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La sposa turca

Regia di Fatih Akin vedi scheda film

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La recensione su La sposa turca

di alexio350
8 stelle

Sibel è una bella ragazza turca che vuole vivere all'occidentale, libera di divertirsi e fare sesso a piacimento. Cahit è un uomo allo sbando, dedito alla droga e all'alcol; vive in una topaia piena di spazzatura e lattine vuote. Fatale risulterà il loro incontro in una clinica di Amburgo, dove sono stati ricoverati entrambi dopo un tentativo di suicidio. Inizia in questo modo La sposa turca, film di Fatih Akin che risale ormai al 2004. Sibel decide di proporre a Cahit di sposarla "per finta", in modo da ottenere la libertà agognata, altrimenti irraggiungibile. Lui è di origini turche, e per la famiglia di Sibel sarà più facile accettarlo. Dopo l'unione farlocca, tuttavia, la situazione si complica. Caith finisce inevitabilmente per innamorarsi della sua sposa - e come non innamorarsi di una donna così desiderabile che in più sa anche cucinare? Sibel, in apparenza più distaccata, passa con una certa disinvoltura da un amante all'altro; ma forse anche lei non è così indifferente al suo sposo, se reagisce male quando scopre che lui, come amante, si è scelto un'amica parrucchiera. Il resto della trama è la prosecuzione drammatica della vicenda, con il finale malinconico, nel risvolto di un possibile amore mancato.

 

La sposa turca è un film crudo e convincente, che riesce a raggiungere un duplice scopo. Il primo è quello di raccontare una storia d'amore fuori dai soliti schemi e dai soliti stereotipi - una storia d'amore che è anche una storia di solitudini che si incrociano, passando da un dolore all'altro, dalle strade di Amburgo a quelle di Istanbul. Il secondo scopo, anch'esso pienamente realizzato, è quello di rappresentare il ruolo della donna in una cultura che ne schiaccia la libertà, con tutto quello che può conseguirne. Una cultura che, trapiantata in terra straniera, può apparire diversa da come uno se la immagina; e risulta comunque scissa tra modernità e tradizione, richiamo del nuovo e un passato che non si può mettere da parte. Per questo il film di Akin, tra le altre cose, risulta di grande attualità.

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