definito da Gunnar, di Lipsia, 'il cretino occidentale'. Gunnar andrà a Berlino e venderà pezzi del Muro alla Warner Bros, mentre a Hermann verrà commissionata una sinfonia per la riunificazione.

Reitz, la cui macchina da presa è mobilissima e le cui immagini passano dal colore al bianco e nero e viceversa, abbandona la cupezza che caratterizzava gran parte di 'Heimat 2' per realizzare un'opera che tratta sempre temi universali ed intimi ma con toni più spensierati e da commedia. Questo capitolo è dominato dalla figura del perdente Gunnar, che, ingegnandosi, si riscatta dalle amarezze personali e mette in secondo piano tutti gli altri, a partire dai solitamente centrali  Hermann e Clarissa, qui ai margini del racconto.

Voto: 8.

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